BREAKING NEWS! – UFFICIALE: FALLITA LA FUSIONE BEA-CEM! BATTAGLIA DURATA TRE ANNI, GRANDE VITTORIA DEL MOVIMENTO!Era il 21 ottobre del 2014 quando sul mio blog davo in anteprima la notizia del malsano progetto del Partito Democratico di fondere le due società pubbliche Bea (forno inceneritore Desio) e Cem (raccolta differenziata nel Vimercatese e in parte del Milanese).Nel corso di questi tre anni abbiamo spiegato molte volte i motivi della nostra ferma opposizione al progetto: si trattava di un'operazione orchestrata a tavolino dal PD della Brianza per salvare il vecchio forno inceneritore di Desio, garantendogli un flusso continuativo di rifiuti da bruciare proveniente dai comuni della Brianza est e della Martesana, bloccando di fatto le politiche virtuose nella gestione dei rifiuti di Cem.Lo capirebbe anche un bambino di 5° elementare che o ti fondi con un forno inceneritore in fase di revamping e ti assumi l'obbligo di alimentarlo per decenni oppure percorri la strada virtuosa della raccolta differenziata spinta, della tariffa puntuale e della riduzione dei costi nella gestione dei rifiuti. Le due cose insieme non le puoi fare!Ecco, per farlo capire alle amministrazioni comunali piddine socie di Cem, ci sono voluti 3 lunghi anni, fatti di battaglie nei consigli comunali, appelli pubblici a mezzo stampa, lettere inviate ai sindaci e, non ultimo, un enorme e preziosissimo lavoro diplomatico del nostro sindaco di Vimercate, Francesco Sartini, all'interno dell'Assemblea dei Soci di Cem!Francesco in tutto questo tempo non ha mai mollato la presa, usando tutti gli strumenti a sua disposizione per convincere i colleghi sindaci dell'assurdità di questo progetto, che nulla di buono avrebbe portato ai cittadini che amministrano. E, chi la dura la vince, alla fine ci è riuscito! Oggi è con enorme soddisfazione che annunciamo che ieri sera l'Assemblea dei Soci di Cem ha deciso ufficialmente di abbandonare il progetto di fusione Bea-Cem!E' davvero una grandissima vittoria del MoVimento 5 Stelle che grazie alla sua caparbietà e con la sola forza delle sue idee, è riuscito a sventare uno sciagurato progetto piddino che ormai sembrava cosa fatta!Ma non si può battere chi non si arrende mai e noi non ci siamo mai arresi!

Posted by MoVimento 5 Stelle Lombardia on Friday, December 15, 2017

BATTAGLIA DURATA TRE ANNI, GRANDE VITTORIA DEL MOVIMENTO!

Era il 21 ottobre del 2014 quando sul mio blog davo in anteprima la notizia del malsano progetto del Partito Democratico di fondere le due società pubbliche Bea (forno inceneritore Desio) e Cem (raccolta differenziata nel Vimercatese e in parte del Milanese).

Nel corso di questi tre anni abbiamo spiegato molte volte i motivi della nostra ferma opposizione al progetto: si trattava di un’operazione orchestrata a tavolino dal PD della Brianza per salvare il vecchio forno inceneritore di Desio, garantendogli un flusso continuativo di rifiuti da bruciare proveniente dai comuni della Brianza est e della Martesana, bloccando di fatto le politiche virtuose nella gestione dei rifiuti di Cem.

Lo capirebbe anche un bambino di 5° elementare che o ti fondi con un forno inceneritore in fase di revamping e ti assumi l’obbligo di alimentarlo per decenni oppure percorri la strada virtuosa della raccolta differenziata spinta, della tariffa puntuale e della riduzione dei costi nella gestione dei rifiuti. Le due cose insieme non le puoi fare!

Ecco, per farlo capire alle amministrazioni comunali piddine socie di Cem, ci sono voluti 3 lunghi anni, fatti di battaglie nei consigli comunali, appelli pubblici a mezzo stampa, lettere inviate ai sindaci e, non ultimo, un enorme e preziosissimo lavoro diplomatico del nostro sindaco di Vimercate, Francesco Sartini, all’interno dell’Assemblea dei Soci di Cem!

Francesco in tutto questo tempo non ha mai mollato la presa, usando tutti gli strumenti a sua disposizione per convincere i colleghi sindaci dell’assurdità di questo progetto, che nulla di buono avrebbe portato ai cittadini che amministrano. E, chi la dura la vince, alla fine ci è riuscito! Oggi è con enorme soddisfazione che annunciamo che ieri sera l’Assemblea dei Soci di Cem ha deciso ufficialmente di abbandonare il progetto di fusione Bea-Cem!

E’ davvero una grandissima vittoria del MoVimento 5 Stelle che grazie alla sua caparbietà e con la sola forza delle sue idee, è riuscito a sventare uno sciagurato progetto piddino che ormai sembrava cosa fatta!

Ma non si può battere chi non si arrende mai e noi non ci siamo mai arresi!

Ora che lo abbiamo liberato dall’abbraccio mortale dell’inceneritore, non ci sono più ostacoli per Cem verso rifiuti zero!

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E’ arrivato puntuale il commento del presidente di Bea, Daniela Mazzuconi, al pronunciamento dell’Anticorruzione in merito al nostro esposto sulla gara per la nuova turbina del forno inceneritore di Desio. Si può riassumere facendo ricorso alla tradizione popolare napoletana: “chi ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, scurdámmoce ‘o ppassato”.

L’importante per la Mazzuconi è che “tra pochi giorni l’impianto di Desio ricomincerà a funzionare completamente rinnovato” e che questo rinnovamento sia frutto di una gara irregolare da 7 milioni e mezzo di euro che andava annullata sembra essere un dettaglio poco significativo.

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Dopo le voci circolate nei giorni scorsi (e puntualmente riportate su questo sito) circa le irregolarità nella redazione del bilancio d’esercizio 2015 di BEA segnalate dai revisori dei conti (tra cui Giovanna Ceribelli, la ben nota commercialista che ha scoperchiato lo “scandalo dentiere” nella sanità lombarda, che ha portato all‘arresto del presidente della commissione regionale sanità Fabio Rizzi), l’Assemblea dei Soci Bea ha approvato il bilancio, nonostante il parere negativo espresso dal Collegio dei Revisori.

Nella stessa seduta l’assemblea ha votato la sostituzione di tutti i componenti del Collegio e il rinnovo del Consiglio di Amministrazione, dando il benservito al Vicepresidente, Giovanni Bolis.

Siamo di fronte a fatti che hanno dell’incredibile, se non fosse che i soci di Bea negli ultimi anni ci hanno abituato a tutto.

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Continua la corrispondenza con i soci di Cem Ambiente e Bea riguardo la sentenza del Tar in merito agli affidamenti diretti del servizio di smaltimento rifiuti a Bea Gestioni. Bea qualche settimana fa aveva mandato una lettera (che tradiva un certo nervosismo…) ai sindaci per smentire i contenuti della mia prima lettera in merito e ribadire che non ci sono problemi per la fusione tra Bea e Cem. Peccato si tratti di una smentita che lascia molto, ma molto a desiderare… e occorreva dirlo!

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Lettera ai sindaci: fusione Bea e Cem nata male, finita peggio!

Ho scritto una lettera a tutti i sindaci, assessori e consiglieri dei Comuni soci di Cem per informarli della sentenza del Tar che stabilisce che Bea Gestioni non ha i requisiti per l’affidamento diretto del servizio di incenerimento dei rifiuti. Di fronte a questa sentenza, tutto il castello di carte messo in piedi dal Pd brianzolo per salvare l’inceneritore di Desio crolla miseramente… ed è bene che i sindaci Cem lo sappiano, perché ho il sospetto che non vogliano farglielo sapere!

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LA SENTENZA CHOC SI ABBATTE SULLA FUSIONE BEA/CEM

ORA VIENE A MANCARE IL PRESUPPOSTO DI TUTTA L’OPERAZIONE, CIOE’ LA GESTIONE PUBBLICA DEL SERVIZIO IN BRIANZA

Ha davvero dell’incredibile la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia in merito al ricorso che Gelsia ha fatto nei confronti del Comune di Limbiate! Il Tar ha sentenziato che Bea non ha i requisiti per ricevere l’affidamento diretto da parte dei comuni del servizio di gestione dei rifiuti! L’unica cosa che può legittimamente fare Bea è partecipare alle gare, cioè esattamente quello che tutti i comuni che hanno architettato l’operazione di fusione Bea/Cem volevano evitare!

 Ufficialmente, si voleva evitare di andare a gara e fare l’affidamento diretto in house a Bea per mantenere in mano pubblica la gestione del servizio ed evitare che dei soggetti privati potessero lucrare sulla gestione dei rifiuti; in realtà tutta l’operazione di fusione Bea/Cem è stata architettata dal Presidente della Provincia Gigi Ponti e dal suo PD brianzolo per salvare il vecchio inceneritore dal suo naturale destino (la chiusura o riconversione in altro impianto) assicurandogli un flusso costante e continuativo di rifiuti da bruciare per i prossimi decenni, tramite il conferimento diretto in house, al riparo dalla concorrenza del mercato. E l’operazione oggi fallisce miseramente di fronte alla sentenza del Tar.

Ma questa storia merita di essere raccontata nella maniera più chiara possibile (è possibile scaricare la sentenza integrale a QUESTO LINK ).

Partiamo dall’inizio.

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Il tanto sbandierato scambio di azioni tra Bea e Cem, considerato il primo passo verso la fusione delle due società (che dovrebbe concretizzarsi entro un paio d’anni), pare sia saltato miseramente.

Si narra di un colpo di scena dell’ultimo minuto durante l’assemblea dei soci di Cem di giovedì scorso. Sarebbe emerso il fatto che questo scambio di azioni, così come previsto dagli atti che dovevano essere votati, avrebbe violato l’articolo  2360 del codice civile riguardante il divieto di sottoscrizione reciproca di azioni:

E’ vietato alle società di costituire o di aumentare il capitale mediante sottoscrizione reciproca di azioni, anche per tramite di società fiduciaria o per interposta persona.

Immagino il panico dei sindaci presenti all’assemblea di fronte alla prospettiva di dover tornare nei consigli comunali a discutere nuovamente della fusione e affrontare la durissima opposizione del MoVimento 5 Stelle. Si sarebbe dovuto difatti proporre ai consigli comunali una nuova deliberazione che superasse l’illegittimità del percorso previsto fino ad oggi.

Alla fine sarebbe prevalsa l’idea di non fare la figuraccia di tornare nei consigli comunali e di andare avanti con il processo di fusione approvando tutti gli atti all’ordine del giorno ad eccezione di quelli che prevedevano lo scambio di azioni. Insomma, si sarebbe votato solo un accordo al ribasso che prevede una sorta di partnership tra le due società, un accordo molto più blando di quello previsto originariamente.

Una conferma implicita che non tutto sia andato per il verso giusto la si può trovare nel fatto che negli articoli apparsi nei giorni scorsi non si fa cenno allo scambio di azioni e sui siti delle due società non è riportato alcun comunicato stampa.

A questo punto mi domando:

1) Le assemblee dei soci di Bea e di Cem hanno approvato gli stessi documenti durante le sedute tenutesi in contemporanea giovedì scorso? Cioè anche in Bea si è sollevato il problema dell’illegittimità dello scambio di azioni oppure hanno votato un atto illegittimo?

2) Stralciando l’atto relativo allo scambio di azioni e approvando tutto il resto,  i sindaci soci di Cem hanno rispettato il mandato ricevuto dai consigli comunali oppure no?

3) Senza lo scambio di azioni, un comune socio di Cem non diventerà anche socio di Bea (e viceversa); avrà comunque la possibilità di approfondire realmente la conoscenza di Bea e dei suoi conti per poter valutare se davvero ci sono tutte le condizioni per fare la fusione?

4) Senza scambio di quote, può configurarsi l’affidamento diretto a Bea dello smaltimento dei rifiuti indifferenziati dei comuni soci di Cem, che poi altro non è che il fine ultimo di tutta questa operazione?

Insomma, a questo punto ci sono più dubbi che certezze!

Se quanto mi è stato riferito corrisponde al vero, la fusione – sbagliatissima nel merito – parte con un errore incredibile (violazione del codice civile) rimediato all’ultimo minuto e denota un invidiabile tasso di dilettantismo da parte del management delle due società (se non fossimo in Italia dove i manager pubblici sono imbullonati alla poltrona, ci sarebbe da chiedere le dimissioni dei responsabili); senza contare l’ennesima prova di scarsa trasparenza nei confronti dei cittadini che non sono stati avvisati dell’accaduto!

Insomma, niente di nuovo sotto il cielo brianzolo… verrebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.

Abbiamo già chiesto verbali e atti approvati dalle assemblee dei soci… staremo a vedere cosa è successo!

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Pubblico un intervento del nostro Paolo Di Carlo, portavoce M5S di Desio, che condivido in pieno!

Con l’approvazione del piano di fusione con CEM, i soci di BEA hanno pregiudicato gravemente la possibilità di una evoluzione virtuosa della gestione dei rifiuti in Brianza, assicurando al forno desiano la possibilità di operare serenamente per i prossimi 20 anni, mentre il mondo cambia e ovunque, in Italia e all’estero, si va affermando la strategia Rifiuti Zero di cui l’incenerimento è assoluta negazione.

La grave contaminazione dell’ambiente in Brianza suggerirebbe ad ogni buon amministratore di indirizzare le scelte politiche per favorire le attività più sostenibili ed ecocompatibili, portando a dismissione quelle più impattanti e tecnologicamente obsolete, soprattutto quando siano disponibili alternative che favorirebbero il recupero di materia, il risparmio energetico e l’occupazione.

E soprattutto quando le attività in questione siano gestite direttamente dal pubblico, come appunto il forno di Desio. E’ scandaloso e inaccettabile che, in un territorio danneggiato non solo dalle attività industriali che vi hanno operato per decenni, ma anche dal disastro Icmesa, il partito democratico perseveri pervicacemente nel voler perpetuare a tutti i costi l’incenerimento dei rifiuti nel forno desiano.

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COMUNICATO STAMPA M5S –  Il PD salva il forno inceneritore di Desio: arriva la monnezza dal Vimercatese e dal Milanese. Nessun vantaggio per i cittadini, solo difesa di interessi corporativi. Calpestati per altri 20 anni l’ambiente, la salute e le tasche dei brianzoli.

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Con l’approvazione del piano di fusione con CEM, i soci di BEA hanno pregiudicato gravemente la possibilità di gestire in modo virtuoso i rifiuti in tutta la Brianza, assicurando al forno desiano la possibilità di bruciare a pieno regime per i prossimi 20 anni, grazie alla monnezza garantita dai soci CEM.

Come al solito il PD predica bene e razzola male: con questa operazione non c’è nessun vantaggio per cittadini, nessun miglioramento nella gestione dei rifiuti, né dal punto di vista economico né da quello ambientale. E’ solo una manovra politica per difendere interessi corporativi a danno dei cittadini.

I Comuni e la Provincia continuano a portare avanti scelte miopi e irresponsabili e condannano la Brianza a rimanere indietro nella gestione dei rifiuti mentre in altri territori, come per esempio in provincia di Treviso, la strategia Rifiuti Zero porta benefici concreti alle economie locali e alla salute delle persone.

Nemmeno l’allarme diossina a Desio ha impedito al PD di portare avanti le proprie scelte retrograde. Da parte nostra rilanciamo la raccolta firme per chiedere la chiusura del forno inceneritore in tutti i nostri banchetti in Brianza! Saranno i cittadini a salvare il loro territorio dalle scelte di una classe politica inadeguata.

 

Gianmarco Corbetta M5S Lombardia

Paolo Di Carlo M5S Desio