L’ATS della Brianza non vuole lo studio epidemiologico che serve a verificare se i cittadini di Desio, Bovisio Masciago, Varedo e Cesano Maderno abbiano subito danni alla salute a causa delle emissioni dell’inceneritore. Ancora »

E’ un dato di fatto e noi del M5S ce ne siamo occupati tantissimo: in Lombardia abbiamo troppi siti contaminati e spesso i livelli di inquinamento dell’aria superano le soglie di allerta. La pressione ambientale è prodotta non solo dalle attività economiche ma anche dalla alta densità della popolazione e provoca impatti sulla salute che non possono essere trascurati. Sono sempre più frequenti le segnalazioni di possibili aumenti di incidenza di malattie in aree dove ci sono sorgenti inquinanti come insediamenti industriali, discariche o inceneritori. Ancora »

Molestie olfattive a Pero: il Comune faccia la sua parte.

MOLESTIE OLFATTIVE A PERO, ORA BASTA. IL COMUNE FACCIA LA SUA PARTE!Qualche giorno fa Gianmarco Corbetta Portavoce MoVimento 5 Stelle Lombardia ha accompagnato una delegazione di cittadini di Pero, comune alle porte di Milano, ad un incontro con Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) in merito all’annosa questione delle molestie olfattive che da molto tempo subiscono gli abitanti di un determinato quartiere della città.Quello che è emerso dall’incontro è la mancanza di una volontà forte da parte dell’amministrazione comunale di Pero per risolvere il problema. Già un anno e mezzo fa Arpa aveva invitato il Comune ad attivare una procedura di monitoraggio che prevedeva, oltre a un informazione capillare della cittadinanza, una serie di attività tra cui l'invio di una scheda ai cittadini per la partecipazione dei cittadini al rilevamento degli odori. Purtroppo questa proceduta è stata fatta male, fuori tempo, senza distribuire le schede agli abitanti. Per questo motivo Arpa ha potuto raccogliere un campione minimo di segnalazioni non sufficiente per determinare l’origine e le cause del fenomeno. Arpa continuerà a sollecitare il Comune di Pero ma è chiaro che deve esserci la volontà anche dell’amministrazione comunale per arrivare alla risoluzione del problema, sui cui il #M5S terrà i fari ben accessi. Con la salute dei cittadini non si scherza e il comune di Pero deve fare la sua parte senza ulteriori tentennamenti.

Posted by MoVimento 5 Stelle Lombardia on Monday, November 13, 2017

 

 

Qualche giorno ho accompagnato una delegazione di cittadini di Pero, comune alle porte di Milano, ad un incontro con Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) in merito all’annosa questione delle molestie olfattive che da molto tempo subiscono gli abitanti di un quartiere della città.

Quello che è emerso dall’incontro è la mancanza di una volontà forte da parte dell’amministrazione comunale di Pero per risolvere il problema. Ancora »

Alla luce dell’autorizzazione rilasciata dall’ente Città Metropolitana di Milano all’ampliamento della ditta di smaltimento rifiuti SEMP Srl di Pero (Milano), ho presentato un’interrogazione per chiedere a Regione Lombardia l’applicazione della mozione sui monitoraggi dell’aria e del suolo per le aziende inquinanti, mozione proposta dal M5S e approvata dal Consiglio Regionale a giugno 2017.

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Dopo la mia denuncia riguardo i mancati controlli della prima falda nell’area della ex Autobianchi è arrivata la scomposta reazione del sindaco di Desio: per non affrontare la gravità del problema che ho sollevato, Corti fa finta di non capire e la butta in caciara accusandomi di creare scandali inesistenti.

Il fatto che l’acqua di prima falda a Desio sia inquinata è risaputo, come dice Corti, ma non è questo il punto! La mia denuncia non riguarda l’inquinamento della prima falda in generale nel territorio desiano ma riguarda un problema di inquinamento specifico dell’area ex Autobianchi e il fatto che non siano stati effettuati tutti i dovuti controlli della falda a seguito della bonifica.

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L’area industriale ex Autobianchi di Desio, oggi sede del Polo Tecnologico Brianza, è stata bonificata e riqualificata oltre 10 anni fa. Ma quali sono oggi i livelli di inquinamento della falda acquifera sottostante? I nostri portavoce in consiglio comunale mi hanno sottoposto il problema e per cercare risposte a questa domanda mi sono attivato richiedendo ad Arpa i risultati delle ultime analisi dell’acqua di prima falda nell’area in questione. Ancora »

"La Lombardia è una camera a gas, mancano risorse e idee."L'intervista a Gianmarco Corbetta Portavoce MoVimento 5 Stelle Lombardia di questa mattina a Radio Popolare dopo l'approvazione di Regione Lombardia delle nuove "regole" anti inquinamento. Così non basta.

Posted by MoVimento 5 Stelle Lombardia on Tuesday, September 19, 2017

 

In Lombardia per il solo PM 2,5 sono stimate almeno 10 mila morti ogni anno. Basta questo dato per comprendere quanto il problema sia sottostimato in Regione. Le misure adottate dalla Giunta oggi sono totalmente insufficienti. E’ ora di dire basta ai rinvii del blocco dei diesel euro 3. Rendere i divieti di circolazione vincolanti solo per i comuni al di sopra dei 30 mila abitanti è davvero ben poca cosa. I tavoli di confronto e i piani aria se non sono supportati da ingenti risorse servono a poco o nulla e in questo caso le risorse messe a disposizione per migliorare la qualità dell’aria sono risibili.

Per il M5S quello che manca è una visione a lungo termine e un cambio di paradigma con controlli veri sui divieti e ingenti investimenti sul trasporto pubblico, su un grande piano di mobilità elettrica e, ancora, sull’efficientamento energetico degli edifici.

Nel video l’intervista che ho rilasciato ieri a Radio Popolare dopo l’approvazione di Regione Lombardia delle nuove “regole” anti inquinamento.

Nel 2001, 2005 e 2009 sono stati sottoscritti tre Protocolli d’Intesa tra Regione Lombardia, Provincia di Milano, i comuni limitrofi e AMSA SpA riguardanti il funzionamento e il monitoraggio dell’inceneritore Silla 2, le emissioni e le misure di mitigazione e compensazione.

L’ultimo protocollo è scaduto nel 2015 e sarà sostituito da un nuovo testo che, stando alle linee guida approvate dalla Giunta comunale di Milano, rischia di essere una lista di propositi inutili se non addirittura dannosi. Ancora »

Come portavoce M5S continueremo a sostenere la battaglia del Comitato Intercomunale Silla 2 a tutti i livelli per ottenere lo studio epidemiologico e la massima trasparenza sull’inquinamento prodotto dall’inceneritore!
In questo video i nostri interventi al presidio dello scorso 17 giugno.

A Telereporter ho parlato della nostra azione congiunta (Comuni, Regione, Parlamento, Europarlamento) sull’inceneritore Silla 2 di Milano. Vogliamo uno studio epidemiologico per verificare gli effetti delle emissioni sulla salute dei cittadini e monitoraggi precisi della qualità dell’aria e del suolo!

 


Esiste un modo relativamente semplice per ridurre il consumo di energia (e l’inquinamento) negli edifici dotati di riscaldamento centralizzato: installando valvole termostatiche e sistemi di contabilizzazione del calore nei condomini è possibile regolare con precisione la temperatura nei vari locali e pagare di conseguenza solo quello che si consuma. In questo modo si incentiva una corretta regolazione delle temperature e si ottengono sensibili risparmi energetici ed economici che ripagano in fretta i costi di adeguamento dell’impianto (costi che peraltro sono facilmente finanziabili tramite società speciliazzate – ESCO, Energy Service Company – o appositi strumenti bancari).

Sulla carta, l’obbligo di installazione di questi sistemi è stato istituito in Lombardia con una legge regionale del 2011 e sarebbe dovuto andare a regime entro il 2014.

Nei fatti la legge non ha trovato applicazione concreta perché negli anni si sono susseguiti vari rinvii pasticciati che hanno creato notevole incertezza tra i proprietari e gli addetti ai lavori. L’estenuante “tira e molla” sembrava finalmente superato a partire dal 1° gennaio 2017 quando l’obbligo è diventato pienamente operativo con tanto di controlli e sanzioni. Sembrava… invece la politica ci ha messo di nuovo lo zampino e ha combinato l’ennesimo pasticcio!

Premessa: a fine dicembre, con il cosiddetto “decreto milleproroghe”, è stata rinviata dal 31.12.2016 al 30.06.2017 la scadenza di una norma nazionale analoga a quella regionale. Il partito democratico, preso da cieca smania statalista e centralizzatrice, ha colto la palla al balzo e a gennaio ha proposto una mozione per adeguare la norma regionale alla nuova scadenza nazionale.

Il gruppo consiliare della Lega Nord, contro il parere della propria giunta, ha pensato bene di esaudire la richiesta del PD presentando un progetto di legge che si inchina allo Stato centrale svilendo il potere normativo della Regione: infatti non esiste alcun obbligo di rispettare la normativa nazionale in questo campo!

A quel punto il Partito Democratico, pur in evidente imbarazzo di fronte a un provvedimento davvero poco illuminato, per “coerenza” non ha potuto far altro che approvare la proposta centralista della Lega!

In questo scenario surreale il M5S è stata l’unica forza politica che ha votato contro perché non esiste un solo motivo per giudicare positivamente questo ennesimo rinvio: dopo aver (faticosamente!) anticipato lo Stato centrale è un totale controsenso che ora Regione Lombardia si fermi volontariamente ad aspettare!

La scusa della crisi economica non regge perché, come dicevo, tramite ESCO o appositi strumenti finanziari è ormai possibile eseguire interventi di riqualificazione energetica senza dover investire di tasca propria. Inoltre, decidere a metà marzo di rinviare un termine scaduto da due mesi e mezzo non è assolutamente corretto nei confronti dei cittadini che si sono adeguati per tempo e premia ingiustamente chi non ha rispettato la scadenza!

Insomma, dopo anni di incertezza normativa, anziché fare chiarezza la Regione continua ad apparire in grave stato confusionale!

Qualche giorno fa abbiamo ricevuto un messaggio e-mail da un cittadino che ha a cuore lo sviluppo della mobilità elettrica al fine di migliorare la qualità dell’aria in Lombardia e in generale nella pianura padana.

Rammaricandosi per la scarsa applicazione delle leggi esistenti a favore della mobilità “a basse emissioni complessive”, nel suo messaggio il sig. Aldo ci ha ricordato che una legge dello Stato obbligava i comuni ad adeguare i regolamenti edilizi entro la data del 1° giugno 2014 inserendo l’obbligo di realizzare colonnine di ricarica dei veicoli elettrici in caso di ristrutturazioni e nuove costruzioni di edifici non residenziali.

Non abbiamo dati certi in merito, ma da quanto ci risulta sembra che siano molti i comuni che non hanno provveduto ad adeguare i regolamenti edilizi.

Inoltre, di recente è entrato in vigore il decreto legislativo 16 dicembre 2016 n. 257 DAFI contenente ulteriori misure per l’incremento dei punti di ricarica presso gli edifici, il quale pone al 31 dicembre 2017 la nuova scadenza per l’aggiornamento dei regolamenti edilizi. Sarà la volta buona? Riusciranno i comuni ad adeguarsi entro fine anno?

Abbiamo informato tutti i consiglieri comunali M5S eletti in Lombardia invitandoli a verificare le situazioni nei rispettivi comuni e a fare eventuali azioni per ottenere i necessari adeguamenti.

La mobilità elettrica non è certo una rivoluzione che si può attuare dalla sera alla mattina: proprio per questo occorre fare subito tutto ciò che è possibile, a maggior ragione se è un obbligo di legge!

A seguito della mia interrogazione riguardante i differenti limiti di emissione degli ossidi di azoto imposti agli inceneritori di BEA (Desio) e Accam (Busto Arsizio), è arrivata la risposta dell’Assessore Terzi.

L’Assessore in sostanza dice: ad Accam abbiamo imposto il limite di 80 mg/Nm3 al 2018 perché in questo modo, se l’impianto sarà ancora attivo, saranno costretti a migliorare i sistemi di trattamento fumi; a BEA invece non lo abbiamo imposto perché avevano già deciso di ammodernare il sistema di trattamento dei fumi e quindi siamo sicuri che riusciranno a raggiungere i valori obiettivo anche senza l’imposizione di un limite.

Mah… questo ragionamento non regge! Una cosa è l’imposizione di un limite, altra cosa è l’ammodernamento dell’impianto. L’ammodernamento è un mezzo per ridurre le emissioni e rispettare i limiti, non può diventare uno scudo per evitare limiti più restrittivi: se così fosse sarebbe un controsenso!

Quindi: se la Regione decide che il limite di emissione va ridotto a 80 mg/Nm3, lo imponga non solo ad Accam ma anche a BEA, a prescindere dai programmi di ammodernamento.

Se BEA aveva già deciso di installare un nuovo sistema di abbattimento fumi, ben venga! ma questa non è una valida motivazione per rinunciare ad abbassare il limite. Al contrario: proprio perché BEA si è dotata della piena capacità tecnica di rispettare il limite di 80 mg/Nm3, questo limite deve essere imposto dalla Regione affinché il Gestore sia tenuto a condurre l’impianto nel modo più corretto.

Questo principio dovrebbe valere per qualsiasi gestore d’impianti ma vale a maggior ragione per BEA che negli ultimi 10 anni, stando alle relazioni di Arpa e alle numerose segnalazioni in Procura, ha condotto l’impianto in modo spesso inadeguato e commettendo numerose irregolarità!

Insomma, sulla base della risposta fornita dall’Assessore Terzi, prendiamo atto che la Regione del leghista Maroni riserva a BEA un trattamento diverso e più permissivo rispetto a quello usato per Accam, pur non essendoci alcuna valida motivazione per non abbassare il limite di emissione degli ossidi di azoto anche per l’inceneritore di Desio! Ricordatevelo la prossima volta che sentirete quelli della Lega di Desio parlare dell’inceneritore!

inquinamento

L’inquinamento atmosferico in Lombardia è un problema che si trascina da decenni. L’inerzia e la miopia dei governi nazionali e regionali che si sono succeduti hanno generato un incredibile ritardo che ogni anno provoca enormi danni sanitari e sociali: a livello nazionale si stimano costi per circa 100 miliardi di euro nel 2010 (dati OCSE).

A questi costi “nascosti”  bisognerà aggiungere, probabilmente, i costi “vivi” della maxi multa (oltre 1 miliardo di euro!) che l’Unione Europea potrebbe infliggere all’Italia in relazione alle due procedure d’infrazione aperte nel 2014 e 2015 per il superamento dei livelli di ossidi di azoto e polveri sottili. Oltre al danno la beffa, perché come al solito saranno i cittadini a dover pagare per l’incapacità dei governi nazionali e regionali!

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mercurio-inceneritori

Il mercurio è un metallo dannosissimo per l’ambiente e la salute umana. Per questo motivo l’Unione Europea ha vietato da anni la vendita di termometri a mercurio, tuttavia sono ancora molti i prodotti di uso comune che lo contengono: batterie, pile per orologi, vernici, lampadine e tubi fluorescenti, solo per citare alcuni esempi.

Proprio per evitare la contaminazione dell’ambiente è importante che a fine vita tali prodotti siano correttamente differenziati; purtroppo solo una piccola parte viene differenziata: basti pensare che in Italia solo 1 lampada fluorescente su 5 viene recuperata in modo ecologico. Tutte le altre, per vari motivi che spaziano dalla rottura accidentale alla scarsa informazione, si perdono nei rifiuti indifferenziati e così, senza alcuna possibilità di controllo, vanno a finire in discarica o in un forno inceneritore: durante la combustione il mercurio evapora ed esce dal camino con i fumi.

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Si è avviata la sperimentazione del “Protocollo di collaborazione per l’attuazione di misure temporanee per il miglioramento della qualità dell’aria e il contrasto all’inquinamento locale”: ancora una volta in Regione Lombardia scarseggia il coraggio nella lotta all’inquinamento atmosferico.

Dalla Regione ci aspettavamo un protocollo vincolante per i Comuni e non l’ennesima carta d’intenti per coordinare gli interventi di riduzione delle polveri sottili. Sotto questo aspetto, Maroni riesce nella mirabolante impresa di far rimpiangere addirittura il Celeste, che pur combinando poco sul tema, qualche misura prescrittiva e obbligatoria per tutti i Comuni aveva il coraggio di prenderla.

L’impressione è che, quando si tratta dell’aria che respiriamo, nessun politico si prende l’onere di fare scelte difficili, ma utili a salvare vite umane. In assenza di politiche strutturali (e relative risorse) per risolvere davvero il problema dello smog, si adottano solo misure tampone senza nemmeno renderle vincolanti per i comuni.

E’ necessario invertire la rotta, attraverso una presa di coscienza collettiva e un cambiamento culturale, perché non possiamo più permetterci di compromettere il bene più prezioso: la nostra salute e quella del nostro ambiente.