Gli incarichi fiduciari sono molto presenti nell’amministrazione pubblica e la Lombardia non fa certo eccezione! Nel corso degli anni la Giunta Regionale ha assunto alcuni giornalisti nell’agenzia istituzionale di comunicazione (Lombardia Notizie) provenienti dagli organi di propaganda della Lega, come la Padania, Radio Padania Libera e Telepadania, ormai tutti chiusi per debiti, nonostante i sostanziosi finanziamenti pubblici.

Lo avevamo denunciato contestualmente ad alcune uscite della stampa e Maroni aveva reagito in modo scomposto minacciando querele via Facebook (!). Ci siamo quindi fatti dare tutte le carte dalla giunta regionale per approfondire le notizie di stampa, scoprendo che le cose in effetti stanno come dicevamo!

Il direttore dell’agenzia, un incarico da oltre 10 mila euro al mese, è transitato da Padanianet.com, La Padania e Telepadania; il vice caporedattore, che percepisce più di 5 mila euro mensili, oltre che essere stato il portavoce di Salvini, ha un trascorso a “La Padania” e “Radio Padania Libera”; anche un altro redattore ha lavorato a “La Padania” come coordinatore di un gruppo di corrispondenti locali. E non può mancare la quota degli altri partiti che hanno governato la regione: un redattore aveva lavorato con Elisabetta Gardini, eletta al Parlamento Europeo per il Popolo delle Libertà nel 2009.

Tutti questi incarichi sono stati assunti a chiamata diretta e non con un bando come accade per i comuni mortali che trovano lavoro nell’amministrazione pubblica. Si tratta del classico metodo degli incarichi fiduciari, tanto caro ai partiti in Lombardia e nel resto d’Italia, con cui è possibile dare lavoro senza fare concorsi pubblici. Ma è tutto legale? In effetti sì: una legge regionale del 2008 consente l’assunzione nell’agenzia di stampa regionale di “personale esterno all’amministrazione”, per non più di cinque anni… ma rinnovabili!

Il peccato originale è qui: una legge che consente deroghe all’assunzione nell’amministrazione pubblica e lascia le mani libere a Formigoni prima e a Maroni poi di assumere e stipendiare chi meglio crede. Una scelta totalmente inopportuna, tipica di quella vecchia politica che il M5S combatte, e che sicuramente non migliora l’immagine già compromessa di questa istituzione. Non puntiamo il dito, in questa triste vicenda, sui giornalisti nominati, ma su chi nomina. Le nomine che calano dall’alto sono un attentato all’equità sociale pagato con i soldi dei contribuenti. Il merito e la competenza, se esiste, deve arrivare nelle amministrazioni pubbliche con bandi e commissioni di valutazione estranee ai partiti.

Un barlume di speranza sembrava esserci nel febbraio dello scorso anno, quando Maroni e i suoi hanno ammesso la necessità di espletare una selezione pubblica per questi incarichi. Ma a distanza di ben 16 mesi questa benedetta selezione pubblica non ha ancora prodotto alcuna assunzione! E’ del tutto evidente che non c’è la volontà politica di portarla a termine prima della fine della legislatura. Insomma, ad andar bene, temiamo che se ne riparlerà dopo le elezioni dell’anno prossimo!

A Telereporter ho parlato della nostra azione congiunta (Comuni, Regione, Parlamento, Europarlamento) sull’inceneritore Silla 2 di Milano. Vogliamo uno studio epidemiologico per verificare gli effetti delle emissioni sulla salute dei cittadini e monitoraggi precisi della qualità dell’aria e del suolo!

 

OGGI IN CONSIGLIO REGIONALE E’ ANDATO IN SCENA L’AMORE!
Un amore forte e vero, quello della Lega e del Pd per l’asfalto, grazie a una interrogazione con cui il PD chiede a Maroni di intervenire per “garantire la realizzazione del progetto” Pedemontana.
Su Pedemontana Pd e Lega Nord sono indistinguibili e in aula hanno inscenato una soap opera strappalacrime, tra sospiri e dichiarazioni d’affetto per l’infrastruttura, concentrandosi sulla necessità di finire l’autostrada più inutile della Lombardia. Spiace interrompere il loro “scambio di affettuosi sensi” e riportarli alla realtà: i fatti, al di là delle azioni della Procura di Milano, parlano di un’opera nata vecchia e inadeguata alle esigenze di mobilità dei cittadini lombardi e devastante per il territorio.
Stupisce che il Pd in Regione spinga Maroni a fare di più e meglio per il completamento dell’opera, nonostante vari loro sindaci, che evidentemente contano come il due di picche all’interno del partito, siano su posizioni ben diverse.
Dal canto suo la Giunta Regionale, al di là delle dichiarazioni di rito, nei fatti se ne lava le mani, scaricando le responsabilità sul Governo e non trova nulla di meglio da fare che sperare in decisioni positive da parte del Tribunale di Milano.
Lo diciamo da anni e vale ancora di più oggi: l’unica cosa sensata da fare è studiare il modo di fermare l’opera nel modo più indolore possibile per le casse pubbliche; ma si sa, l’amore rende ciechi e quello di Pd e Lega per l’asfalto è un amore indistruttibile. ???

Non si può certo dire che la notizia della richiesta di fallimento della Procura di Milano giunga come un fulmine a ciel sereno. Sono almeno tre anni e mezzo, dai tempi della nostra prima mozione su Pedemontana in Consiglio Regionale, che parliamo della crisi finanziaria della società, purtroppo totalmente inascoltati da parte della giunta regionale. Ancora »

Esprimo pubblicamente la mia piena solidarietà agli amici (e consiglieri/portavoce M5S di Vimercate) Arianna Mauri e Carlo Amatetti, vittime di un roboante attacco sul piano umano, ancora prima che politico e professionale.

La vicenda ha avuto rilevanza nazionale sui media. Carlo e Arianna, titolari di una piccola società editrice, organizzano da anni eventi culturali nella loro Vimercate, ottenendo sempre il sostegno promozionale ed anche economico del Comune (a targa PD fino all’anno scorso).

Quest’anno, in occasione del loro evento più ambizioso e di maggior rilievo culturale, hanno osato chiedere il solito patrocinio al Comune, oggi retto da una giunta pentastellata.

Le opposizioni, guidate dagli stessi politici pd che fino all’anno prima avevano sostenuto le iniziative di Carlo e Ariana, sono insorte, con tanto di accuse di conflitto di interessi, favoritismo, utilizzo non autorizzato del logo del Comune e persino subaffitto a pagamento di spazi comunali ottenuti gratuitamente.

Ho letto le accuse, ho parlato con Carlo e il nostro sindaco Francesco e mi sono anche sorbito due ore e diciotto minuti di registrazione del consiglio comunale dedicato alla vicenda. Ho ascoltato con attenzione tutti gli interventi, sopratutto quelli dei consiglieri di opposizione, molti dei quali, devo dire, mi son parsi dei gran professionisti della politica, per il pathos e la retorica che ci hanno messo.

Peccato che non ci sia stato nessun conflitto di interessi, nessun favoritismo, nessun utilizzo non autorizzato del logo del Comune così come non c’è stato subaffitto di spazi comunali a pagamento (bensì una semplice richiesta di contributo alle associazioni che intendessero partecipare attivamente all’evento
organizzato da Carlo e Arianna).

Insomma si è tirato su ad arte un gran polverone, con tanto di foto e titoloni sui giornali… ma fatti concreti ben pochi, al netto delle becere strumentalizzazioni. Spiace che ci siano andate di mezzo due brave persone, ancora poco avvezze ai colpi bassi della bieca lotta politica, ree soltanto di ostinarsi a voler fare cultura in un Paese come il nostro.

Come scrivevo qualche settimana fa il fervente inceneritorista Gigi Ponti, sindaco uscente di Cesano Maderno, ha lasciato in eredità ai cesanesi la convenzione ventennale con Bea Gestioni per il teleriscaldamento.
Così il Pd cesanese ha potuto affrontare più serenamente le urne: qualunque cosa fosse accaduto si sarebbe assicurato l’arrivo del teleriscaldamento a monnezza!

Oggi, lunedì 12 giugno, un’analoga delibera arriverà in fretta e furia in consiglio comunale a Muggiò: nessun passaggio in commissione e naturalmente i documenti sono stati consegnati ai consiglieri comunali solo giovedì 8: non sia mai che abbiano troppo tempo per studiare a fondo la questione e fare domande scomode!

Del resto se c’è una cosa che fa perdere la testa ai sindaci del Pd è proprio il teleriscaldamento a monnezza: sembra scatenare un desiderio viscerale che devono soddisfare a tutti i costi. Ma perché tutta questa smania? Ancora »

“Cercheremo di portare il M5S sulle nostre posizioni”. Accogliamo volentieri l’invito di Federico D’Andrea, fresco di nomina a Presidente di Pedemontana, ad un confronto, dalle pagine dell’Eco di Bergamo.

Del completamento dell’opera Maroni ha fatto una bandierina elettorale mentre l’ex presidente Di Pietro, che era partito in modo molto convinto, si è dimesso in pochi mesi senza aver risolto gli enormi problemi che gravano sull’opera. Anche il nuovo Presidente ha dichiarato che l’autostrada andrà fatta nel “modo più completo possibile”. E’ proprio su questo che siamo disponibili a confrontarci, lo stop delle tratte B2, C e D, e le compensazioni ambientali sulle tratte già realizzate garantirebbero una fine dignitosa a un progetto immaginato qualche decennio fa sulla base di previsioni di traffico che non esistono più.

Abbiamo lavorato a lungo sulle carte di Pedemontana ed è noto che per il M5S l’infrastruttura è devastante per il territorio e rappresenta la risposta sbagliata ai problemi di mobilità della nostra Regione. Inoltre non ci sono i presupposti economici per andare avanti, se non per pochi mesi. La defiscalizzazione governativa e le garanzie della Regione sono oggetto delle attenzioni della Commissione Europea che sta valutando se rappresentino un aiuto illegittimo ai privati.

In definitiva, di fronte a un progetto insostenibile economicamente, antistorico e devastante sul piano ambientale, meglio ammettere gli errori e venirne fuori cercando di limitare i danni in tutti i modi piuttosto che continuare a correre verso il baratro.

 

Nel mese di marzo l’europarlamentare M5S Eleonora Evi ha presentato alla Commissione Europea un’interrogazione sul fondo da 450 milioni di euro che Regione Lombardia ha posto a garanzia degli investimenti privati per la realizzazione delle tratte mancanti di Pedemontana.

Nell’interrogazione Evi chiede se “la previsione di questo stanziamento possa costituire un aiuto di stato illegittimo” e se la Commissione europea intende tenerne conto “nell’ambito dell’indagine in corso sulle autostrade italiane” e sui contributi pubblici e la defiscalizzazione di Pedemontana, annunciata il 23 aprile 2015 in risposta a un’altra interrogazione della stessa europarlamentare 5 Stelle. Ancora »

Lunedì si è tenuta l’Assemblea dei Soci di Pedemontana che ha visto l’approvazione del bilancio e la nomina di Federico Maruzio D’Andrea a nuovo presidente della società. Pedemontana è un morto che cammina solo per la volontà di Maroni e dei suoi compagni di maggioranza. Ma nessun cambio al vertice potrà cambiare il destino di un’opera, conti alla mano, già fallita. Non ci sono né i presupposti economici per andare avanti né quelli di continuità aziendale.

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Era il 25 ottobre del 2010 quando il M5S chiedeva per la prima volta di fare uno studio epidemiologico sulla salute dei cittadini che vivono nei pressi dell’inceneritore.
Ci sono voluti 7 anni di battaglie ma alla fine ci stiamo arrivando!
La prima cosa da fare era commissionare uno studio per capire dove ricadono i fumi del forno. Questo studio è stato finalmente fatto e il Giorno di oggi anticipa in anteprima i risultati!
Come si vede dalla mappa sono 9 i comuni dove ricadono gli inquinanti emessi dall’inceneritore:
DESIO
BOVISIO MASCIAGO
VAREDO
CESANO MADERNO
NOVA MILANESE
LISSONE
LIMBIATE
SEREGNO
PADERNO DUGANO
 
Desio, Bovisio e Varedo vengono toccati praticamente su tutto il territorio, Cesano Maderno su circa la metà mentre gli altri solo su una parte. Ora ci vorrà un altro anno per avere i risultati dello studio epidemiologico e capire se questi fumi hanno portato un aumento di malattie (maggiori dettagli in edicola).
 
La zona più scura è quella coinvolta più pesantemente. Io ho vissuto per 32 anni nella zona arancio, la più colpita; ora sto sul confine tra il giallo più chiaro e quello più scuro… 

Una delle più grandi rivoluzioni operate dal Movimento 5 Stelle è sicuramente quella di aver fatto ritrovare a molti cittadini l’amore per la politica e l’interesse per la “cosa pubblica” che è di tutti e va difesa. In un’Italia in cui da decenni tutto sembrava bloccato in mano ai soliti partiti, il M5S ha trascinato con sé moltissimi cittadini fino all’interno delle istituzioni. Un’ondata di partecipazione che non ha precedenti nel nostro paese. E grazie al fatto che coloro che sono stati eletti come portavoce siano “alcuni di noi”, le istituzioni sono diventate qualcosa di vicino e accessibile a tutti. Per questo, fin dall’ingresso dei portavoce M5S nel consiglio regionale lombardo, è stato avviato un percorso di conoscenza dell’istituzione invitando cittadini, simpatizzanti, attivisti a partecipare a una giornata di lavori delle commissioni consiliari.

Oggi sono venuti a trovarci Sergio e Laura.

E’ stato firmato il protocollo d’intesa tra le Asst di Monza e Vimercate per il mantenimento in cura dei dializzati di Carate e Seregno presso l’ospedale di Desio.

Ancor prima che del M5S, è una vittoria dei pazienti e delle loro famiglie! Sono molto soddisfatto perché siamo stati i primi ad occuparci dei dializzati di Carate e Seregno e gli unici a portare il problema in Consiglio regionale creando quel confronto diretto tra pazienti e Assessore che ha dato il via alla soluzione del problema.

Abbiamo seguito passo passo le trattative e mantenuto quotidianamente il contatto con i pazienti e questo risultato, raggiunto grazie a un dialogo costruttivo con l’Assessorato alla Sanità, dimostra come il Movimento 5 Stelle sa dialogare con le altre forze politiche quando il tema è l’interesse dei cittadini.

Non possiamo però concedere sconti a questa Giunta regionale che ha riformato la sanità senza porsi il problema delle gravi conseguenze che avrebbe avuto sui malati.

Ad ogni modo oggi ci godiamo questo successo. Sono felice per i malati e le loro famiglie!

Attraverso una recente direttiva l’Unione Europea si è data l’obiettivo di snellire i procedimenti relativi alla Valutazione di Impatto Ambientale ma anche di migliorare la trasparenza, la partecipazione dei cittadini e la protezione dell’ambiente.

Che cos’è la Valutazione di Impatto Ambientale? La VIA è un procedimento amministrativo di grande importanza che esiste in Italia da circa 30 anni e permette di valutare l’impatto sull’ambiente provocato da progetti (come impianti industriali e grandi opere) che possono avere effetti negativi sull’ambiente e sul patrimonio culturale.
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Prendendo spunto da una comunicazione della Commissione Europea sul tema dell’incenerimento dei rifiuti, un paio di mesi fa avevo presentato un’interrogazione (citata in questo post) con la quale sollecitavo il Presidente Maroni e la Giunta regionale a rilanciare il tema del decomissioning degli inceneritori più vecchi, emanando le linee guida previste dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) del 2014 e attese ormai da ben 3 anni! Ancora »