Si è tenuto questo pomeriggio l’incontro tra la rappresentanza dei pazienti dei CAL (Centri Assistenza Limitata) di Carate Brianza e Seregno e l’assessore regionale alla Sanità Giulio Gallera, alla presenza del Direttore Generale dell’ASST di Vimercate Pasquale Pellino.

L’incontro, scaturito dalla question time presentata dal M5S in Consiglio Regionale settimana scorsa, ha permesso ai pazienti e ai loro familiari di spiegare tutti i motivi della loro contrarietà al trasferimento della presa in carico dei dializzati dall’ospedale di Desio a quello di Vimercate.

Ho preso parte all’incontro, avendo seguito la vicenda fin dall’inizio e avendo creato già settimana scorsa un contatto diretto tra l’assessore e i malati.

Questo trasferimento di competenze da Desio a Vimercate, oltre a comportare un grande disagio per i pazienti e le loro famiglie, contrasta palesemente con le direttive regionali contenute nella legge di riforma sanitaria che, per la gestione del paziente cronico e fragile, definisce fondamentale “garantire una risposta ottimale ai bisogni del paziente cronico, in termini di prossimità, presa in cura e continuità assistenziale, attraverso l’integrazione tra strutture sanitarie, assistenziali e sociosanitarie”.  E di “prossimità territoriale al luogo di cura” parla anche una recente delibera regionale sulla presa in carico dei malati cronici. L’esatto contrario di quello che rischia di avvenire per i pazienti dei CAL di Seregno e Carate!

La rappresentanza dei pazienti è entrata nello specifico dei problemi.

A partire dal fatto che i malati potrebbero col passare del tempo e con l’aggravarsi della loro condizione, perdere l’idoneità a svolgere la dialisi nei Centri di Assistenza Limitata (dove non è garantita la presenza di un medico). Costretti alla dialisi in ospedale, i pazienti residenti, ad esempio, nel distretto di Seregno, dovrebbero percorrere in ambulanza o in auto – tre volte a settimana – circa 80 Km tra andata e ritorno per ogni seduta!

Ma anche per i pazienti idonei alla dialisi presso i CAL, le problematiche in corso di seduta che necessitano l’intervento del nefrologo e che renderebbero quindi obbligatorio il trasferimento del malato al Centro Dialisi ospedaliero di riferimento sono tutt’altro che remote: dalle visite mediche (febbre, dolore toracico, ipotensioni sintomatiche) all’accesso vascolare non funzionante fino alla necessità di emotrasfusioni.

Anche i casi di ricovero ospedaliero, per l’insorgere di complicanze cliniche, rappresentano un problema. Se è vero che l’assessore ha assicurato la possibilità di scegliere la struttura in cui effettuare il ricovero, è altrettanto vero che il paziente in emodialisi tenderà a scegliere il ricovero nell’ospedale dove è seguito (quindi Vimercate) poiché ciò garantisce una migliore prosecuzione delle cure e percorsi agevolati per visite specialistiche non nefrologiche.

Ma non è finita. I problemi si avranno anche in prospettiva, per quelle centinaia di pazienti affetti da malattia renale cronica (non ancora in dialisi) che sono in cura a Desio.
Il percorso clinico di questi pazienti inizia in laboratorio, ben prima dell’ingresso in sala dialisi, con un percorso lungo anni, articolato in diverse tappe in cui il rapporto di continuità assistenziale tra paziente ed equipe medica-infermieristica è fondamentale per garantire un livello di cura adeguato.
Mi domando se queste persone, dopo anni in cura a Desio, saranno costrette a rivolgersi ad un’altra struttura ospedaliera con tutti i disagi del caso.

La complessità delle decisioni da prendere è tale che la terapia farmacologica e la gestione delle complicanze è bene siano in capo al nefrologo di riferimento, che deve intervenire tempestivamente e attivarsi per risolvere nel più breve tempo possibile ogni condizione patologica che potrebbe compromettere la possibilità di fare la dialisi e, conseguentemente, la vita del paziente. 

L’incontro di oggi con l’Assessore è andato bene e sono stati fatti passi in avanti. Abbiamo ottenuto l’impegno di Gallera a implementare, entro tre settimane, una nuova convenzione tra l’Asst di Monza e quella di Vimercate. L’obiettivo della nuova convenzione è la presa in carico dei pazienti dializzati condivisa tra le due Asst in modo da permettere di svolgere tutte le fasi assistenziali presso l’ospedale di Desio.

Certo la convenzione va ancora scritta ma l’obiettivo di vedere questi pazienti continuare ad essere curati a Desio sembra possibile. Verificheremo quando la convenzione sarà messa nero su bianco se sarà la risposta che questi cittadini attendono. L’interesse dei pazienti e dei loro familiari deve prevalere su tutto e noi teniamo alta la guardia!


Oggi il Consiglio regionale ha discusso la question time che ho presentato sul caso dei pazienti nefropatici in trattamento dialisi nei centri C.A.L. (Centro Assistenza Limitata) di Carate Brianza e Seregno che non saranno più seguiti dal Presidio ospedaliero di Desio ma saranno presi in carico dal Presidio ospedaliero di Vimercate. L’interrogazione chiedeva di trovare rapidamente una soluzione per evitare di sottoporre i pazienti (e le loro famiglie) a gravi disagi legati alla necessità di sottoporsi a visite, trattamenti e controlli frequenti presso il lontano ospedale di Vimercate. Ancora »

Nei prossimi giorni circa 100 pazienti nefropatici in trattamento dialisi nei centri C.A.L. (Centro Assistenza Limitata) di Carate Brianza e Seregno non saranno più seguiti dal Presidio ospedaliero di Desio ma saranno presi in carico dal Presidio ospedaliero di Vimercate, in virtù dei nuovi assetti organizzativi voluti dalla riforma sanitaria approvata nei mesi scorsi in Regione Lombardia.

Il passaggio di consegne tra Desio e Vimercate comporterà enormi disagi per i dializzati e le loro famiglie. Ancora »

Nei giorni scorsi ho ricevuto una segnalazione da alcuni genitori i cui figli sono stati male lo scorso 16 novembre dopo aver pranzato in mensa scolastica ad Arcore. Secondo i dati raccolti dai genitori sarebbero circa 500 gli alunni coinvolti; invece secondo il Comune sarebbero “solo” 50.

In relazione all’accaduto le Ats competenti hanno eseguito verifiche sia a scuola che presso il centro di preparazione dei cibi della Cir Food senza rilevare alcuna anomalia. L’Ats ha trasmesso al comune solo un documento riassuntivo e molto generico che poi è stato girato ai genitori. Secondo l’Ats e il Comune il caso è sostanzialmente chiuso, mentre alcuni genitori vorrebbero andare a fondo della questione e per cominciare vorrebbero vedere le analisi complete effettuate dalle Ats.

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scandalo cucina ospedale desio
Nei giorni scorsi è esploso il caso della cucina dell’ospedale di Desio, chiusa nel mese di settembre e sottoposta a bonifica per la presenza di scarafaggi ed escrementi di topi. Secondo quanto riportato dai mezzi d’informazione, il problema sarebbe emerso in occasione del passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo gestore dei servizi di ristorazione.
E’ gravissimo che la cucina di un ospedale pubblico sia stata così trascurata nell’igiene ed è molto preoccupante la sensazione che siano mancate le dovute verifiche da parte dell’ospedale.

ospedale-bambini-monzaUn buco in bilancio da quattordici milioni: è per questo motivo, in estrema sintesi, che la Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma è da alcuni mesi al centro dell’attenzione delle cronache.

La Fondazione MBBM è stata fondata nel 2005 per mettere a frutto e sviluppare l’esperienza di 25 anni di risultati positivi del Comitato Maria Letizia Verga nella cura e nella ricerca sulle Leucemie Infantili in collaborazione con il centro di Ematologia Pediatrica dell’Ospedale San Gerardo di Monza. In 30 anni sono oltre 1800 i bambini salvati dalla leucemia, con un tasso di guarigione salito dal 30 all’80% grazie alla continua ricerca e alle nuove cure.

Dal 2009 la Fondazione gestisce direttamente i reparti di Pediatria, Ostetricia e Neonatologia all’interno dell’Ospedale e nella sua veste di organizzazione privata no profit assicura un servizio di alto livello nel contesto della struttura pubblica. Ancora »

Come negli anni precedenti, il ritornello che ci siamo sentiti ripetere dalla giunta è sempre lo stesso.

Ci sono i tagli ai trasferimenti da parte dello stato centrale; abbiamo un residuo fiscale superiore ai 50 miliardi di euro all’anno, che se rimanessero in regione potrebbero risolvere tutti i problemi; abbiamo il vincolo del pareggio di bilancio che non ci permette di fare investimenti come in passato e via discorrendo…

Sono tutte argomentazioni che non intendo certo mettere in discussione: si tratta di dati di fatto con cui noi dobbiamo giocoforza fare i conti, che ci piaccia o no. Il problema per noi è il modo in cui le risorse disponibili vengono spese.

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Il Consiglio regionale ha approvato una mozione per il rilancio del Corberi di Limbiate con il voto favorevole del Movimento 5 Stelle.

Nel corso della discussione ho presentato numerose modifiche e integrazioni alla mozione di Forza Italia che sono state accolte positivamente dall’Aula.

Grazie al nostro intervento, ora la Regione lavorerà al riconoscimento della natura socio-sanitaria dell’assistenza erogata al Corberi, superando finalmente quella sorta di “limbo” in cui versa ormai da troppi anni. E’ un primo fondamentale risultato per salvare il Corberi dal declino.

Ci siamo poi attivati affinché nella realizzazione del progetto “Cittadella della Fragilità” venga mantenuta la natura pubblica del presidio: siamo favorevoli al rilancio del Corberi, ma niente speculazioni private.

Infine, ci siamo battuti perché tutti i 109 pazienti attualmente presenti nella struttura rimangano dove sono (stop alla politica dei trasferimenti); devono inoltre essere tutelati i posti di lavoro e coinvolte le associazioni dei parenti dei pazienti in tutte le fasi dell’iter decisionale.

Ora vigileremo affinché questo atto di indirizzo del Consiglio Regionale non resti lettera morta, come troppo spesso succede in questi casi. Maroni e la sua Giunta facciano la loro parte per assicurare nuova vita al Corberi, garantendo la continuità assistenziale e migliorando la qualità di vita degli ospiti residenti!

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Martedì ho portato all’attenzione del Consiglio regionale una interrogazione con risposta immediata a Maroni, in merito alla politica di trasferimenti di malati dal Corberi di Limbiate verso altre strutture.

Per il Movimento 5 Stelle il trasferimento di 20 pazienti con disturbi psichici alla struttura San Francesco di Nova Milanese, adottato dall’ASL di Monza e Brianza (guidata dal dottor Matteo Stocco), lo scorso anno presenta profili di dubbia legittimità.

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Questa mattina come gruppo consiliare M5S abbiamo occupato i banchi della presidenza regionale esponendo un cartello con la scritta “Onestà” per contestare la riammissione in aula del vice presidente della Lombardia Mario Mantovani, arrestato nell’ottobre 2015, e l’arresto del sindaco del PD di Lodi Simone Uggetti.

Consideriamo vergognosa la presenza del signor Mantovani nell’aula del Consiglio Regionale. La sua presenza infanga l’immagine di una istituzione, la Regione Lombardia, che già di suo non gode di buona reputazione tra i cittadini lombardi a causa di tutti gli scandali che si susseguono da anni. Proprio per questo si tratta di uno sfregio ancora più grave.

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Ad un anno dalla presentazione della mia interrogazione sullo stop dell’uso dei diserbanti in Lombardia, nello specifico del glifosato (un pesticida bandito già in alcuni Paesi perché considerato tossico), finalmente è arrivata in Commissione Agricoltura la risposta dell’Assessore Gianni Fava.
Sottolineando l’orientamento delle politiche europee verso l’utilizzo sostenibile dei pesticidi chiedevo che anche la Lombardia si attivasse per contrastare l’uso delle sostanze tossiche per il controllo delle infestanti, di orientare il sistema delle pulizie dagli infestanti delle strade verso metodi meccanici e il finanziamento di studi sugli effetti del glifosato sulla salute umana.

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Noi siamo stanchi di vedere la nostra Regione infangata dagli scandali, di politici che si arricchiscono e arricchiscono i loro amici con i soldi dei cittadini. Siamo stanchi di un governo regionale che genera più inchieste che leggi. Maroni aveva promesso le grandi pulizie con le sue scope, e invece hanno beccato il suo braccio destro e padre della SUA riforma della sanità con le tangenti nel congelatore. Il tempo è scaduto. E’ arrivato il momento di andare a casa e lasciare spazio a chi ha le mani libere!

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Nel mese di dicembre il collegio sindacale dell’Asl di Monza e Brianza ha inviato una segnalazione alla Corte dei Conti per la vicenda dell’incarico conferito ad Angelo Bianchi, arrestato nell’ottobre scorso insieme a Mario Mantovani .

L’attività di Stocco era già stata oggetto dell’attenzione del M5S nell’ottobre 2015 per un appalto per la fornitura di servizi (predisposizione di capitolato, piano economico e finanziario e altro) da 23.910,73 euro affidato, su invito della stessa ASL diretta da Stocco, a Angelo Bianchi.

Bianchi, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sull’ex Assessore regionale alla Sanità Mario Mantovani, risultava già rinviato a giudizio per corruzione e turbativa d’asta  e non avrebbe avuto i requisiti per partecipare e vincere il bando. Chi è sotto processo per reati contro la pubblica amministrazione dovrebbe essere tenuto alla larga e non invitato a gare e relativi incassi di denaro pubblico.

Ma dopo i dubbi del M5S, a dicembre il Collegio Sindacale dell’Asl ha affrontato il caso sollevando ulteriori criticità nell’attività di Stocco tanto da produrre un esposto alla Corte di Conti. Bianchi difatti, secondo il collegio sindacale, non aveva i requisiti di legge per ricevere l’incarico.

Con una nuova interrogazione regionale ho chiesto i motivi per i quali è stato consentito alla ASL di Monza e Brianza di affidare ripetutamente incarichi attraverso un’erronea applicazione delle norme e nonostante le segnalazioni del Collegio Sindacale e perché la Direzione dell’ASL ha proceduto all’affidamento di un incarico all’Ingegnere Angelo Bianchi nonostante le carenze documentali e procedurali evidenziate dal Collegio Sindacale.

In più occasioni nel recente passato abbiamo contestato la correttezza dell’operato del dottor Stocco: dall’ingaggio di un’agenzia investigativa privata di proprietà di un politico (l’ex assessore provinciale di Milano Marzio Ferrario, PDL) per un lavoro di indagine presso l’Asl,ad alcune assunzione di dubbia legittimità, fino ai gravi disservizi per i pazienti sottoposti ad ossigenoterapia nella nostra provincia. Anche su questa vicenda del conferimento di un incarico ad Angelo Bianchi, arrestato nell’ambito dell’inchiesta che ha portato in carcere Mario Mantovani, ci avevamo visto giusto e ora è il Collegio Sindacale della stessa Asl a confermarlo.

Ora che il neo direttore generale del San Gerardo andrà di fronte alla Corte dei Conti, è assolutamente necessario che anche la Regione prenda posizione sul caso e dica cosa intende fare.

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Ancora una volta la Brianza al centro dello scandalo, con dirigenti dell’Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate pesantemente coinvolti. Inquieta il ritorno di personaggi con frequentazioni ndranghetiste che si sperava appartenessero definitivamente al passato di questa terra.

La storia è sempre la stessa, tra mazzette ai politici (quelli che dovevano fare pulizia), appalti truccati, strutture private illecitamente favorite a discapito della sanità pubblica, figure vicine alla malavita organizzata. E’ un fallimento di sistema, il fallimento di Maroni che, nonostante le mille promesse, incarna il vecchio modo di fare politica.

E’ un sistema malato, dove però basta un elemento estraneo, un onesto, per portare a galla il marcio. Occorre quindi ringraziare il membro del collegio sindacale dell’Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate che, semplicemente tenendo la schiena dritta e facendo bene il suo lavoro, ha permesso scoprire un losco giro d’affari da 400 milioni di euro. Basterebbero più persone oneste per evitare tanti scandali, è chiedere troppo?
E’ ora di un taglio netto, è ora di una Lombardia a 5 Stelle!

PS: naturalmente la foto è un montaggio… si riferisce alla manifestazione leghista contro Marino a Roma di qualche tempo fa…

Milano, consiglio regionale Lombardia. Nella foto particolare esterno Palazzo della Regione

Sono tre gli ordini del giorno  che ho depositato in vista della discussione sul bilancio regionale per assicurare risorse al territorio di Monza e Brianza.

Con il primo chiedo stanziamenti finalizzati ad effettuare monitoraggi ed analisi sullo stato dei teloni che ricoprono le vasche in cui è stata confinata la diossina derivante dall’incidente Icmesa di Seveso.

Con il secondo propongo la riqualificazione dell’edificio di proprietà del Comune di Desio da destinare a nuova sede dell’ASL tramite una programmazione negoziata (Regione Lombardia, ASL Monza e Brianza e Comune di Desio), dopo l’ emendamento alla Legge di Stabilità che di fatto ha sbloccato l’uso  del suddetto edificio. L’importo è pari a circa un milione di euro.

Infine coni l terzo ordine del giorno chiedo di inserire nel bilancio di previsione della regione un importo di 4 milioni di euro, per la ristrutturazione dell’ex ospedale di Vimercate da mettere a disposizione dell’ASL.

Ritengo che siano interventi prioritari per la Brianza. L’analisi dello stato delle vasche del Bosco delle Querce a Seveso a oltre trent’anni dalla loro realizzazione è necessaria per accertarsi che la diossina non sia penetrata nel terreno e minacci di inquinare la falda acquifera provocando danni alla salute dei cittadini. Si tratta di una richiesta avanzata recentemente dalla dirigenza del Bosco delle Querce, che faccio mia.

Affronto poi i nodi irrisolti della sanità locale. Vanno infatti riqualificati sia l’edificio dell’ex Tribunale di Desio sia il vecchio ospedale di Vimercate da adibire entrambi a nuove sedi dell’Asl.

Mi auguro che il Consiglio regionale sia, per una volta, attento alle esigenze che vengono dai territori e dalle comunità locali.

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Matteo Stocco, direttore generale dell’Asl di Monza e Brianza, è stato nominato a capo della nuova ASST di Monza.

In più occasioni nel recente passato abbiamo contestato la correttezza dell’operato del dottor Stocco: dall’ingaggio di un’agenzia investigativa privata di proprietà di un politico (l’ex assessore provinciale di Milano Marzio Ferrario, PDL) per un lavoro di indagine presso l’Asl, al conferimento di un incarico ad Angelo Bianchi, arrestato nell’ambito dell’inchiesta che ha portato in carcere Mario Mantovani; da alcune assunzione di dubbia legittimità ai gravi disservizi per i pazienti sottoposti ad ossigenoterapia; fino alle segnalazioni alla Corte dei Conti da parte del Collegio Sindacale dell’Asl per “illegittimità gestionali” e “gravi carenze di gestione”, che ci ha portato nell’aprile scorso a chiedere le dimissioni del direttore generale dell’Asl.

Per tutti questi motivi siamo contrariati dalla nomina del dottor Stocco a capo della ASST Monza. Occorreva un taglio netto col passato, invece è stata fatta una scelta di continuità che non da garanzie sul piano della corretta gestione dell’azienda socio sanitaria, struttura così importante per la salute dei cittadini brianzoli.

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Il 10 dicembre la nuova legge sanitaria della Lombardia torna in aula del Consiglio Regionale. In seguito alle osservazioni sulla costituzionalità inviate dal Governo, il Consiglio è chiamato a votare ulteriori modifiche.

Per questo ho deciso di cogliere anche questa occasione, l’ultima a disposizione, per riaffermare la necessità, espressa anche dalla Conferenza dei Sindaci di Monza e Brianza nel recente passato, di rivedere gli accorpamenti delle ASST della Brianza, che al momento dell’approvazione della legge avevano sollevato molte critiche.

In aula porteremo quindi nuovamente un Ordine del Giorno per chiedere la definizione di due ASST:

– Monza allargata ai comuni limitrofi di Lissone, Vedano, Biassono, Macherio, Sovico, Muggiò e Concorezzo costituendo un’area ampia con 289.629 abitanti;

– Vimercate/Desio/Seregno/ Carate con 573.005 abitanti e con i comuni di Carate nord: Carate, Verano, Albiate, Triuggio, Briosco, Veduggio e Colzano, Besana Brianza, Renate.

La prima versione degli accorpamenti voluta dalla Lega penalizzava il Vimercatese; la seconda versione, quella approvata ad agosto, voluta fortemente dal capogruppo del Pd, il vimercatese Brambilla, penalizza l’ospedale di Desio e la Brianza Ovest. Noi facciamo nostra la proposta della Conferenza dei Sindaci della Brianza, senza badare ai campanilismi che muovono i partiti, per fare gli interessi di tutti i cittadini e fornire risposte adeguate ai bisogni sanitari della collettività brianzola.

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Avevo denunciato il caso pochi giorni fa, sottolineando la nostra preoccupazione per la sicurezza dei dati sensibili delle centinaia di migliaia cittadini brianzoli che si rivolgono all’Asl di Monza dopo lo strano ingaggio di una società che si occupa di investigazioni private, la Phersei  Srl, per un incarico definito nel bando come “di controllo”.

Un comportamento anomalo per un ente pubblico, che solleva parecchi dubbi sulla trasparenza e sulle finalità dell’operazione, a partire dal metodo con cui è stata scelta la società di investigazioni, dato che il bando (“procedura di cottimo fiduciario”) è stato pubblicato per una sola giornata, non era visibile sulla piattaforma Sintel alla generalità degli utenti e la sola società Phersei era stata invitata a parteciparvi.

Ma le anomalie non finiscono qui. Perché dalle notizie di stampa apprendiamo che la società in questione è di proprietà del giovane politico della scena milanese Marzio Ferrario che, come si legge nell’articolo pubblicato dal Giornale di Monza, è un fedelissimo di Guido Podestà, ex Presidente della Provincia di Milano, e nel curriculum vanta una carica di assessore alla sicurezza della Provincia di Milano.

Ora, alla dubbia trasparenza dell’operato dell’Asl di Monza, si somma anche il sospetto del favore all’amico.  Se l’ombra del favore al politico di turno fosse confermata, sarebbe davvero gravissimo. Maroni ora deve rispondere celermente alla mia interrogazione e fare chiarezza.

A maggior ragione considerando le dichiarazioni alla stampa del direttore generale dell’Asl Matteo Stocco, secondo il quale l’ingaggio della società di investigazioni private si sarebbe reso necessario in quanto l’Asl avrebbe subito diverse violazioni notturne delle postazioni di lavoro e dei documenti aziendali.

In tutta questa strana storia voglio vederci chiaro. Ho già chiesto copia delle relazioni dei Sistemi Informativi aziendali sugli eventi accaduti, copia delle richieste di verifica dei livelli di protezione ed esposizione al rischio di violazione degli archivi informatici aziendali inoltrate a Lombardia Informatica e copia dei verbali rilasciati delle Forze dell’Ordine a seguito della denuncia dell’Asl.

Va fatta definitivamente chiarezza su tutta la vicenda. Con i dati sensibili dei cittadini non si scherza.

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L’Asl di Monza ha ingaggiato una società che si occupa di investigazioni private, la Phersei  Srl, per un incarico definito nel bando come “di controllo”. Ci troviamo di fronte a un comportamento anomalo per un ente pubblico, che solleva parecchi dubbi sulla trasparenza e sulle finalità dell’operazione. A partire dal metodo con cui è stata scelta la società di investigazioni, dato che il bando (“procedura di cottimo fiduciario”) è stato pubblicato per una sola giornata, non era visibile sulla piattaforma Sintel alla generalità degli utenti e la sola società Phersei è stata invitata a parteciparvi.

Ma la cosa che più ci preoccupa è la sicurezza dei dati sensibili delle centinaia di migliaia cittadini brianzoli utenti dell’ASL. Tant’è che anche le organizzazioni sindacali sono già in allerta e hanno chiesto al Direttore Generale dell’ASL Monza e Brianza, Matteo Stocco, vista  la delicatezza della materia trattata, di conoscere quali attività dovrà svolgere la Phersei e più precisamente se dovrà accedere a dati sensibili riguardanti i cittadini, i dipendenti e la posta elettronica degli stessi.

Ho quindi depositato un’interrogazione a Maroni e alla sua giunta per sapere perché l’ASL ha affidato un incarico così delicato ad una agenzia di investigazioni privata. Qual è lo scopo? E le modalità seguite per l’affidamento dell’incarico rispettano la legge? Perché alla procedura del bando è stata invitata la sola Phersei? Perché questa procedura è rimasta aperta un solo giorno, senza che fosse visibile a tutti gli utenti della piattaforma informatica preposta? Come mai non risulta nessun coinvolgimento di Lombardia Informatica  che, nel merito dei controlli e in materia di tutela della privacy, ha emanato nel tempo protocolli procedurali a tutela e garanzia del corretto trattamento dei dati personali degli utenti e del personale aziendale? Sono state adottate le misure di sicurezza idonee a ridurre al minimo i rischi di distruzione, perdita, accesso non autorizzato o trattamento dei dati come previsto Codice della Privacy?

Queste sono le domande a cui la giunta deve risponderci. Vogliamo avere garanzie che l’azione della dirigenza dell’ASL di Monza non metta a rischio la sicurezza delle informazioni personali dei cittadini!