Si è tenuta giovedì 11 maggio in Commissione regionale Cultura l’audizione, da me richiesta, di Pietro Addis, neo direttore del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza per fare il punto sulla gestione del bene monumentale monzese.

Molti gli spunti di riflessione offerti da Addis ai membri della Commissione, tra cui la segnalazione della totale mancanza di risorse a disposizione del Consorzio per la valorizzazione del Parco e della Villa. Tra le maggiori difficoltà che si trova ad affrontare il Consorzio, oltre ad un rapporto spesso difficile con il privato che ha in concessione un’ampia fetta della Villa, vi è la carenza di risorse umane. Ancora »

Qualche settimana fa, sulla base di alcune segnalazioni, avevo denunciato la modalità impropria con la quale sembrava fossero impiegati i volontari presso il complesso monumentale del Parco e della Villa Reale di Monza.

A seguito di una mia interrogazione sul tema ho ricevuto la risposta dell’Assessore Regionale Cristina Cappellini, risposta che francamente non trovo convincente: al contrario le argomentazioni addotte sembrano confermare le criticità che avevo già espresso.

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La nomina del nuovo direttore del Consorzio della Villa Reale di Monza, Pietro Addis, è a mio giudizio irregolare in quanto ritengo che non siano state rispettate le norme di legge che disciplinano il pubblico impiego. Per questo motivo a breve sottoporrò il caso all’attenzione della Corte dei Conti.

La politica si è arrogata il diritto di scegliere il nuovo direttore tra una rosa di candidati selezionata da una commissione tecnica, ma nel settore pubblico la scelta imparziale del candidato spetta alla stessa commissione tecnica! A Maroni spettava solo la “ratifica” formale di tale scelta, in qualità di Presidente dell’autorità che ha fatto il bando.

Tutto questo è assolutamente scontato, se si pensa che il Direttore Generale in un ente pubblico è un pubblico dipendente con responsabilità gestionali e non una figura politica. La scelta deve quindi passare da una selezione che individui il migliore candidato in modo trasparente e oggettivo.

Nei giorni scorsi ho avuto accesso a tutte le carte del processo di selezione. La commissione tecnica di valutazione ha analizzato tutti i curriculum dei sessanta candidati che hanno risposto al bando, attribuendo a ciascuno una valutazione in lettere (A Alta, B Adeguata, C Media, D Medio Bassa e E Non Adeguata) su cinque parametri (quali ad esempio l’esperienza dirigenziale nel settore dei beni culturali e l’esperienza nella gestione delle risorse umane). Di questi sessanta, otto candidati sono stati ritenuti meritevoli di un approfondimento tramite colloquio individuale.

A ciascuno di questi otto candidati, sono stati attribuiti, a fronte del colloquio individuale, ulteriori valutazioni (sempre in lettere: A Alta, B Adeguata e C Media) su altri quattro parametri (quali le competenze relazionali e la motivazione al ruolo).

In sostanza, per gli appartenenti alla rosa dei candidati finalisti, la commissione tecnica ha redatto una griglia dove vengono riportati i valori in lettere per nove parametri.

Non sono quindi stati attribuiti dei punteggi e non è stata fatta un classifica tra gli otto finalisti, lasciando a Maroni la facoltà di scegliere tra gli otto. Così facendo si è adottata una procedura che non ritengo conferme alle norme sul pubblico impiego. La commissione avrebbe dovuto stilare una graduatoria e il primo classificato avrebbe dovuto essere designato dal governatore.

E’ del tutto evidente, anche da un’analisi superficiale della griglia redatta dalla commissione tecnica, che il dottor Addis non risulta essere il migliore tra i candidati.

Ma c’è di più. Ho ricostruito la classifica degli otto candidati, trasformando le lettere in punteggi (A -> 4 punti, B -> 3 punti, C -> 2 punti, D -> 1 punto e E -> 0 punti). Ben quattro candidati hanno un punteggio superiore a quello di Addis, uno ha lo stesso punteggio e solo due hanno un punteggio inferiore!

Io non ho nulla contro il dottor Addis (che peraltro non conosco di persona) ma qui è in gioco il rispetto della legge, la trasparenza e l’oggettività delle scelte che riguardano la cosa pubblica!

E il Movimento 5 Stelle non può stare a guardare.

Il mio intervento circa i servizi affidati ai volontari presso la Villa Reale ha suscitato un certo scalpore: dopo aver pubblicato il post ho ricevuto molte segnalazioni sul tema.

Al fine di aprire un dibattito sul tema, molto volentieri pubblico di seguito la nota che ho ricevuto da una volontaria che svolge il suo servizio presso la Villa.

Nel ringraziare lei e tutti i suoi colleghi volontari per il tempo che mettono gratuitamente a disposizione della comunità e dei beni comuni, prendo atto che il servizio è stato attivato da pochi giorni e pertanto è lecito aspettarsi una fase di rodaggio; d’altra parte nel bando sono chiaramente indicate le mansioni che sono state al centro del mio intervento. Nelle prossime settimane, quando il servizio sarà a regime, potremo verificare meglio quali siano le mansioni realmente affidate ai volontari.

 

Egregio Consigliere Corbetta

 
appartengo al gruppo dei volontari della Reggia di Monza
sono venuta a conoscenza di dichiarazioni che attribuirebbero ai volontari della Villa Reale l’accompagnamento da parte di un volontario che non sapeva utilizzare le audio guide e neppure conosceva le stanze….
 
Queste dichiarazioni non appartengono al vero in quanto noi volontari NON abbiamo assolutamente l’onere di accompagnare i visitatori, nè tanto meno quello di utilizzare le audio guide; dovere di esclusiva competenza del personale già presente e retribuito proprio a questo scopo.
 
Il nostro unico compito è quello di controllare che i visitatori non arrechino danno alle cose preziose presenti in Villa. Di fatto dobbiamo essere semplicemente osservatori silenti. 
 
Specifico per ulteriore conoscenza che il lavoro dei volontari è iniziato martedì 7 Febbraio, di fatto è stata la prima settimana di “lavoro”.
 
La motivazione personale che mi ha spinto ad impegnarmi in questo servizio è semplicemente la passione per la cultura ed il patrimonio artistico della mia città. Inoltre essendo al momento priva di occupazione, ho pensato di impiegare il mio tempo in modo diverso da quello di lamentarmi per la mia condizione di disoccupata; sperando di trovare in questa esperienza un arricchimento culturale che possa darmi  una gratificazione emotiva. Posso aggiungere di altri volontari che ho avuto modo di conoscere che hanno espresso le mie stesse motivazioni.
 
Resto a disposizione per qualsivoglia ulteriore chiarimento
 
Cordialità

Nell’ottobre scorso il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza ha dato vita ad un progetto sperimentale – della durata di un anno – di “volontariato civico”.

In sostanza sono stati individuati dei cittadini che, a titolo puramente volontaristico (leggi gratuito), hanno preso l’impegno a svolgere tantissime attività di fondamentale importante per la fruizione turistica della Villa, quali la sorveglianza e il controllo degli spazi museali (Appartamenti Reali, Cappella, Teatrino e Serrone), l’accoglienza e l’informazione all’utenza della Villa e del Parco, il monitoraggio e segnalazione tempestiva di eventuali criticità, l’assistenza a persone disabili durante la visita negli spazi museali, la distribuzione di materiale informativo, la collaborazione ad attività di indagine rivolta ai visitatori o di customer satisfaction, il supporto all’attività di archiviazione documentale e di inserimento dati e perfino il presidio dei social network!

In pratica una parte importante del complesso monumentale della Villa Reale di Monza, tra i beni di primaria importanza del patrimonio storico e culturale del nostro Paese, viene gestita da volontari.

Questi volenterosi cittadini che – sia chiaro – vanno ringraziati per il tempo e l’impegno ci mettono, non possono certo sostituire delle figure professionali con competenze specifiche in ambito turistico e culturale.

Difatti ho ricevuto alcune segnalazioni sui disagi provocati da questa scelta. Eccone una che rende bene l’idea:

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villareale

Ieri ho depositato un’interrogazione sui gravi problemi di gestione della Villa Reale di Monza. Il complesso è affidato a diverse società (tra concessioni e subconcessioni) e, dalle recenti notizie apparse sui media locali, emerge la percezione di un governo del bene storico-culturale molto frammentario, conflittuale ed eccessivamente orientato a logiche di profitto.

Il complesso è stato affidato in gestione per 20 anni a un privato, Nuova Villa Reale di Monza S.p.A., che ha dato vita alla società Cultura Domani S.r.l. per la gestione del secondo piano nobile, dedicato alle mostre. Il primo piano nobile (con il monumentale Salone delle Feste e le sale di rappresentanza) fino a qualche giorno fa era occupato dal sub-concessionario Vision Plus, mentre il sottotetto ospita in affitto, la Triennale di Milano con il Museo del Design. Infine, il piano terra è occupato  dal ristorante della società sub concessionaria Le cucine di Villa Reale.

E’ notizia recente che la Vision Plus ha ricevuto lo sfratto per problemi legati al pagamento del canone di concessione a Nuova Villa Reale di Monza S.p.A., la quale, a sua volta, per contenziosi legati ad alcune sponsorizzazioni, ha portato in tribunale  il Consorzio della Villa Reale e Parco di Monza, l’ente che rappresenta i proprietari pubblici del bene storico (Ministero della Cultura, Regione Lombardia, Comune di Monza e Comune di Milano).

Siamo di fronte a un assetto organizzativo che non è certo adeguato a valorizzare al meglio il preziosissimo complesso monumentale e ambientale della Villa Reale di Monza; sembra più la gestione di un condominio, dove per altro gli inquilini litigano tra loro e fanno causa al proprietario del bene!

Con l’interrogazione chiediamo che la Regione, maggior finanziatrice del recupero e restauro della Villa, intervenga presso il Consorzio perché sia garantita una programmazione coordinata che valorizzi il patrimonio pubblico. Devono essere messe in campo attività di controllo nei confronti delle attività svolte dal concessionario e dai sub concessionari e definite direttive d’indirizzo per evitare il caos gestionale di questi ultimi tempi. Abbiamo ipotizzato l’istituzione di un curatore di comprovate capacità tecnico-scientifico per la salvaguardia e la fruizione pubblica dell’intero patrimonio culturale.

La Regione, tramite il Consorzio, deve prendere in mano la situazione ed essere più incisiva: Villa Reale è un bene pubblico, una gestione caotica e eccessivamente orientata al mero profitto non depone per il futuro di una risorsa strategica, dal punto di vista culturale e turistico, per Monza!

MaroniRock

Sabato arriva a Monza l’Expo Tour, la giornata di promozione di Expo 2015.
Quando è stata annunciata, nel febbraio scorso, prevedeva niente meno che un “concertone stile primo maggio” nei Giardini di Villa Reale!!
Mi ero subito attivato con un’interrogazione a Maroni per fargli capire che sarebbe stato un errore clamoroso! La Villa Reale non può sopportare la presenza di migliaia di spettatori in un giardino che rappresenta un gioiello botanico e che ospita un bene storico architettonico di pregio.
La Giunta non si è degnata di rispondere all’interrogazione; d’altronde non avrebbero potuto fare altro che confermare come questa fosse un’idea bislacca! Ma di concertone non se ne è più parlato e difatti nulla di simile è in programma per sabato.
Pericolo scampato… a volte alzare la voce serve!