E’ un dato di fatto e noi del M5S ce ne siamo occupati tantissimo: in Lombardia abbiamo troppi siti contaminati e spesso i livelli di inquinamento dell’aria superano le soglie di allerta. La pressione ambientale è prodotta non solo dalle attività economiche ma anche dalla alta densità della popolazione e provoca impatti sulla salute che non possono essere trascurati. Sono sempre più frequenti le segnalazioni di possibili aumenti di incidenza di malattie in aree dove ci sono sorgenti inquinanti come insediamenti industriali, discariche o inceneritori. Ancora »


Ancora non si sono viste le risorse per riqualificare il Corberi, l’ex manicomio di Limbiate, in una moderna “Cittadella delle Fragilità”. Eppure il Consiglio Regionale, proprio un anno fa, aveva approvato all’unanimità una mozione sull’argomento. Con un emendamento all’assestamento al bilancio regionale abbiamo chiesto un investimento di 5 milioni e 370 mila euro, utili per le prime necessità, cioè la messa in sicurezza e l’adeguamento strutturale degli immobili. Sono le prime operazioni utili per ottenere un regolare accreditamento della struttura nel quadro della Sanità lombarda e poter cominciare a ragionare seriamente sulla futura Cittadella delle Fragilità.

Questa e tutte le altre richieste del M5S sono state BOCCIATE senza discussione dalla maggioranza per “far pagare” al Movimento la protesta contro i 500mila euro “regalati” a un torneo di golf.
Ricordatevi anche di questo, quando vi chiederanno di votarli ancora!

Vi ricordate l’impegno del M5S Lombardia a portare le richieste dei cittadini in consiglio regionale all’interno dell’assestamento di bilancio?
Una di queste richieste era trovare una soluzione per l’annoso problema dell’accessibilità alla sede ex Asl di Desio.
Questa e tutte le altre richieste del M5S sono state BOCCIATE senza discussione dalla maggioranza per “far pagare” al Movimento la protesta contro i 500mila euro “regalati” a un torneo di golf.
Ricordatevi anche di questo, quando vi chiederanno di votarli ancora!

Più finanziamenti per il Consorzio Villa Reale di Monza e risorse per la ristrutturazione del Distretto ASL di Desio, per la Cittadella della Fragilità al Corberi di Limbiate, per opere urgenti contro il dissesto idrogeologico a Vimercate, per l’edilizia popolare a Lissone e per dare nuova vita al fiume Seveso.
Sono queste le richieste che ho presentato oggi per l’assestamento di bilancio della Regione.
Sono questioni aperte da anni in Brianza, che portiamo all’attenzione di una maggioranza distratta quando si tratta di investire sui territori.

Ancora »

Come ho scritto in un recente post, è ormai da un anno che attendo la risposta alla mia interrogazione circa la gestione dei rifiuti ospedalieri nella sanità lombarda.

Il tutto era nato dalla segnalazione di un cittadino che lamentava l’uso irregolare dei contenitori per i rifiuti sanitari a rischio infettivo in una importante struttura ospedaliera milanese. Di fatto normali rifiuti urbani venivano raccolti come rifiuti pericolosi, creando un aggravio di costi perché il rifiuto sanitario viene incenerito con costi elevatissimi a carico dell’ospedale, costi che alla fine pagano i cittadini. Ancora »

Oggi vi racconto una storia assurda!

E’ una storia che comincia poco prima di Natale di due anni fa, quando un cittadino ci segnala una situazione anomala in uno dei principali ospedali di Milano. Ebbene dopo più di un anno e mezzo non ne siamo ancora venuti a capo!

Vi è mai capitato di entrare nei bagni di un ospedale e trovare un contenitore per i rifiuti sanitari pericolosi, i cosidetti halipack, al posto dei normali contenitori per i rifiuti? Magari vi siete asciugati le mani con una salvietta di carta e poi, non avendo alternative, l’avete gettata proprio lì.

Sembra una cosa di poco conto, ma se pensate che i rifiuti sanitari pericolosi (cioè, quelli a rischio infettivo) per legge devono essere trattati in modo diverso dai rifiuti normali e con costi molto più elevati, si capisce che il problema non è banale. Ancora »

E’ stato firmato il protocollo d’intesa tra le Asst di Monza e Vimercate per il mantenimento in cura dei dializzati di Carate e Seregno presso l’ospedale di Desio.

Ancor prima che del M5S, è una vittoria dei pazienti e delle loro famiglie! Sono molto soddisfatto perché siamo stati i primi ad occuparci dei dializzati di Carate e Seregno e gli unici a portare il problema in Consiglio regionale creando quel confronto diretto tra pazienti e Assessore che ha dato il via alla soluzione del problema.

Abbiamo seguito passo passo le trattative e mantenuto quotidianamente il contatto con i pazienti e questo risultato, raggiunto grazie a un dialogo costruttivo con l’Assessorato alla Sanità, dimostra come il Movimento 5 Stelle sa dialogare con le altre forze politiche quando il tema è l’interesse dei cittadini.

Non possiamo però concedere sconti a questa Giunta regionale che ha riformato la sanità senza porsi il problema delle gravi conseguenze che avrebbe avuto sui malati.

Ad ogni modo oggi ci godiamo questo successo. Sono felice per i malati e le loro famiglie!

Si è tenuto questo pomeriggio l’incontro tra la rappresentanza dei pazienti dei CAL (Centri Assistenza Limitata) di Carate Brianza e Seregno e l’assessore regionale alla Sanità Giulio Gallera, alla presenza del Direttore Generale dell’ASST di Vimercate Pasquale Pellino.

L’incontro, scaturito dalla question time presentata dal M5S in Consiglio Regionale settimana scorsa, ha permesso ai pazienti e ai loro familiari di spiegare tutti i motivi della loro contrarietà al trasferimento della presa in carico dei dializzati dall’ospedale di Desio a quello di Vimercate.

Ho preso parte all’incontro, avendo seguito la vicenda fin dall’inizio e avendo creato già settimana scorsa un contatto diretto tra l’assessore e i malati.

Questo trasferimento di competenze da Desio a Vimercate, oltre a comportare un grande disagio per i pazienti e le loro famiglie, contrasta palesemente con le direttive regionali contenute nella legge di riforma sanitaria che, per la gestione del paziente cronico e fragile, definisce fondamentale “garantire una risposta ottimale ai bisogni del paziente cronico, in termini di prossimità, presa in cura e continuità assistenziale, attraverso l’integrazione tra strutture sanitarie, assistenziali e sociosanitarie”.  E di “prossimità territoriale al luogo di cura” parla anche una recente delibera regionale sulla presa in carico dei malati cronici. L’esatto contrario di quello che rischia di avvenire per i pazienti dei CAL di Seregno e Carate!

La rappresentanza dei pazienti è entrata nello specifico dei problemi.

A partire dal fatto che i malati potrebbero col passare del tempo e con l’aggravarsi della loro condizione, perdere l’idoneità a svolgere la dialisi nei Centri di Assistenza Limitata (dove non è garantita la presenza di un medico). Costretti alla dialisi in ospedale, i pazienti residenti, ad esempio, nel distretto di Seregno, dovrebbero percorrere in ambulanza o in auto – tre volte a settimana – circa 80 Km tra andata e ritorno per ogni seduta!

Ma anche per i pazienti idonei alla dialisi presso i CAL, le problematiche in corso di seduta che necessitano l’intervento del nefrologo e che renderebbero quindi obbligatorio il trasferimento del malato al Centro Dialisi ospedaliero di riferimento sono tutt’altro che remote: dalle visite mediche (febbre, dolore toracico, ipotensioni sintomatiche) all’accesso vascolare non funzionante fino alla necessità di emotrasfusioni.

Anche i casi di ricovero ospedaliero, per l’insorgere di complicanze cliniche, rappresentano un problema. Se è vero che l’assessore ha assicurato la possibilità di scegliere la struttura in cui effettuare il ricovero, è altrettanto vero che il paziente in emodialisi tenderà a scegliere il ricovero nell’ospedale dove è seguito (quindi Vimercate) poiché ciò garantisce una migliore prosecuzione delle cure e percorsi agevolati per visite specialistiche non nefrologiche.

Ma non è finita. I problemi si avranno anche in prospettiva, per quelle centinaia di pazienti affetti da malattia renale cronica (non ancora in dialisi) che sono in cura a Desio.
Il percorso clinico di questi pazienti inizia in laboratorio, ben prima dell’ingresso in sala dialisi, con un percorso lungo anni, articolato in diverse tappe in cui il rapporto di continuità assistenziale tra paziente ed equipe medica-infermieristica è fondamentale per garantire un livello di cura adeguato.
Mi domando se queste persone, dopo anni in cura a Desio, saranno costrette a rivolgersi ad un’altra struttura ospedaliera con tutti i disagi del caso.

La complessità delle decisioni da prendere è tale che la terapia farmacologica e la gestione delle complicanze è bene siano in capo al nefrologo di riferimento, che deve intervenire tempestivamente e attivarsi per risolvere nel più breve tempo possibile ogni condizione patologica che potrebbe compromettere la possibilità di fare la dialisi e, conseguentemente, la vita del paziente. 

L’incontro di oggi con l’Assessore è andato bene e sono stati fatti passi in avanti. Abbiamo ottenuto l’impegno di Gallera a implementare, entro tre settimane, una nuova convenzione tra l’Asst di Monza e quella di Vimercate. L’obiettivo della nuova convenzione è la presa in carico dei pazienti dializzati condivisa tra le due Asst in modo da permettere di svolgere tutte le fasi assistenziali presso l’ospedale di Desio.

Certo la convenzione va ancora scritta ma l’obiettivo di vedere questi pazienti continuare ad essere curati a Desio sembra possibile. Verificheremo quando la convenzione sarà messa nero su bianco se sarà la risposta che questi cittadini attendono. L’interesse dei pazienti e dei loro familiari deve prevalere su tutto e noi teniamo alta la guardia!


Oggi il Consiglio regionale ha discusso la question time che ho presentato sul caso dei pazienti nefropatici in trattamento dialisi nei centri C.A.L. (Centro Assistenza Limitata) di Carate Brianza e Seregno che non saranno più seguiti dal Presidio ospedaliero di Desio ma saranno presi in carico dal Presidio ospedaliero di Vimercate. L’interrogazione chiedeva di trovare rapidamente una soluzione per evitare di sottoporre i pazienti (e le loro famiglie) a gravi disagi legati alla necessità di sottoporsi a visite, trattamenti e controlli frequenti presso il lontano ospedale di Vimercate. Ancora »

Nei prossimi giorni circa 100 pazienti nefropatici in trattamento dialisi nei centri C.A.L. (Centro Assistenza Limitata) di Carate Brianza e Seregno non saranno più seguiti dal Presidio ospedaliero di Desio ma saranno presi in carico dal Presidio ospedaliero di Vimercate, in virtù dei nuovi assetti organizzativi voluti dalla riforma sanitaria approvata nei mesi scorsi in Regione Lombardia.

Il passaggio di consegne tra Desio e Vimercate comporterà enormi disagi per i dializzati e le loro famiglie. Ancora »

Nei giorni scorsi ho ricevuto una segnalazione da alcuni genitori i cui figli sono stati male lo scorso 16 novembre dopo aver pranzato in mensa scolastica ad Arcore. Secondo i dati raccolti dai genitori sarebbero circa 500 gli alunni coinvolti; invece secondo il Comune sarebbero “solo” 50.

In relazione all’accaduto le Ats competenti hanno eseguito verifiche sia a scuola che presso il centro di preparazione dei cibi della Cir Food senza rilevare alcuna anomalia. L’Ats ha trasmesso al comune solo un documento riassuntivo e molto generico che poi è stato girato ai genitori. Secondo l’Ats e il Comune il caso è sostanzialmente chiuso, mentre alcuni genitori vorrebbero andare a fondo della questione e per cominciare vorrebbero vedere le analisi complete effettuate dalle Ats.

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scandalo cucina ospedale desio
Nei giorni scorsi è esploso il caso della cucina dell’ospedale di Desio, chiusa nel mese di settembre e sottoposta a bonifica per la presenza di scarafaggi ed escrementi di topi. Secondo quanto riportato dai mezzi d’informazione, il problema sarebbe emerso in occasione del passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo gestore dei servizi di ristorazione.
E’ gravissimo che la cucina di un ospedale pubblico sia stata così trascurata nell’igiene ed è molto preoccupante la sensazione che siano mancate le dovute verifiche da parte dell’ospedale.

ospedale-bambini-monzaUn buco in bilancio da quattordici milioni: è per questo motivo, in estrema sintesi, che la Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma è da alcuni mesi al centro dell’attenzione delle cronache.

La Fondazione MBBM è stata fondata nel 2005 per mettere a frutto e sviluppare l’esperienza di 25 anni di risultati positivi del Comitato Maria Letizia Verga nella cura e nella ricerca sulle Leucemie Infantili in collaborazione con il centro di Ematologia Pediatrica dell’Ospedale San Gerardo di Monza. In 30 anni sono oltre 1800 i bambini salvati dalla leucemia, con un tasso di guarigione salito dal 30 all’80% grazie alla continua ricerca e alle nuove cure.

Dal 2009 la Fondazione gestisce direttamente i reparti di Pediatria, Ostetricia e Neonatologia all’interno dell’Ospedale e nella sua veste di organizzazione privata no profit assicura un servizio di alto livello nel contesto della struttura pubblica. Ancora »

Come negli anni precedenti, il ritornello che ci siamo sentiti ripetere dalla giunta è sempre lo stesso.

Ci sono i tagli ai trasferimenti da parte dello stato centrale; abbiamo un residuo fiscale superiore ai 50 miliardi di euro all’anno, che se rimanessero in regione potrebbero risolvere tutti i problemi; abbiamo il vincolo del pareggio di bilancio che non ci permette di fare investimenti come in passato e via discorrendo…

Sono tutte argomentazioni che non intendo certo mettere in discussione: si tratta di dati di fatto con cui noi dobbiamo giocoforza fare i conti, che ci piaccia o no. Il problema per noi è il modo in cui le risorse disponibili vengono spese.

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Il Consiglio regionale ha approvato una mozione per il rilancio del Corberi di Limbiate con il voto favorevole del Movimento 5 Stelle.

Nel corso della discussione ho presentato numerose modifiche e integrazioni alla mozione di Forza Italia che sono state accolte positivamente dall’Aula.

Grazie al nostro intervento, ora la Regione lavorerà al riconoscimento della natura socio-sanitaria dell’assistenza erogata al Corberi, superando finalmente quella sorta di “limbo” in cui versa ormai da troppi anni. E’ un primo fondamentale risultato per salvare il Corberi dal declino.

Ci siamo poi attivati affinché nella realizzazione del progetto “Cittadella della Fragilità” venga mantenuta la natura pubblica del presidio: siamo favorevoli al rilancio del Corberi, ma niente speculazioni private.

Infine, ci siamo battuti perché tutti i 109 pazienti attualmente presenti nella struttura rimangano dove sono (stop alla politica dei trasferimenti); devono inoltre essere tutelati i posti di lavoro e coinvolte le associazioni dei parenti dei pazienti in tutte le fasi dell’iter decisionale.

Ora vigileremo affinché questo atto di indirizzo del Consiglio Regionale non resti lettera morta, come troppo spesso succede in questi casi. Maroni e la sua Giunta facciano la loro parte per assicurare nuova vita al Corberi, garantendo la continuità assistenziale e migliorando la qualità di vita degli ospiti residenti!

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Martedì ho portato all’attenzione del Consiglio regionale una interrogazione con risposta immediata a Maroni, in merito alla politica di trasferimenti di malati dal Corberi di Limbiate verso altre strutture.

Per il Movimento 5 Stelle il trasferimento di 20 pazienti con disturbi psichici alla struttura San Francesco di Nova Milanese, adottato dall’ASL di Monza e Brianza (guidata dal dottor Matteo Stocco), lo scorso anno presenta profili di dubbia legittimità.

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Questa mattina come gruppo consiliare M5S abbiamo occupato i banchi della presidenza regionale esponendo un cartello con la scritta “Onestà” per contestare la riammissione in aula del vice presidente della Lombardia Mario Mantovani, arrestato nell’ottobre 2015, e l’arresto del sindaco del PD di Lodi Simone Uggetti.

Consideriamo vergognosa la presenza del signor Mantovani nell’aula del Consiglio Regionale. La sua presenza infanga l’immagine di una istituzione, la Regione Lombardia, che già di suo non gode di buona reputazione tra i cittadini lombardi a causa di tutti gli scandali che si susseguono da anni. Proprio per questo si tratta di uno sfregio ancora più grave.

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Ad un anno dalla presentazione della mia interrogazione sullo stop dell’uso dei diserbanti in Lombardia, nello specifico del glifosato (un pesticida bandito già in alcuni Paesi perché considerato tossico), finalmente è arrivata in Commissione Agricoltura la risposta dell’Assessore Gianni Fava.
Sottolineando l’orientamento delle politiche europee verso l’utilizzo sostenibile dei pesticidi chiedevo che anche la Lombardia si attivasse per contrastare l’uso delle sostanze tossiche per il controllo delle infestanti, di orientare il sistema delle pulizie dagli infestanti delle strade verso metodi meccanici e il finanziamento di studi sugli effetti del glifosato sulla salute umana.

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Noi siamo stanchi di vedere la nostra Regione infangata dagli scandali, di politici che si arricchiscono e arricchiscono i loro amici con i soldi dei cittadini. Siamo stanchi di un governo regionale che genera più inchieste che leggi. Maroni aveva promesso le grandi pulizie con le sue scope, e invece hanno beccato il suo braccio destro e padre della SUA riforma della sanità con le tangenti nel congelatore. Il tempo è scaduto. E’ arrivato il momento di andare a casa e lasciare spazio a chi ha le mani libere!

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Nel mese di dicembre il collegio sindacale dell’Asl di Monza e Brianza ha inviato una segnalazione alla Corte dei Conti per la vicenda dell’incarico conferito ad Angelo Bianchi, arrestato nell’ottobre scorso insieme a Mario Mantovani .

L’attività di Stocco era già stata oggetto dell’attenzione del M5S nell’ottobre 2015 per un appalto per la fornitura di servizi (predisposizione di capitolato, piano economico e finanziario e altro) da 23.910,73 euro affidato, su invito della stessa ASL diretta da Stocco, a Angelo Bianchi.

Bianchi, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sull’ex Assessore regionale alla Sanità Mario Mantovani, risultava già rinviato a giudizio per corruzione e turbativa d’asta  e non avrebbe avuto i requisiti per partecipare e vincere il bando. Chi è sotto processo per reati contro la pubblica amministrazione dovrebbe essere tenuto alla larga e non invitato a gare e relativi incassi di denaro pubblico.

Ma dopo i dubbi del M5S, a dicembre il Collegio Sindacale dell’Asl ha affrontato il caso sollevando ulteriori criticità nell’attività di Stocco tanto da produrre un esposto alla Corte di Conti. Bianchi difatti, secondo il collegio sindacale, non aveva i requisiti di legge per ricevere l’incarico.

Con una nuova interrogazione regionale ho chiesto i motivi per i quali è stato consentito alla ASL di Monza e Brianza di affidare ripetutamente incarichi attraverso un’erronea applicazione delle norme e nonostante le segnalazioni del Collegio Sindacale e perché la Direzione dell’ASL ha proceduto all’affidamento di un incarico all’Ingegnere Angelo Bianchi nonostante le carenze documentali e procedurali evidenziate dal Collegio Sindacale.

In più occasioni nel recente passato abbiamo contestato la correttezza dell’operato del dottor Stocco: dall’ingaggio di un’agenzia investigativa privata di proprietà di un politico (l’ex assessore provinciale di Milano Marzio Ferrario, PDL) per un lavoro di indagine presso l’Asl,ad alcune assunzione di dubbia legittimità, fino ai gravi disservizi per i pazienti sottoposti ad ossigenoterapia nella nostra provincia. Anche su questa vicenda del conferimento di un incarico ad Angelo Bianchi, arrestato nell’ambito dell’inchiesta che ha portato in carcere Mario Mantovani, ci avevamo visto giusto e ora è il Collegio Sindacale della stessa Asl a confermarlo.

Ora che il neo direttore generale del San Gerardo andrà di fronte alla Corte dei Conti, è assolutamente necessario che anche la Regione prenda posizione sul caso e dica cosa intende fare.