emendamentimobilitaIeri durante la discussione del Piano Regionale Trasporti sono state approvate tre mie proposte che servono a migliorare la viabilità sul territorio della Brianza e riguardano progetti promessi ai cittadini ma da troppo tempo ostaggio di politica e burocrazia.

Mi riferisco ai prolungamenti delle linee metropolitane M5 e M2 rispettivamente verso Monza e Vimercate, per cui abbiamo chiesto e ottenuto di promuovere e finanziare, di concerto con il Governo e gli Enti Locali interessati, la stesura del progetto esecutivo del prolungamento della M5 fino a Monza città e una revisione del progetto di prolungamento della M2 da Cologno Nord a Vimercate, con l’obiettivo di abbatterne i costi rispetto al progetto storico e di aumentarne le performance dal punto di vista dell’analisi costi-benefici (il voto favorevole del Consiglio Regionale impegna inoltre la Giunta a reperire, congiuntamente allo Stato, alla Città Metropolitana e ai Comuni interessati, le risorse necessarie per finanziare l’opera).

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L’Assessore regionale ai trasporti e alle infrastrutture Alessandro Sorte ha risposto a un’interpellanza del M5S Lombardia sui motivi del mancato inserimento del prolungamento delle linee metropolitane M2 da Cologno Nord a Vimercate e M5 da Monza Bettola a Monza Parco nel Dossier Opere Prioritarie per la Lombardia consegnato al Ministro Delrio il mese scorso.

Per Sorte il Piano Regionale della Mobilità e dei Trasporti, attualmente in discussione in commissione territorio, è la Bibbia della mobilità e queste opere sono incluse; “ovviamente il prolungamento è una priorità”.

Purtroppo il prolungamento di M2 e M5 è prioritario solo a parole. Il piano mobilità è un il libro dei sogni: contiene di tutto ma alla fine i fondi che realmente sono disponibili vengono concentrari su strade e autostrade.

Se davvero Maroni considera prioritario il prolungamento dell’M2 e dell’M5 perché non l’ha inserito nel Dossier Opere Prioritarie? Se sono davvero opere prioritarie avrebbero dovuto essere inserite nel piano inviato al Governo.

Se la Regione mettesse nel prolungamento delle metropolitane un decimo dell’impegno che mette per una grande opera inutile e devastante come Pedemontana, probabilmente avremmo già i cantieri aperti!

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Non c’è traccia degli interventi di prolungamento delle linee metropolitane M2 da Cologno Nord a Vimercate e M5 da Monza Bettola a Monza Parco nel Dossier Infrastrutture prioritarie di Regione Lombardia consegnato dal Presidente Maroni al Ministro Del Rio il mese scorso. Per questo ho presentato una un’interpellanza che chiede alla Giunta regionale  di inserire le due opere tra le priorità regionali e di attivarsi a tutti i livelli per la realizzazione dei prolungamenti e il reperimento delle risorse finanziarie necessarie.

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Sabato scorso sono stato invitato ad un incontro del Comitato San Fruttuoso di Monza. Presenti vari rappresentanti istituzionali che hanno sottoscritto nei mesi scorsi il loro appello perché la linea 5 del metrò arrivi fino a Monza.

In sintesi, il comitato ha ribadito che già dal 1999 esiste un accordo programma tra gli enti coinvolti che si chiama “Monza Metropolitana“. E’ il primo vero atto amministrativo concreto, presente anche nei documenti recenti dello Governo. Oggi però quel progetto è stato radicalmente stravolto e il Comune di Milano ha imposto che la linea 5 non si sviluppasse a nord in direzione Monza bensì a sud verso San Siro e ora insiste per un ulteriore sviluppo verso Figino e Settimo Milanese.

Ritengono quindi assurdo che un documento che si chiama Monza Metropolitana porti la metrò da tutt’altra parte. Esistono 2 studi di fattibilità, redatti rispettivamente negli anni 2005 e 2012 e tenuti nei cassetti del comune di Monza, che definiscono le caratteristiche del progetto. Servono sostanzialmente 800 milioni per far arrivare la metropolitana fino alla Villa Reale e servire quindi tutta la città.

Occorre che Milano capisca che i terminal metrò devono essere fatti fuori dai confini della città, altrimenti si sconvolgono le periferie. Secondo studi seri, Milano non ha più bisogno di metropolitane all’interno bensì fuori da suoi confini. Il Comitato ha bocciato l’idea che al posto del metrò si possa potenziare la linea ferroviaria, in quanto la linea Milano-Chiasso è destinata al trasporto merci internazionale. Non è quindi possibile un ulteriore sviluppo delle linee S. E a breve, quando la Svizzera aprirà il Gottardo, tutti se ne renderanno conto.

Hanno infine sottolineato come il metrò fino alla Villa Reale porti occasione di sviluppo e crescita economica per tutta la Brianza, soprattutto per il turismo e il commercio, in quanto secondo alcuni studi che hanno fatto, Monza è considerata dai milanesi e dagli stranieri molto bella ma difficile da raggiungere. Il comitato da settembre partirà con iniziative che coinvolgeranno i cittadini (flash mob “anche clamorosi“).

L’obiettivo ora è quello di fare squadra tra tutti gli enti coinvolti (Comune di Monza, Comune di Lissone, Comune di Cinisello, Provincia di Monza, Città Metropolitana) affinché la Regione indichi quest’opera come prioritaria e – soprattutto – il governo la finanzi! Il nodo vero pare l’esborso di circa 200 milioni da parte dello stato centrale.

Avevo già sottoscritto il loro appello in passato e oggi ribadisco la mia posizione favorevole alla metropolitana a Monza. Non siamo affatto contrari all’idea di realizzare le infrastrutture, ovviamente dipende dall’utilità che esse hanno e dall’impatto sul territorio e sull’ambiente.

E non possiamo arrenderci all’idea che nel nostro Paese queste opere siano quasi sempre associate a corruzione, tangenti e malavita. La mobilità sostenibile è una delle 5 stelle del nostro simbolo e Monza è una delle città più inquinate e congestionate d’Italia e d’Europa. Se non la facciamo qui, dove?