E’ stato firmato il protocollo d’intesa tra le Asst di Monza e Vimercate per il mantenimento in cura dei dializzati di Carate e Seregno presso l’ospedale di Desio.

Ancor prima che del M5S, è una vittoria dei pazienti e delle loro famiglie! Sono molto soddisfatto perché siamo stati i primi ad occuparci dei dializzati di Carate e Seregno e gli unici a portare il problema in Consiglio regionale creando quel confronto diretto tra pazienti e Assessore che ha dato il via alla soluzione del problema.

Abbiamo seguito passo passo le trattative e mantenuto quotidianamente il contatto con i pazienti e questo risultato, raggiunto grazie a un dialogo costruttivo con l’Assessorato alla Sanità, dimostra come il Movimento 5 Stelle sa dialogare con le altre forze politiche quando il tema è l’interesse dei cittadini.

Non possiamo però concedere sconti a questa Giunta regionale che ha riformato la sanità senza porsi il problema delle gravi conseguenze che avrebbe avuto sui malati.

Ad ogni modo oggi ci godiamo questo successo. Sono felice per i malati e le loro famiglie!

Si è tenuto questo pomeriggio l’incontro tra la rappresentanza dei pazienti dei CAL (Centri Assistenza Limitata) di Carate Brianza e Seregno e l’assessore regionale alla Sanità Giulio Gallera, alla presenza del Direttore Generale dell’ASST di Vimercate Pasquale Pellino.

L’incontro, scaturito dalla question time presentata dal M5S in Consiglio Regionale settimana scorsa, ha permesso ai pazienti e ai loro familiari di spiegare tutti i motivi della loro contrarietà al trasferimento della presa in carico dei dializzati dall’ospedale di Desio a quello di Vimercate.

Ho preso parte all’incontro, avendo seguito la vicenda fin dall’inizio e avendo creato già settimana scorsa un contatto diretto tra l’assessore e i malati.

Questo trasferimento di competenze da Desio a Vimercate, oltre a comportare un grande disagio per i pazienti e le loro famiglie, contrasta palesemente con le direttive regionali contenute nella legge di riforma sanitaria che, per la gestione del paziente cronico e fragile, definisce fondamentale “garantire una risposta ottimale ai bisogni del paziente cronico, in termini di prossimità, presa in cura e continuità assistenziale, attraverso l’integrazione tra strutture sanitarie, assistenziali e sociosanitarie”.  E di “prossimità territoriale al luogo di cura” parla anche una recente delibera regionale sulla presa in carico dei malati cronici. L’esatto contrario di quello che rischia di avvenire per i pazienti dei CAL di Seregno e Carate!

La rappresentanza dei pazienti è entrata nello specifico dei problemi.

A partire dal fatto che i malati potrebbero col passare del tempo e con l’aggravarsi della loro condizione, perdere l’idoneità a svolgere la dialisi nei Centri di Assistenza Limitata (dove non è garantita la presenza di un medico). Costretti alla dialisi in ospedale, i pazienti residenti, ad esempio, nel distretto di Seregno, dovrebbero percorrere in ambulanza o in auto – tre volte a settimana – circa 80 Km tra andata e ritorno per ogni seduta!

Ma anche per i pazienti idonei alla dialisi presso i CAL, le problematiche in corso di seduta che necessitano l’intervento del nefrologo e che renderebbero quindi obbligatorio il trasferimento del malato al Centro Dialisi ospedaliero di riferimento sono tutt’altro che remote: dalle visite mediche (febbre, dolore toracico, ipotensioni sintomatiche) all’accesso vascolare non funzionante fino alla necessità di emotrasfusioni.

Anche i casi di ricovero ospedaliero, per l’insorgere di complicanze cliniche, rappresentano un problema. Se è vero che l’assessore ha assicurato la possibilità di scegliere la struttura in cui effettuare il ricovero, è altrettanto vero che il paziente in emodialisi tenderà a scegliere il ricovero nell’ospedale dove è seguito (quindi Vimercate) poiché ciò garantisce una migliore prosecuzione delle cure e percorsi agevolati per visite specialistiche non nefrologiche.

Ma non è finita. I problemi si avranno anche in prospettiva, per quelle centinaia di pazienti affetti da malattia renale cronica (non ancora in dialisi) che sono in cura a Desio.
Il percorso clinico di questi pazienti inizia in laboratorio, ben prima dell’ingresso in sala dialisi, con un percorso lungo anni, articolato in diverse tappe in cui il rapporto di continuità assistenziale tra paziente ed equipe medica-infermieristica è fondamentale per garantire un livello di cura adeguato.
Mi domando se queste persone, dopo anni in cura a Desio, saranno costrette a rivolgersi ad un’altra struttura ospedaliera con tutti i disagi del caso.

La complessità delle decisioni da prendere è tale che la terapia farmacologica e la gestione delle complicanze è bene siano in capo al nefrologo di riferimento, che deve intervenire tempestivamente e attivarsi per risolvere nel più breve tempo possibile ogni condizione patologica che potrebbe compromettere la possibilità di fare la dialisi e, conseguentemente, la vita del paziente. 

L’incontro di oggi con l’Assessore è andato bene e sono stati fatti passi in avanti. Abbiamo ottenuto l’impegno di Gallera a implementare, entro tre settimane, una nuova convenzione tra l’Asst di Monza e quella di Vimercate. L’obiettivo della nuova convenzione è la presa in carico dei pazienti dializzati condivisa tra le due Asst in modo da permettere di svolgere tutte le fasi assistenziali presso l’ospedale di Desio.

Certo la convenzione va ancora scritta ma l’obiettivo di vedere questi pazienti continuare ad essere curati a Desio sembra possibile. Verificheremo quando la convenzione sarà messa nero su bianco se sarà la risposta che questi cittadini attendono. L’interesse dei pazienti e dei loro familiari deve prevalere su tutto e noi teniamo alta la guardia!


Oggi il Consiglio regionale ha discusso la question time che ho presentato sul caso dei pazienti nefropatici in trattamento dialisi nei centri C.A.L. (Centro Assistenza Limitata) di Carate Brianza e Seregno che non saranno più seguiti dal Presidio ospedaliero di Desio ma saranno presi in carico dal Presidio ospedaliero di Vimercate. L’interrogazione chiedeva di trovare rapidamente una soluzione per evitare di sottoporre i pazienti (e le loro famiglie) a gravi disagi legati alla necessità di sottoporsi a visite, trattamenti e controlli frequenti presso il lontano ospedale di Vimercate. Ancora »

Nei prossimi giorni circa 100 pazienti nefropatici in trattamento dialisi nei centri C.A.L. (Centro Assistenza Limitata) di Carate Brianza e Seregno non saranno più seguiti dal Presidio ospedaliero di Desio ma saranno presi in carico dal Presidio ospedaliero di Vimercate, in virtù dei nuovi assetti organizzativi voluti dalla riforma sanitaria approvata nei mesi scorsi in Regione Lombardia.

Il passaggio di consegne tra Desio e Vimercate comporterà enormi disagi per i dializzati e le loro famiglie. Ancora »

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Nei giorni scorsi è esploso il caso della cucina dell’ospedale di Desio, chiusa nel mese di settembre e sottoposta a bonifica per la presenza di scarafaggi ed escrementi di topi. Secondo quanto riportato dai mezzi d’informazione, il problema sarebbe emerso in occasione del passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo gestore dei servizi di ristorazione.
E’ gravissimo che la cucina di un ospedale pubblico sia stata così trascurata nell’igiene ed è molto preoccupante la sensazione che siano mancate le dovute verifiche da parte dell’ospedale.

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Abbiamo scritto al Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni per chiedere di rivedere l’accorpamento dell’Ospedale di Desio con il San Gerardo di Monza previsto nella riforma sanitaria lombarda e di incontrare le amministrazioni locali nella figura dei sindaci per discutere delle criticità relative a questa scelta.
Riteniamo indispensabile consultare, oltre agli operatori sanitari (già incontrati da Maroni la settimana scorsa a Monza), anche i sindaci, cioè coloro che saranno parte attiva negli organi consultivi previsti dalla legge, in modo da poter arrivare a definire soluzioni ottimali e pienamente condivise dai territori.
Ad oggi né la prima ipotesi di accorpamento, voluta dalla Giunta regionale (San Gerando con Vimercate) né la seconda ipotesi (San Gerando con Desio), approvata ad agosto e fortemente caldeggiata dal PD, rispondono alle effettive esigenze dei cittadini.
Maroni ha portato avanti una politica di accorpamenti senza un minimo di criterio, ma il Partito Democratico, tramite il suo capogruppo Enrico Brambilla (di Vimercate), non ha fatto altro che scaricare su Desio il destino infausto che attendeva l’ospedale di Vimercate. Noi vogliamo fare gli interessi di tutti i cittadini, non scaricare i problemi da un territorio ad un altro. Né Desio né Vimercate devono diventare satelliti del San Gerardo perché verrebbero nei fatti declassati a ospedali minori, con meno risorse e un’offerta sanitaria meno qualificata rispetto ad oggi. E’ bene che Desio e Vimercate continuino a restare insieme e che il San Gerardo costituisca una ASST a se stante.
Con la lettera chiediamo a Maroni di attivarsi in tempi brevissimi per invitare tutti i sindaci dei comuni lombardi che avessero riscontrato criticità negli accorpamenti previsti dalla riforma a segnalarglielo, in modo da poter organizzare opportuni incontri in tempo utile; la scadenza prevista in legge per rivedere la configurazione delle Asst è il 31 ottobre. Il Presidente ci ha già rassicurato verbalmente che concorda con la nostra richiesta, ora attendiamo i fatti.

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L’Ospedale di Desio non garantisce la continuità del servizio dell’ambulatorio delle ecografie ginecologiche in estate… mi sembra inaccettabile!
Ho scritto una lettera al Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate… attendo risposte.

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Egregio Signor

Dr.Pietro Caltagirone

Direttore Generale AO Desio e Vimercate

Via Santi Cosma e Damiano, 10

20871 Vimercate [MB]

 

Pregiatissimo,

con la presente sono a chiederLe delucidazioni in merito alla situazione inerente l’Azienda Ospedaliera, da Lei diretta, che abbiamo appreso leggendo articoli di cronaca locale.

In data 8 luglio 2014, sul quotidiano locale online “Il Cittadino”, veniva riportata la notizia che le donne in gravidanza non trovano posto durante il periodo estivo per un esame ecografico del feto nell’ospedale di Desio (MB). Tale inadempienza sarebbe dovuta alla precedenza data ad esami già prenotati e soprattutto alla chiusura per ferie nel mese di agosto e ad orari di apertura ridotti nel mese di settembre nell’ambulatorio delle ecografie ginecologiche della struttura ospedaliera in questione.

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