L’Assessore al bilancio di Regione Lombardia Massimo Garavaglia è stato rinviato a giudizio perché accusato, insieme all’ex Assessore alla Sanità Mantovani, di aver pilotato una gara d’appalto da 11 milioni di euro.

Alla luce della decisione della procura di Milano è urgente che Maroni riferisca in Consiglio regionale. La sua Giunta è ormai impegnata solo a difendersi nei tribunali piuttosto che nell’attività di amministrazione della Lombardia. I cittadini lombardi non meritano una giunta regionale falcidiata dai processi. Il fatto che chi gestisce i soldi dei lombardi sia accusato di un reato contro la pubblica amministrazione lede l’immagine e la credibilità di tutta la regione.

Con un’accusa sulle spalle così pesante ogni politico dovrebbe prendere seriamente in considerazione l’idea di dimettersi. Del resto lo stesso Garavaglia, in una puntata di Agorà del 22 ottobre del 2015, alla domanda del giornalista “in caso di rinvio a giudizio rassegnerebbe le sue dimissioni?” rispose responsabilmente “penso proprio di si”.

Come abbiamo sempre detto l’opportunità di rimanere nel ruolo di rappresentante delle istituzioni è una cosa, e il percorso giudiziario è un’altra. E’ una questione di rispetto e credibilità verso i lombardi.

Diamo per scontato dunque che alle parole di Garavaglia seguano i fatti. Attendiamo a breve le sue dimissioni.

 

ozono

In estate l’inquinamento atmosferico è molto ridotto rispetto al periodo invernale, sia per le minori emissioni inquinanti, sia per le differenti condizioni meteorologiche.

Esiste però una forma di inquinamento atmosferico, lo smog fotochimico, che si manifesta in modo più intenso proprio nella tarda primavera e in estate: le elevate temperature e la forte irradiazione solare in presenza di inquinanti atmosferici (ossidi di azoto e composti organici volatili) innescano una serie di reazioni fotochimiche che hanno come risultato l’aumento dei livelli di ozono.

L’ozono è un gas naturalmente presente nell’aria che respiriamo ma diventa irritante e pericoloso al crescere della concentrazione. I soggetti più a rischio sono i bambini, le donne incinte, gli anziani, le persone affette da talune patologie e in generale chi svolge attività lavorativa e fisica all’aperto.

Al fine di proteggere la popolazione, la legge prevede:

un valore obiettivo per la protezione della salute da non superare più di 25 giorni all’anno, pari a 120 microgrammi per metro cubo (la concentrazione naturale è pari a 40-80 migrogrammi per metro cubo);

una soglia di informazione pari a 180 microgrammi per metro cubo che fa scattare per le autorità l’obbligo di informare la cittadinanza per prevenire i rischi per la salute adottando opportune precauzioni (evitare esposizioni all’aperto e attività fisiche nelle ore più calde, ossia quando è maggiore la concentrazione di ozono);

 – una soglia di allarme pari a 240 microgrammi per metro cubo che determina un rischio per la salute in caso di esposizione di breve durata e pertanto fa scattare per le autorità l’obbligo di provvedimenti immediati.

In Lombardia, così come nella provincia di Monza e Brianza, nel corso della scorsa estate sono stati registrati elevati livelli di ozono, ben oltre la soglia di allarme, ma nella pratica non ci sono state adeguate comunicazioni da parte di ARPA per garantire una corretta e tempestiva informazione ai cittadini tramite i Comuni, le Agenzie per la Tutela della Salute, le Prefetture e la stampa locale.

A Meda, per esempio, non solo il limite di 120 µg/m³ è stato superato ben oltre i 25 giorni, ma si sono verificati anche numerosi superamenti della soglia di informazione (180 µg/m³) e, in alcuni casi, della soglia di allarme (240 µg/m³) senza che vi fosse alcun intervento significativo né alcuna comunicazione realmente efficace alla cittadinanza.

Bisogna proteggere la salute dei cittadini! Per questo nei giorni scorsi ho presentato un’interrogazione a Maroni per chiedere di fare di più!

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Prima di qualsiasi ipotesi su eventuali Olimpiadi a Milano nel 2028 è necessario fare piazza pulita in Lombardia da ‘ndrangheta, politici corrotti e tangenti.

Il ripristino della legalità deve tornare a essere la condizione necessaria per ipotizzare l’organizzazione di grandi eventi che non prevedano colate di cemento e consumo di suolo, e solo dopo una attenta analisi del rapporto costi-benefici.

Expo ci è costata oltre un miliardo di euro. Capiamo che Maroni, la cui legislatura è all’insegna dello scandalo quotidiano, abbia bisogno di ridare smalto alla sua immagine, ma dovrebbe preoccuparsi di più dei problemi dei lombardi e rimanere sul pezzo dell’attività quotidiana di governo regionale.

Da questo punto di vista non ci risulta che abbia fatto granché per la concreta promozione e il sostegno allo sport.

Pedemontana-compensazioni-2

Grazie a una mia mozione approvata dal Consiglio Regionale nell’aprile del 2015, l’assessorato alle Infrastrutture e Mobilità si era impegnato ad attivare un tavolo tecnico-politico tra Regione e concessionaria Autostrada Pedemontana Lombarda con la partecipazione dei Consiglieri Regionali del territorio, con l’obiettivo di sollecitare e verificare periodicamente l’effettiva realizzazione di tutte le opere di mitigazione e compensazione ambientale previste per le tratte A e B1, la Tangenziale di Varese e il primo lotto della Tangenziale di Como dell’Autostrada Pedemontana Lombarda.

La mozione prevedeva anche l’attivazione di un sistema di monitoraggio che verificasse trimestralmente lo stato di avanzamento lavori con puntuale rendicontazione alle commissioni “Territorio e Infrastrutture” e “Ambiente e Protezione civile”.

Tutto questo in teoria: nella pratica le cose sono andate molto diversamente!

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Roma, trasmissione tv "in Mezz'ora"

Domani il nuovo Presidente di Autostrada Pedemontana Lombarda, Antonio Di Pietro, illustrerà le novità previste dalla Società: l’abbassamento del costo dei pedaggi e una maggior trasparenza sullo sviluppo dell’opera.

Con questa nomina in sostanza non è cambiato nulla: i problemi nel proseguimento dell’opera, fortunatamente, restano tutti. Sarmi era stato scelto per trovare finanziatori privati internazionali e ha fallito. Rispolverando Tonino dalla soffitta, Maroni tenta l’ultima mossa disperata: ingraziarsi il governo centrale per ottenere altri fondi pubblici, ma anche questa strada fallirà miseramente.

Dopo anni di “va tutto bene” finalmente il governatore comincia a fare i conti con la dura realtà dei fatti: parla di “diversi problemi” e di una “maggiore trasparenza” sullo sviluppo di Pedemontana. Ebbene, cominci a spiegare ai cittadini “con maggiore trasparenza” quali sono i “diversi problemi” di Pedemontana, così tutti si renderanno conto che non basta un cambio di presidenza per salvare un’opera devastante e condannata da una profonda crisi finanziaria: non sarà certo Di Pietro a resuscitare un progetto già morto!

sbilanciomaroniE’ un assestamento in piena continuità con le scelte sbagliate fatte fino ad oggi. Le poche risorse che il Governo Renzi dà alla Lombardia sono dilapidate da Maroni. 60 milioni a Brebemi in tre anni mentre non si trovano i fondi per togliere l’amianto da 800 scuole, 90 milioni al Gran Premio di Monza in dieci anni mentre il trasporto pubblico locale è al collasso e i bus rischiano di restare fermi, 50 milioni ad Arexpo per il Fast Post Expo e si tagliano le risorse per i disabili. E potremmo andare avanti a lungo.

La Lombardia leghista e azzurra ignora del tutto i veri bisogni del territorio e dei cittadini. Per di più il milione di euro che il M5S ha restituito alla regione per il credito alle piccole e medie imprese con il taglio del nostro stipendio è vergognosamente fermo. Ecco perché da domani faremo ostruzionismo e terremo inchiodata la maggioranza in Aula per tutto il tempo che servirà a denunciare gli obbrobri della gestione delle risorse pubbliche del Governo Maroni,

Il M5S Lombardia ha depositato 4227 emendamenti e 44 ordini del giorno (consultabili qui).

Siamo pronti a tenerli in aula per giorni, chiediamo che sia immediatamente sbloccato il milione di euro che abbiamo tagliato dai nostri stipendi e messo subito a disposizione delle piccole medie imprese. Ma vi sembra normale? dobbiamo lottare affinché i nostri soldi vengano restituiti ai cittadini!

Cerchiamo inoltre di migliorare questo provvedimento con interventi puntuali: ad esempio con un emendamento chiediamo di togliere risorse dall’inutile sportello regionale antigender mentre con gli ordini del giorno chiediamo fondi per la superstrada Milano-Meda che è un pericoloso colabrodo, risorse per lo sviluppo del reddito di cittadinanza, l’incremento dei fondi per il finanziamento del diritto allo studio, risorse per la riqualifica dei beni confiscati alle mafie, investimenti nell’energia fotovoltaica e fondi per i sistemi bibliotecari e così via.

Un’altra Lombardia è possibile, ma senza un presidente dedito allo spreco seriale dei soldi dei lombardi!

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Martedì ho portato all’attenzione del Consiglio regionale una interrogazione con risposta immediata a Maroni, in merito alla politica di trasferimenti di malati dal Corberi di Limbiate verso altre strutture.

Per il Movimento 5 Stelle il trasferimento di 20 pazienti con disturbi psichici alla struttura San Francesco di Nova Milanese, adottato dall’ASL di Monza e Brianza (guidata dal dottor Matteo Stocco), lo scorso anno presenta profili di dubbia legittimità.

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L’Assessore regionale ai trasporti e alle infrastrutture Alessandro Sorte ha risposto a un’interpellanza del M5S Lombardia sui motivi del mancato inserimento del prolungamento delle linee metropolitane M2 da Cologno Nord a Vimercate e M5 da Monza Bettola a Monza Parco nel Dossier Opere Prioritarie per la Lombardia consegnato al Ministro Delrio il mese scorso.

Per Sorte il Piano Regionale della Mobilità e dei Trasporti, attualmente in discussione in commissione territorio, è la Bibbia della mobilità e queste opere sono incluse; “ovviamente il prolungamento è una priorità”.

Purtroppo il prolungamento di M2 e M5 è prioritario solo a parole. Il piano mobilità è un il libro dei sogni: contiene di tutto ma alla fine i fondi che realmente sono disponibili vengono concentrari su strade e autostrade.

Se davvero Maroni considera prioritario il prolungamento dell’M2 e dell’M5 perché non l’ha inserito nel Dossier Opere Prioritarie? Se sono davvero opere prioritarie avrebbero dovuto essere inserite nel piano inviato al Governo.

Se la Regione mettesse nel prolungamento delle metropolitane un decimo dell’impegno che mette per una grande opera inutile e devastante come Pedemontana, probabilmente avremmo già i cantieri aperti!

All’indomani del terremoto politico che ha colpito la giunta regionale lombarda, durante la “Giornata regionale dell’impegno contro le mafie e in ricordo delle vittime” organizzata a Palazzo Pirelli i Portavoce M5S Lombardia contestano il Presidente della Regione Roberto Maroni. Il governatore mette le briciole del bilancio regionale per la lotta alla mafia, poi però ne commemora le vittime. Noi non ci stiamo!