10. Marzo 2015 · Commenti disabilitati su Fabrizio Sala go home!!! · Categorie:Legalità, Monza · Tag:

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In passato Fabrizio Sala era già assurto agli onori delle cronache e noi del M5S avevamo già parlato di vicende che riguardano l’assessore nientemeno che alla Casa, Housing sociale, Expo 2015 e Internazionalizzazione delle Imprese.

(Marzo 2013) Da candidato alle elezioni regionali Fabrizio Sala viola la legge sulla propaganda sotto elezioni, rivestendo in modo illecito un intero edificio nel comune di Varedo con i manifesti e le gigantografie della sua campagna elettorale.

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(Dicembre 2013) Sulla stampa appaiono alcune rivelazioni tratte dalle carte dell’indagine Clean City – che ha fatto luce sulle mazzette e gli appalti truccati per la gestione dei rifiuti a Monza –  in cui l’ex Consigliere Provinciale Daniele Petrucci si presenta dai titolari dell’impresa Sangalli a chiedere somme di denaro, dichiarando di essere “l’emissario” dell’ex Vice Presidente e Assessore all’Ambiente Fabrizio Sala.

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(Gennaio 2014) Fabrizio Sala ha assunto in Regione come collaboratore, in base ad un rapporto fiduciario, l’ex presidente di Brianzacque, successivamente inquisito per le ipotesi di reato di turbativa d’asta, corruzione, concussione nelle indagini relative agli appalti per lo smaltimento rifiuti e lo scandalo Clean City a Monza.

(Maggio 2014) Fabrizio Sala, stando alle carte delle indagini sulla cupola degli appalti Expo, sarebbe uno dei personaggi politici su cui ha scommesso Gianstefano Frigerio, capo della cupola stessa. Frigerio, annotano i magistrati, «mantiene da lungo tempo contatti con Sala, che ha tra l’altro anche attivamente sostenuto nella “corsa” post-elettorale al ruolo di Sottosegretario presso la Regione Lombardia con delega all’Expo». Non solo. E’ sempre Frigerio che ha «esplicitamente richiesto a Fabrizio Sala, nel corso di una telefonata se questi conosceva Paris, evidenziando proprio l’opportunità di un prossimo accordo tra i due». Illuminante un’intercettazione di Frigerio: «Paris continua a dirmi… “ma ci sono pochi collegamenti nel centro destra”… i riferimenti sono troppo fragili. Gli dico: fai riferimento a Fabrizio, che è un uomo serio!». Sarebbe bello sapere cosa significa essere un “uomo serio” agli occhi di un criminale della portata di Frigerio.

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(Marzo 2015) Escono sull’Espresso le intercettazioni delle telefonate tra il costruttore monzese Angelo Narducci, condannato in primo grado a gennaio per alcune bonifiche fasulle e Fabrizio Sala, all’epoca Assessore Provinciale all’Ambiente (e quindi alle bonifiche).

Angelo Narducci e Fabrizio Sala sono in ottimi rapporti, come dimostrano le telefonate intercettate nel 2010 e pubblicate sul sito dell’Espresso. “Devo darti un mucchio di soldi per quel conto che mi avevi aperto lì” dice Narducci a Fabrizio Sala nell’intercettazione.

In un altro passaggio Sala chiede al costruttore di trovare una casa per l’onorevole Mario Balducci. «A me interessa nel senso che intanto gli facciamo un favore, poi vedremo», dice Narducci che si sente rispondere da Sala “Poi dopo, lui c’è”.

Lo scambio di battute prosegue con un eloquente “se ti devo trattare da amico, ti tratto da amico, se ti devo trattare da assessore, ti tratto da assessore” di Narducci, con Sala che asseconda l’interlocutore “certo”, che  prosegue “però poi vorrei anche essere trattato come un amico, ecco”. “beh certo” conclude Sala.

L’ultima intercettazione è, a mio giudizio, la più grave:

Sala: “Vedo che te costruisci case, ma le costruisci solo su terreni edificabili”.
Narducci: “Putroppo ho anche una bonifica da fare, pensa”.
Sala: “E allora sei nelle mie grinfie”.
Narducci: “Quindi mi sa che devo passare da te”.
Sala: “Cazzo, allora sarai tra le mie grinfie, preparati a un carotaggio profondo un chilometro e a uno sbancamento di 50 cm”. I due ridono.

D’altronde è questo il leitmotiv delle bonifiche di questi anni in Brianza: cordialità, scambio di favori, affari fatti assieme da politici e costruttori, trattamento da amici, battute, risate… con un contorno di funzionari dell’Arpa corrotti e terreni da bonificare che non vengono bonificati.

Degli inquinanti che rimangono nei terreni con il rischio di finire nella falda a nessuno importa. O del potenziale rischio alla salute di chi ha comprato quei nuovi appartamenti e si è fidato: del costruttore, della politica, dei controlli dell’amministrazione pubblica che poi si sono rivelati fasulli.

Gente come Fabrizio Sala dovrebbe dimettersi subito e andare a casa per difendere il buon nome e tutelare l’istituzione regionale e invece ce lo ritroviamo a gestire il più importante avvenimento lombardo degli ultimi anni, l’Expo.

Attenzione qui non si tratta di sostituirsi ai giudici, che fino ad oggi non hanno trovato nulla di penalmente rilevante nei comportamenti dell’Assessore; qui la questione è prettamente di opportunità politica, è una questione etica, scusate la parolaccia.

Può un assessore che viene definito “uomo serio” da un criminale come Frigerio, che lo indica ad un altro criminale come interlocutore giusto per intrecciare rapporti con la politica; un assessore che assume in Regione un collaboratore che poi viene  arrestato per corruzione; un assessore che viola le leggi delle campagne elettorali; un assessore il cui nome viene usato da un politico quando va a estorcere denaro ad un imprenditore; un assessore che quando si occupa di bonifiche in provincia di Monza e Brianza scambia favori, ride, scherza e viene trattato da amico da parte di un imprenditore edile condannato per false bonifiche… può questo assessore rimanere al suo posto? Può essere considerato un politico affidabile nella gestione della cosa pubblica?

Eppure fare politica in modo etico si può. E ce lo insegna, tanto per rimanere a Monza, il consigliere comunale Gianmarco Novi del MoVimento 5 Stelle. Novi è un piccolo imprenditore e gestisce un autolavaggio; prima di diventare consigliere aveva vinto una gara per il lavaggio delle auto del comune. Allo scadere del contratto, una volta diventato consigliere comunale, ha rinunciato a partecipare alla nuova gara, così come non ha risposto al sollecito del Consorzio del Parco di Monza che gli chiedeva un’offerta per i servizi della sua ditta. Novi avrebbe potuto aggiudicarsi questi lavori e non ci sarebbe stato nulla di illecito. In un momento di crisi come questo avrebbero fatto molto comodo. Eppure ha rinunciato per senso etico e per opportunità politica.

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E’ questo il senso di quanto diceva Paolo Borsellino, quando affermava che un politico non solo deve “essere onesto” ma deve anche “apparire onesto”.

Noi non sappiamo se Fabrizio Sala sia un politico onesto, quello che è certo è che “non appare” onesto e per questo deve andare a casa!

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