La vergognosa macchina del fango contro il M5S messa in atto a Vimercate è la reazione fisiologica della vecchia politica ai grandi cambiamenti prodotti dal MoVimento 5 Stelle.

Dopo aver detenuto il potere per vent’anni facendo il bello e il cattivo tempo il centrosinistra si è visto spodestare da un gruppo di semplici cittadini: una sconfitta bruciante per chi era abituato a vincere facile.

La giunta pentastellata non solo ha dimostrato di saper amministrare molto meglio del Pd ma ha anche portato allo scoperto tutte le magagne lasciate dalle precedenti amministrazioni: si è scoperto che i soldi ci sono, che si possono fare un sacco di belle cose prima ritenute “impossibili”, addirittura si è potuto ridurre la TARI del 23 per cento!

Capite che una situazione del genere è insopportabile per la vecchia politica che non ha trovato di meglio da fare che attaccare a testa bassa il M5S falsificando la realtà dei fatti.

Al sindaco Francesco Sartini, alla giunta e ai consiglieri comunali di maggioranza vanno tutto il nostro sostegno e solidarietà!

 

136.488,20 euro: questa è la somma che ho restituito alle casse pubbliche dall’inizio della legislatura grazie al taglio del mio stipendio da consigliere regionale!

Piena trasparenza sulle spese sostenute dagli eletti nell’esercizio del mandato e riduzione dei costi della politica: è per questo che, dall’inizio della legislatura, rendiconto le mie spese e restituisco parte del mio stipendio dedicandolo al sostegno alle piccole e medie imprese.

Avevamo fatto un patto con i cittadini che ci hanno eletto e abbiamo mantenuto la promessa. E’ un segnale di correttezza, onestà e trasparenza verso i cittadini ed un esempio reale di come sia possibile ridurre i costi della politica.

Gli eletti di tutti i partiti, nessuno escluso, continuano a percepire l’intero stipendio e i rimborsi elettorali che noi non abbiamo nemmeno richiesto. Sono somme indegne in un momento di forte crisi come quello che stiamo vivendo. L’attività politica non può assolutamente essere un lavoro per arricchirsi ma deve tornare a essere un servizio ai cittadini.

ambrosoli

Ex candidato del centrosinistra alla presidenza di Regione Lombardia, attualmente consigliere regionale di Patto Civico, Umberto Ambrosoli lascia il Consiglio regionale per diventare presidente della Banca Popolare di Milano.

In bocca al lupo ad Ambrosoli, non siamo certi che i lombardi sentiranno la sua mancanza. Certo la parabola dell’impegno civico che finisce alla presidenza di una banca è davvero triste. Per il M5S il mandato elettorale è un patto indissolubile e non può essere interrotto per fare altro. Ambrosoli, se intenzionato a finire in banca insieme al suo civismo, avrebbe dovuto avere l’eleganza di non candidarsi a presidente della Lombardia.

Con esponenti che promettono rivoluzioni civiche per poi convertirsi alla comodità della poltrona non si lamentino poi PD e dintorni dell’antipolitica che stanno foraggiando!

Questa mattina come gruppo consiliare M5S abbiamo occupato i banchi della presidenza regionale esponendo un cartello con la scritta “Onestà” per contestare la riammissione in aula del vice presidente della Lombardia Mario Mantovani, arrestato nell’ottobre 2015, e l’arresto del sindaco del PD di Lodi Simone Uggetti.

Consideriamo vergognosa la presenza del signor Mantovani nell’aula del Consiglio Regionale. La sua presenza infanga l’immagine di una istituzione, la Regione Lombardia, che già di suo non gode di buona reputazione tra i cittadini lombardi a causa di tutti gli scandali che si susseguono da anni. Proprio per questo si tratta di uno sfregio ancora più grave.

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