136.488,20 euro: questa è la somma che ho restituito alle casse pubbliche dall’inizio della legislatura grazie al taglio del mio stipendio da consigliere regionale!

Piena trasparenza sulle spese sostenute dagli eletti nell’esercizio del mandato e riduzione dei costi della politica: è per questo che, dall’inizio della legislatura, rendiconto le mie spese e restituisco parte del mio stipendio dedicandolo al sostegno alle piccole e medie imprese.

Avevamo fatto un patto con i cittadini che ci hanno eletto e abbiamo mantenuto la promessa. E’ un segnale di correttezza, onestà e trasparenza verso i cittadini ed un esempio reale di come sia possibile ridurre i costi della politica.

Gli eletti di tutti i partiti, nessuno escluso, continuano a percepire l’intero stipendio e i rimborsi elettorali che noi non abbiamo nemmeno richiesto. Sono somme indegne in un momento di forte crisi come quello che stiamo vivendo. L’attività politica non può assolutamente essere un lavoro per arricchirsi ma deve tornare a essere un servizio ai cittadini.

Restitution GMC

Anche per quest’anno ho mantenuto la parola data agli elettori in campagna elettorale e mi sono tagliato stipendio e diaria. Raggiunge così la cifra di 115.755,61 euro la somma che ho restituito alle casse della Regione e che viene versata nei fondi di sostegno alle piccole e medie imprese in Lombardia.

Altro che i tagli di Maroni e Cattaneo. In tre anni noi nove consiglieri regionali 5 stelle abbiamo restituito al sistema economico e alle piccole e medie imprese un milione di euro. Non esistono precedenti in questo senso nella storia della Lombardia segnata da una casta di politici arraffoni.

I veri tagli dei costi della politica si possono fare subito se solo i consiglieri regionali, che guadagnano quasi 9 mila euro al mese, si riducessero lo stipendio come abbiamo fatto noi. Se tutti i consiglieri lombardi seguissero il nostro esempio, rendicontando puntualmente anche le spese, si potrebbero risparmiare oltre 15 milioni di euro nell’arco di una legislatura. Sono soldi pubblici che aiuterebbero a implementare politiche concrete contro la disoccupazione e a sostegno dei tanti piccoli imprenditori, commercianti e artigiani in Lombardia che vivono momenti di grande difficoltà.

Sia il civismo di Ambrosoli, che la presunta buona politica del PD, che le scope di Maroni si sciolgono come neve al sole di fronte alla prospettiva di un gesto tanto semplice quanto concreto: tagliarsi lo stipendio per rendere la propria classe politica realmente più vicina ai cittadini, non solo a chiacchiere. Per il M5S la politica non è un lavoro per arricchirsi ma è un servizio ai cittadini, e lo dimostriamo con i fatti. Abbiamo invitato più volte gli altri gruppi politici a tagliarsi lo stipendio… la risposta? Non pervenuta.

Domani 22 maggio 2014, in occasione del Vinciamonoitour con Beppe Grillo a Milano, il Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle Lombardia celebrerà dal palco in Piazza Duomo dalle 18 e 30 il “I Restitution day lombardo”.

I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno infatti mantenuto la promessa elettorale e, nel primo anno di mandato, hanno restituito oltre 500 mila euro grazie al taglio dell’indennità. In totale i 9 consiglieri regionali di M5S Lombardia hanno conferito al fondo regionale di sostegno per le piccole e medie imprese italiane 503.265,66 €.

“Abbiamo ridotto lo stipendio perché la politica non può essere un lavoro per arricchirsi ma deve tornare un servizio ai cittadini. Restituiamo mezzo milione di euro che andranno a sostenere le imprese come azione concreta a sostegno dello sviluppo e del’occupazione. E pensare che siamo solo nove consiglieri. Se tutti gli 80 consiglieri regionali si riducessero lo stipendio che percepiscono,  oltre 8 mila euro al mese, il risparmio annuale per la regione sarebbe di oltre 4,4 milioni di euro”, dichiara Giampietro Maccabiani, portavoce di M5S Lombardia.

“La cifra che restituiamo – continua Maccabiani – si va ad aggiungere a quei 2 milioni di euro di rimborsi elettorali che non abbiamo chiesto una volta insediati in Regione. Sono mesi che insistiamo con tutti i partiti perché la finiscano con il parassitismo sul denaro pubblico, ma non c’è nulla da fare”.

“Nel restituire questo denaro ai cittadini non possiamo dimenticare le promesse del centro-sinistra con Ambrosoli, uomo immagine del PD, che nella campagna elettorale per le regionali annunciava se eletto presidente: ‘il mio obiettivo è di dimezzare le cifre fissate di recente dalla conferenza Stato-Regioni per le indennità degli amministratori. Massimo 3.500 euro netti al mese per i consiglieri, 4.500 euro per gli assessori, non più di 5mila euro per il presidente’. Con questo bonifico di 500 mila euro abbiamo dimostrato che se si vuole tagliare sui costi della politica si può farlo anche da semplici consiglieri. Qualcuno, tra piddiini e dintorni l’ha fatto?”.

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(AGI) – Milano, 23 dic. – Per il Movimento 5 stelle lombardo, Francesco Magnano, geometra vicino a Silvio Berlusconi e attuale commissario straordinario dell’Azienda lombarda per l’edilizia residenziale di Monza, “non ha i requisiti” per assumere la presidenza dell’agenzia, ruolo cui potrebbe essere nominato dalla giunta lombarda, stando alle indiscrezioni dei giorni scorsi. “Dal 20 luglio, Magnano e’ commissario straordinario dell’Aler” di Monza “senza averne i titoli”, sostengono i Cinque stellati lombardi, in una nota. Ma il problema che rilevano e’ che Magnano nel 2012 era “sottosegretario regionale all’Attrattivita’ del territorio (sostituito da Ombretta Colli l’8 febbraio 2012): la carica per quanto fumosa lo renderebbe incompatibile al ruolo di presidente Aler perche’, nei due anni precedenti alla nomina, ha ricoperto un ruolo in un organo di indirizzo politico dell’amministrazione regionale.
“Magnano, senza dubbio, non puo’ essere inserito nella lista dei soggetti che possono ricoprire l’incarico di presidente Aler”, scrivono i consiglieri Gianmarco Corbetta e Iolanda Nanni. “Stiamo seguendo con molta attenzione la partita delle nomine politiche che, guarda caso, arrivano sotto Natale quanto l’attenzione dell’opinione pubblica e’ evidentemente su altro. Forza Italia vuole Magnano alla guida di Aler nonostante non abbia i requisiti. Nel caso fosse nominato valuteremo ogni iniziativa, anche giudiziaria, perche’ le regole siano rispettate“.

Rappresentando il MoVimento 5 Stelle in Giunta delle Elezioni, seguo da vicino questa brutta vicenda…

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Il Vice presidente della Regione Lombardia, Mario Mantovani, nonché Assessore alla Sanità e Consigliere Regionale nelle liste del PDL, ad oggi detiene ancora la carica di Sindaco di Arconate, nonostante la legge preveda l’incompatibilità fra le cariche di Consigliere regionale e Sindaco, a causa del fatto che la sua maggioranza ad Arconate, evidentemente condizionata dal Mantovani stesso, non ha ratificato le sue dimissioni.

La vicenda è scandalosa ed è inammissibile che un Comune non rispetti una legge dello Stato. Qui non siamo di fronte a cavilli interpretativi, ma a dispositivi normativi chiarissimi.

L’atto del Comune di Arconate, rappresentato dal suo primo cittadino, Mario Mantovani, è di arroganza e di ripudio della legge, e che questo venga da un esponente del PDL, partito a capo del quale c’è un pregiudicato, certo non ci meraviglia.

Il Movimento 5 Stelle ha percorso tutte le strade possibili per porre rimedio a questa disdicevole situazione. Dietro nostra precisa richiesta, la Giunta delle Elezioni si è riunita settimana scorsa per valutare se ci fossero dei margini di intervento.

Abbiamo proposto una revisione della relazione presentata in Consiglio sul caso Mantovani a fine luglio e spinto affinché il presidente della Giunta si facesse carico di inviare una comunicazione al Prefetto e al Presidente del Consiglio, opponendoci all’ennesimo tentativo di rimandare la questione di un’altra settimana in attesa di nuovi provvedimenti da Arconate.

Purtroppo la Giunta delle Elezioni non ha margini di intervento. Siamo di fronte ad un caso che non si era mai presentato nella storia del Consiglio Regionale della Lombardia. A questo punto proporremo una modifica del Regolamento del Consiglio, per dare poteri di intervento alla Giunta delle Elezioni nel caso si dovessero ripresentare in futuro casi analoghi di consiglieri un po’ troppo furbi.

Per quanto riguarda Mantovani e la sua maggioranza al consiglio comunale di Arconate, ora la palla passa al Prefetto, dott. Francesco Paolo Tronca. Per questo motivo gli abbiamo inviato una lettera affinché intervenga con urgenza per sanare una grave violazione del diritto tramite il commissariamento del Consiglio Comunale di Arconate (MI) per gravi violazioni di legge. Non c’è tempo da perdere.

La lettera del Movimento 5 Stelle al Prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca

Illustrissimo Prefetto,

In qualità di Consiglieri Regionali del Movimento 5 Stelle della Lombardia desideriamo manifestarle il nostro profondo disagio per il caso del Consigliere Mantovani, a Lei ben noto.

Il Vice presidente della Regione Lombardia, Mario Mantovani, nonché Assessore alla Sanità e Consigliere Regionale nelle liste del PDL, ad oggi detiene ancora la carica di Sindaco di Arconate, nonostante la legge preveda l’incompatibilità fra le cariche di Consigliere regionale e Sindaco, a causa del fatto che la sua maggioranza ad Arconate non ha ratificato le sue dimissioni.

La vicenda è scandalosa ed è inammissibile che un Comune non rispetti una legge dello Stato. Non siamo di fronte a cavilli interpretativi, ma a dispositivi normativi chiarissimi. L’atto del Comune di Arconate, rappresentato dal suo primo cittadino, Mario Mantovani, è un atto di arroganza e di ripudio della legge.
Il Movimento 5 Stelle ha percorso tutte le strade possibili per porre rimedio a questa disdicevole situazione presso il Consiglio Regionale. Purtroppo la Giunta delle Elezioni non ha ulteriori margini di intervento.

Ci stiamo dunque rivolgendo a Lei affinché intervenga con urgenza – ex art. 70 comma 2 del Testo Unico degli Enti Locali – per sanare una grave violazione del diritto tramite le più incisive azioni che riterrà opportuno adottare nei confronti del Consiglio Comunale di Arconate.

Certi di un Suo intervento in tal senso, la ringraziamo per la cortese attenzione e le porgiamo i nostri migliori saluti.

I Consiglieri del MoVimento 5 Stelle della Lombardia

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Gran Premio di Formula 1 a Monza: dopo i biglietti, altro invito… e altro rifiuto.

Programma
Apertura area Confartigianato Motori
Aperitivo di benvenuto
Presentazione di Paolo Ciccarone di RadioMontecarlo e Carlo Gaeta di Confartigianato Motori
Saluti del Presidente e del Segretario Generale Confartigianato Imprese Giorgio Merletti e Cesare Fumagalli e del Presidente e Segretario di Confartigianato Imprese Lombardia Eugenio Massetti e Vincenzo Mamoli, e del Presidente e Segretario di Confartigianato Imprese Milano-Monza Giovanni Barzaghi e Paolo Ferrario.
MTS Motorsport Technical School consegna riconoscimenti corso 2011-2012 premieranno Ing. Bruno Rai Tv
Presentazione Progetto CONFARTIGIANATO MOTORI SISTEMA
Interventi di Antonio Miele e Raffaele Cerminara Presidente e Segretario di Confartigianato
Inizio diretta televisiva nel programma ‘GRIGLIA DI PARTENZA’ condotto da Franco Bobbiese
PREMIO TECNOLOGIA e AMBIENTE
Presentazione del Premio Tecnologia e Ambiente con l’Intervento del Presidente Parco Regionale Valle del Lambro in qualità di Ente promotore Avv. Eleonora Frigerio, del Presidente Fondazione Principe Alberto di Monaco Avv. Maurizio Codurri e del Presidente Confartigianato Imprese Giorgio Merletti e del Segretario Generale Confartigianato Imprese Cesare Fumagalli
PREMIO SPECIALE CONFARTIGIANATO MOTORI
Termine manifestazione
Nella serata verrà offerto agli ospiti un buffet realizzato con prodotti agroalimentari organizzato a cura della Fondazione per la Promozione dell’Abbiatense.
Esposizione di speciali super car.

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E’arrivato l’invito per il Gran Premio di Monza.
Naturalmente non ci vado.

Egr. Consigliere,
Si inoltra l’invito all’ 84° Gran Premio Santander, che si terrà l’ 8 settembre 2013 presso l’Autodromo Nazionale di Monza.
Si chiede cortesemente di dare conferma della presenza entro e non oltre lunedì 26 agosto 2013.
Cordiali saluti.
Ufficio Gran Premio
Automobile Club Milano

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Approfondimento:

di Marco Galvani da il Giorno del 03/08/2013

QUANDO PAOLO Guaitamacchi venne chiamato a guidare, come presidente del Consiglio di amministrazione, la Sias, decise di guardare dentro i conti e la gestione dell’Autodromo. E quando, nel gennaio del 2012 si presentò in Procura, ci arrivò con «il ragionevole dubbio che la Sias fosse ostaggio di interessi gestiti da singole persone e che detti interessi non coincidessero con gli interessi propri dell’azienda, interessi aziendali che riflettono interessi pubblici e di immagine territoriale e nazionale». Il resto lo hanno fatto i magistrati della Procura, Walter Mapelli e Caterina Trentini, e gli investigatori della Guardia di Finanza di Monza. Guaitamacchi aveva individuato tre aree critiche: quella commerciale, quella di amministrazione e controllo, e quella degli acquisti. Aveva pure puntato il dito sull’attività di «emissione e distribuzione dei biglietti omaggio» che avveniva «sotto la regia di Ferrari (l’ex direttore dell’Autodromo, ndr)».

E INFATTI Guaitamacchi racconta che «accanto a una corposa quantità di biglietti che vengono effettivamente omaggiati – ma che servono in parte a garantire a Ferrari e Beghella (l’ex direttore tecnico del circuito, ndr) una benevolenza da parte dei destinatari come funzionari pubblici, assessori vari, funzionari di enti di vigilanza e controllo – si presume che una consistente parte di questi biglietti omaggio venga venduta attraverso canali non convenzionali. Appare anomalo l’elevato sovranumero di biglietti omaggio che vengono stampati, in particolare “serie speciale Sias” ben oltre il 5% sul totale stampato stabilito dalla legge». Irregolarità nell’emissione dei biglietti che poi i finanzieri hanno appurato e che hanno portato a indagare per corruzione l’ex mandatario della Siae per Monza e Brianza, Americo Martino. Quest’ultimo avrebbe ammorbidito i controlli e in cambio Sias avrebbe emesso fatture false a società riconducibili allo stesso Martino. Ma non è il solo ex presidente Sias Guaitamacchi ad aver segnalato irregolarità nella vendita e distribuzione di ticket e pass. Anche i titolari della Royal Service, società che sino al 2008 era deputata al controllo totale dei biglietti agli ingressi in occasione delle manifestazioni sportive, hanno denunciato che «persone adulte fermate avevano dei biglietti con la stampigliatura “ridotto”» e che «molte persone normali si presentavano ai controlli con dei pass di servizio che possono essere stampati solo da Sias e sono destinati a meccanici, operai e inservienti».