Il consiglieri regionali del partito democratico hanno organizzato in questi giorni una serie di presidi nelle stazioni ferroviarie delle Lombardia “per essere vicini ai pendolari, per ascoltare le testimonianze di chi subisce i disagi del trasporto pubblico locale e per poter meglio rappresentare le istanze dei cittadini in regione”.

Chi, come me, usa il treno tutti i giorni per andare al lavoro non ha bisogno di fare comparsate nelle stazioni per scoprire quali siano i problemi dei pendolari. In questi 5 anni abbiamo costantemente dato loro voce grazie al lavoro superlativo della collega Iolanda Nanni!

Ma il PD che fa queste iniziative è lo stesso che a Roma ha tolto 60 milioni di euro destinati alla metrotramvia Milano-Limbiate per darli a Expo? E’ lo stesso che in consiglio regionale spinge per finanziare un’opera inutile come Pedemontana, drenando di fatto risorse importanti per il potenziamento del trasporto pubblico locale? Sarà sicuramente un caso di omonimia!

Su Expo le luci dei riflettori si sono abbassate, tuttavia ci sono una serie di questioni irrisolte che meriterebbero lunghi articoli di giornale ma che, a manifestazione conclusa, paiono non interessare a chi avrebbe il dovere di fare informazione, eppure in ballo ci sono (tanti) soldi pubblici e il destino di un’area strategica di Milano.

Noi però non ci arrendiamo, e continueremo a raccontare ai cittadini la mancanza di trasparenza e di rispetto degli accordi presi che i dirigenti di Arexpo stanno mettendo in campo, in una partita in cui, ad oggi, a perdere sono stati solo i cittadini.

Arexpo è la società pubblica che si è occupata, e si occupa tutt’ora, di gestire tutto il post-manifestazione, una società che da mesi si è trasformata in un muro di gomma.

Per questo martedì siamo andati direttamente presso l’ufficio del presidente Azzone per provare a chiedergli di persona perché non redige quel Protocollo di legalità che da oltre un anno sollecitiamo (anche con una nostra risoluzione approvata in consiglio regionale un anno fa). Una forma aggiuntiva di prevenzione contro la corruzione e l’infiltrazione delle mafie che nel sistema delle opere pubbliche proliferano.

Come si può continuare a emanare bandi senza questa tutela aggiuntiva? Poi ci sorprendiamo se commissariano Fiera Milano (non dimentichiamoci che Fiera Milano ha come socio di maggioranza Fondazione Fiera, che è tra i principali soci di Arexpo).

Ma non finisce qui. Perché da Azzone aspettiamo ancora il verbale del CdA di Arexpo, come imposto anche dal Difensore regionale al quale il M5S ha fatto appello.

E infine, perché non ci dà aggiornamenti sui soldi spesi per le bonifiche? Quei soldi devono ricadere sui proprietari terrieri iniziali, tra cui, e qui arriva il conflitto di interessi, Fondazione Fiera, socia di Arexpo. Chi sta frenando il recupero di questi milioni di euro di soldi pubblici che vanno chiesti ai privati?

Sapete qual è stata la risposta alle nostre domande? Nessuna! Azzone ha chiuso la porta in faccia a noi portavoce e contemporaneamente a tutti quei cittadini che chiedono verità e trasparenza. Ma il M5S insisterà finché non arriveranno queste risposte: basta prendere in giro i cittadini!

Questi personaggi devono capire che non possono non rendere conto a nessuno, per questo non molleremo. A cominciare dall’azione penale e civile che stiamo valutando con i nostri legali sul caso dei verbali del Cda negati di fronte al chiaro parere del Difensore Regionale. Vi teniamo aggiornati.

 

I portavoce del M5S Lombardia Silvana Carcano, Gianmarco Corbetta e Giampietro Maccabiani

Come negli anni precedenti, il ritornello che ci siamo sentiti ripetere dalla giunta è sempre lo stesso.

Ci sono i tagli ai trasferimenti da parte dello stato centrale; abbiamo un residuo fiscale superiore ai 50 miliardi di euro all’anno, che se rimanessero in regione potrebbero risolvere tutti i problemi; abbiamo il vincolo del pareggio di bilancio che non ci permette di fare investimenti come in passato e via discorrendo…

Sono tutte argomentazioni che non intendo certo mettere in discussione: si tratta di dati di fatto con cui noi dobbiamo giocoforza fare i conti, che ci piaccia o no. Il problema per noi è il modo in cui le risorse disponibili vengono spese.

Ancora »

EXPO-incontro

Nel pomeriggio di oggi, 18 settembre 2015, abbiamo incontrato Giuseppe Sala, amministratore unico di Expo S.p.A., per approfondire le tematiche legate alla chiusura dell’esposizione universale e del futuro del sito.  Erano presenti insieme a me i portavoce regionali Silvana Carcano, Giampietro Maccabiani, il portavoce nazionale Bruno Marton e il consulente tecnico Giovanni Navicello.

CPMFdlYWwAAL9Ig

Alle sollecitazioni del Movimento 5 Stelle l’amministratore unico di Expo S.p.A Giuseppe Sala ha risposto impegnandosi su diversi aspetti problematici per il futuro dell’area:

Bonifiche. Expo S.p.A. rendiconterà ad Arexpo entro il 30 settembre prossimo i costi ambientali delle bonifiche.  Sala ci ha garantito che sarà effettuato un nuovo carotaggio per verificare la situazione ambientale dei terreni dopo l’esposizione e sarà affrontato anche il problema della zonizzazione acustica, della falde acquifere e le problematiche chimico industriali che fin qui non era rientrate nei controlli e nei piani di bonifica. Giuseppe Sala si è impegnato a sollecitare Arexpo perché il progetto definitivo contempli tutti i rischi ambientali che fino ad oggi non sono stati valutati.

Smantellamento del sito. Giuseppe Sala, concorde con noi, ha riconosciuto che Arexpo dovrà trasformare la sua azione da società impegnata nella vendita dell’area a società di gestione e sviluppo. Visto il ruolo prioritario che rivestirà  Arexpo nello smantellamento, abbiamo evidenziato l’importanza della sottoscrizione da parte di Arexpo del protocollo di legalità affinché tutti gli appalti siano gestiti con le stesse modalità di quelli gestiti da Expo. Per la parte che compete a Expo, minoritaria sullo smantellamento, Giuseppe Sala ha garantito un impegno costante su sicurezza, trasparenza e legalità. Sala ha preso l’impegno nei nostri confronti che userà la stessa tensione utilizzata per il cantiere Expo anche nei confronti dei padiglioni stranieri che gestiranno lo smantellamento autonomamente, nonostante l’extraterritorialità.

Lavoreremo affinché siano garantite legalità, trasparenza, sicurezza e progettualità futura, non speculativa, su quell’area. Crediamo sia importante un passaggio ad una governance di Arexpo in grado di sviluppare il sito e da tempo il M5S ha sollecitato le istituzioni a tutti i livelli perché si arrivi concretamente a garantire un coordinamento per il dopo Expo. Chiederemo un incontro ad Arexpo e al Governo perché al momento il dopo esposizione è una scatola vuota. L’incontro con Sala è stato proficuo e non mancheremo di valutare quanto e come i numerosi impegni presi saranno rispettati.

IMG-20150918-WA0012

16325932-kA8B-U430102208847884XmH-1224x916@Corriere-Web-Milano-593x443

Siamo reduci da due giorni frenetici, dove abbiamo organizzato la contro conferenza stampa con Beppe per ribattere alle fregnacce di Renzie, venuto a Milano per parlare del nulla cosmico relativo ad Expo.

E’ stata un’esperienza incredibile, non avevo mai parlato davanti ad un esercito di giornalisti, fotografi e cameramen. La sala era stracolma di gente, tanto da fare fatica a raggiungere il tavolo con i microfoni.

Dato che come ampiamente previsto sui media non uscirà nulla di quello che abbiamo detto io, Silvana, Stefano e Giampietro (così come non uscirà nulla del 95% di quello che ha detto Beppe), riassumo qui brevemente le mie dichiarazioni:

1) Rifiutiamo la logica dell’emergenza, in base alla quale si debba continuare in fretta e furia i lavori “semplificando” i controlli e le procedure (l’ha ripetuto anche Renzie oggi). Non c’è nessuna emergenza (nel senso di qualcosa che “emerge” all’improvviso). I ritardi nei lavori sono voluti, sono stati creati ad arte (come sempre succede in Italia) proprio per potersi muovere in deroga alle regole e perseguire più liberamente i propri intrallazzi. L’emergenza e la mancanza di tempo, come sempre succedde, sono solo un pretesto per aggirare i controlli.

2) Il fatto che ora tutti, a partire da Bobo Maroni, vogliano trovare il sostituto di Paris (responsabile appalti e cantieri) fuori dall’ambiente lombardo, fuori dal contesto in cui si è progettato e sviluppato Expo, è la prova provata che nessuno si fida più di nessuno in Lombardia e che il sistema è marcio nel suo complesso.

3) Renzi fa un uso spregiudicato dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, buttando nella mischia il dottor Cantone a cose fatte. Il 90% degli appalti è già stato assegnato, il problema non sono i pochi rimasti da assegnare, quanto l’analisi e le indagini di quelli già assegnati. Quindi far scendere in campo Cantone oggi rischia di essere solo una presa per i fondelli, una mossa meramente propagandistica per continuare ad andare avanti, costi quel che costi.

2014-02-26 10.16.00

Ieri sono andato in visita ai cantieri Expo con i colleghi Giampietro Maccabiani e Silvana Carcano, insieme agli altri membri della Commissione Antimafia e una delegazione di consiglieri del Comune di Milano (tra cui Mattia Calise).

1961621_10202486975207172_64888494_n

Il Movimento, che aveva chiesto inutilmente l’organizzazione di un Expo diffusa e sostenibile, è l’unico gruppo che dall’interno delle Istituzioni contesta l’evento tra rischio di infiltrazioni mafiose negli appalti, speculazione edilizia, scempi ambientali e un enorme e inutile dispendio di risorse pubbliche.
Inizialmente abbiamo incontrato uno dei direttori del cantiere, che ci ha spiegato lo stato dell’arte dei lavori. Mi aspettavo che fossero decisamente più avanti: ad oggi le attività di rimozione delle interferenze sono al 75% e quelle per la costruzione della cosiddetta “piasta” (sulla quale verranno costruiti i padiglioni) al 35%.

Ecco come dovrebbe presentarsi tra poco più di un anno:

2014-02-26 10.33.28

Oggi di fatto il sito è poco più di una distesa di fango:

2014-02-26 10.33.13

Mancano solo 400 giorni e i tecnici che ci hanno accompagnato non hanno nascosto l’ansia per il ritardo delle attività. Ci sono 900 operai al lavoro, ma le condizioni meteo stanno rallentando ulteriormente le attività. La piastra doveva venire pronta per la primavera ma è ormai impossibile il rispetto dei tempi concordati, si è già dato per scontato lo slittamento di alcuni mesi!

Questo è quanto abbiamo visto nel giro al cantiere:

2014-02-26 11.48.53

2014-02-26 11.50.05

2014-02-26 12.07.57

2014-02-26 12.10.49

2014-02-26 12.08.29

2014-02-26 11.50.17

I lavori da fare sono impressionanti: sull’area graveranno 150 appalti contemporaneamente, ciascuno con vari sub appalti; senza contare che i padiglioni dei Paesi stranieri saranno realizzati direttamente dai Paesi stessi, ciascuno con le sue regole contrattuali! Il rischio è che il tutto si trasformi in una babele infernale di camion, gru, operai, macchinari, attrezzi… Insomma, le condizioni ideali per allentare la presa sui controlli di legalità, e questo non deve succedere!

Sabato 15 marzo decine di portavoce regionali e nazionali del Movimento 5 Stelle visiteranno i cantieri del sito di Expo. La visita ispettiva di massa è la risposta del movimento alla propaganda partitica che favoleggia della fiera internazionale quale soluzione a qualsiasi problema lombardo o male che affligge l’Italia.

2014-02-26 10.33.46

Expotour sarà l’occasione per una riflessione su che cosa si nasconde “sotto” Expo.

1980780_10202486965366926_92871153_n

********************
Aggiornamento del 28 febbraio:
Dal Corsera di oggi: “…snellire le pratiche che coinvolgono Asl, Arpa e Osservatorio Ambientale”… quando si dice essere facili profeti…

Corsera_28_2_14