stocco-corte-conti

Nel mese di dicembre il collegio sindacale dell’Asl di Monza e Brianza ha inviato una segnalazione alla Corte dei Conti per la vicenda dell’incarico conferito ad Angelo Bianchi, arrestato nell’ottobre scorso insieme a Mario Mantovani .

L’attività di Stocco era già stata oggetto dell’attenzione del M5S nell’ottobre 2015 per un appalto per la fornitura di servizi (predisposizione di capitolato, piano economico e finanziario e altro) da 23.910,73 euro affidato, su invito della stessa ASL diretta da Stocco, a Angelo Bianchi.

Bianchi, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sull’ex Assessore regionale alla Sanità Mario Mantovani, risultava già rinviato a giudizio per corruzione e turbativa d’asta  e non avrebbe avuto i requisiti per partecipare e vincere il bando. Chi è sotto processo per reati contro la pubblica amministrazione dovrebbe essere tenuto alla larga e non invitato a gare e relativi incassi di denaro pubblico.

Ma dopo i dubbi del M5S, a dicembre il Collegio Sindacale dell’Asl ha affrontato il caso sollevando ulteriori criticità nell’attività di Stocco tanto da produrre un esposto alla Corte di Conti. Bianchi difatti, secondo il collegio sindacale, non aveva i requisiti di legge per ricevere l’incarico.

Con una nuova interrogazione regionale ho chiesto i motivi per i quali è stato consentito alla ASL di Monza e Brianza di affidare ripetutamente incarichi attraverso un’erronea applicazione delle norme e nonostante le segnalazioni del Collegio Sindacale e perché la Direzione dell’ASL ha proceduto all’affidamento di un incarico all’Ingegnere Angelo Bianchi nonostante le carenze documentali e procedurali evidenziate dal Collegio Sindacale.

In più occasioni nel recente passato abbiamo contestato la correttezza dell’operato del dottor Stocco: dall’ingaggio di un’agenzia investigativa privata di proprietà di un politico (l’ex assessore provinciale di Milano Marzio Ferrario, PDL) per un lavoro di indagine presso l’Asl,ad alcune assunzione di dubbia legittimità, fino ai gravi disservizi per i pazienti sottoposti ad ossigenoterapia nella nostra provincia. Anche su questa vicenda del conferimento di un incarico ad Angelo Bianchi, arrestato nell’ambito dell’inchiesta che ha portato in carcere Mario Mantovani, ci avevamo visto giusto e ora è il Collegio Sindacale della stessa Asl a confermarlo.

Ora che il neo direttore generale del San Gerardo andrà di fronte alla Corte dei Conti, è assolutamente necessario che anche la Regione prenda posizione sul caso e dica cosa intende fare.

201a569f92868830dd3e13781e1aecba

Ancora una volta la Brianza al centro dello scandalo, con dirigenti dell’Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate pesantemente coinvolti. Inquieta il ritorno di personaggi con frequentazioni ndranghetiste che si sperava appartenessero definitivamente al passato di questa terra.

La storia è sempre la stessa, tra mazzette ai politici (quelli che dovevano fare pulizia), appalti truccati, strutture private illecitamente favorite a discapito della sanità pubblica, figure vicine alla malavita organizzata. E’ un fallimento di sistema, il fallimento di Maroni che, nonostante le mille promesse, incarna il vecchio modo di fare politica.

E’ un sistema malato, dove però basta un elemento estraneo, un onesto, per portare a galla il marcio. Occorre quindi ringraziare il membro del collegio sindacale dell’Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate che, semplicemente tenendo la schiena dritta e facendo bene il suo lavoro, ha permesso scoprire un losco giro d’affari da 400 milioni di euro. Basterebbero più persone oneste per evitare tanti scandali, è chiedere troppo?
E’ ora di un taglio netto, è ora di una Lombardia a 5 Stelle!

PS: naturalmente la foto è un montaggio… si riferisce alla manifestazione leghista contro Marino a Roma di qualche tempo fa…

Milano, consiglio regionale Lombardia. Nella foto particolare esterno Palazzo della Regione

Sono tre gli ordini del giorno  che ho depositato in vista della discussione sul bilancio regionale per assicurare risorse al territorio di Monza e Brianza.

Con il primo chiedo stanziamenti finalizzati ad effettuare monitoraggi ed analisi sullo stato dei teloni che ricoprono le vasche in cui è stata confinata la diossina derivante dall’incidente Icmesa di Seveso.

Con il secondo propongo la riqualificazione dell’edificio di proprietà del Comune di Desio da destinare a nuova sede dell’ASL tramite una programmazione negoziata (Regione Lombardia, ASL Monza e Brianza e Comune di Desio), dopo l’ emendamento alla Legge di Stabilità che di fatto ha sbloccato l’uso  del suddetto edificio. L’importo è pari a circa un milione di euro.

Infine coni l terzo ordine del giorno chiedo di inserire nel bilancio di previsione della regione un importo di 4 milioni di euro, per la ristrutturazione dell’ex ospedale di Vimercate da mettere a disposizione dell’ASL.

Ritengo che siano interventi prioritari per la Brianza. L’analisi dello stato delle vasche del Bosco delle Querce a Seveso a oltre trent’anni dalla loro realizzazione è necessaria per accertarsi che la diossina non sia penetrata nel terreno e minacci di inquinare la falda acquifera provocando danni alla salute dei cittadini. Si tratta di una richiesta avanzata recentemente dalla dirigenza del Bosco delle Querce, che faccio mia.

Affronto poi i nodi irrisolti della sanità locale. Vanno infatti riqualificati sia l’edificio dell’ex Tribunale di Desio sia il vecchio ospedale di Vimercate da adibire entrambi a nuove sedi dell’Asl.

Mi auguro che il Consiglio regionale sia, per una volta, attento alle esigenze che vengono dai territori e dalle comunità locali.

OBJ00318

Matteo Stocco, direttore generale dell’Asl di Monza e Brianza, è stato nominato a capo della nuova ASST di Monza.

In più occasioni nel recente passato abbiamo contestato la correttezza dell’operato del dottor Stocco: dall’ingaggio di un’agenzia investigativa privata di proprietà di un politico (l’ex assessore provinciale di Milano Marzio Ferrario, PDL) per un lavoro di indagine presso l’Asl, al conferimento di un incarico ad Angelo Bianchi, arrestato nell’ambito dell’inchiesta che ha portato in carcere Mario Mantovani; da alcune assunzione di dubbia legittimità ai gravi disservizi per i pazienti sottoposti ad ossigenoterapia; fino alle segnalazioni alla Corte dei Conti da parte del Collegio Sindacale dell’Asl per “illegittimità gestionali” e “gravi carenze di gestione”, che ci ha portato nell’aprile scorso a chiedere le dimissioni del direttore generale dell’Asl.

Per tutti questi motivi siamo contrariati dalla nomina del dottor Stocco a capo della ASST Monza. Occorreva un taglio netto col passato, invece è stata fatta una scelta di continuità che non da garanzie sul piano della corretta gestione dell’azienda socio sanitaria, struttura così importante per la salute dei cittadini brianzoli.

errore-durante-laborto-38enne-denuncia-i-medici-dellospedale-di-desio_575f65e6-1439-11e5-bed1-12aa9c717bef_998_397_big_story_detail

Il 10 dicembre la nuova legge sanitaria della Lombardia torna in aula del Consiglio Regionale. In seguito alle osservazioni sulla costituzionalità inviate dal Governo, il Consiglio è chiamato a votare ulteriori modifiche.

Per questo ho deciso di cogliere anche questa occasione, l’ultima a disposizione, per riaffermare la necessità, espressa anche dalla Conferenza dei Sindaci di Monza e Brianza nel recente passato, di rivedere gli accorpamenti delle ASST della Brianza, che al momento dell’approvazione della legge avevano sollevato molte critiche.

In aula porteremo quindi nuovamente un Ordine del Giorno per chiedere la definizione di due ASST:

– Monza allargata ai comuni limitrofi di Lissone, Vedano, Biassono, Macherio, Sovico, Muggiò e Concorezzo costituendo un’area ampia con 289.629 abitanti;

– Vimercate/Desio/Seregno/ Carate con 573.005 abitanti e con i comuni di Carate nord: Carate, Verano, Albiate, Triuggio, Briosco, Veduggio e Colzano, Besana Brianza, Renate.

La prima versione degli accorpamenti voluta dalla Lega penalizzava il Vimercatese; la seconda versione, quella approvata ad agosto, voluta fortemente dal capogruppo del Pd, il vimercatese Brambilla, penalizza l’ospedale di Desio e la Brianza Ovest. Noi facciamo nostra la proposta della Conferenza dei Sindaci della Brianza, senza badare ai campanilismi che muovono i partiti, per fare gli interessi di tutti i cittadini e fornire risposte adeguate ai bisogni sanitari della collettività brianzola.

articolo-asl-investigazione

Avevo denunciato il caso pochi giorni fa, sottolineando la nostra preoccupazione per la sicurezza dei dati sensibili delle centinaia di migliaia cittadini brianzoli che si rivolgono all’Asl di Monza dopo lo strano ingaggio di una società che si occupa di investigazioni private, la Phersei  Srl, per un incarico definito nel bando come “di controllo”.

Un comportamento anomalo per un ente pubblico, che solleva parecchi dubbi sulla trasparenza e sulle finalità dell’operazione, a partire dal metodo con cui è stata scelta la società di investigazioni, dato che il bando (“procedura di cottimo fiduciario”) è stato pubblicato per una sola giornata, non era visibile sulla piattaforma Sintel alla generalità degli utenti e la sola società Phersei era stata invitata a parteciparvi.

Ma le anomalie non finiscono qui. Perché dalle notizie di stampa apprendiamo che la società in questione è di proprietà del giovane politico della scena milanese Marzio Ferrario che, come si legge nell’articolo pubblicato dal Giornale di Monza, è un fedelissimo di Guido Podestà, ex Presidente della Provincia di Milano, e nel curriculum vanta una carica di assessore alla sicurezza della Provincia di Milano.

Ora, alla dubbia trasparenza dell’operato dell’Asl di Monza, si somma anche il sospetto del favore all’amico.  Se l’ombra del favore al politico di turno fosse confermata, sarebbe davvero gravissimo. Maroni ora deve rispondere celermente alla mia interrogazione e fare chiarezza.

A maggior ragione considerando le dichiarazioni alla stampa del direttore generale dell’Asl Matteo Stocco, secondo il quale l’ingaggio della società di investigazioni private si sarebbe reso necessario in quanto l’Asl avrebbe subito diverse violazioni notturne delle postazioni di lavoro e dei documenti aziendali.

In tutta questa strana storia voglio vederci chiaro. Ho già chiesto copia delle relazioni dei Sistemi Informativi aziendali sugli eventi accaduti, copia delle richieste di verifica dei livelli di protezione ed esposizione al rischio di violazione degli archivi informatici aziendali inoltrate a Lombardia Informatica e copia dei verbali rilasciati delle Forze dell’Ordine a seguito della denuncia dell’Asl.

Va fatta definitivamente chiarezza su tutta la vicenda. Con i dati sensibili dei cittadini non si scherza.

asl-investigazione

L’Asl di Monza ha ingaggiato una società che si occupa di investigazioni private, la Phersei  Srl, per un incarico definito nel bando come “di controllo”. Ci troviamo di fronte a un comportamento anomalo per un ente pubblico, che solleva parecchi dubbi sulla trasparenza e sulle finalità dell’operazione. A partire dal metodo con cui è stata scelta la società di investigazioni, dato che il bando (“procedura di cottimo fiduciario”) è stato pubblicato per una sola giornata, non era visibile sulla piattaforma Sintel alla generalità degli utenti e la sola società Phersei è stata invitata a parteciparvi.

Ma la cosa che più ci preoccupa è la sicurezza dei dati sensibili delle centinaia di migliaia cittadini brianzoli utenti dell’ASL. Tant’è che anche le organizzazioni sindacali sono già in allerta e hanno chiesto al Direttore Generale dell’ASL Monza e Brianza, Matteo Stocco, vista  la delicatezza della materia trattata, di conoscere quali attività dovrà svolgere la Phersei e più precisamente se dovrà accedere a dati sensibili riguardanti i cittadini, i dipendenti e la posta elettronica degli stessi.

Ho quindi depositato un’interrogazione a Maroni e alla sua giunta per sapere perché l’ASL ha affidato un incarico così delicato ad una agenzia di investigazioni privata. Qual è lo scopo? E le modalità seguite per l’affidamento dell’incarico rispettano la legge? Perché alla procedura del bando è stata invitata la sola Phersei? Perché questa procedura è rimasta aperta un solo giorno, senza che fosse visibile a tutti gli utenti della piattaforma informatica preposta? Come mai non risulta nessun coinvolgimento di Lombardia Informatica  che, nel merito dei controlli e in materia di tutela della privacy, ha emanato nel tempo protocolli procedurali a tutela e garanzia del corretto trattamento dei dati personali degli utenti e del personale aziendale? Sono state adottate le misure di sicurezza idonee a ridurre al minimo i rischi di distruzione, perdita, accesso non autorizzato o trattamento dei dati come previsto Codice della Privacy?

Queste sono le domande a cui la giunta deve risponderci. Vogliamo avere garanzie che l’azione della dirigenza dell’ASL di Monza non metta a rischio la sicurezza delle informazioni personali dei cittadini!

corsia-ospedale

Gioco sporco in Commissione Sanità sugli accorpamenti degli ospedali: è stato impossibile discuterli grazie ‘al canguro’ del presidente Rizzi che con un emendamento ha fatto decadere tutti gli emendamenti da noi presentati.

Ancora una volta si è evidenziata la volontà della maggioranza di Maroni di calare dall’alto le scelte ignorando completamente amministratori locali e cittadini che chiedevano modifiche sostanziali agli accorpamenti imposti dalla riforma.

Eppure abbiamo ascoltato medici, pazienti e amministratori che ci hanno chiesto una sanità attenta alle caratteristiche specifiche del territorio e dell’utenza.

Maroni parla tanto di autonomia da Roma, ma in Lombardia fa il Renzi di turno che decide ignorando le richieste degli enti locali. A nulla sono servite audizioni e lettere spedite a Maroni dagli stessi amministratori; la maggioranza ha finto di essere disponibile a ridiscutere gli accorpamenti mentre invece era già tutto deciso, in barba al volere dei territori.

E così in Brianza ci terremo l’assetto delle strutture uscito dal Consiglio Regionale ad agosto, con il rischio concreto di dequalificare un ospedale importante come quello di Desio. I cittadini della Brianza Ovest dovranno ringraziare di questo la Lega di Maroni e il Partito Democratico del capogruppo Brambilla, che tanto si è dato da fare per salvare il “suo” ospedale di Vimercate, a danno di quello di Desio!

12191725_1654958118096589_2595683752573285746_n

 

Ho depositato un emendamento alla Riforma Regionale della Sanità, in discussione mercoledì in Commissione Sanità, che chiede di modificare l’assetto delle nuove strutture sanitarie, le ASST, in Brianza. Chiedo la costituzione di due ASST:

1) MONZA allargata ai comuni limitrofi di Lissone, Vedano, Biassono, Macherio, Sovico, Muggiò e Concorezzo con 289.629 abitanti;

2) Vimercate/Desio/Seregno/Carate con 573.055 abitanti (comuni di Carate nord: Carate, Vedano, Albiate, Triuggio, Briosco, Veduggio con Colzano, Besana Brianza, Renate)

E’ dall’approvazione della riforma che chiediamo, e la nostra richiesta è oggi sostenuta da tutti i sindaci della Brianza, che le ipotesi di accorpamento della sanità della Brianza rispettino le effettive esigenze dei cittadini.
Per la Brianza, la proposta iniziale della Maggioranza e quella successiva voluta fortemente dal capogruppo del PD Brambilla (approvata in consiglio regionale) peggiorano l’offerta sanitaria con il rischio concreto di declassamento degli ospedali.

La nostra proposta è equilibrata: è necessario mantenere l’attuale impostazione con Desio e Vimercate insieme e il San Gerardo deve continuare a operare all’interno di una ASST a sè stante.

Gli accorpamenti vanno fatti con criterio, la sanità brianzola è della collettività e deve essere tutelata!

ASL-Desio

Ci siamo attivati a tutti i livelli istituzionali per cercare di trovare una soluzione allo stato di degrado in cui versa l’edificio del distretto ASL desiano.

Dopo aver raccolto le lamentele dei cittadini, costretti da anni a sopportare il disagio di una struttura al limite dell’accessibilità (non solo per i disabili, ma anche per le numerose madri che con passeggini e carrozzine portano lì i figli per le vaccinazioni), ho interrogato la Regione e la ASL Monza e Brianza e la risposta è stata che l’intero distretto desiano (sia la sede di via Foscolo che quella di via Novara) sarebbe destinato a essere trasferito nella sede dell’ex tribunale, dove non ci sarebbero problemi di barriere architettoniche.

Ma ecco le nuove “barriere“. Secondo i documenti che mi sono pervenuti, i lavori di ristrutturazione dell’ex tribunale costano più di un milione di euro. Cifra che non è chiaro se la Regione abbia intenzione di stanziare.

Altra barriera: il Ministero della Giustizia, che ha la disponibilità dell’edificio (di proprietà del comune di Desio) non ha ancora confermato di voler rilasciare l’immobile. Per questo i parlamentari M5S desiani, Davide Tripiedi e Bruno Marton, hanno scritto immediatamente al Ministro Orlando e depositato un’interrogazione in merito.

Occorre sbloccare la situazione e far sì che la nuova sede dell’ASL di Desio diventi realtà in tempi ragionevoli. Questo milione e rotti di euro che serve per adattare la vecchia sede del tribunale Maroni lo vuole stanziare o no? Io in ogni caso a dicembre presenterò un emendamento al bilancio, affinché queste risorse vengano rese disponibili.

Per la nostra portavoce a Desio, Sara Montrasio, la questione del rilascio dell’immobile da parte del Ministero della Giustizia non deve dare luogo a un rimpallo di responsabilità tra istituzioni, come spesso avviene in questi casi, a danno dei cittadini che sono l’anello più debole della catena.

Intanto, dopo che si è attivato il M5S, anche il Comune di Desio ha preso in mano la situazione… farlo prima no eh? Vabbè, l’importante è che si raggiunga il risultato per il bene dei cittadini!

arresti-ASL-MB

Un appalto da 23.910,73 euro per l’Asl Monza e Brianza. Angelo Bianchi, ingegnere del Provveditorato alle Opere pubbliche per la Lombardia, arrestato nell’ambito dell’inchiesta che ha portato in carcere il numero due di Regione Lombardia Mario Mantovani, lavorava anche in Brianza e il 25 maggio 2015 si è aggiudicato un bando dell’Asl di Monza per la fornitura di servizi (predisposizione di capitolato, piano economico e finanziario e altro) legati all’individuazione di un immobile da destinare a nuova sede dell’Asl di Monza e Brianza.

Certo tutto si è svolto regolarmente: l’Asl ha avviato una “indagine di mercato” il 16 aprile 2015 (con chiusura il 3 maggio), invitando alla procedura tre aziende.  Di queste, solo la società “Ingegneria Civile di Angelo Bianchi” ha presentato un’offerta sei giorni dopo l’avvio della procedura…

Angelo Bianchi era già stato indagato dalla Procura di Sondrio nel 2008  per un caso di presunti appalti truccati in Valtellina e rinviato a giudizio nel dicembre 2012.

E’ sicuramente un caso che uno dei tre arrestati nel caso Mantovani, considerato un suo “fedelissimo”, sia stato l’unico a fare un’offerta per un lavoro nell’ASL di Monza e Brianza diretta da Matteo Stocco, anch’egli considerato vicino a Mantovani

Mi domando se fosse proprio indispensabile invitare a partecipare alla procedura un soggetto già rinviato a giudizio per corruzione e turbativa d’asta. Chi è sotto processo per reati contro la pubblica amministrazione non dovrebbe essere tenuto alla larga (e non invitato) a gare e relativi incassi di denaro pubblico?

La riforma della sanità passata lo scorso agosto in Consiglio Regionale sta per rivoluzionare in peggio la rete degli ospedali della Brianza ovest (Desio – Seregno – Carate – Giussano) che  sono da anni un punto di riferimento per i cittadini. L’intento è quello di separare l’ospedale di Desio da quelli di Seregno, Giussano e Carate Brianza, che verrebbero accorpati all’ospedale di Vimercate, e unirlo al S. Gerardo di Monza.

Questa decisione, puramente politica, avrà delle conseguenze enormi sulla vita delle persone. Non solo l’ospedale di Desio, sarà destinato inesorabilmente a diventare una succursale svuotata dell’ospedale di Monza, ma gli abitanti di tutti i comuni del seregnese dovranno giocoforza essere ricoverati nella lontanissima Vimercate, almeno per le malattie importanti del cuore, per quelle del cervello e dei reni  (né Giussano né Carate sono dotate di una stroke unit per la cura dell’ictus, una nefrologia con la dialisi e una vera urologia).  Peccato che per arrivare a Vimercate si impiegano in media 40 minuti, un’eternità nei casi di emergenza!

Inoltre, dato che tra questi comuni e Vimercate non esiste alcun collegamento con i mezzi pubblici, come faranno le persone senza auto, specialmente gli anziani, a recarsi così lontano?

Questa decisione non ha alcun senso, se non politico. A maggior ragione se si guardano i dati sui flussi che mostrano come su 1.211 malati di cuore provenienti dai comuni del territorio di Seregno nel 2014, solo l’ 1%  si è fatto ricoverare a Vimercate.

Qual è la logica di questa decisione? Cosa si nasconde dietro questa strategia? È quello che si chiede anche il Comitato Ovest Brianza, un gruppo di cittadini che conosce il territorio e che non ci sta ad accettare questa decisione così lontana dalle esigenze di questa parte di Brianza. Per questo ha promosso un’azione politica nei consigli comunali del territorio, un Ordine del giorno (già passato all’unanimità a Nova Milanese e Bovisio Masciago) intitolato “Salviamo i nostri ospedali”.

Originariamente la riforma sanitaria lombarda prevedeva l’accorpamento dell’ospedale di Vimercate con il S. Gerardo di Monza, ma tutti i sindaci piddini del vimercatese hanno alzato la voce contro questa ipotesi (che avrebbe penalizzato il loro ospedale), tanto che il capogruppo del Pd in Regione, Enrico Brambilla (ex sindaco di Vimercate), si è prontamente attivato per “cambiare le carte in tavola” all’ultimo minuto utile: così ora l’ospedale di Vimercate è salvo, ma a discapito di tutta la Brianza Ovest che subirà enormi disagi e una perdita di offerta sanitaria notevole.

Sia chiaro, noi non siamo come il Partito Democratico. Non facciamo manovre politiche per salvare il nostro orticello elettorale e scaricare i problemi sui cittadini di altri territori. Per questo facciamo nostre le ragioni della protesta del Comitato, ma riteniamo che la soluzione più equilibrata per tutti i cittadini della Brianza (vimercatesi, desiani, seregnesi, monzesi…) sia quella di mantenere l’attuale impostazione con Desio e Vimercate insieme e il San Gerardo di per sé.

Il comparto sociosanitario non dovrebbe essere terreno di caccia della politica come per il Pd e non dovrebbe essere nemmeno un settore in cui fare riforme azzardate e senza un minimo di criterio (come per la Lega e il centrodestra regionale), ma un patrimonio della collettività da tutelare e valorizzare.

ASL-Desio

Abbiamo depositato un accesso agli atti per chiedere conto a Maroni e a tutti gli organi competenti della grave situazione che sono costretti a vivere da anni i disabili, gli anziani e le mamme di Desio, che per accedere all’Asl cittadina sono devono superare ostacoli insormontabili.

Il montacarichi funziona a singhiozzo (per la mamme con il passeggino l’utilizzo è addirittura vietato) e l’ascensore che serve per raggiungere i reparti ai piani più alti è talmente piccolo che nessuna carrozzina o passeggino può entrarci.

Oggi la comunità è davvero stanca e ha deciso di alzare la voce. La protesta monta sui social network dove le persone si chiedono perché l’accesso ad una struttura che dovrebbe essere la più confortevole possibile, sia invece una vera e propria montagna da scalare!

Nel silenzio dei politici il MoVimento 5 Stelle ha deciso di prendere in mano la situazione. Il Presidente della Regione faccia sentire la sua voce da neo assessore ad interim alla sanità anche per risolvere i problemi quotidiani dei cittadini e non solo per raccontare in giro quant’è bella la “sua” riforma del sistema sanitario, che peraltro rischia di penalizzare fortemente l’ospedale di Desio.

Anche per la nostra portavoce comunale a Desio Sara Montrasio, cittadina e mamma che ha vissuto il problema in prima persona, “Maroni deve spiegare se è al corrente dello stato in cui versa la nostra struttura e, ancor più importante, se è previsto che Desio abbia ancora un Als sul proprio territorio a seguito della recente riforma della sanità”.

Abbiamo raccolto le segnalazioni dei cittadini e le abbiamo portate in Regione Lombardia, ora Maroni deve prendersi le sue responsabilità, dato che i politici locali se ne sono sempre fregati! Sono anni che l’accessibilità all’Asl di Desio è problematica, per usare un eufemismo, e oggi i cittadini sono arrivati al limite della sopportazione: pretendiamo risposte e soluzioni.

a-desio-niente-ecografie-protestano-le-future-mamme_3eb641ce-06b9-11e4-8092-bdbab6459191_new_rect_large

Abbiamo scritto al Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni per chiedere di rivedere l’accorpamento dell’Ospedale di Desio con il San Gerardo di Monza previsto nella riforma sanitaria lombarda e di incontrare le amministrazioni locali nella figura dei sindaci per discutere delle criticità relative a questa scelta.
Riteniamo indispensabile consultare, oltre agli operatori sanitari (già incontrati da Maroni la settimana scorsa a Monza), anche i sindaci, cioè coloro che saranno parte attiva negli organi consultivi previsti dalla legge, in modo da poter arrivare a definire soluzioni ottimali e pienamente condivise dai territori.
Ad oggi né la prima ipotesi di accorpamento, voluta dalla Giunta regionale (San Gerando con Vimercate) né la seconda ipotesi (San Gerando con Desio), approvata ad agosto e fortemente caldeggiata dal PD, rispondono alle effettive esigenze dei cittadini.
Maroni ha portato avanti una politica di accorpamenti senza un minimo di criterio, ma il Partito Democratico, tramite il suo capogruppo Enrico Brambilla (di Vimercate), non ha fatto altro che scaricare su Desio il destino infausto che attendeva l’ospedale di Vimercate. Noi vogliamo fare gli interessi di tutti i cittadini, non scaricare i problemi da un territorio ad un altro. Né Desio né Vimercate devono diventare satelliti del San Gerardo perché verrebbero nei fatti declassati a ospedali minori, con meno risorse e un’offerta sanitaria meno qualificata rispetto ad oggi. E’ bene che Desio e Vimercate continuino a restare insieme e che il San Gerardo costituisca una ASST a se stante.
Con la lettera chiediamo a Maroni di attivarsi in tempi brevissimi per invitare tutti i sindaci dei comuni lombardi che avessero riscontrato criticità negli accorpamenti previsti dalla riforma a segnalarglielo, in modo da poter organizzare opportuni incontri in tempo utile; la scadenza prevista in legge per rivedere la configurazione delle Asst è il 31 ottobre. Il Presidente ci ha già rassicurato verbalmente che concorda con la nostra richiesta, ora attendiamo i fatti.

post-4-gg

Dura opposizione in aula del Movimento 5 Stelle sulla Riforma della Sanità. Grazie a oltre 15 mila ordini del giorno e circa 150 emendamenti la seduta del consiglio si è protratta anche in notturna per quattro giorni. Una dura resistenza per fermare una riforma, scritta in pieno stile formigoniano,  che ha costretto Maroni, per evitare almeno 100 sedute di consiglio prima di arrivare al voto finale sul testo di legge, ad aprire un tavolo con le minoranze.

Al tavolo il M5S (insieme ai gruppi di minoranza) ha presentato le sue priorità sulla riforma che riguardano in particolare la stabilizzazione dei precari, i controlli per evitare gli scandali e lo stop alla svendita del patrimonio pubblico:

TICKET: introdurre il principio della progressività del superticket e l’esenzione totale per redditi annui al di sotto dei 32 mila euro

Ancora »

11701224_1620777388181329_468951874827727923_n

La riforma della sanità di Maroni, in discussione da oggi in Consiglio Regionale, non smantella il sistema formigoniano ma accelera la privatizzazione messa in atto da Roberto Formigoni. Chiediamo a Maroni, in difficoltà nel soddisfare le richieste cielline e dei privati, di rispedire il testo di legge in Commissione. Sulla sanità i lombardi chiedono un cambio di passo e il superamento di un sistema che ha generato fin qui scandali e la sottrazione di risorse pubbliche a favore di aziende private. Questa legge invece mantiene in vita il poltronificio sanitario lombardo e il clientelismo dei partiti e introduce inutili e meccanismi di controllo.

Ancora »

image

Non c’è pace intorno alla fornitura di ossigenoterapia che l’Asl di Monza e Brianza eroga a più di 1400 pazienti.

In passato avevamo denunciato sia i disservizi che l’azienda aggiudicataria della fornitura (la Criosalento) aveva provocato ai pazienti, sia le presunte irregolarità nell’aggiudicazione della gara stessa.

E’ dei giorni scorsi la notizia che la Direzione Generale dell’Asl ha depositato in Procura un esposto per raccontare le vicende legate all’assegnazione di questo servizio tramite gara d’appalto.

Ancora »

Criosalento2

Una bombola di ossigeno difettosa avrebbe potuto costare la vita al signor Giovanni Longoni di Giussano, malato di SLA dal 2006. La moglie ha denunciato ai media che la bombola della ditta Crio Salento che le era stata fornita era totalmente vuota, lamentando numerosi altri disservizi in passato, per esempio, il parziale svuotamento delle bombole, sempre della ditta Crio Salento, che nel febbraio 2014 ha vinto la gara di appalto indetta dalle ASL di Milano e Monza Brianza per la fornitura di ossigeno liquido e servizi connessi per la terapia domiciliare a lungo termine.

Dietro segnalazione di un cittadino, mi ero già interessato di questa azienda nel giugno del 2014 con una lettera al Direttore Generale dell’ASL di Monza, in cui segnalavo un grave disservizio da parte della società fornitrice di ossigenoterapia, nello specifico la fornitura da parte della Crio Salento di stroller con cannule non compatibili per seguire un adeguato medicamento per alcuni pazienti.

Successivamente, tramite un accesso agli atti mirato, il collega Dario Violi aveva richiesto e analizzato tutta la documentazione relativa all’affidamento del servizio alla Crio Salento, esternando tutte le nostre perplessità direttamente alla Direzione Generale Sanità della Giunta Regionale.

Ancora, più recentemente, ho portato in aula un’interpellanza in cui riprendevo vari rilievi del collegio sindacale dell’Asl di Monza e Brianza tra cui quelli sulla correttezza dell’affidamento del servizio di ossigenoterapia alla Crio Salento.

A questo punto l’ASL deve intervenire immediatamente. Le bombole d’ossigeno sono presidi salvavita, e con la vita delle persone non si può giocare. I vertici dell’azienda Crio Salento risulterebbero indagati della procura di Torino che il mese scorso ha aperto un fascicolo per commercio di medicinali imperfetti e somministrazione di medicinali in modo pericoloso. Inutile dire che quell’appalto va chiuso e va indetta immediatamente una nuova gara per la fornitura di bombole d’ossigeno che garantisca standard ben più elevati di sicurezza a tutela della salute dei cittadini!

la-regione-assume-personale-nelle-asl-14-a-monza-e-brianza_3f9b4be2-7e51-11e4-9c66-21647c0a3abb_998_397_big_story_detail

L’Assessore regionale alla Sanità Mario Mantovani oggi ha risposto ad una mia interpellanza sui motivi della mancata rescissione del contratto del Direttore Generale dell’Asl di Monza e Brianza Matteo Stocco.

Stocco è stato oggetto di segnalazioni alla Corte dei Conti per “illegittimità gestionali” da parte del Collegio sindacale dell’ASL che avrebbero dovuto portare alla rescissione del contratto, come stabilito dalle deliberazioni regionali in materia.

Volevo capire come mai la Giunta non ha rescisso il contratto di Stocco. Il collegio sindacale dell’ASL ha inviato alla Corte dei Conti ben due note di segnalazione di “illegittimità gestionali” e “gravi carenze di gestione” a carico del direttore generale. Tra le contestazioni, per esempio, l’illegittima corresponsione di compensi e l’attribuzione di incarico in mancanza dei requisiti.

La risposta dell’Assessore è stata totalmente insufficiente tanto da risultare una difesa d’ufficio di Stocco. Il direttore sanitario avrebbe dovuto essere immediatamente sollevato dal suo incarico dopo le segnalazioni del collegio sindacale. Francamente non comprendo come mai l’Assessore lombardo alla Sanità Mario Mantovani difenda acriticamente sia i dirigenti inquisiti che quelli che operano in maniera illegittima. La gestione della pubblica amministrazione ha bisogno di uomini e donne capaci e al di sopra di ogni sospetto. Da questo punto di vista non ci sarà mai una vera riforma sanitaria senza il pieno rispetto delle regole e un’opera di repulisti generale dei personaggi legati a doppia mandata alla politica!