18. Giugno 2013 · Commenti disabilitati su Ecco il mio discorso sui tagli ai costi della politica in Regione · Categorie:Costi della Politica

“Il consiglio regionale, nel giro di un anno e mezzo, si ritrova per la seconda volta a parlare di tagli dei costi della politica.

Ora come nel 2011, la spinta verso una razionalizzazione dei costi della politica, non nasce da dentro il consiglio, ma arriva da fuori. Nei fatti, ora come allora, il consiglio regionale della Lombardia è COSTRETTO a ridurre i costi e lo fa tentando di farsi il meno male possibile.

All’epoca, nel 2011, la spinta venne direttamente dai cittadini lombardi. Undicimila cittadini firmarono una proposta di legge regionale di iniziativa popolare, chiamata Zeroprivilegi, che proponeva un taglio drastico al trattamento economico dei consiglieri.

Mi piace ricordare oggi le prime parole espresse dal Comitato promotore di quella legge popolare, di cui io facevo parte, quando venne audito in Commissione I e II :
“Siamo qui perché rappresentiamo la volontà popolare di oltre 11.000 cittadini lombardi che hanno firmato per ZeroPrivilegi. Cittadini che si sono indignati nello scoprire gli elevatissimi, ingiustificati e ingiustificabili emolumenti che i consiglieri regionali lombardi percepiscono. Cittadini che si sono scandalizzati venendo a conoscenza di questi vergognosi costi della politica lombarda che gravano sulle loro spalle. Cittadini che ritengono inaccettabili tutti i privilegi che i consiglieri regionali si sono concessi e che vengono pagati con le nostre tasse.”

Anche allora i partiti corsero ai ripari, e dopo appena due settimane dall’annuncio di questa iniziativa popolare, presentarono tre progetti di legge sul tema costi della politica, naturalmente molto più blandi nei tagli: riduzione del 10% dell’indennità di funzione per PD, PDL e LEGA (a fronte del 50% della legge popolare); nessuna modifica della diaria per PD, PDL e LEGA (a fronte del 50% di riduzione della legge popolare); nessuna modifica del rimborso spese per PD e LEGA (a fronte della richiesta del piè di lista della legge popolare); nessuna abolizione del vitalizio e dell’indennità di fine mandato per la LEGA.

E c’è chi ebbe il coraggio di parlare di un “forte segnale di austerità” e, naturalmente, non mancarono le accuse di populismo e qualunquismo per il comitato promotore della legge popolare.

Alla fine un piccolo risultato l’iniziativa popolare l’ottenne: l’indennità di fine mandato venne cancellata nonostante la Lega la volesse mantenere e il PD e PDL la volessero solo ritoccare. Anche il vitalizio venne abolito, a partire da questa legislatura, come richiesto da Zeroprivilegi e, ad onor del vero, dai progetti di PDL e PD.

Da allora ad oggi ne abbiamo viste di tutti i colori, a partire dalle mirabolanti avventure di Batman Fiorito nel consiglio regionale del Lazio, per non parlare di quanto è successo qui dentro, dalle spese per il matrimonio della figlia del capogruppo della Lega in avanti… tanto da ritrovarci con una nutritissima pattuglia di consiglieri indagati dalla magistratura.

E anche questa volta i partiti hanno “SPINTANEAMENTE” preso provvedimenti, costretti a effettuare tagli – in alcuni casi importanti – da parte del governo Monti, cercando comunque di farsi il meno male possibile. Ed è grazie alla pressione del Movimento 5 Stelle, che ha acceso i riflettori dei media su questa vicenda, che il testo che andiamo a discutere oggi si discosta leggermente dai tetti massimi di spesa previsti dal Governo Monti.

E così, i tagli agli stipendi dei consiglieri, proposti nel 2011 dai cittadini e considerati inaccettabili all’epoca, ora – imposti dal Governo Monti – vengono spacciati come uno spontaneo segnale di discontinuità col passato e come segno di responsabilità.

In realtà in questo testo restano comunque delle forti criticità, che noi del M5S non possiamo accettare: il rimborso delle spese forfettario, un vero secondo stipendio aggiuntivo; il mantenimento dei vitalizi maturati fino alla scorsa legislatura; i 4 milioni di residuo dei fondi dei gruppi che i partiti vogliono tenere per sé al posto di restituirli al consiglio regione; e, last but not least, la restituzione del maltolto – dai fondi di funzionamento dei gruppi – in comode rate e senza interessi!

Approfondiremo queste ed altri questioni in sede di discussione dei vari articoli. Di sicuro, se non verranno recepiti i nostri emendamenti, il nostro voto non potrà che essere contrario.”

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