Nel mese di marzo l’europarlamentare M5S Eleonora Evi ha presentato alla Commissione Europea un’interrogazione sul fondo da 450 milioni di euro che Regione Lombardia ha posto a garanzia degli investimenti privati per la realizzazione delle tratte mancanti di Pedemontana.

Nell’interrogazione Evi chiede se “la previsione di questo stanziamento possa costituire un aiuto di stato illegittimo” e se la Commissione europea intende tenerne conto “nell’ambito dell’indagine in corso sulle autostrade italiane” e sui contributi pubblici e la defiscalizzazione di Pedemontana, annunciata il 23 aprile 2015 in risposta a un’altra interrogazione della stessa europarlamentare 5 Stelle. Ancora »

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Sono in arrivo nuove misure nei confronti dell’Italia per i superamenti dei limiti giornalieri e annuali di PM10 e NO2 previsti dalla normativa europea (Direttiva 2008/50/CE). L’ha annunciato Karmenu Vella (Commissario europeo per l’Ambiente) rispondendo a un’interrogazione di Eleonora Evi.

Condivido in pieno il giudizio espresso dalla nostra portavoce: “Al netto delle peculiarità morfologiche e meteoclimatiche della Pianura Padana, che rendono molto difficoltoso affrontare il problema dell’inquinamento atmosferico da polveri sottili, è del tutto evidente che le misure adottate dalle Regioni si sono rivelate totalmente fallimentari”

Forte condanna nei confronti del Governatore Maroni, della politica “fantasma” del Ministro Galletti e del continuo rimpallo di responsabilità tra le Regioni e il Governo centrale: «il Piano per la qualità dell’aria in Lombardia, ad esempio, è uno scherzo. Estremamente costoso, non ha funzionato. E che dire dell’Accordo di programma per le Regioni del Bacino Padano? Sembra sia rimasto solamente sulla carta. Nel frattempo sono usciti i dati dell’Agenzia europea per l’ambiente sulle morti premature causate dall’inquinamento dell’aria, che segnano un record in negativo per l’Italia (84.800 decessi solo nel 2012). Ma i nostri amministratori si sono limitati a convocare vertici straordinari e sull’onda dell’emergenza di fine 2015 hanno solamente preso misure eccezionali in alcune grandi città. Di soluzioni strutturali, tuttavia, nemmeno l’ombra.»

Quando a rischio è la vita stessa dei cittadini, le istituzioni dovrebbero fare ogni sforzo per risolvere i problemi. A oggi invece il Piano Regionale per la Qualità dell’Aria in Lombardia e gli accordi con le altre regioni del Nord non hanno prodotto nessun risultato apprezzabile. La qualità dell’aria che respiriamo deve diventare un tema prioritario nell’agenda politica della Regione, con ingenti investimenti economici per provvedimenti strutturali (sostituzione caldaie, trasporto pubblico, mobilità elettrica).

In risposta all’interrogazione del Movimento Cinque Stelle, la Commissione europea fa sapere innanzitutto che l’Italia ha trasmesso con grande in ritardo (il 30 novembre 2015 e il 4 febbraio 2016) i dati per l’anno 2014, che erano invece attesi per il 30 settembre 2015. Inoltre, secondo la Commissione, che comunque osserva una tendenza alla diminuzione delle concentrazioni degli inquinanti, i superamenti dei valori limite sono continuati in numerose “zone di qualità dell’aria” – tra cui quelle della Pianura Padanarendendo così necessario il proseguimento delle infrazioni in corso, affinché sia garantito il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE in tutte le Regioni italiane.

Qualche tempo fa ho avuto il piacere di conoscere il Professor Sandro Serenari dell’Università di Bologna, Presidente di E-qo, organizzazione non governativa accreditata al Parlamento Europeo.

Il professore simpatizza per noi e mi ha spiegato quale dovrebbe essere, secondo il suo parere, l’approccio strategico del MoVimento al Parlamento Europeo. Un Parlamento che ha modalità operative e di funzionamento completamente diverse da quelle dei Consigli Regionali e dei Parlamenti Nazionali.

Sarebbe bene, a mio giudizio, al di là dei “7 punti per l’Europa“, cominciare a ragionare su come approcciarci all’Europarlamento, per non perdere troppi mesi a capire come “funzionano le cose” a Bruxelles. A partire dal contributo prezioso che possono portare le ONG.

In quest’ottica, lo scritto del Professor Serenari sulla spinta al cambiamento che il Movimento può portare in Europa mi sembra particolarmente interessante e spero che possa stimolare un dibattito proficuo!

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