Dopo la mia denuncia riguardo i mancati controlli della prima falda nell’area della ex Autobianchi è arrivata la scomposta reazione del sindaco di Desio: per non affrontare la gravità del problema che ho sollevato, Corti fa finta di non capire e la butta in caciara accusandomi di creare scandali inesistenti.

Il fatto che l’acqua di prima falda a Desio sia inquinata è risaputo, come dice Corti, ma non è questo il punto! La mia denuncia non riguarda l’inquinamento della prima falda in generale nel territorio desiano ma riguarda un problema di inquinamento specifico dell’area ex Autobianchi e il fatto che non siano stati effettuati tutti i dovuti controlli della falda a seguito della bonifica.

Ancora »

corti-2

Voglio prima capire i fatti“. Così si esprimeva pubblicamente il sindaco di Desio Roberto Corti il 10 maggio scorso, in merito alle irregolarità riguardo il bando per la fornitura della nuova turbina dell’inceneritore. Sono passati inutilmente 6 mesi e oggi il sindaco candidamente ripete “Vorrei sapere, nello specifico, come stanno realmente le cose“. Campa cavallo, verrebbe da dire. A differenza sua, il Movimento 5 Stelle non è stato con le mani in mano e, tra mille difficoltà, è riuscito a reperire tutta la documentazione e a studiarla approfonditamente.

Ed è solo grazie alla nostra denuncia mediatica che lo scandalo Bea è emerso in tutta la sua gravità. Ora il sindaco ci da dei “manipolatori di questioni importanti” e ci accusa di sollevare “polveroni strumentali“, intanto però senza il nostro impegno i cittadini sarebbero ancora all’oscuro di tutto e lui non si sarebbe finalmente dato una mossa, convocando in tutta fretta i vertici di Bea per un incontro in Consiglio Comunale il 3 dicembre (chissà se si presenteranno…).

Noi abbiamo già capito “come stanno realmente le cose“, per usare un’espressione del sindaco. E’ bastato studiare tutte le carte. Attendiamo con pazienza che lo faccia anche lui. E siamo convinti che i vertici di Bea debbano andare a casa immediatamente.

Compresa la nuova Presidente di Bea, la piddina Daniela Mazzuconi, raggiunta nei giorni scorsi da una comunicazione ufficiale da parte del Difensore Regionale, che ha valutato illegittimo il diniego della stessa di consegnare alla nostra consigliera comunale desiana Sara Montrasio l’ultimo documento della vicenda che ancora ci manca (il contratto siglato da Bea con Comef). Anche in questo caso, il sindaco paladino della trasparenza non ha mosso un dito – fino all’intervento del Difensore Regionale – per far rispettare a Bea la legge che regola il diritto di accesso agli atti.

Ora, ci rendiamo conto che il sindaco è in evidente difficoltà, ma gli suggeriamo di non impegnare il suo tempo ad attaccare chi lo scandalo Bea lo ha reso pubblico e di concentrarsi maggiormente sulle responsabilità di chi quello scandalo lo ha creato!