A metà aprile avevo depositato una richiesta di accesso agli atti per sapere se la Regione avesse effettuato valutazioni o stime sulle conseguenze economiche per la società Pedemontana e per Regione Lombardia nel caso di stop definitivo al proseguimento dell’opera.

Di Pietro ha sempre sostenuto che fermare Pedemontana costerebbe di più che finirla, a causa degli indennizzi che si dovrebbero pagare alla società che ha vinto gli appalti delle nuove tratte.

Ma a fronte di una mia precisa domanda in un recente incontro, ha dovuto ammettere che non è così. Ha parlato di un miliardo di euro, una cifra enorme, ma comunque inferiore al costo di realizzazione dell’opera. Ancora »

Era da un po’ che non mi occupavo dei nostri simpatici amici di Bea, la società che gestisce il famigerato inceneritore di Desio. Non ci si può distrarre un attimo con loro, perché subito te li ritrovi intenti a elaborare qualche nuovo mirabolante progetto, come sempre finalizzato a garantire lunga e prosperosa vita ad un forno che avrebbe dovuto essere già chiuso da un bel pezzo!

L’altro giorno mi sono fatto un giro sul loro sito e cosa trovo nella “sezione bandi”? Un bell’avviso “per l’affidamento di uno Studio di Fattibilità volto a indagare la realizzabilità di un impianto di trattamento dei fanghi da depurazione civile presso il termovalorizzatore di Desio”. Nientemeno!

Come al solito il dibattito pubblico sulle strategie di Bea è inesistente a Desio e dintorni e se non ci fossimo noi del MoVimento 5 Stelle a controllare ci troveremmo di fronte al fatto compiuto!

Difatti nessuno ne sta parlando e i sindaci soci si sono ben guardati dal comunicare alcunché. Ma nonostante questo, in Bea stanno valutando la fattibilità di realizzare un impianto per essiccare i fanghi di Brianzacque e bruciarli nell’inceneritore insieme ai rifiuti! Il conto? 3 milioni di euro!

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Accolta favorevolmente dalla Giunta Regionale la proposta del MoVimento 5 Stelle di investire parte dei 55 milioni di euro destinati alla valorizzazione del complesso monumentale della Villa Reale e del Parco di Monza per il recupero dell’edificio ex Borsa per l’Istituto d’Arte e liceo artistico Nanni Valentini. Ancora »

A giudicare dalla reazione precipitosa e scomposta da parte di Brianzacque, il mio post di venerdì scorso deve aver toccato qualche nervo scoperto: infatti la società ha immediatamente diramato un comunicato stampa nel quale il Presidente Boerci mi accusa dell'”ennesimo e sistematico attacco persecutorio e provocatorio”. Nel goffo tentativo di avvalorare la sua tesi il dott. Boerci si domanda come mai un consigliere regionale se la prenda solo con Brianzacque e non con le altre aziende idriche lombarde che adottano lo stesso modus operandi in materia di trasparenza.

Vorrei tranquillizzare il Presidente Boerci: non è in atto alcun attacco persecutorio nei confronti di Brianzacque. Il MoVimento 5 stelle è impegnato da anni per la legalità e la trasparenza in tutte le realtà pubbliche.

Riguardo il presunto disinteresse che mi rimprovera nei confronti del servizio idrico in Lombardia, se Boerci si fosse informato circa la mia attività di consigliere regionale prima di esprimere giudizi avventati saprebbe che il tema dei controlli idrici e della pubblicazione dei dati è già stato oggetto di una mia specifica interrogazione regionale nel febbraio 2015!

Anche in questa occasione si ripete uno schema già visto: a fronte di rilievi precisi e circostanziati avanzati dal M5S, Brianzacque non solo si guarda bene dall’accogliere gli spunti di miglioramento ma cerca di uscire dall’imbarazzo buttandola in caciara con la solita accusa della persecuzione politica! Ne prendiamo atto e andiamo avanti!

La ristrutturazione dell’edificio ex Borsa del Liceo Artistico nella Villa Reale di Monza è ormai una vicenda che si trascina da diversi anni, con gli studenti, i genitori e i docenti esasperati dalla lunga attesa di risposte concrete che, nonostante gli annunci e le promesse della politica, non sono ancora arrivate.
Purtroppo non ci risultano fondate le ultime notizie circolate poche settimane fa, secondo le quali sarebbero già stati stanziati 4,5 milioni di euro da parte di Regione Lombardia. Dopo una serie di approfondimenti, posso dire che questi soldi ancora non ci sono.
Per questo motivo ho depositato una question time alla giunta regionale che verrà discussa in aula mercoledì 3 maggio.

Ad oggi non sono bastate le interrogazioni, le mozioni, gli ordini del giorno, le audizioni in commissione cultura e gli incontri con l’assessore di competenza da parte dei diretti interessati: quei soldi Maroni non li ha ancora messi. In Regione c’è solo una richiesta da parte del Comune di Monza per un finanziamento di 4,5 milioni. Questa richiesta la Regione l’ha semplicemente girata al Ministero dell’Istruzione, che però, a fronte di fabbisogni per l’edilizia scolastica lombarda di 330 milioni di euro, metterà a disposizione meno di 36 milioni.

Mercoledì in aula indicherò alla giunta regionale una strada concreta per reperire i fondi necessari. Ci sono 55 milioni di euro da investire tramite un Accordo di Programma per la valorizzazione del complesso della Villa Reale e del Parco di Monza. Ben 27 milioni non si è ancora deciso come spenderli. Con la mia question time chiedo a Maroni di usare questo “tesoretto” per il recupero dell’ex Borsa.
Insomma, adesso è finito il tempo di scherzare, qui c’è in ballo la vita scolastica degli studenti monzesi che frequentano il liceo artistico e che non possono più essere considerati cittadini di serie b.

Maroni questa volta deve dare una risposta precisa alle attese di tanti studenti di Monza e della Brianza!

A poche settimane dalle elezioni il Comune di Cesano Maderno, guidato dal sindaco Gigi Ponti, ha approvato un contratto ventennale per l’estensione del teleriscaldamento sul territorio comunale: siamo di fronte a una decisione scorretta nel metodo e retrograda nel merito! Ancora »

Da anni partecipo al corteo del 25 aprile del mio comune, Bovisio Masciago, e spesso anche a quello di Milano. Ma quest’anno ho deciso di prendere parte al corteo di Seregno. Perché proprio Seregno?

Perché mi inquietano le ronde alla stazione dei militanti di Forza Nuova.

Perché non mi piace l’incuria in cui il Comune lascia i pannelli dedicati alla Costituzione collocati a suo tempo dal Comitato Antifascista locale.

Perché mi irrita la lapide al cimitero in ricordo ai caduti della Repubblica Sociale.

Ma in realtà è in tutta la Brianza che la situazione è preoccupante, basti pensare alle irruzioni di stampo fascista nei consigli comunali di Desio e di Monza.

Oppure ai cartelli abusivi alla stazione di Cesano.

Insomma, tira una brutta aria in Brianza e non è certo il tempo di abbassare la guardia e sottovalutare certi fenomeni.

Occorre reagire perché chi non ricorda la storia è destinato a riviverla.

Ieri sul Corriere della Sera il direttore del quotidiano cattolico Avvenire ha dichiarato che c’è grande sintonia tra cattolici e il MoVimento 5 Stelle sui grandi temi come il reddito di cittadinanza, il problema degli esclusi e la battaglia contro le liberalizzazioni degli orari di lavoro: “Sono tanti i cattolici che partecipano alle iniziative del Movimento. Se guardiamo ai grandi temi, nei tre quarti dei casi abbiamo la stessa sensibilità”.
A stretto giro è arrivata la replica di Famiglia Cristiana che ha tirato in ballo, tra gli altri, noi portavoce lombardi: “in Regione Lombardia il gruppo dei 5 Stelle ha osteggiato i finanziamenti regionali in favore della libertà di scelta in materia d’istruzione; e si è opposto, con determinazione, alla visita del cardinale arcivescovo di Milano Angelo Scola nell’aula consiliare del Palazzo della Regione”, denunciando le nostre “pulsioni anticlericali e laiciste”.
Direi che nell’incrocio delle due dichiarazioni, al netto dei toni un po’ sopra le righe di Famiglia Cristina, viene fuori bene quello che è il MoVimento 5 Stelle: grande attenzione a molti temi etici e alla difesa dei più deboli in piena sintonia con il pensiero di Papa Francesco, e – allo stesso tempo – rispetto del dettato costituzionale (“La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.”) e della laicità delle istituzioni. Le “pulsioni anticlericali” le lascio volentieri agli editoriali di Famiglia Cristiana.

In un post del 21 ottobre scorso avevo riassunto i numerosi problemi di Pedemontana che rendono estremamente improbabile il suo completamento.

Da allora sono trascorsi sei mesi: cosa è cambiato? Per saperlo una decina di giorni fa ho partecipato ad un incontro con il presidente di Pedemontana Antonio Di Pietro, i sindaci brianzoli e il presidente della Provincia di Monza e Brianza.

Rimando al post di ottobre per un’analisi dettagliata dei problemi sul tavolo; qui di seguito un rapido (si fa per dire…) aggiornamento su cosa è cambiato in base a quanto affermato da Di Pietro. Ancora »

Nel 2014 la Regione Lombardia aveva approvato una legge per la riduzione del consumo di suolo (legge 31 del 2014). Era una legge molto debole, che noi avevamo contrastato duramente in aula perché per un periodo di ben 30 mesi non solo non limitava, ma addirittura favoriva gli operatori nel realizzare le spropositate previsioni edificatorie contenute nei PGT dei Comuni. Si trattava insomma di un liberi tutti per il consumo di suolo!

Una cosa buona però quella legga ce l’aveva: le previsioni edificatorie che non venivano concretizzate entro i 30 mesi sarebbero state congelate in attesa che la Regione, la Città Metropolitana, le Province e i Comuni non recepissero dei nuovi criteri per limitare il consumo di suolo.

Questi famosi 30 mesi stanno per scadere (1 giugno 2017) e con essi stava per svanire anche l’incubo di vedere cementificate aree verdi in Lombardia pari a due volte e mezza l’estensione del Comune di Milano (a tanto ammontano le previsioni edificatorie non ancora realizzate nei comuni lombardi).

Tutto è bene quel che finisce bene dunque? Ancora »

Si è tenuto questo pomeriggio l’incontro tra la rappresentanza dei pazienti dei CAL (Centri Assistenza Limitata) di Carate Brianza e Seregno e l’assessore regionale alla Sanità Giulio Gallera, alla presenza del Direttore Generale dell’ASST di Vimercate Pasquale Pellino.

L’incontro, scaturito dalla question time presentata dal M5S in Consiglio Regionale settimana scorsa, ha permesso ai pazienti e ai loro familiari di spiegare tutti i motivi della loro contrarietà al trasferimento della presa in carico dei dializzati dall’ospedale di Desio a quello di Vimercate.

Ho preso parte all’incontro, avendo seguito la vicenda fin dall’inizio e avendo creato già settimana scorsa un contatto diretto tra l’assessore e i malati.

Questo trasferimento di competenze da Desio a Vimercate, oltre a comportare un grande disagio per i pazienti e le loro famiglie, contrasta palesemente con le direttive regionali contenute nella legge di riforma sanitaria che, per la gestione del paziente cronico e fragile, definisce fondamentale “garantire una risposta ottimale ai bisogni del paziente cronico, in termini di prossimità, presa in cura e continuità assistenziale, attraverso l’integrazione tra strutture sanitarie, assistenziali e sociosanitarie”.  E di “prossimità territoriale al luogo di cura” parla anche una recente delibera regionale sulla presa in carico dei malati cronici. L’esatto contrario di quello che rischia di avvenire per i pazienti dei CAL di Seregno e Carate!

La rappresentanza dei pazienti è entrata nello specifico dei problemi.

A partire dal fatto che i malati potrebbero col passare del tempo e con l’aggravarsi della loro condizione, perdere l’idoneità a svolgere la dialisi nei Centri di Assistenza Limitata (dove non è garantita la presenza di un medico). Costretti alla dialisi in ospedale, i pazienti residenti, ad esempio, nel distretto di Seregno, dovrebbero percorrere in ambulanza o in auto – tre volte a settimana – circa 80 Km tra andata e ritorno per ogni seduta!

Ma anche per i pazienti idonei alla dialisi presso i CAL, le problematiche in corso di seduta che necessitano l’intervento del nefrologo e che renderebbero quindi obbligatorio il trasferimento del malato al Centro Dialisi ospedaliero di riferimento sono tutt’altro che remote: dalle visite mediche (febbre, dolore toracico, ipotensioni sintomatiche) all’accesso vascolare non funzionante fino alla necessità di emotrasfusioni.

Anche i casi di ricovero ospedaliero, per l’insorgere di complicanze cliniche, rappresentano un problema. Se è vero che l’assessore ha assicurato la possibilità di scegliere la struttura in cui effettuare il ricovero, è altrettanto vero che il paziente in emodialisi tenderà a scegliere il ricovero nell’ospedale dove è seguito (quindi Vimercate) poiché ciò garantisce una migliore prosecuzione delle cure e percorsi agevolati per visite specialistiche non nefrologiche.

Ma non è finita. I problemi si avranno anche in prospettiva, per quelle centinaia di pazienti affetti da malattia renale cronica (non ancora in dialisi) che sono in cura a Desio.
Il percorso clinico di questi pazienti inizia in laboratorio, ben prima dell’ingresso in sala dialisi, con un percorso lungo anni, articolato in diverse tappe in cui il rapporto di continuità assistenziale tra paziente ed equipe medica-infermieristica è fondamentale per garantire un livello di cura adeguato.
Mi domando se queste persone, dopo anni in cura a Desio, saranno costrette a rivolgersi ad un’altra struttura ospedaliera con tutti i disagi del caso.

La complessità delle decisioni da prendere è tale che la terapia farmacologica e la gestione delle complicanze è bene siano in capo al nefrologo di riferimento, che deve intervenire tempestivamente e attivarsi per risolvere nel più breve tempo possibile ogni condizione patologica che potrebbe compromettere la possibilità di fare la dialisi e, conseguentemente, la vita del paziente. 

L’incontro di oggi con l’Assessore è andato bene e sono stati fatti passi in avanti. Abbiamo ottenuto l’impegno di Gallera a implementare, entro tre settimane, una nuova convenzione tra l’Asst di Monza e quella di Vimercate. L’obiettivo della nuova convenzione è la presa in carico dei pazienti dializzati condivisa tra le due Asst in modo da permettere di svolgere tutte le fasi assistenziali presso l’ospedale di Desio.

Certo la convenzione va ancora scritta ma l’obiettivo di vedere questi pazienti continuare ad essere curati a Desio sembra possibile. Verificheremo quando la convenzione sarà messa nero su bianco se sarà la risposta che questi cittadini attendono. L’interesse dei pazienti e dei loro familiari deve prevalere su tutto e noi teniamo alta la guardia!

Sabato scorso a Mantova si è tenuta la prima tappa del tour #OraToccaANoi per la stesura del programma del MoVimento 5 Stelle Lombardia in vista delle elezioni regionali del 2018.

E’ stata una bellissima esperienza e una preziosa occasione di confronto. Nella prima parte dedicata all’esposizione dei temi ho presentato il piano energetico e il piano per l’economia circolare; nel pomeriggio, nel corso dei tavoli di lavoro, sono emerse numerose idee che contribuiranno ad arricchire e ad articolare meglio la stesura del programma.

Grazie a tutti i partecipanti con i quali abbiamo condiviso una bella giornata all’insegna della condivisione e del confronto!

In attesa di rivederci il 6 maggio a Bergamo per la seconda tappa del tour, vi segnalo che i video degli interventi, le presentazioni e le proposte emerse sono online a questo indirizzo.

Avanti tutta verso una Lombardia a 5 Stelle!

 

 


Oggi il Consiglio regionale ha discusso la question time che ho presentato sul caso dei pazienti nefropatici in trattamento dialisi nei centri C.A.L. (Centro Assistenza Limitata) di Carate Brianza e Seregno che non saranno più seguiti dal Presidio ospedaliero di Desio ma saranno presi in carico dal Presidio ospedaliero di Vimercate. L’interrogazione chiedeva di trovare rapidamente una soluzione per evitare di sottoporre i pazienti (e le loro famiglie) a gravi disagi legati alla necessità di sottoporsi a visite, trattamenti e controlli frequenti presso il lontano ospedale di Vimercate. Ancora »