17. Novembre 2019 · Commenti disabilitati su Sblocco Pedemontana: grave errore del Governo. Mancata un’attenta valutazione politica sull’utilità dell’opera · Categorie:Governo, M5S, Pedemontana · Tag: , , , , , , ,

In settimana il Governo ha sbloccato definitivamente la variazione al Piano Economico Finanziario di Pedemontana (il cosiddetto Secondo Atto Aggiuntivo), attesa con ansia dalla Regione per far partire il bando per la ricerca dei finanziamenti privati per terminare l’autostrada.

Il Movimento 5 Stelle fin dalla sua nascita è sempre stato contrario alla realizzazione di Pedemontana lombarda. Alla vuota propaganda delle giunte regionali della destra (da Formigoni a Fontana, passando da Maroni) il Movimento sul territorio ha sempre opposto dati e ragionamenti che dimostrano l’inutilità e la dannosità di un’opera che devasta il territorio lombardo. Al posto della scelta miope di continuare con le colate di cemento e asfalto autostradale, abbiamo sempre chiesto di puntare sulla mobilità sostenibile e il potenziamento della rete stradale ordinaria esistente.

Il Secondo Atto Aggiuntivo al Piano Economico Finanziario – approvato in via definitiva dal Governo in questi giorni – era stato ricusato dalla Corte dei Conti alcuni mesi fa. La Corte aveva difatti ritenuto che il decreto interministeriale di approvazione della delibera C.I.P.E. contente il Secondo Atto Aggiuntivo non fosse conforme alla legge, in quanto alcune gravi criticità contenute nell’Atto erano state affrontate con una semplice informativa al C.I.P.E., da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in luogo dell’adozione, da parte del C.I.P.E. stesso, di una nuova delibera, preceduta dalla relativa istruttoria di approfondimento.

La Corte dei Conti sottolineava come fosse necessaria una nuova delibera C.I.P.E. affinché venisse fatta una “valutazione del persistente interesse pubblico alla prosecuzione dell’intervento, tenuto conto che dopo oltre quattro anni (dalla prima formulazione del Secondo Atto Aggiuntivo n.d.r.) ben potrebbe essere mutato il quadro economico e sociale di riferimento all’interno del quale la compagine governativa fissa gli indirizzi generali dell’azione politica, consentendo così al C.I.P.E. di definire (o ri-definire) le linee di politica economica, di determinare (o ri-determinare) gli obiettivi prioritari e di delineare (o ri-delineare) le azioni necessarie”.

Era doveroso da parte del nuovo Governo fermarsi e fare con molta attenzione questa “valutazione del persistente interesse pubblico alla prosecuzione dell’opera” richiesta dalla Corte dei Conti. Invece ci si è limitati a confermare la nuova delibera che il C.I.P.E., sotto la guida del precedente sottosegretario leghista Giorgetti, aveva prodotto in tempi record – poco prima che cadesse il governo gialloverde – per superare le criticità espresse dalla Corte dei Conti.

Il nuovo Governo doveva fare un’operazione verità sullo stato di quest’opera, a partire dalla gravissime inadempienze alla concessione da parte di Autostrada Pedemontana Lombarda s.p.a., che giustificavano ampiamente il ritiro della concessione e la conseguente possibilità di far tornare l’opera in mano pubblica. Si sarebbe così potuto ridefinirne il destino.

Il M5S al Governo doveva confrontarsi con i propri portavoce del territorio e doveva aprire un confronto serrato con il Partito Democratico. Il Pd a livello regionale ha sempre espresso delle critiche all’opera, c’erano i presupposti per trovare una posizione comune che fosse diversa da quella di portare avanti un progetto autostradale vecchio di 30 anni che non ha più senso di esistere se non nella testa del Governatore leghista Fontana.

Invece non si è fatto nulla e questo lascia l’amaro in bocca ai tanti attivisti e portavoce del territorio che da anni si spendono contro questo mostro d’asfalto e ai cittadini che ci avevano sostenuto in questa battaglia. Ora non resta che sperare che la Regione a guida leghista non riesca a trovare i finanziatori privati per proseguire quest’opera folle.

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