24. Maggio 2018 · Commenti disabilitati su Libero Quotidiano: rinvio a giudizio per diffamazione! · Categorie:Giornalisti, M5S, Pirellone · Tag: , , , , , , ,

Forse qualcuno ricorderà che un anno e mezzo fa Libero pubblicò l’articolo “Assenteismo e nessuna proposta. La fronda dei grillini fannulloni” nel quale il giornalista Fabio Rubini mi accusava, tra l’altro, di “pelandronite” e scarsa presenza nelle commissioni del Consiglio Regionale della Lombardia. Si trattava di un’accusa palesemente falsa. Ancora »

22. Maggio 2018 · Commenti disabilitati su Ribelle io? non c’è bisogno di esserlo · Categorie:Governo, M5S, Pedemontana

Il Fatto Quotidiano in edicola questa mattina mi indica come un Senatore M5S “ribelle” in quanto sarei una delle “sensibilità potenzialmente più divergenti dal contratto che Di Maio e Salvini firmeranno nelle prossime ore”. Perché? perché “porta avanti da anni la battaglia No Pedemontana, tanto cara agli amministratori della Lega”.
La giornalista si chiede cosa ne penso del contratto e in particolare del pacchetto infrastrutture. Se mi avesse chiamato, glielo avrei detto senza problemi: penso ciò che tutti nel M5S pensano e che solo tre giorni fa veniva ribadito sui nostri canali ufficiali: l’era delle grandi opere inutili è finita e chi vuole leggere altro nel contratto sbaglia.
Per Pedemontana lombarda così come per tutte le opere non esplicitamente citate nel contratto la discussione è rimandata al comitato di conciliazione dove il M5S continuerà a ribadire la sua contrarietà, dove continueremo a combattere per i nostri valori, non arretrando di un centimetro.
Sulle grandi opere inutili non c’è bisogno di alcuna ribellione.

18. Maggio 2018 · Commenti disabilitati su Caso Bramini. Battaglia persa, ma non tutto è perduto · Categorie:Governo, Legalità, Monza

Caso Bramini. Oggi è stata una giornata campale. Non sto a raccontarvi come è andata perché tutti i media ne hanno parlato.
Il caso ha voluto che il giorno dello sgombero coincidesse con il giorno in cui, con il voto degli iscritti al M5S, si sono poste le basi concrete per avviare il governo del cambiamento che necessariamente si occuperà anche di riformare il settore delle aste giudiziarie, anche grazie al supporto esperienziale che Sergio Bramini darà al futuro esecutivo.
La battaglia di Sergio non è ancora finita e già a partire da domani lavorerà per tornare in possesso della sua casa.
Voglio cogliere l’occasione per ringraziare il questore e le forze dell’ordine che hanno gestito con grande intelligenza la situazione. Non hanno chiuso le strade intorno alla casa (come si vociferava da giorni), non hanno impedito agli operatori dei media di documentare tutto quello che succedeva e hanno mantenuto un atteggiamento comprensivo anche nei momenti di maggiore tensione, evitando il precipitare della situazione.
10. Maggio 2018 · Commenti disabilitati su Pedemontana torna in pista sperando nel miracolo · Categorie:Pedemontana · Tag: ,

Dopo due anni di cantieri fermi Pedemontana torna in pista con l’obiettivo di rivedere il progetto, ridurre i costi e proseguire la realizzazione.

La clamorosa rescissione del contratto con Strabag, la società incaricata di realizzare l’opera, impone a Pedemontana di fare un passo indietro e ripartire dai progetti definitivi delle tratte B, C, D la cui validazione è stata da poco affidata alla società Conteco Check Srl. Si prevedono alcune modifiche progettuali per ridurre i costi dell’opera, sovrapponendo il tracciato alla Milano Meda, aggirando il Bosco delle Querce, eliminando alcuni svincoli, l’area di servizio di Desio e – forse – anche la tratta D dal Vimercatese a Bergamo.
Nel frattempo prosegue la battaglia legale con Strabag: la resa dei conti in Tribunale è attesa per giugno, intanto è prevista per fine maggio l’approvazione del bilancio.

A mio avviso si tratta di piccole manovre della società a fronte di un problema enorme di reperimento delle risorse. Pedemontana è come un ciclista ormai spompo che si accorge di essere andato fuori strada: corregge il percorso e torna un pochino indietro ma ha fiato per percorrere solo altri 100 metri quando la gara dura 200 chilometri. Il vero nodo è quello della politica: è a Roma che dovranno essere prese le decisioni sul futuro di Pedemontana.

10. Maggio 2018 · Commenti disabilitati su Rifiuti Zero: un traguardo possibile? · Categorie:Ambiente - Rifiuti, Incontri con i cittadini, Incontri pubblici, M5S · Tag: , , , ,

E’ possibile che un Comune riesca a riciclare il 90 – 95% dei rifiuti urbani senza discariche e inceneritori? Come si può raggiungere questo traguardo? Ne ho parlato recentemente a Sedriano nell’ambito di un evento sul tema “Rifiuti Zero”, ecco il video del mio intervento.

 

 

08. Maggio 2018 · Commenti disabilitati su Inceneritore Desio: l’AGCM dà ragione al M5S, gli affidamenti dei comuni sono illegittimi! · Categorie:Ambiente - Rifiuti

Si comunica che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha esaminato la vostra segnalazione ed ha rilevato l’illegittimità dell’affidamento alla società Bea Gestioni SpA della gestione del servizio di igiene urbana in alcuni Comuni della Lombardia” con queste parole si apre la missiva che mi ha inviato l’AGCM; un paio di mesi fa, insieme agli altri portavoce brianzoli del M5S, avevo inviato un esposto sull’affidamento dei comuni di Desio, Cesano Maderno, Limbiate, Meda, Muggiò, Nova Milanese, Solaro e Varedo

Dopo il pronunciamento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione del 2016 – anche in quel caso a seguito di un mio esposto – in merito alle irregolarità della gara per la fornitura della nuova turbina dell’inceneritore, ora tocca all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato intervenire contro molti dei comuni soci di Bea per i loro affidamenti illegittimi.

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07. Maggio 2018 · Commenti disabilitati su Sergio Bramini, compriamo tutti insieme la sua casa per evitare lo sgombero! · Categorie:Lavoro, M5S, Monza · Tag: , , ,

Un nuovo tentativo concreto per salvare la casa di Sergio Bramini: è la raccolta fondi messa in piedi all’associazione San Giuseppe, un gruppo di imprenditori, per comprargli la casa ed evitargli così lo sgombero fissato per il 18 maggio.

Per chiarire meglio l’iniziativa riporto di seguito alcuni passi della spiegazione pubblicata sul sito delle Iene.

Per evitare lo sgombero servono all’incirca 450.000 euro, e per raggiungere l’obiettivo l’associazione San Giuseppe ha dato il via a un crowdfunding sulla piattaforma Gofundme, che non applicherà alcuna commissione alla raccolta fondi. Per donare basta cliccare qui e inserire i propri dati di carta di credito, Paypal o bonifico bancario.” Ancora »

01. Maggio 2018 · Commenti disabilitati su Caso Bramini e domicilio parlamentare: alcune precisazioni · Categorie:Legalità, Monza

Nel servizio delle Iene andato in onda domenica sera sul caso di Sergio Bramini si è parlato dalla mia elezione del domicilio parlamentare e del fatto che in uno dei documenti prodotti dal giudice dell’esecuzione si facesse cenno al fatto che fosse stato contattato l’ufficio legale del Senato, mentre di seguito si è scoperto che tale ufficio non aveva rilasciato alcun parere.

I tempi televisivi non permettono approfondimenti particolari, perciò cercherò di fare chiarezza io su questa vicenda, per chi avrà la pazienza di leggermi.

Come prima cosa va detto che la vicenda tocca un tema molto complesso e delicato, come quello dell’immunità parlamentare prevista dalla nostra Costituzione.

I commi 2 e 3 dell’articolo 68 della Costituzione recitano:

Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza.

Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.

Esistono delle leggi e delle sentenze della Corte Costituzionale che specificano meglio gli ambiti in cui vale questo diritto all’immunità, che viene esteso anche al domicilio, inteso anche come ufficio dove un parlamentare svolge la sua attività.

Io ritengo che l’immunità parlamentare si debba applicare anche al caso specifico del mio domicilio eletto presso casa Bramini e che quindi lo sgombero dell’immobile debba essere necessariamente autorizzato dal Senato. Il Tribunale di Monza, contrariamente, ha ritenuto che l’immunità non potesse applicarsi a casi come quello in questione e che quindi si potesse procedere allo sgombero dell’immobile senza una preventiva autorizzazione e deliberazione del Senato.

Il Tribunale di Monza, nella persona del giudice per l’esecuzione, ha prodotto un documento in cui spiega nel dettaglio le sue ragioni. Personalmente, pur non condividendole, ritengo comunque che siano motivazioni legittime, frutto dell’interpretazione giuridica di una norma (l’art. 68 della Costituzione) per la quale non si è ancora sviluppata una giurisprudenza e una casistica di rilievo.

La cosa stonata in quel documento, a mio giudizio, è che a un certo punto il giudice fa riferimento al fatto di aver ricevuto una comunicazione del Ministero dell’Interno. Il passaggio è questo:

… vi è peraltro comunicazione del Ministero dell’Interno (…) nella quale si da atto del fatto che, sentito informalmente l’Ufficio Legale del Senato, non vi sono “situazioni rilevanti da segnalare”; tale Ufficio ha infatti evidenziato come “i soli casi nei quali i membri del Parlamento vengono sottratti all’esecuzione di provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria sono quelli tassativamente elencati nell’art. 68, II comma, della Costituzione”.

Perché dico che questo passaggio dell’ordinanza del Tribunale delle esecuzioni di Monza è stonato?

Per due motivi.

Il primo perché da un lato si riporta che il Ministero dell’Interno ha sentito informalmente l’Ufficio Legale del Senato e dall’altro, subito di seguito, si riportano dei virgolettati attribuiti a tale ufficio, come a voler dare una sorta di formalità e importanza ad una interlocuzione che invece è meramente informale; sembra anzi, così io l’avevo interpretata all’inizio, che questo ufficio avesse rilasciato un parere scritto, da cui erano stati attinti degli stralci poi riportati tra virgolette nell’ordinanza del Tribunale delle esecuzioni.

Tralasciando il fatto che in Senato non esiste un “Ufficio Legale”, bensì un “Ufficio Affari Legali” e un “Servizio per le Immunità Parlamentari”, ho parlato con i referenti di entrambe le strutture e mi hanno assicurato di non aver mai rilasciato pareri scritti sull’argomento al Ministero dell’Interno o ad altri soggetti. E nemmeno avrebbero potuto farlo, visto che sono strutture al servizio esclusivo degli organi decisionali interni del Senato e non di enti esterni.

Quindi, assodato che si è trattato per davvero di una interlocuzione informale (una telefonata? una chiacchiera al bar davanti ad un caffè?), trovo che sia stato inopportuno riportare dei virgolettati nell’ordinanza del Giudice dell’esecuzione. Anzi, forse sarebbe stato meglio non citare del tutto l’interlocuzione informale con il cosiddetto Ufficio Legale del Senato.

Anche perché, e qui vengo al secondo motivo per il quale questo passaggio dell’ordinanza del Tribunale di Monza mi pare stonato, non sono certamente l’Ufficio Affari Legali o il Servizio per le Immunità Parlamentari, due strutture tecniche di supporto agli organi politici del Senato, a poter stabilire se nel mio caso si potesse applicare o meno l’immunità parlamentare prevista dall’art 68 della Costituzione!

C’è un unico organismo all’interno del Senato a poterlo fare, ed è un organismo politico (cioè composto da Senatori): la Giunta per le Elezioni e le Immunità Parlamentari. Nessun altro.

Quindi a che pro il Ministero dell’Interno ha sentito – informalmente – il cosiddetto Ufficio Legale del Senato? Perché questa interlocuzione informale si è tramutata in un virgolettato riportato nell’ordinanza del Tribunale?

Insomma, secondo me il Tribunale di Monza nella persona del Giudice delle esecuzioni è stato un po’ incauto nel riportare, in un proprio atto, un virgolettato attribuito ad un cosiddetto “Ufficio Legale del Senato”, dato che non esiste alcun parere rilasciato da nessun ufficio del Senato (e non potrebbe essere altrimenti dato che non spetta agli uffici tecnici del Senato sentenziare in materia!).

Io sono propenso a credere che si sia trattato di un disguido da parte del Tribunale (che forse ha fatto un semplice copia e incolla della comunicazione del Ministero)… ad ogni modo, per chiarezza del vero e per non creare ulteriore confusione ad un caso che comunque resta complesso, sarebbe stato a mio avviso meglio non inserirlo.

Quindi, tornado al dunque, la Giunta per le Elezioni e le Immunità Parlamentari si occuperà del mio caso? Non è automatico, nel senso che di solito sono gli organi giudiziari che richiedono l’autorizzazione alla Giunta, cosa che il Tribunale non ha fatto considerando palesemente escluso il mio caso dall’immunità.

Peraltro la Giunta non si è ancora formata in quanto, a norma di regolamento del Senato, la Presidenza spetta alla minoranza e finché non ci sarà un Governo non si sa quali gruppi siano maggioranza e quali minoranza.

Per quanto mi riguarda, nei prossimi giorni scriverò al Presidente del Senato On. Casellati per chiedere che investa del caso la futura Giunta delle Elezioni e delle Immunità Parlamentari, affinché si esprima sull’inviolabilità del mio ufficio parlamentare di Monza eletto presso l’abitazione di Bramini.

Qualora il Presidente accogliesse la mia richiesta e la Giunta dovesse considerare fondate le mie ragioni, sarà la Corte Costituzionale a doversi esprimere in merito al conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato che a quel punto si sarebbe venuto a creare.

In considerazione dell’imminente scadenza dei termini di preavviso dello sfratto ritengo che sarebbe auspicabile che il Tribunale di Monza sospendesse l’iter di esecuzione della liberazione dell’immobile almeno fino al pronunciamento della futura Giunta delle Elezioni e delle Immunità Parlamentari e pertanto chiederò al Presidente Casellati di valutare l’opportunità di un suo pronunciamento in tal senso.