La Villa è sotto organico, mancano le risorse per una vera valorizzazione culturale del sito e latitano persino i dispositivi per garantire la sicurezza. Solo una piena valorizzazione culturale della Villa e del Parco può assicurare al nostro territorio un flusso continuativo di turisti e il relativo indotto per tutto l’anno. Ma Maroni vuole i grandi eventi – sportivi e musicali – che si esauriscono in una manciata di giorni, così come l’indotto che portano.

La nostra richiesta di intervento a favore della Villa così come tutte le altre richieste del M5S sono state BOCCIATE senza discussione dalla maggioranza per “far pagare” al Movimento la protesta contro i 500mila euro “regalati” a un torneo di golf.
Ricordatevi anche di questo, quando vi chiederanno di votarli ancora!

Come negli anni precedenti, il ritornello che ci siamo sentiti ripetere dalla giunta è sempre lo stesso.

Ci sono i tagli ai trasferimenti da parte dello stato centrale; abbiamo un residuo fiscale superiore ai 50 miliardi di euro all’anno, che se rimanessero in regione potrebbero risolvere tutti i problemi; abbiamo il vincolo del pareggio di bilancio che non ci permette di fare investimenti come in passato e via discorrendo…

Sono tutte argomentazioni che non intendo certo mettere in discussione: si tratta di dati di fatto con cui noi dobbiamo giocoforza fare i conti, che ci piaccia o no. Il problema per noi è il modo in cui le risorse disponibili vengono spese.

Ancora »

calculator-1020044_960_720

Gli organi di stampa hanno riportato settimana scorsa una stima sulle ricadute economiche dell’I-Days Festival al Parco di Monza (8-10 luglio 2016), curata dal Centro Studi della Camera di Commercio di Monza: la tre giorni all’autodromo di Monza varrebbe per Monza e la Brianza oltre 5 milioni di euro di indotto turistico.

 Cito dalle comunicazioni stampa: “shopping 1,1 milioni di euro e spenderanno 2 milioni di euro per i servizi di ristorazione e 1 milione di euro per l’alloggio.”

Come accade ogni anno in occasione del Gran Premio, le cifre pubblicate dal suddetto centro studi mi sembrano molto poco aderenti alla realtà, giusto per usare un eufemismo.

Non ci vuole molto per fare due conti. Si parla di 2 milioni per i ristoranti. Possiamo ipotizzare una cifra media pari a 25 euro per un pasto (pranzo/cena)? Bene, farebbero 80 mila persone che van per ristoranti. Il numero eccede (e di parecchio) il numero complessivo di spettatori, che, secondo il Giorno, sarebbe stato pari a 50 mila in 3 giorni.  Se supponiamo importi inferiori per le consumazioni medie (dalla bibita al panino al bar), il numero di spettatori ovviamente aumenta…

Questa stima si commenta da sé, ma non è finita!

 Per gli alloggi saremmo a 1 milione 78 mila euro (curiosi quei 78 mila… pare una patina di precisione statistica).
Solito calcolo: facciamo 50 euro a persona a notte?
21.560 persone userebbero le strutture ricettive del territorio. Questo significherebbe che oltre 2 persone su 5 si sono fermate a dormire! Possibile? Se fossero 100 euro a testa sarebbero comunque 10.780 pernottamenti, una cifra davvero alta su un totale di 50.000 spettatori. Io sono un appassionato di concerti rock e ho assistito a concerti a Torino, Verona, Bologna, in Svizzera e non mi sono mai fermato a dormire. Possibile che così tanta gente sia arrivata a Monza per i concerti da così lontano da non rientrare a casa la notte?
Esaminiamo infine le compere: 1 milione e 180 mila euro. Ipotizziamo in media 20 euro a persona? 59 mila persone per negozi!!!!! Pari a un monzese su due.
Mah… posso dire che mi sembrano cifre un pochettino campate per aria? Anche alla luce del fatto che chi va ai concerti, generalmente ragazzi giovani, non ha niente da spendere all’infuori del prezzo del biglietto e, se va bene, dell’acquisto di un panino o di una birra.

Ma perché per una volta il Comune e il Consorzio Parco non chiedono alla Camera di Commercio di fare un rendiconto a consuntivo, basato su cifre certe, dell’indotto di queste manifestazioni, magari tenendo anche conto dei costi per il ripristino dell’area interessata, invece di affidarsi a queste “stime” che tutto sembrano tranne che verosimili?

villareale

Ieri ho depositato un’interrogazione sui gravi problemi di gestione della Villa Reale di Monza. Il complesso è affidato a diverse società (tra concessioni e subconcessioni) e, dalle recenti notizie apparse sui media locali, emerge la percezione di un governo del bene storico-culturale molto frammentario, conflittuale ed eccessivamente orientato a logiche di profitto.

Il complesso è stato affidato in gestione per 20 anni a un privato, Nuova Villa Reale di Monza S.p.A., che ha dato vita alla società Cultura Domani S.r.l. per la gestione del secondo piano nobile, dedicato alle mostre. Il primo piano nobile (con il monumentale Salone delle Feste e le sale di rappresentanza) fino a qualche giorno fa era occupato dal sub-concessionario Vision Plus, mentre il sottotetto ospita in affitto, la Triennale di Milano con il Museo del Design. Infine, il piano terra è occupato  dal ristorante della società sub concessionaria Le cucine di Villa Reale.

E’ notizia recente che la Vision Plus ha ricevuto lo sfratto per problemi legati al pagamento del canone di concessione a Nuova Villa Reale di Monza S.p.A., la quale, a sua volta, per contenziosi legati ad alcune sponsorizzazioni, ha portato in tribunale  il Consorzio della Villa Reale e Parco di Monza, l’ente che rappresenta i proprietari pubblici del bene storico (Ministero della Cultura, Regione Lombardia, Comune di Monza e Comune di Milano).

Siamo di fronte a un assetto organizzativo che non è certo adeguato a valorizzare al meglio il preziosissimo complesso monumentale e ambientale della Villa Reale di Monza; sembra più la gestione di un condominio, dove per altro gli inquilini litigano tra loro e fanno causa al proprietario del bene!

Con l’interrogazione chiediamo che la Regione, maggior finanziatrice del recupero e restauro della Villa, intervenga presso il Consorzio perché sia garantita una programmazione coordinata che valorizzi il patrimonio pubblico. Devono essere messe in campo attività di controllo nei confronti delle attività svolte dal concessionario e dai sub concessionari e definite direttive d’indirizzo per evitare il caos gestionale di questi ultimi tempi. Abbiamo ipotizzato l’istituzione di un curatore di comprovate capacità tecnico-scientifico per la salvaguardia e la fruizione pubblica dell’intero patrimonio culturale.

La Regione, tramite il Consorzio, deve prendere in mano la situazione ed essere più incisiva: Villa Reale è un bene pubblico, una gestione caotica e eccessivamente orientata al mero profitto non depone per il futuro di una risorsa strategica, dal punto di vista culturale e turistico, per Monza!

parco

Oggi ho portato in Consiglio Regionale un’interpellanza per cercare di capire quali siano le intenzioni della Giunta Maroni in merito ai contributi economici che vuole dare per mantenere il Gran Premio di Formula 1 nell’autodromo di Monza.

Le notizie di stampa si susseguono ormai da mesi e oggi il tema è diventato di strettissima attualità.

In estrema sintesi, il nodo della questione riguarda due aspetti. ll primo è il rinnovo del contratto per la permanenza dalla Formula 1, dal 2017 in avanti; Bernie Ecclestone ha chiesto il raddoppio del canone attuale (da 10 a 20 milioni di dollari all’anno), altrimenti è pronto a sloggiare da Monza.

Il secondo aspetto, strettamente collegato al primo, riguarda il fatto che l’autodromo, per continuare ad accogliere la F1, necessita di un rinnovamento strutturale per svariati milioni di euro; nel recente passato si è parlato di un piano di lavori triennale per 70 milioni di euro:

  • 34 milioni il primo anno per le opere più urgenti di ammodernamento della struttura (rifacimento completo dell’asfalto, sostituzione protezioni della pista, posa nuovi cordoli, asfaltatura vie di fuga, ristrutturazione sottopassi…);

  • 23 milioni il secondo anno per la riqualificazione delle tribune, creazione aree museali e spazi di ricettività…;

  • 12 milioni il terzo anno per la riqualificazione camping e piscina e altre attrezzature per il divertimento e il tempo libero.

Naturalmente la Sias, la società che gestisce l’autodromo, questi soldi non ce li ha e di investitori privati non se ne vede nemmeno l’ombra; percui il Governatore Maroni ha promesso di stanziare 20 milioni di euro per la causa, subordinando tale stanziamento a) al fatto di entrare nella proprietà del Parco e b) al fatto che tale ingresso avvenga senza esborso di tasse, che di fatto assorbirebbero circa la metà della somma a disposizione. Proprio in questi giorni è in corso in Parlamento il tentativo di ottenere la “defiscalizzazione” dell’operazione di ingresso della Regione nella proprietà del Parco di Monza.

Ancora »