L’ATS della Brianza non vuole lo studio epidemiologico che serve a verificare se i cittadini di Desio, Bovisio Masciago, Varedo e Cesano Maderno abbiano subito danni alla salute a causa delle emissioni dell’inceneritore. Ancora »

Nel 2014 con il decreto “Sblocca Italia” il Governo Renzi autorizzò gli inceneritori a smaltire i rifiuti urbani indifferenziati provenienti da tutta Italia. Il M5S si oppose duramente a questa scelta perché ritenevamo che non avrebbe risolto alcun problema ma al contrario avrebbe causato danni in tutta Italia.

Oggi possiamo dire che le conseguenze negative dello sciagurato articolo 35 sono anche peggiori del previsto. Ancora »

In un mondo che corre sempre più veloce verso la riduzione dei rifiuti e dei costi ambientali ed economici che essi comportano, in Brianza c’è ancora qualche dinosauro che, con motivazioni risibili, decide volontariamente di andare a marcia indietro.

E’ caso della nuova giunta di Lentate sul Seveso che – incredibilmente – ha annullato la sperimentazione del sacco rifiuti con microchip già programmata dall’amministrazione uscente.

Ancora »

Oggi vi racconto una storia assurda!

E’ una storia che comincia poco prima di Natale di due anni fa, quando un cittadino ci segnala una situazione anomala in uno dei principali ospedali di Milano. Ebbene dopo più di un anno e mezzo non ne siamo ancora venuti a capo!

Vi è mai capitato di entrare nei bagni di un ospedale e trovare un contenitore per i rifiuti sanitari pericolosi, i cosidetti halipack, al posto dei normali contenitori per i rifiuti? Magari vi siete asciugati le mani con una salvietta di carta e poi, non avendo alternative, l’avete gettata proprio lì.

Sembra una cosa di poco conto, ma se pensate che i rifiuti sanitari pericolosi (cioè, quelli a rischio infettivo) per legge devono essere trattati in modo diverso dai rifiuti normali e con costi molto più elevati, si capisce che il problema non è banale. Ancora »

Come portavoce M5S continueremo a sostenere la battaglia del Comitato Intercomunale Silla 2 a tutti i livelli per ottenere lo studio epidemiologico e la massima trasparenza sull’inquinamento prodotto dall’inceneritore!
In questo video i nostri interventi al presidio dello scorso 17 giugno.

A Telereporter ho parlato della nostra azione congiunta (Comuni, Regione, Parlamento, Europarlamento) sull’inceneritore Silla 2 di Milano. Vogliamo uno studio epidemiologico per verificare gli effetti delle emissioni sulla salute dei cittadini e monitoraggi precisi della qualità dell’aria e del suolo!

 

Come scrivevo qualche settimana fa il fervente inceneritorista Gigi Ponti, sindaco uscente di Cesano Maderno, ha lasciato in eredità ai cesanesi la convenzione ventennale con Bea Gestioni per il teleriscaldamento.
Così il Pd cesanese ha potuto affrontare più serenamente le urne: qualunque cosa fosse accaduto si sarebbe assicurato l’arrivo del teleriscaldamento a monnezza!

Oggi, lunedì 12 giugno, un’analoga delibera arriverà in fretta e furia in consiglio comunale a Muggiò: nessun passaggio in commissione e naturalmente i documenti sono stati consegnati ai consiglieri comunali solo giovedì 8: non sia mai che abbiano troppo tempo per studiare a fondo la questione e fare domande scomode!

Del resto se c’è una cosa che fa perdere la testa ai sindaci del Pd è proprio il teleriscaldamento a monnezza: sembra scatenare un desiderio viscerale che devono soddisfare a tutti i costi. Ma perché tutta questa smania? Ancora »

Prendendo spunto da una comunicazione della Commissione Europea sul tema dell’incenerimento dei rifiuti, un paio di mesi fa avevo presentato un’interrogazione (citata in questo post) con la quale sollecitavo il Presidente Maroni e la Giunta regionale a rilanciare il tema del decomissioning degli inceneritori più vecchi, emanando le linee guida previste dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) del 2014 e attese ormai da ben 3 anni! Ancora »


Era il 2 ottobre 2008 quando scrissi per la prima volta di TARIFFA PUNTUALE sul blog del Comitato per l’Alternativa all’Inceneritore di Desio!

CI SONO VOLUTI 10 ANNI, ma alla fine chi la dura la vince!!

Questa mattina sono andato a ritirare i sacchi blu di Gelsia! Anche nel mio comune è arrivata la tariffa puntuale, che permetterà di ridurre i rifiuti da smaltire e risparmiare sul servizio rifiuti.
Credo di essere stato il primo a parlarne! Oggi finalmente in Brianza sta ormai diventando una prassi diffusa. Battaglia vinta!

A poche settimane dalle elezioni il Comune di Cesano Maderno, guidato dal sindaco Gigi Ponti, ha approvato un contratto ventennale per l’estensione del teleriscaldamento sul territorio comunale: siamo di fronte a una decisione scorretta nel metodo e retrograda nel merito! Ancora »

Sabato scorso a Mantova si è tenuta la prima tappa del tour #OraToccaANoi per la stesura del programma del MoVimento 5 Stelle Lombardia in vista delle elezioni regionali del 2018.

E’ stata una bellissima esperienza e una preziosa occasione di confronto. Nella prima parte dedicata all’esposizione dei temi ho presentato il piano energetico e il piano per l’economia circolare; nel pomeriggio, nel corso dei tavoli di lavoro, sono emerse numerose idee che contribuiranno ad arricchire e ad articolare meglio la stesura del programma.

Grazie a tutti i partecipanti con i quali abbiamo condiviso una bella giornata all’insegna della condivisione e del confronto!

In attesa di rivederci il 6 maggio a Bergamo per la seconda tappa del tour, vi segnalo che i video degli interventi, le presentazioni e le proposte emerse sono online a questo indirizzo.

Avanti tutta verso una Lombardia a 5 Stelle!

 

 

Molti cittadini, ricordando la risoluzione del consiglio regionale della Lombardia che nel 2013 approvò la nostra proposta di progressivo spegnimento degli inceneritori più vecchi, ci chiedono informazioni circa il piano di dismissione: è proprio il caso di fare il punto su questa importante questione! Ancora »

A seguito della mia interrogazione riguardante i differenti limiti di emissione degli ossidi di azoto imposti agli inceneritori di BEA (Desio) e Accam (Busto Arsizio), è arrivata la risposta dell’Assessore Terzi.

L’Assessore in sostanza dice: ad Accam abbiamo imposto il limite di 80 mg/Nm3 al 2018 perché in questo modo, se l’impianto sarà ancora attivo, saranno costretti a migliorare i sistemi di trattamento fumi; a BEA invece non lo abbiamo imposto perché avevano già deciso di ammodernare il sistema di trattamento dei fumi e quindi siamo sicuri che riusciranno a raggiungere i valori obiettivo anche senza l’imposizione di un limite.

Mah… questo ragionamento non regge! Una cosa è l’imposizione di un limite, altra cosa è l’ammodernamento dell’impianto. L’ammodernamento è un mezzo per ridurre le emissioni e rispettare i limiti, non può diventare uno scudo per evitare limiti più restrittivi: se così fosse sarebbe un controsenso!

Quindi: se la Regione decide che il limite di emissione va ridotto a 80 mg/Nm3, lo imponga non solo ad Accam ma anche a BEA, a prescindere dai programmi di ammodernamento.

Se BEA aveva già deciso di installare un nuovo sistema di abbattimento fumi, ben venga! ma questa non è una valida motivazione per rinunciare ad abbassare il limite. Al contrario: proprio perché BEA si è dotata della piena capacità tecnica di rispettare il limite di 80 mg/Nm3, questo limite deve essere imposto dalla Regione affinché il Gestore sia tenuto a condurre l’impianto nel modo più corretto.

Questo principio dovrebbe valere per qualsiasi gestore d’impianti ma vale a maggior ragione per BEA che negli ultimi 10 anni, stando alle relazioni di Arpa e alle numerose segnalazioni in Procura, ha condotto l’impianto in modo spesso inadeguato e commettendo numerose irregolarità!

Insomma, sulla base della risposta fornita dall’Assessore Terzi, prendiamo atto che la Regione del leghista Maroni riserva a BEA un trattamento diverso e più permissivo rispetto a quello usato per Accam, pur non essendoci alcuna valida motivazione per non abbassare il limite di emissione degli ossidi di azoto anche per l’inceneritore di Desio! Ricordatevelo la prossima volta che sentirete quelli della Lega di Desio parlare dell’inceneritore!

La Commissione regionale Ambiente ha approvato all’unanimità una risoluzione del M5S Lombardia sulla rete di teleriscaldamento dell’inceneritore di Silea a Valmadrera (Lecco).

La risoluzione, che dovrà essere sottoposta al voto del Consiglio nelle prossime settimane, prevede l’attivazione di un tavolo tecnico di lavoro con la Direzione Generale Competente di Regione Lombardia e la ditta Silea S.p.A, al fine di tenere costantemente monitorato l’iter della prescrizione della realizzazione della rete di teleriscaldamento legata all’inceneritore di Valmadrera con particolare riferimento all’esito dell’effettuazione:

a) dell’indagine epidemiologica attualmente in corso sugli impatti sulla salute generati dall’impianto,

b) della ricognizione degli impianti di riscaldamento domestico che verrebbero sostituiti dalla rete di teleriscaldamento,

c) del confronto di carattere quantitativo e qualitativo – a parità di calore generato – tra la stima delle emissioni delle caldaie esistenti che verrebbero sostituite e quelle dell’impianto di incenerimento

d) dell’analisi delle aree territoriali di ricaduta degli inquinanti presenti nelle emissioni dell’inceneritore al fine di verificare se queste coincidano con le aree che godrebbero del miglioramento ambientale dovuto alla sostituzione degli impianti di riscaldamento domestico con il teleriscaldamento.

Eravamo partiti, mesi fa, con un testo molto più duro che chiedeva di togliere la prescrizione di Regione Lombardia relativa alla realizzazione della rete di teleriscaldamento, in modo da lasciare la piena libertà ai comuni soci dell’impianto di decidere se procedere o meno con la realizzazione della rete. Le grosse reti di teleriscaldamento non ci piacciano, in quanto le consideriamo ormai obsolete dato che è molto meglio investire le risorse pubbliche nell’efficientamento energetico degli edifici, piuttosto che bruciare rifiuti – che arrivano da chissà dove – per riscaldare le case.

Inoltre questi impianti rappresentano oggettivamente un freno alla possibilità di dismettere quantomeno una parte degli inceneritori lombardi, che ormai da anni sono in sovrannumero rispetto alle esigenze della nostra regione.

Abbiamo dovuto fronteggiare alcuni aspetti di carattere giudirico/amministrativo e soprattutto i diversi orientamenti delle altre forze politiche, per cui alla fine il testo approvato si orienta sull’idea affiancare l’iter della prescrizione regionale della realizzazione del teleriscaldamento alla effettuazione di ulteriori approfondimenti tecnici legati agli impatti sulla salute dei cittadini e alle ricadute degli inquinanti emessi dal forno.

Come primo firmatario della risoluzione sono soddisfatto perché si tratta di un segnale di attenzione da parte della Regione nei confronti del dibattito che si è sviluppato negli ultimi mesi sul territorio, che spero possa proseguire nella maniera più libera possibile e porti i soci di Silea ad abbandonare questo assurdo progetto.

Al momento l’unica cosa certa è che il forno di Valmadrera contribuisce a quella sovracapacità impiantistica di incenerimento della nostra regione che tutte le forze politiche – a parole – dicono di voler contrastare. Piuttosto che investire milioni di euro in obsoleti progetti di teleriscaldamento, bisognerebbe concentrarsi su un serio piano di riconversione del forno lecchese in un impianto pulito di recupero di materiali post consumo. Ne deriverebbero evidenti benefici ambientali, sanitari e occupazionali per i cittadini lecchesi.

incendiNel corso del 2015 e del 2016 si è registrato un notevole aumento degli incendi presso gli impianti che trattano i rifiuti differenziati. La regione più colpita è il Veneto ma il fenomeno è diffuso in tutta la penisola, inclusa la Lombardia. Si tratta di eventi prevalentemente dolosi sui quali la magistratura e le forze dell’ordine stanno indagando. Ancora »

Super spot del Cittadino di Monza e Brianza di oggi all’inceneritore di Desio.

All’interno dello speciale sui 40 anni dall’incidente dell’Icmesa di Seveso, arriva l’intervistona alla Presidente di Bea, che non perde l’occasione di dire fesserie, come quella che il forno ha un “impatto positivo sull’ambiente” grazie al teleriscaldamento (per la serie, ringraziate che c’avete l’inceneritore che vi pulisce l’aria).

A seguire l’articolo qui allegato in cui si esalta la società anche per “l’impegno ecologico”! Naturalmente nessun cenno al fatto che negli ultimi dieci anni l’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) ha inviato alla Procura della Repubblica di Monza ben sei segnalazioni di ipotesi di reato della società per violazioni di norme ambientali!

Nota a margine: l’articolo (al pari dell’intervista) non riporta la firma del giornalista… forse per pudore o perché non si usa firmare un mero copia&incolla di una velina aziendale.

inceneritoredesiocittadino

decommissioning

Sono anni che continuiamo a chiedere ai soci di BEA (comuni e provincia di Monza e Brianza) di incaricare un gruppo di esperti indipendenti al fine di delineare lo scenario del decommissioning, ossia la dismissione del forno inceneritore di Desio.
Infatti è assolutamente evidente che la scelta di raddoppiare il forno (abbandonata nel 2012) così come le successive scelte di ammodernarlo e potenziarlo non sono le uniche possibili, come invece si vuole far credere da parte di BEA e del PD brianzolo.
Esiste almeno un’alternativa che si chiama Rifiuti Zero e che non ha bisogno di inceneritori: al contrario è impossibile metterla in pratica se si ha un forno da sfamare, a maggior ragione se su quel forno si investono decine di milioni di euro con tempi di rientro di 15-20 anni.
Se si volesse davvero amministrare seriamente BEA, prima di realizzare qualsiasi revamping milionario bisognerebbe perlomeno prendere in considerazione la fattibilità tecnico ed economica di uno scenario alternativo all’incenerimento.
Nell’ottica dei vertici di BEA e dei soci che li sostengono, fedeli ai diktat del PD brianzolo, tutto questo vale zero. Quello che conta è investire, costi quel che costi, per mantenere in vita il vecchio forno assicurandogli lunga vita e abbondanza di rifiuti grazie allo sciagurato progetto di fusione con CEM Ambiente di cui ho già abbondantemente parlato.

Lascio immaginare la mia sorpresa quando ho appreso, leggendo il verbale dell’assemblea dei soci dell’11 dicembre scorso, che BEA, all’insaputa dei soci, avrebbe intrapreso una valutazione dei costi di decommissioning! Innanzitutto è incredibile che nessuno dei Soci sapesse alcunché. La Presidente dice che tale iniziativa va incontro alle richieste dei comuni. Ma se così fosse, perché i Soci non sono stati informati?

E poi è profondamente sbagliato il metodo! A chi è stato commissionato lo studio? qual è nel dettaglio l’oggetto di studio (dismissione impianto? bonifica terreni? riconversione in impianto di recupero di materia?), quanto è costato? sono stati presi in considerazione i costi e i ritorni economici di scenari alternativi tra loro?

Il fatto che sia stata Bea a scegliere e commissionare il soggetto che farà lo studio non da alcuna garanzia di indipendenza e imparzialità di giudizio.

Se ci fosse stata una reale volontà di valutare seriamente un percorso alternativo, si sarebbero dovute fare le cose diversamente. Così è solo l’ennesima presa per i fondelli. Si sarebbe dovuto fare come hanno fatto i comuni soci dell’inceneritore di Busto Arsizio. A bocce ferme (e non ad investimenti in revamping in corso), si sarebbe dovuto commissionare uno studio serio e completo ad esperti scelti dai soci, privi di alcun conflitto di interessi.

Cara Presidente Mazzuconi, affrontare il tema del decommissioning è urgente, ma va fatto in modo serio e non solo per dire di averlo fatto e giustificare scelte politiche che non hanno nessun senso logico.

C’è un modo giusto di fare le cose e un modo sbagliato, e come sempre Bea ha scelto la strada che le faceva più comodo.

 

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La campagna per l’adozione della Tariffa Puntuale dei rifiuti in Lombardia si sta rivelando davvero un successo! Sono decine e decine i comuni in cui abbiamo fatto richiesta ufficiale, portando questo tema importante nel dibattito pubblico locale. Quasi ovunque abbiamo trovato sindaci e amministratori interessati e attenti a capire di cosa si tratta. La forza intrinseca di questa proposta ha catturato tutti. Ad oggi la nostra proposta è stata accettata dalle amministrazioni di Limbiate, Desio, Vimercate, Lissone e, last but not least, Cinisello Balsamo.

Avanti tutta!