E’ passato un mese e mezzo dagli annunci trionfali e le strette di mano (che “valgono più di qualsiasi firma, come si usava una volta”) tra Roberto Maroni, Bernie Ecclestone e Angelo Sticchi Damiani (ACI Italia). Tutti a dare per fatto, per l’ennesiva volta, il rinnovo del contratto per il Gran Premio a Monza. Come al solito, siamo stati gli unici a dire che i giochi non erano affatto chiusi, e di fatti…

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Oggi ho portato in Consiglio Regionale un’interpellanza per cercare di capire quali siano le intenzioni della Giunta Maroni in merito ai contributi economici che vuole dare per mantenere il Gran Premio di Formula 1 nell’autodromo di Monza.

Le notizie di stampa si susseguono ormai da mesi e oggi il tema è diventato di strettissima attualità.

In estrema sintesi, il nodo della questione riguarda due aspetti. ll primo è il rinnovo del contratto per la permanenza dalla Formula 1, dal 2017 in avanti; Bernie Ecclestone ha chiesto il raddoppio del canone attuale (da 10 a 20 milioni di dollari all’anno), altrimenti è pronto a sloggiare da Monza.

Il secondo aspetto, strettamente collegato al primo, riguarda il fatto che l’autodromo, per continuare ad accogliere la F1, necessita di un rinnovamento strutturale per svariati milioni di euro; nel recente passato si è parlato di un piano di lavori triennale per 70 milioni di euro:

  • 34 milioni il primo anno per le opere più urgenti di ammodernamento della struttura (rifacimento completo dell’asfalto, sostituzione protezioni della pista, posa nuovi cordoli, asfaltatura vie di fuga, ristrutturazione sottopassi…);

  • 23 milioni il secondo anno per la riqualificazione delle tribune, creazione aree museali e spazi di ricettività…;

  • 12 milioni il terzo anno per la riqualificazione camping e piscina e altre attrezzature per il divertimento e il tempo libero.

Naturalmente la Sias, la società che gestisce l’autodromo, questi soldi non ce li ha e di investitori privati non se ne vede nemmeno l’ombra; percui il Governatore Maroni ha promesso di stanziare 20 milioni di euro per la causa, subordinando tale stanziamento a) al fatto di entrare nella proprietà del Parco e b) al fatto che tale ingresso avvenga senza esborso di tasse, che di fatto assorbirebbero circa la metà della somma a disposizione. Proprio in questi giorni è in corso in Parlamento il tentativo di ottenere la “defiscalizzazione” dell’operazione di ingresso della Regione nella proprietà del Parco di Monza.

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