Rifiuti-Lombardia

Superporcata in arrivo dal Governo. Mobilitiamoci per fermarla!
Nella bozza del Disegno di Legge ambientale, collegato alla legge di stabilità 2014, all’art 23, si prevede la creazione di una “rete nazionale di inceneritori” (contestualmente ad una moratoria per la realizzazione di nuovi impianti, ad esclusione delle regioni in emergenza)… è una superporcata che serve per portare a bruciare i rifiuti urbani di tutta Italia negli inceneritori di Lombardia e Emilia Romagna (non è difficile vederci dietro lo zampino delle grandi lobby inceneritoriste lombarde e emiliano-romagnole).
Sarebbe un danno gravissimo all’ambiente e alla salute dei cittadini lombardi e emiliani, e un danno economico altrettanto grave per le comunità da cui verrebbero presi i rifiuti, che pagherebbero per l’incapacità gestionale e organizzativa delle classi politiche locali. La “solidarietà” tra i territori e tra le regioni non c’entra nulla. Sappiamo tutti che, in qualunque contesto insediativo, bastano pochi mesi per portare a regime un sistema di raccolta differenziata porta a porta (magari con tariffazione puntuale) in grado di portare la raccolta differenziata oltre il 70%. E allora che senso ha questo provvedimento? E’ una truffa ai danni di tutti i cittadini!
Dobbiamo assolutamente mobilitarci, noi in Regione Lombardia già oggi presenteremo una mozione urgente per impegnare la giunta ad attivarsi presso il governo per cancellare questo articolo.
Faccio un appello ai nostri parlamentari: QUESTO PROVVEDIMENTO NON DEVE PASSARE PER NESSUN MOTIVO!

PS: la nostra mozione in Regione verrà con ogni probabilità discussa settimana prossima

9 commenti

  1. ezio corradi

    Basta veleni nell’aria!
    Ezio Corradi

  2. Subito la mozione!

  3. Giuseppe Poliani

    Sarebbe interessante stimare quanti posti di lavoro creerebbe il riciclo (senza considerare i vantaggi ambientali), giusto per dimostrare che non siamo ambientalisti astratti che contestano solo per il gusto di farlo senza proposte alternative. Se siamo alternativi dobbiamo dimostrarlo sempre.

    Grazie.

    • biagio catena cardillo

      I posti di lavoro nuovi che verrebbero a crearsi attuando una politica alternativa ai forni inceneritori e alle discariche, in Italia oltre 70.000 in Europa oltre 500.000, senza considerare il grande vantaggio per il sistema paese: risparmio di acquisto di materie prime, risparmio energetico poichè le materie seconde recuperate ne nel ciclo produttivo fanno risparmiare oltre il 50% di energia per rimetterle nel ciclo produttivo.
      Ma poi sono i vantaggi indotti:
      Nelle economie di scala, attuando la politica del riuso e riparazione dei beni di largo consumo si creerebbero altri posti di lavoro, nonchè welfare locale mettendo a disposizione tutti gli oggetti riparati a prezzi congrui per tutti e in particolar modo per i cittadini con reddito basso, disoccupati ecc.

  4. daccordo con maurizio subito una mozione,finiamola con questi inceneritori

  5. Aurelio Camporeale

    Ragazzi, mi capita molto spesso di percorrere a Monza una via periferica, Via della Lovera, dove purtroppo c’è ancora l’ abitudine di scaricare rifiuti di tutti i generi; qui non voglio denunciare questo fatto ma un’ altra cosa che hai molti può passare inosservata; più di una volta ho visto persone che rovvistano tra questi rifiuti per recuperare qualcosa, vi rendete conto? Questo è purtroppo sintomo di povertà, ma se andiamo oltre, questi gesti di persone in difficoltà ci insegnano che tra i rifiuti c’è ancora qualcosa di utile da riutilizzare o qualcosa di prezioso (metalli) da conferire alle aziende che li raffineranno. Non ci vuole molto a comprendere come, con le dovute strutture, si possa iniziare un ciclo virtuoso per l’ ambiente e vantaggioso per l’ economia.

  6. raga subito la mozione ! lobby di mmmm… rda ora vediamo se dopo la mozione il marrone ce la fa a dire ancora ” padroni a casa nostra ” e quello che arriva dalle altre regioni non lo vogliamo. forza raga forza!!!

  7. Franco Garrone

    E’ necessario coinvolgere tutti i cittadini a spingere la grande distribuzione nella RIDUZIONE dei rifiuti all’origine, riducendo drasticamente tutti gli imballaggi plastica, polistirolo per esempio.
    Se si compera la carne in supermercati tipo Esselunga, non essendo disponibile il banco macelleria, per comperare due fettine per tipo di 4 tipi di carne ti porti a casa 4 vaschette di polistirolo avvolte nella pellicola che ancora molta gente mette nel secco mentre una famiglia come la mia di 5 persone produce 1 sacco a settimana di plastica tra acqua, saponi e detersivi, ed anche qui alcune persone mettono ancora in parte nel secco. Anche negli uffici i cestini contengono il 95% di carta ma viene messo insieme il bicchierino del caffè o la confezione della merendina e quindi viene poi messo nell’indifferenziata.
    Bisogna creare la coscienza nella gente.
    Ritengo che sia necessario:
    1) Analizzare voce per voce tutti gli imballaggi in commercio per tipologia di prodotto
    2) Definire alternative atte alla riduzione
    3) Quantificare economicamente i costi attuali
    4) Quantificare i risparmi possibili
    5) Fare partecipi i cittadini dei risparmi realizzabili a famiglia
    6) Introdurre in modo massiccio postazioni di raccolta materiali con remunerazione in funzione del consegnato (Come non solo all’estero per bottiglie plastica vetro ma anche per esempio ad Alghero fuori da un supermercato dove il cittadino riceve un buono spesa in funzione delle confezioni rese)
    7) Combattere con pressioni fiscali tutte le aziende che continuano ad utilizzare contenitori da dovere poi smaltire ed addebitando loro all’origine i costi di smaltimento (es. vaschette di plastica, polistirolo per alimenti, bottiglie di plastica e flaconi) passando per esempio ai detersivi alla spina)
    8) Iniziare ad introdurre la raccolta con addebito puntuale del costo alla famiglia come in uso alcune realtà del Trentino per esempio (vedi Molveno)
    Sicuramente non penso che queste mie risolvano totalmente il problema ma ritengo possano essere un buon INIZIO ed un primo passo verso la riduzione di questi materiali da smaltire.

  8. Ciao,
    Comune da prendere come modello in provincia di Belluno: Ponte nelle Alpi il quale gestisce e ricicla ottimamente i rifiuti facendo anche profitto. Vi invito ad andare a vederlo.
    Saluti.
    Alessandro T.