dddL’azione portata avanti in Regione 3 anni fa (imporre a Pedemontana di fare le analisi dei terreni coinvolti dalle ricadute della diossina di Seveso, prima di cominciare i lavori) ha portato nei mesi scorsi alla realizzazione dei campionamenti dei terreni e a breve si conoscerà lo stato di inquinamento del suolo.

Dalle prime risultanze, sembra confermata la presenta della diossina e la necessità di una bonifica con costi di varie decine di milioni di euro. I nodi stanno venendo al pettine.

Ora una domanda sorge spontanea: chi paga il conto? Pedemontana? le cui casse versano già in condizioni disastrose? Potrebbe essere la mazzata finale… I responsabili dell’inquinamento di 40 anni fa? si ciao, auguri! Qualcuno ha forse il coraggio di far pagare i proprietari dei terreni? per la serie, ti voglio espropriare il terreno per costruirci un’autostrada, però prima ti faccio pagare la bonifica e poi te lo esproprio… semplicemente impensabile!

E allora chi paga? Tramite una nuova interrogazione, ho fatto questa semplice domanda a Maroni… sono ansioso di sapere la risposta!

pedemontana

Ricapitolando: prima si sparano stime di traffico del tutto irrealistiche, poi si progetta un mostro a 10 corsie promettendo mirabolanti compensazioni ambientali (che ancora oggi non ci sono nemmeno per le tratte già realizzate), infine si spendono (tutti e subito) i soldi pubblici stanziati per l’intera opera solo per fare il primo pezzettino e alla fine ci si trova senza soldi, praticamente in braghe di tela. E a questo punto la Regione Lombardia chiede altri soldi al Governo e viene un ministro da Roma a dire che è disponibile a rivedere il progetto?

Ancora »

metro-monza

Non c’è traccia degli interventi di prolungamento delle linee metropolitane M2 da Cologno Nord a Vimercate e M5 da Monza Bettola a Monza Parco nel Dossier Infrastrutture prioritarie di Regione Lombardia consegnato dal Presidente Maroni al Ministro Del Rio il mese scorso. Per questo ho presentato una un’interpellanza che chiede alla Giunta regionale  di inserire le due opere tra le priorità regionali e di attivarsi a tutti i livelli per la realizzazione dei prolungamenti e il reperimento delle risorse finanziarie necessarie.

Ancora »

File_002

Pedemontana. M5S incontra Delrio: opera inutile e su un binario morto, occorre abbandonarla e puntare sulle alternative.

Ieri una delegazione del MoVimento 5 Stelle composta dai portavoce nazionali e regionali Davide Tripiedi, Gianmarco Corbetta,Bruno Marton e dall’attivista Corrado Fossati si è recata in visita a Graziano Delrio. Abbiamo rappresentato al Ministro tutte le drammatiche criticità che Pedemontana sta portando in Brianza, per chiedere l’abbandono del progetto e lo stanziamento di risorse per il potenziamento del trasporto pubblico locale.

La condizioni di mobilità dei cittadini nel Nord Milano e in Brianza sono indubbiamente critiche, ma un collegamento autostradale non serve a risolvere la situazione. Infatti le tipologie di spostamento sono sostanzialmente due: gli spostamenti dei pendolari verso e da Milano, e gli spostamenti di breve e medio raggio di artigiani e piccole medie imprese, che si muovono con i loro furgoni per movimentare merci e semilavorati da e verso clienti e fornitori. E in entrambi i casi non serve un’autostrada Varese-Bergamo, bensì trasporti pubblici efficienti e il potenziamento della rete stradale ordinaria.

Abbiamo chiesto al Ministro di intervenire e fermare il delirio di cementificazione dell’amministrazione lombarda e di destinare risorse per potenziare il trasporto pubblico, rafforzare il sistema ordinario di viabilità che non comporti consumo di suolo, e mettere in sicurezza la Milano-Meda che da anni versa in un vergognoso stato di abbandono e degrado.

Difatti è fondamentale per il nostro territorio sbloccare definitivamente la metrotranvia Milano-Limbiate, prolungare la metrò verde fino a Vimercate e la linea Lilla fino a Monza centro, nonché potenziare le linee ferroviarie esistenti.

File_001

Ora più che mai è urgente fermare l’opera anche per altri motivi. Dalle notizie emerse fino ad oggi, il numero di veicoli che transitano sui tratti aperti è un terzo di quello atteso. Pedemontana va ad allungare le fila delle grandi opere inutili che hanno devastato la Lombardia (Brebemi e Teem).

L’innesto sulla Milano-Meda ha comunque portato ad un aumento del traffico che sta paralizzando un’arteria già di per sé al limite del collasso e, nel caso questa divenisse a pagamento con la trasformazione in tratta b2 della Pedemontana, verrebbe abbandonata dagli automobilisti che paralizzerebbero il traffico sulla viabilità ordinaria della zona.

Inoltre il prezzo pagato dal territorio per il proseguimento dell’opera sarebbe enorme in termini di devastazione e consumo di suolo, basti pensare al faraonico svincolo di Desio e alla movimentazione dei terreni ancora oggi contaminati dalla diossina dell’incidente Icmesa di Seveso del 1976.

File_000

Ma ciò che rende ridicolo il solo pensiero di proseguire con la realizzazione di Pedemontana è l’assoluta mancanza di liquidità nelle casse della stessa! I tre miliardi di euro che servono per andare avanti non ci sono. Dovevano metterli i privati e le banche ma si sono ben guardati dal farlo!

Non bisogna quindi inserire Pedemontana nel Piano Juncker o coinvolgere la Cassa Depositi e Prestiti o il Fondo Strategico Italiano nel piano di finanziamento dell’opera.

In definitiva, occorre stralciare Pedemontana dall’elenco delle opere ritenute prioritarie dal Governo. Altrimenti si finisce come sempre con soluzioni “all’italiana”, con tutti i costi a carico del pubblico e i profitti ai privati!

Abbiamo trovato il ministro piuttosto sfuggente di fronte alle responsabilità di questo governo rispetto al proseguimento dell’opera, ma è chiaro che il progetto Pedemontana non lo entusiasma e che non intende metterci un euro in più di soldi pubblici rispetto a quanto già previsto e speso.

La crisi finanziaria di Pedemontana resta dunque irrisolta: i privati non credono più nell’opera e il Governo si rifiuta di coprire il buco da 3 miliardi.

Senza contare il dossier in mano a Cantone relativo agli appalti sulle ultime tratte, che il Ministro Delrio ha dimostrato di tenere ben in considerazione.

Insomma Pedemontana è un mostro d’asfalto senza futuro.

File_000(2)

File_001(2)

lomazzo-inaugurazione-pedemontana.scale-to-max-width.500x
Ieri c’è stata l’inaugurazione del tratto B1 della Pedemontana.
Le parole di Maroni e dei suoi assessori sono state talmente futili e superficiali che non meriterebbero commenti, se non fosse che qui c’è in gioco il futuro di un territorio e la salute, il benessere e le risorse dei suoi abitanti.
La vuota e pomposa retorica sulle infrastrutture autostradali, sempre uguale a se stessa in tutte queste inutili cerimonie, cozza ruvidamente con la realtà: devastazione del territorio, rischio diossina Icmesa per le aree di Seveso, ormai conclamata inutilità di questo genere di opere, costi lievitati, ritardi nella realizzazione (oggi, significamente, si apre la cosidetta “variante Expo”),  pedaggi stratosferici, mancanza assoluta di risorse per realizzare le prossime tratte, rischio caos per la viabilità ordinaria, enti locali sul piede di guerra…
Non esiste il “partito del progresso” e quello degli ambientalisti che non lo vogliono. Esistono diverse visioni di progresso e sviluppo economico: c’é la visione arcaica di Maroni fondata sul cemento e su risposte sbagliate alle esigenze di mobilità dei cittadini e c’é la visione di un progresso e di un benessere economico fondata sul rispetto dell’ambiente e del territorio, sulla tutela della salute dei cittadini, sulla mobilità pubblica e sul miglioramento del sistema logistico e della viabilità ordinaria.
Maroni é vecchio nel modo di concepire il progresso, i suoi sogni autostradali sono ormai fuori da qualsiasi idea di modernità.

L’audizione di oggi in Commissione Territorio con il presidente e l’amministratore delegato di Pedemontana, Sarmi e Besozzi, è stata molto deludente. Sono venuti a vendere fumo, ma i nodi irrisolti rimangono tali. Non hanno detto nulla sulle compensazioni ambientali che sono in grandissimo ritardo e non hanno potuto far altro che confermare quanto noi sapevamo e cioè che non esistono certezze sul closing finanziario dell’opera. Io sono convinto che il closing finanziario non ci sarà mai, quindi la Pedemontana morirà definitivamente a Lentate sul Seveso. Ma non si azzardino ad aprire i cantieri della B2 senza aver reperito i due miliardi di euro che mancano: la Brianza non può permettersi di essere attraversata da una Salerno Reggio Calabria per i prossimi trent’anni! 

E’ risultata poi surreale l’audizione con i sindaci della Brianza che sono stati a parlare di fronte a tre consiglieri regionali, tra cui il sottoscritto. L’Assessore Sorte non si è degnato di farsi vedere confermando che di fronte ai problemi reali dei cittadini la regione non sa dare alcuna risposta!

 

rotonda-2

Dopo l’apertura della tratta A e delle tangenziali di Varese e di Como, si concluderanno nei prossimi mesi i lavori della tratta B1 di Pedemontana, da Lomazzo a Lentate sul Seveso. Pare (ma non lo darei troppo per scontato) che anche gli ultimi lavori che restano da fare per questa tratta abbiano la copertura finanziaria, nonostante innumerevoli vicissitudini legate soprattutto alle “opere connesse” e alle compensazioni.

La partita fondamentale che si giocherà nei prossimi mesi riguarda il finanziamento dei lavori non ancora eseguiti, cioè quelli della tratta B2, C e D, da Lentate su Seveso a Orio al Serio. Nonostante il Ministro Delrio abbia confermato nel recente Documento di Economia e Finanza Pedemontana lombarda tra le opere strategiche, ad oggi fortunatamente non c’è alcuna copertura finanziaria per il proseguimento di quest’opera inutile e dannosa.

La Pedemontana lombarda doveva originariamente essere finanziata in parte da soldi dello Stato e in parte dai privati (tramite il mitologico project financing). Ora, i soldi pubblici che dovevano essere utilizzati per tutte le tratte sono stati invece usati per le sole tratte già realizzate o in via di realizzazione, in quanto non si erano trovati finanziatori privati disposti a investire nell’opera.

Ne consegue che gli ipotetici futuri lavori per le tratte non ancora realizzate dovrebbero essere interamente finanziati dai privati. Ma ad oggi nessun privato ha dimostrato interesse ad investire in quest’opera; anzi di recente Intesa SanPaolo ha dichiarato che dismetterà le sue partecipazioni autostradali (inclusa quella in Pedemontana) entro il 2017, non considerandole più strategiche e profittevoli.

Ancora »

Ieri l’Assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Sorte, ha annunciato che la Tratta B1 della Pedemontana non verrà più aperta a luglio, come strombazzava Maroni fino a pochissimi giorni fa, ma “in autunno” a causa dei ritardi dei lavori.

Il progetto della Tratta B1 era stato modificato tempo fa per consentire che la lingua di asfalto di collegamento tra Lomazzo e Lentate sul Seveso aprisse in tempo per l’inagurazione di Expo, confluendo sulla Milano-Meda. Era la cosiddetta “Variante Expo“, di cui tutti si sono riempiti la bocca per mesi (che poi questo pezzo di autostrada non c’entrasse nulla con Expo, era solo un dettaglio…). La Variante Expo consisteva nel fatto di realizzare prima il collegamento in forma basilare tra Lomazzo e Lentate, rinviando ad una fase successiva tutte opere accessorie e le compensazioni.

L’apertura della Variante Expo era già stata spostata a causa dei ritardi dei lavori da maggio a luglio. Ora si apprende che sarà pronta in autunno, giusto in tempo per vedere Expo chiudere i battenti! Sarà il caso d’ora in avanti di chiamarla “Variante Fine Expo“… un’altra eccellenza lombarda!

L’altra notizia tosta data da Sorte ieri è che il cosidetto “closing finanziario” dell’intera opera – cioè il reperimento dei fondi che servono a finire l’autostrada (parliamo di qualche miliardata di euro… bruscolini) – è stato rimandato a luglio 2016! Anche qui ho l’impressione che siamo nel campo delle balle spaziali che ormai da tempo vengono spacciate ai media e agli amministratori locali quando si parla di Pedemontana.

Sorte fa finta di non sapere che Intesa SanPaolo ha appena annunciato che le sue partecipazioni autostradali verranno dismesse entro il 2017 e soprattuto che la delibera del Cipe che ha autorizzato la defiscalizzazione dell’opera (su cui peraltro sta indagando l’Unione Europea grazie all’azione del M5S) impone che il closing finanziario avvenga entro gennaio 2016, pena la decadenza della defiscalizzazione stessa.

Basta fare due più due per capire che Pedemontana è morta. Sarebbe ora che qualcuno, oltre a noi e a Legambiente, cominciasse a dirlo a cittadini! Così, giusto per la cronaca.

3V6XF6 (1)

 

Lentate-pedemontana

Il Consiglio Regionale ha respinto una mozione del PD sull’attuazione delle opere complementari della Tratta B2 di Pedemontana.
La mozione del PD presentava numerose ambiguità, per questo il M5S ha votato NO a molte delle richieste della mozione.
Siamo assolutamente contrari alla richiesta di anticipo di risorse economiche previste per la compensazione della tratta B2. Quella tratta non sarà mai realizzata e non intendiamo offrirle una legittimazione politica chiedendo di anticiparne le compensazioni.

La B2 è pura fantascienza: Pedemontana ha recentemente rinunciato, per l’ennesima volta, all’aumento di capitale addirittura fino a luglio 2016, inoltre Intesa SanPaolo ha appena annunciato che le sue partecipazioni autostradali verranno dismesse entro il 2017. Ormai è palese che nessuno crede più in quest’opera e nessuno ci vuole investire un euro! Che senso ha chiederne le compensazioni viabilistiche?

No, poi, all’allargamento a tre corsie della Milano-Meda in alternativa alla B2: è un tema da maneggiare con molta cura: si andrebbe a movimentare terra inquinata dalla diossina di Seveso, con tutti i rischi che ne conseguono, al pari della realizzazione della Tratta B2; e poi il provvedimento va sempre nella logica del potenziamento del trasporto privato. Lo ripetiamo in ogni occasione utile: nei trasporti è necessario cambiare paradigma e investire sul trasporto pubblico.

Riconosciamo che il problema dell’effetto imbuto (e del conseguente congestionamento del traffico) sulla Milano-Meda, quando sarà collegata alla Tratta B1 della Pedemontana, è reale. Noi già un anno fa avevamo proposto l’unica vera soluzione del problema: fermare la Pedemontana al tratto A, ma la destra in Regione e la sinistra al Governo hanno voluto andare avanti con un’opera inutile e dannosa.

Ora si assumano la responsabilità di fronte ai cittadini del disastro viabilistico in arrivo in Brianza.

Avremmo votato a favore della realizzazione di piani intercomunali per la viabilità e di opere viabilistiche utili ad assorbire l’impatto del traffico derivante dal collegamento del Tratto B1 alla Milano-Meda, ma solo a patto di prevedere consumo di suolo zero: il PD non ha accettato questo vincolo, percui ci siamo astenuti.

Unico voto favorevole il rispetto delle prescrizioni CIPE per la tratta B1, anche perché il mancato rispetto di queste prescrizioni da parte di Pedemontana l’avevamo scoperto noi in collaborazione con alcune associazioni ambientaliste; ci fa piacere che il PD riprenda nelle sue mozioni le magagne scoperte dal M5S.

Manifestazione

La Commissione Europea ha risposto oggi, 23 aprile 2015, all’interrogazione a firma Eleonora Evi, europarlamentare del M5S, sulla defiscalizzazione di Pedemontana. L’interrogazione, in particolare, chiedeva “se la delibera del CIPE, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale in data 30.1.2015” che ha stanziato a Pedemontana “un contributo pubblico a fondo perduto, necessario per il riequilibrio del piano economico-finanziario, che ammonta a 393 milioni di euro”, “sia in linea con le disposizioni applicabili agli aiuti di Stato”.

Nella risposta di Margrethe Vestager, Commissario UE alla Concorrenza, si legge: “La Commissione ha chiesto informazioni e chiarimenti alle autorità italiane, compresa la delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) del 1º agosto 2014 concernente l’Autostrada Pedemontana. Le informazioni non sono ancora pervenute e, una volta ricevute, esse dovranno essere sottoposte a valutazione dettagliata da parte della Commissione. Pertanto la Commissione non è ancora in grado di stabilire se la misura notificata costituisca un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Qualora tale misura costituisse aiuto di Stato, la Commissione adotterà le misure necessarie, in linea con le norme sugli aiuti di Stato dell’UE.”

L’eurodeputata del M5S Eleonora Evi commenta: “Siamo riusciti ad ottenere l’attenzione della Commissione Europea sull’ennesima grande opera inutile del nostro Paese, sottolineando una questione, quella dei finanziamenti pubblici ad un’opera che doveva essere in gran parte pagata dai privati, tutt’altro che secondaria. Ora la Commissione Europea faccia tutti gli approfondimenti del caso e vada fino in fondo per verificare che non si tratti di un aiuto di Stato illecito.”

Per il consigliere regionale M5S Gianmarco Corbetta, che ha collaborato con Evi alla stesura dell’atto, si tratta di un’ottima notizia: “Il momento della verità per Pedemontana è fissato per gennaio 2016: entro quella data, così stabilisce il Cipe, si dovrà pervenire al “closing finanziario” dell’intera opera ma ad oggi mancano all’appello quasi 5 miliardi di euro ed è davvero irrealistico pensare di riuscire a reperirli: i finanziatori privati hanno già dimostrato di non credere in quest’opera; se entro quella data non si riuscisse ad arrivare il closing, anche la defiscalizzazione verrebbe ritirata. Ma una bocciatura da parte dell’Unione Europea della defiscalizzazione – fortemente voluta da Renzi e Maroni – potrebbe accorciare i tempi di questa lunga agonia finanziaria di Pedemontana, decretando una volta per tutte la parola fine su questa inutile e fallimentare infrastruttura, con buona pace del Ministro Del Rio che ha recentemente mantenuto Pedemontana tra le opere strategiche del nostro Paese. Ora si provveda a realizzare le opere di compensazione ambientale per le tratte già realizzate e a chiudere i cantieri con il minor danno possibile per i cittadini e per il nostro territorio.”

Ancora »

pedemontana-compensazioni

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato una mia mozione che chiede diattivare un tavolo tecnico-politico tra Regione e società Autostrada Pedemontana Lombarda con la finalità di sollecitare e verificare periodicamente l’effettiva realizzazione di tutte le opere di mitigazione e compensazione ambientale previste per le tratte A e B1, la Tangenziale di Varese e il primo lotto della Tangenziale di Como”, “prevedere l’attivazione di un sistema di monitoraggio con la finalità di verificare con cadenza trimestrale lo stato di avanzamento” di queste opere e di promuovere l’elaborazione di uno strumento di pianificazione strategica “che preveda la definizione di una ampia fascia di inedificabilità sui due lati dell’infrastruttura”.

Non mi piace l’idea di compensazione ambientale: come si può pensare di compensare ambientalmente la distruzione di un bosco secolare come quello della Moronera a Lomazzo, centrato in pieno dal tracciato di Pedemontana?

1010874_10201711714462516_826616904834301816_n

Però ormai il danno è fatto e dobbiamo costringere Pedemontana a rispettare i patti e realizzare le compensazioni – oggi in gravissimo ritardo – per evitare oltre al danno la beffa. Parliamo di una ventina di progetti per un valore totale di circa 22 milioni di euro.

Il secondo punto della mozione è altrettanto importante: dobbiamo scongiurare che la Pedemontana, la dove è già stata realizzata, dia adito ad ulteriore consumo di suolo con l’edificazione di centri commerciali e capannoni ai lati del tracciato, sulla scorta dei quanto accaduto ad esempio sulla A4 Milano-Bergamo.  La Pedemontana è in una gravissima situazione finanziaria, tanto che fortunatamente non andrà oltre il tratto B1; il problema è che si rischia di non vedere realizzate le compensazioni sulle tratte già in essere e i politici non possono stare alla finestra, il nostro territorio è una risorsa preziosa e va tutelata!

Pedemontana-Cantone

Pedemontana è tenuta in vita solo da dichiarazioni politiche artificiali. Maroni abbia il coraggio finalmente di dire quello che tutti sanno e nessuno dice e cioè che quell’autostrada versa in condizioni finanziarie drammatiche e non vedrà mai il proseguimento oltre la tratta B1. Ed è un bene: pensata oltre 40 anni fa e nata vecchia, oggi Pedemontana rappresenta l’ennesima grande opera inutile del nostro Paese: è la risposta sbagliata ad una reale esigenza di mobilità che non può essere soddisfatta con un supercollegamento autostradale.

I problemi di Pedemontana sono essenzialmente due. Da una parte non c’è un euro per finanziare il proseguimento dell’opera ed è chiaro che in assenza di sostenibilità finanziaria si fermerà alla tratta B1. Dall’altra, il fatto che la relazione di Cantone sia stata trasmessa alla Procura, il che potrebbe aprire degli scenari interessanti. Se la magistratura accende i fari su Pedemontana capiremo presto se il malaffare che circonda tutte le grandi opere in Italia, dalla TAV al Mose per arrivare a Expo, ha contagiato anche Pedemontana. Sono molto curioso di vedere gli sviluppi…

D’alto canto non è la prima volta che Pedemontana finisce nei guai. Il Tar si è già pronunciato dichiarando illegittima l’assegnazione dell’appalto da 2,3 miliardi di euro per la realizzazione delle tratte B1, B2, C e D ad una impresa – Strabag – che ha presentato un progetto che apporta modifiche strutturali all’opera tali da far emergere «un rischio di cedimenti di carreggiata» e condannando Pedemontana a risarcire alla seconda classifica 22 milioni di euro. Senza contare l’esposto-denuncia di Legambiente in merito al mancato adempimento delle prescrizioni del Cipe relative alla Tratta B1.

Per parte nostra, dopo che ci è stata bocciata la richiesta di fermare l’opera lo scorso anno, non molliamo la presa: in Regione abbiamo sollevato il grave problema delle compensazioni ambientali che non sono state effettuate e al Parlamento Europeo, tramite la nostra Eurodeputata Eleonora Evi, abbiamo depositato una interrogazione sull’illegittimità della defiscalizzazione dell’opera che potrebbe configurarsi come un illecito aiuto di Stato.

Insomma c’è abbastanza materiale per l’ennesimo caso da manuale di sperpero di denaro pubblico, speculazione e scempio dell’ambiente. Il testamento di Pedemontana è ormai scritto. A Maroni non resta che firmarlo, volente o nolente.

 

10649714_962148733804414_5411679532533091002_n

Ho depositato una mozione che chiede conto alla Giunta Maroni della scomparsa delle compensazioni ambientali e delle mitigazioni che avrebbero dovuto essere realizzate contestualmente all’apertura delle tratte che sono già in funzione (il tratto A e la tangenziale di Varese) e di quelle che verranno aperte a breve (entro luglio 2015, il tratto B1 e il primo lotto della tangenziale di Como).

Ancora »

Non mi piace fare la parte di quello che dice “io l’avevo detto” ma… io l’avevo detto!
Tante volte, nei mesi e negli anni scorsi… Ma come sempre il Movimento 5 Stelle è stata l’unica forza politica in Regione e in Parlamento ad opporsi a questo mostro! E tanti di quei sindaci che ora si lamentano e hanno paura di quello che sta per succedere in Brianza fanno parte di quel Partito Democratico che in Regione non ha mosso un dito su Pedemontana e in Parlamento le ha addirittura fatto un bel regalo da 350 milioni di euro sotto forma di defiscalizzazione dell’opera.

Mi raccomando votateli ancora al prossimo giro.

artGiorno12-02-015Pedemontanaincreg

074 (800x600)

Oggi sono stato alla cerimonia di apertura del Tratto A della Pedemontana, insieme alla collega Paola Macchi. Più che ad una inaugurazione abbiamo assistito ad un rito religioso, un atto di fede, una messa pagana celebrata in onore del Dio Asfalto, con tanto di benedizione sacerdotale, taglio del nastro, rinfresco di tartine e spumante e tanti bei discorsi – retorici, ridicoli e privi di qualsiasi contenuto – del politicante di turno.

Abbiamo, dati alla mano, ampiamente chiesto di rinunciare al proseguimento della Pedemontana, un’infrastruttura nata vecchia. Se ne parla dagli anni 50 e nel frattempo il mondo è completamente cambiato a partire dalla deindustrializzazione del territorio. Oggi Pedemontana è la risposta sbagliata ad una reale esigenza di mobilità dei cittadini e delle imprese: un supercollegamento autostradale Varese-Bergamo non serve a nulla.

Serve invece efficientare il sistema logistico di trasporto delle merci (oggi i camion viaggiano con un coefficiente di carico del 50% solamente), potenziare il trasporto pubblico per i pendolari da e verso Milano, favorire i brevi spostamenti a rete sul territorio delle PMI tramite il miglioramento della rete stradale ordinaria.

Ancora »

Sul Sole 24 Ore di oggi è riportata la notizia che Pedemontana ha finalmente approvato il bilancio 2014, ma il Collegio Sindacale, la società di Revisione dei Conti e lo stesso Presidente avvertono che la continuità aziendale è a rischio e che per l’apertura anche delle prime tratte (A e B1) non c’è certezza (mancano all’appello 50 milioni di euro).

Il presidente informa che il nuovo piano finanziario è strutturato sulla base della defiscalizzazione ottenuta dal governo a inizio agosto (350 milioni di euro di esenzioni fiscali), di cui però, ammette candidamente, non sono ancora note le prescrizioni!

Welcome to Banana Republic!

 

Sole24Ore - 25 sett 14

 

L’1 agosto 2014 il CIPE, Comitato interministeriale per la Programmazione Economica, si è riunito e ha approvato la defiscalizzazione per l’autostrada Pedemontana. Chi realizzerà l’opera si vedrà ridurre di ben 349 milioni di euro le tasse.
Pedemontana è sull’orlo del fallimento e invece di chiudere i cantieri, con i minori danni possibili per i cittadini e il territorio, il governo Renzi, in perfetta sintonia con Maroni, ha pensato bene di concedere uno sconto di 349 milioni di euro all’opera. Quegli euro rappresentano un mancato incasso per lo Stato, sono risorse pubbliche che vengono sottratte ai cittadini e regalati ai privati.Il M5S Lombardia ribadisce il giudizio negativo su di un’opera che distrugge il territorio, priva i cittadini di risorse a beneficio di aziende private ed è inutile dal punto di vista viabilistico.
Sto lavorando in stretta collaborazione con i nostri portavoce a Roma, Massimo De Rosa e Davide Tripiedi, e a Bruxelles, Eleonora Evi, per presentare appena possibile un atto formale al Parlamento Europeo per chiedere se la defiscalizzazione si configuri come un aiuto di Stato in violazione della normativa europea.

Ancora »

Nel suo editoriale di sabato scorso (qui sotto), il direttore del Cittadino di Monza e Brianza chiama in causa i consiglieri regionali brianzoli in merito a Pedemontana. Non potevo non rispondere.

——

Gentile direttore,

nel suo editoriale di settimana scorsa ha chiamato in causa i consiglieri regionali brianzoli sul tema Pedemontana e infrastrutture nella nostra provincia.

Fin dall’inizio del mio mandato ho studiato la questione Pedemontana, anche grazie ad un confronto costante con tutti quei cittadini, comitati e associazioni che hanno maturato conoscenze approfondite sul tema. Le conclusioni sono quelle che lei ha ben sintetizzato nel suo articolo: un’opera senza copertura finanziaria che sta distruggendo quel poco territorio che si era salvato dalla speculazione edilizia degli ultimi decenni. Se va bene (fine lavori a Lentate) porterà alla congestione e alla paralisi di tutti i comuni attraversati dalla Milano-Meda, se va male (proseguimento lavori sulla tratta B2) sarà la nostra Salerno Reggio Calabria per i prossimi decenni, senza dimenticare il rischio diossina legato al movimento terra nelle aree, interessate dal tracciato, ancora oggi contaminate dall’incidente Icmesa del 1976. Ancora »

PDmontana

Nella rassegna stampa di oggi trovo due articoli, uno del Cittadino di Monza e Brianza, l’altro della Provincia di Varese. Nel primo i sindaci di centrosinistra e del PD dei Comuni brianzoli sulle tratte B1, B2, C e D parlano di Pedemontana come di un colossale fallimento, di un’opera sovradimensionata con scarse o nulle risorse per poterla realizzare, un’opera che porterà spreco di risorse e ferite laceranti al territorio, tanto che alcuni sindaci hanno provveduto a redigere una diffida legale, chiedendo che l’opera si fermi alla tratta A, in assenza delle coperture finanziarie necessarie per procedere come da progetto originario.

Nel secondo articolo il PD varesino “esulta” (nientemeno…) perché finalmente il Governo pare intenzionato a sbloccare la defiscalizzazione dell’opera che permetterebbe di realizzare quella tratta B1 (attenzione, non tutta l’opera!) tanto contestata dai sindaci piddini brianzoli, proprio quella tratta che porterebbe “ferite laceranti” al territorio brianzolo! I piddini di Varese addirittura si lanciano in dichiarazioni del tipo “la defiscalizzazione in arrivo è la conferma dell’impegno che come PD abbiamo portato avanti in tutti questi mesi“.

Bene, prendo atto dello stato confusionale in cui versa il PD della Lombardia. Parlarsi e mettersi d’accordo tra piddini, no eh? Certo che, se davvero dovesse arrivare, la defiscalizzazione sarebbe la “prova provata” di quanto i sindaci del PD della Brianza contano come il due di briscola non solo a livello nazionale ma anche nel contesto del PD lombardo…

Ancora »

2014-07-10 19.46.53

10 luglio 1976 – 10 luglio 2014: sono passati 38 anni dal disastro diossina dell’Icmesa a Seveso.

Questo pomeriggio ho partecipato alla commemorazione di quel tragico evento organizzata dall’amministrazione di Seveso e dal coordinamento ambientalista Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile.
Oggi il rischio diossina a Seveso, Meda, Barlassina, Bovisio Masciago, Desio e Cesano Maderno si ripresenta a causa degli scavi di Pedemontana, che rimetterebbero in circolo la diossina di allora, ancora presente nei terreni lungo il tracciato, con il rischio per la popolazione di essere nuovamente esposta a questo terribile veleno.
La principale analogia tra ieri e oggi è il silenzio. All’epoca il silenzio delle autorità durò una settimana, oggi il silenzio sul rischio diossina dura da anni!
Bisogna bloccare immediatamente i lavori a Lentate sul Seveso e fermare quest’opera inutile e dannosa là dove è arrivata (Lomazzo), senza se e senza ma!

Ancora »