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Martedì ho portato all’attenzione del Consiglio regionale una interrogazione con risposta immediata a Maroni, in merito alla politica di trasferimenti di malati dal Corberi di Limbiate verso altre strutture.

Per il Movimento 5 Stelle il trasferimento di 20 pazienti con disturbi psichici alla struttura San Francesco di Nova Milanese, adottato dall’ASL di Monza e Brianza (guidata dal dottor Matteo Stocco), lo scorso anno presenta profili di dubbia legittimità.

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L’Asl di Monza ha ingaggiato una società che si occupa di investigazioni private, la Phersei  Srl, per un incarico definito nel bando come “di controllo”. Ci troviamo di fronte a un comportamento anomalo per un ente pubblico, che solleva parecchi dubbi sulla trasparenza e sulle finalità dell’operazione. A partire dal metodo con cui è stata scelta la società di investigazioni, dato che il bando (“procedura di cottimo fiduciario”) è stato pubblicato per una sola giornata, non era visibile sulla piattaforma Sintel alla generalità degli utenti e la sola società Phersei è stata invitata a parteciparvi.

Ma la cosa che più ci preoccupa è la sicurezza dei dati sensibili delle centinaia di migliaia cittadini brianzoli utenti dell’ASL. Tant’è che anche le organizzazioni sindacali sono già in allerta e hanno chiesto al Direttore Generale dell’ASL Monza e Brianza, Matteo Stocco, vista  la delicatezza della materia trattata, di conoscere quali attività dovrà svolgere la Phersei e più precisamente se dovrà accedere a dati sensibili riguardanti i cittadini, i dipendenti e la posta elettronica degli stessi.

Ho quindi depositato un’interrogazione a Maroni e alla sua giunta per sapere perché l’ASL ha affidato un incarico così delicato ad una agenzia di investigazioni privata. Qual è lo scopo? E le modalità seguite per l’affidamento dell’incarico rispettano la legge? Perché alla procedura del bando è stata invitata la sola Phersei? Perché questa procedura è rimasta aperta un solo giorno, senza che fosse visibile a tutti gli utenti della piattaforma informatica preposta? Come mai non risulta nessun coinvolgimento di Lombardia Informatica  che, nel merito dei controlli e in materia di tutela della privacy, ha emanato nel tempo protocolli procedurali a tutela e garanzia del corretto trattamento dei dati personali degli utenti e del personale aziendale? Sono state adottate le misure di sicurezza idonee a ridurre al minimo i rischi di distruzione, perdita, accesso non autorizzato o trattamento dei dati come previsto Codice della Privacy?

Queste sono le domande a cui la giunta deve risponderci. Vogliamo avere garanzie che l’azione della dirigenza dell’ASL di Monza non metta a rischio la sicurezza delle informazioni personali dei cittadini!

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Non c’è pace intorno alla fornitura di ossigenoterapia che l’Asl di Monza e Brianza eroga a più di 1400 pazienti.

In passato avevamo denunciato sia i disservizi che l’azienda aggiudicataria della fornitura (la Criosalento) aveva provocato ai pazienti, sia le presunte irregolarità nell’aggiudicazione della gara stessa.

E’ dei giorni scorsi la notizia che la Direzione Generale dell’Asl ha depositato in Procura un esposto per raccontare le vicende legate all’assegnazione di questo servizio tramite gara d’appalto.

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L’Assessore regionale alla Sanità Mario Mantovani oggi ha risposto ad una mia interpellanza sui motivi della mancata rescissione del contratto del Direttore Generale dell’Asl di Monza e Brianza Matteo Stocco.

Stocco è stato oggetto di segnalazioni alla Corte dei Conti per “illegittimità gestionali” da parte del Collegio sindacale dell’ASL che avrebbero dovuto portare alla rescissione del contratto, come stabilito dalle deliberazioni regionali in materia.

Volevo capire come mai la Giunta non ha rescisso il contratto di Stocco. Il collegio sindacale dell’ASL ha inviato alla Corte dei Conti ben due note di segnalazione di “illegittimità gestionali” e “gravi carenze di gestione” a carico del direttore generale. Tra le contestazioni, per esempio, l’illegittima corresponsione di compensi e l’attribuzione di incarico in mancanza dei requisiti.

La risposta dell’Assessore è stata totalmente insufficiente tanto da risultare una difesa d’ufficio di Stocco. Il direttore sanitario avrebbe dovuto essere immediatamente sollevato dal suo incarico dopo le segnalazioni del collegio sindacale. Francamente non comprendo come mai l’Assessore lombardo alla Sanità Mario Mantovani difenda acriticamente sia i dirigenti inquisiti che quelli che operano in maniera illegittima. La gestione della pubblica amministrazione ha bisogno di uomini e donne capaci e al di sopra di ogni sospetto. Da questo punto di vista non ci sarà mai una vera riforma sanitaria senza il pieno rispetto delle regole e un’opera di repulisti generale dei personaggi legati a doppia mandata alla politica!