E’ stato bocciato dal Consiglio regionale l’emendamento del M5S Lombardia che chiedeva una modifica al regolamento del Consiglio regionale per riservare la discussione dell’aula a un quinto dei progetti di legge depositate dai gruppi di minoranza. Il regolamento oggi prevede che un quinto dei “provvedimenti” in discussione, di qualunque natura, sia riservato alle proposte delle minoranze ma di fatto quasi mai arrivano in discussione i progetti di legge delle minoranze.

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Nel 2001, 2005 e 2009 sono stati sottoscritti tre Protocolli d’Intesa tra Regione Lombardia, Provincia di Milano, i comuni limitrofi e AMSA SpA riguardanti il funzionamento e il monitoraggio dell’inceneritore Silla 2, le emissioni e le misure di mitigazione e compensazione.

L’ultimo protocollo è scaduto nel 2015 e sarà sostituito da un nuovo testo che, stando alle linee guida approvate dalla Giunta comunale di Milano, rischia di essere una lista di propositi inutili se non addirittura dannosi. Ancora »

Nello scorso mese di gennaio il Consiglio regionale ha approvato una mia risoluzione che impegnava la Giunta regionale a costituire un tavolo tecnico di lavoro riguardo l’inceneritore di Valmadrera.

Volete sapere cosa ha fatto la Giunta finora? Ecco cosa si legge nel resoconto trimestrale sugli atti di indirizzo:

“Sono in corso attività propedeutiche alla costituzione del tavolo”.

Ma quanto lunghe e complesse saranno queste azioni propedeutiche? Possibile che non si è ancora potuto costituire uno straccio di tavolo tecnico? A sei mesi dall’approvazione siamo ancora a zero!

Mi sembra evidente che la Giunta regionale non ha nessuna voglia di portare avanti gli approfondimenti richiesti dal Consiglio, con buona pace dei cittadini che attendono risposte sugli impatti ambientali e sanitari dell’impianto! Noi non ci stiamo! Abbiamo già protocollato una nota formale per sollecitare la Giunta ad attuare gli indirizzi della risoluzione costituendo al più presto questo benedetto tavolo tecnico!

Gli incarichi fiduciari sono molto presenti nell’amministrazione pubblica e la Lombardia non fa certo eccezione! Nel corso degli anni la Giunta Regionale ha assunto alcuni giornalisti nell’agenzia istituzionale di comunicazione (Lombardia Notizie) provenienti dagli organi di propaganda della Lega, come la Padania, Radio Padania Libera e Telepadania, ormai tutti chiusi per debiti, nonostante i sostanziosi finanziamenti pubblici.

Lo avevamo denunciato contestualmente ad alcune uscite della stampa e Maroni aveva reagito in modo scomposto minacciando querele via Facebook (!). Ci siamo quindi fatti dare tutte le carte dalla giunta regionale per approfondire le notizie di stampa, scoprendo che le cose in effetti stanno come dicevamo!

Il direttore dell’agenzia, un incarico da oltre 10 mila euro al mese, è transitato da Padanianet.com, La Padania e Telepadania; il vice caporedattore, che percepisce più di 5 mila euro mensili, oltre che essere stato il portavoce di Salvini, ha un trascorso a “La Padania” e “Radio Padania Libera”; anche un altro redattore ha lavorato a “La Padania” come coordinatore di un gruppo di corrispondenti locali. E non può mancare la quota degli altri partiti che hanno governato la regione: un redattore aveva lavorato con Elisabetta Gardini, eletta al Parlamento Europeo per il Popolo delle Libertà nel 2009.

Tutti questi incarichi sono stati assunti a chiamata diretta e non con un bando come accade per i comuni mortali che trovano lavoro nell’amministrazione pubblica. Si tratta del classico metodo degli incarichi fiduciari, tanto caro ai partiti in Lombardia e nel resto d’Italia, con cui è possibile dare lavoro senza fare concorsi pubblici. Ma è tutto legale? In effetti sì: una legge regionale del 2008 consente l’assunzione nell’agenzia di stampa regionale di “personale esterno all’amministrazione”, per non più di cinque anni… ma rinnovabili!

Il peccato originale è qui: una legge che consente deroghe all’assunzione nell’amministrazione pubblica e lascia le mani libere a Formigoni prima e a Maroni poi di assumere e stipendiare chi meglio crede. Una scelta totalmente inopportuna, tipica di quella vecchia politica che il M5S combatte, e che sicuramente non migliora l’immagine già compromessa di questa istituzione. Non puntiamo il dito, in questa triste vicenda, sui giornalisti nominati, ma su chi nomina. Le nomine che calano dall’alto sono un attentato all’equità sociale pagato con i soldi dei contribuenti. Il merito e la competenza, se esiste, deve arrivare nelle amministrazioni pubbliche con bandi e commissioni di valutazione estranee ai partiti.

Un barlume di speranza sembrava esserci nel febbraio dello scorso anno, quando Maroni e i suoi hanno ammesso la necessità di espletare una selezione pubblica per questi incarichi. Ma a distanza di ben 16 mesi questa benedetta selezione pubblica non ha ancora prodotto alcuna assunzione! E’ del tutto evidente che non c’è la volontà politica di portarla a termine prima della fine della legislatura. Insomma, ad andar bene, temiamo che se ne riparlerà dopo le elezioni dell’anno prossimo!

Nel mese di marzo l’europarlamentare M5S Eleonora Evi ha presentato alla Commissione Europea un’interrogazione sul fondo da 450 milioni di euro che Regione Lombardia ha posto a garanzia degli investimenti privati per la realizzazione delle tratte mancanti di Pedemontana.

Nell’interrogazione Evi chiede se “la previsione di questo stanziamento possa costituire un aiuto di stato illegittimo” e se la Commissione europea intende tenerne conto “nell’ambito dell’indagine in corso sulle autostrade italiane” e sui contributi pubblici e la defiscalizzazione di Pedemontana, annunciata il 23 aprile 2015 in risposta a un’altra interrogazione della stessa europarlamentare 5 Stelle. Ancora »

Una delle più grandi rivoluzioni operate dal Movimento 5 Stelle è sicuramente quella di aver fatto ritrovare a molti cittadini l’amore per la politica e l’interesse per la “cosa pubblica” che è di tutti e va difesa. In un’Italia in cui da decenni tutto sembrava bloccato in mano ai soliti partiti, il M5S ha trascinato con sé moltissimi cittadini fino all’interno delle istituzioni. Un’ondata di partecipazione che non ha precedenti nel nostro paese. E grazie al fatto che coloro che sono stati eletti come portavoce siano “alcuni di noi”, le istituzioni sono diventate qualcosa di vicino e accessibile a tutti. Per questo, fin dall’ingresso dei portavoce M5S nel consiglio regionale lombardo, è stato avviato un percorso di conoscenza dell’istituzione invitando cittadini, simpatizzanti, attivisti a partecipare a una giornata di lavori delle commissioni consiliari.

Oggi sono venuti a trovarci Sergio e Laura.

E’ stato firmato il protocollo d’intesa tra le Asst di Monza e Vimercate per il mantenimento in cura dei dializzati di Carate e Seregno presso l’ospedale di Desio.

Ancor prima che del M5S, è una vittoria dei pazienti e delle loro famiglie! Sono molto soddisfatto perché siamo stati i primi ad occuparci dei dializzati di Carate e Seregno e gli unici a portare il problema in Consiglio regionale creando quel confronto diretto tra pazienti e Assessore che ha dato il via alla soluzione del problema.

Abbiamo seguito passo passo le trattative e mantenuto quotidianamente il contatto con i pazienti e questo risultato, raggiunto grazie a un dialogo costruttivo con l’Assessorato alla Sanità, dimostra come il Movimento 5 Stelle sa dialogare con le altre forze politiche quando il tema è l’interesse dei cittadini.

Non possiamo però concedere sconti a questa Giunta regionale che ha riformato la sanità senza porsi il problema delle gravi conseguenze che avrebbe avuto sui malati.

Ad ogni modo oggi ci godiamo questo successo. Sono felice per i malati e le loro famiglie!

Prendendo spunto da una comunicazione della Commissione Europea sul tema dell’incenerimento dei rifiuti, un paio di mesi fa avevo presentato un’interrogazione (citata in questo post) con la quale sollecitavo il Presidente Maroni e la Giunta regionale a rilanciare il tema del decomissioning degli inceneritori più vecchi, emanando le linee guida previste dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) del 2014 e attese ormai da ben 3 anni! Ancora »

Accolta favorevolmente dalla Giunta Regionale la proposta del MoVimento 5 Stelle di investire parte dei 55 milioni di euro destinati alla valorizzazione del complesso monumentale della Villa Reale e del Parco di Monza per il recupero dell’edificio ex Borsa per l’Istituto d’Arte e liceo artistico Nanni Valentini. Ancora »

Nel 2014 la Regione Lombardia aveva approvato una legge per la riduzione del consumo di suolo (legge 31 del 2014). Era una legge molto debole, che noi avevamo contrastato duramente in aula perché per un periodo di ben 30 mesi non solo non limitava, ma addirittura favoriva gli operatori nel realizzare le spropositate previsioni edificatorie contenute nei PGT dei Comuni. Si trattava insomma di un liberi tutti per il consumo di suolo!

Una cosa buona però quella legga ce l’aveva: le previsioni edificatorie che non venivano concretizzate entro i 30 mesi sarebbero state congelate in attesa che la Regione, la Città Metropolitana, le Province e i Comuni non recepissero dei nuovi criteri per limitare il consumo di suolo.

Questi famosi 30 mesi stanno per scadere (1 giugno 2017) e con essi stava per svanire anche l’incubo di vedere cementificate aree verdi in Lombardia pari a due volte e mezza l’estensione del Comune di Milano (a tanto ammontano le previsioni edificatorie non ancora realizzate nei comuni lombardi).

Tutto è bene quel che finisce bene dunque? Ancora »


Oggi il Consiglio regionale ha discusso la question time che ho presentato sul caso dei pazienti nefropatici in trattamento dialisi nei centri C.A.L. (Centro Assistenza Limitata) di Carate Brianza e Seregno che non saranno più seguiti dal Presidio ospedaliero di Desio ma saranno presi in carico dal Presidio ospedaliero di Vimercate. L’interrogazione chiedeva di trovare rapidamente una soluzione per evitare di sottoporre i pazienti (e le loro famiglie) a gravi disagi legati alla necessità di sottoporsi a visite, trattamenti e controlli frequenti presso il lontano ospedale di Vimercate. Ancora »

Molti cittadini, ricordando la risoluzione del consiglio regionale della Lombardia che nel 2013 approvò la nostra proposta di progressivo spegnimento degli inceneritori più vecchi, ci chiedono informazioni circa il piano di dismissione: è proprio il caso di fare il punto su questa importante questione! Ancora »


Esiste un modo relativamente semplice per ridurre il consumo di energia (e l’inquinamento) negli edifici dotati di riscaldamento centralizzato: installando valvole termostatiche e sistemi di contabilizzazione del calore nei condomini è possibile regolare con precisione la temperatura nei vari locali e pagare di conseguenza solo quello che si consuma. In questo modo si incentiva una corretta regolazione delle temperature e si ottengono sensibili risparmi energetici ed economici che ripagano in fretta i costi di adeguamento dell’impianto (costi che peraltro sono facilmente finanziabili tramite società speciliazzate – ESCO, Energy Service Company – o appositi strumenti bancari).

Sulla carta, l’obbligo di installazione di questi sistemi è stato istituito in Lombardia con una legge regionale del 2011 e sarebbe dovuto andare a regime entro il 2014.

Nei fatti la legge non ha trovato applicazione concreta perché negli anni si sono susseguiti vari rinvii pasticciati che hanno creato notevole incertezza tra i proprietari e gli addetti ai lavori. L’estenuante “tira e molla” sembrava finalmente superato a partire dal 1° gennaio 2017 quando l’obbligo è diventato pienamente operativo con tanto di controlli e sanzioni. Sembrava… invece la politica ci ha messo di nuovo lo zampino e ha combinato l’ennesimo pasticcio!

Premessa: a fine dicembre, con il cosiddetto “decreto milleproroghe”, è stata rinviata dal 31.12.2016 al 30.06.2017 la scadenza di una norma nazionale analoga a quella regionale. Il partito democratico, preso da cieca smania statalista e centralizzatrice, ha colto la palla al balzo e a gennaio ha proposto una mozione per adeguare la norma regionale alla nuova scadenza nazionale.

Il gruppo consiliare della Lega Nord, contro il parere della propria giunta, ha pensato bene di esaudire la richiesta del PD presentando un progetto di legge che si inchina allo Stato centrale svilendo il potere normativo della Regione: infatti non esiste alcun obbligo di rispettare la normativa nazionale in questo campo!

A quel punto il Partito Democratico, pur in evidente imbarazzo di fronte a un provvedimento davvero poco illuminato, per “coerenza” non ha potuto far altro che approvare la proposta centralista della Lega!

In questo scenario surreale il M5S è stata l’unica forza politica che ha votato contro perché non esiste un solo motivo per giudicare positivamente questo ennesimo rinvio: dopo aver (faticosamente!) anticipato lo Stato centrale è un totale controsenso che ora Regione Lombardia si fermi volontariamente ad aspettare!

La scusa della crisi economica non regge perché, come dicevo, tramite ESCO o appositi strumenti finanziari è ormai possibile eseguire interventi di riqualificazione energetica senza dover investire di tasca propria. Inoltre, decidere a metà marzo di rinviare un termine scaduto da due mesi e mezzo non è assolutamente corretto nei confronti dei cittadini che si sono adeguati per tempo e premia ingiustamente chi non ha rispettato la scadenza!

Insomma, dopo anni di incertezza normativa, anziché fare chiarezza la Regione continua ad apparire in grave stato confusionale!

I lombardi spendono quasi 4 milioni di euro (3.815.159 per l’esattezza) per le spese di comunicazione di Regione Lombardia. Metà della somma, finisce nell’acquisto di spazi pubblicitari.

In realtà ci sarebbe poco o nulla da eccepire: è corretto che un’istituzione che amministra la sanità, i trasporti, il welfare, l’energia e l’ambiente investa per comunicare, informare e sensibilizzare i cittadini. Peccato che la longa manus dei partiti rischia di trasformare le spese di comunicazione istituzionale in spese di propaganda elettorale permanente. E Maroni & C. sulla cartellonistica e nelle trasmissioni tv a pagamento se le cantano e se le suonano per convincere, a centinaia di migliaia di euro a campagna, i cittadini che la “loro” Lombardia è “eccellente”, “innovativa”, “dinamica”…

Il Piano di Comunicazione regionale 2017 è tanto sbilanciato quanto sconsolante. Il documento insiste sul “rush finale” della legislatura. Ma perché? La comunicazione istituzionale non dovrebbe interessarsi dell’imminente fine della legislatura e dell’appuntamento elettorale. Questi sono questioni che riguardano le forze politiche, non l’ente regionale! I partiti che amministrano la regione e le legislature vanno e vengono, l’Istituzione Regione Lombardia resta e il flusso della comunicazione dovrebbe riguardare esclusivamente la programmazione istituzionale.

La vena propagandistica del piano di comunicazione fa capolino anche tra i temi prioritari per le future campagne dove compare l’immigrazione che è il la madre di tutte le battaglie della Lega Nord sulla quale però l’Ente Regione Lombardia, al di là delle chiacchiere della maggioranza, ha ben pochi margini di intervento.

Che dire poi della campagna “La Lombardia dal 2013 ad oggi”, quando il 2013 è esattamente l’anno di insediamento della Giunta Maroni?

I temi prioritari scelti per informare i lombardi sono poi del tutto scollegati con la realtà. Regione Lombardia sensibilizza ben poco i cittadini sulle buone pratiche per ridurre le emissioni inquinanti (come prendere i mezzi pubblici) o sulla prevenzione in ambito sanitario, preferendo gli asini da battaglia della Lega come la Macroregione Alpina, il post Expo, l’eccellenza lombarda e così via.

Anche i costi del piano lasciano molti dubbi. Il restyling del nuovo sito è costato 1 milione di euro, la presenza di Maroni su di una TV privata ci costa 1500 euro a puntata, le campagne cartellonistiche due milioni. Sull’andamento di queste ultime non esiste nessuna analisi costi-risultati. I lombardi hanno poi speso oltre 100 mila euro per il Meeting CL di Rimini, tra allestimento, piano media e acquisto plateatico.

I partiti in Lombardia, eccetto il M5S, hanno già preso i rimborsi elettorali, ma non perdono occasione per fare propaganda! Voltiamo pagina!

E’ notizia dei giorni scorsi che la Metrotranvia Milano-Limbiate sarà messa in sicurezza dalla Regione Lombardia grazie ad un investimento di 13 milioni di euro, a cui seguirà un ulteriore stanziamento di 20 milioni di euro per nuovi tram.

Il M5S lo aveva chiesto a settembre, portando, nell’ambito della discussione del Consiglio regionale sul Piano Regionale dei Trasporti, all’approvazione un ordine del giorno che impegnava la Regione Lombardia ad aprire un tavolo di confronto tra tutti gli enti coinvolti per evitare la chiusura dall’oggi al domani della linea. Ancora »

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato, con il voto favorevole del M5S, la legge per la promozione della Rete escursionistica della Lombardia e approvato due ordini del giorno presentati dal movimento.

E’ una legge positiva che va nella direzione della valorizzazione del nostro patrimonio paesaggistico e ambientale. Certo poteva essere più coraggiosa: non c’è stata chiarezza sulle reali necessità di manutenzione della rete e sulla quantità di risorse da investire.

Grazie all’approvazione di un nostro ordine del giorno si andrà nella direzione di assicurare risorse adeguate alle reali necessità dei nostri sentieri.

Si doveva poi rimarcare in modo più netto il divieto ai mezzi motorizzati di circolare sulla rete, come proposto peraltro dall’Associazione dei Comuni, prevedendone il sequestro e aumentando le sanzioni che, al momento, non costituiscono un deterrente.

Resta irrisolto anche il nodo dell’inserimento nella rete di tratti di sentiero di proprietà privata. Era necessario fare di più per garantire che percorsi liberamente utilizzati da decenni continuino ad essere fruibili da tutti. Ora il rischio è che i privati chiudano i tratti di loro proprietà bloccando interi sentieri.

Proprio per migliorare alcuni degli aspetti ambigui della legge siamo intervenuti con due ordini del giorno, approvati dal Consiglio, che impegnano la giunta a un monitoraggio costante dello stato dei sentieri, a valutare un impegno di adeguate risorse e a rendere il catasto regionale della rete dei sentieri informatizzato e quanto più esaustivo possibile nella disponibilità di informazioni per gli escursionisti e i turisti.


L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente è un ente di diritto pubblico con una funzione ben precisa, quella di proteggere l’ambiente, e non si capisce perché debba invece occuparsi di fare politica di bassa lega, retweettando e mettendo like a commenti su traduzioni errate di interviste al garante del MoVimento 5 Stelle!
Anche perché di lavoro di comunicazione, ad esempio sulla qualità dell’aria in Lombardia, Arpa ne avrebbe da fare, come abbiamo recentemente denunciato.
Viene voglia di sapere chi sia il simpaticone che cura il profilo social di Arpa Lombardia e tramite quali procedure è stato assunto, visti anche i precedenti non proprio edificanti!

A seguito della mia interrogazione riguardante i differenti limiti di emissione degli ossidi di azoto imposti agli inceneritori di BEA (Desio) e Accam (Busto Arsizio), è arrivata la risposta dell’Assessore Terzi.

L’Assessore in sostanza dice: ad Accam abbiamo imposto il limite di 80 mg/Nm3 al 2018 perché in questo modo, se l’impianto sarà ancora attivo, saranno costretti a migliorare i sistemi di trattamento fumi; a BEA invece non lo abbiamo imposto perché avevano già deciso di ammodernare il sistema di trattamento dei fumi e quindi siamo sicuri che riusciranno a raggiungere i valori obiettivo anche senza l’imposizione di un limite.

Mah… questo ragionamento non regge! Una cosa è l’imposizione di un limite, altra cosa è l’ammodernamento dell’impianto. L’ammodernamento è un mezzo per ridurre le emissioni e rispettare i limiti, non può diventare uno scudo per evitare limiti più restrittivi: se così fosse sarebbe un controsenso!

Quindi: se la Regione decide che il limite di emissione va ridotto a 80 mg/Nm3, lo imponga non solo ad Accam ma anche a BEA, a prescindere dai programmi di ammodernamento.

Se BEA aveva già deciso di installare un nuovo sistema di abbattimento fumi, ben venga! ma questa non è una valida motivazione per rinunciare ad abbassare il limite. Al contrario: proprio perché BEA si è dotata della piena capacità tecnica di rispettare il limite di 80 mg/Nm3, questo limite deve essere imposto dalla Regione affinché il Gestore sia tenuto a condurre l’impianto nel modo più corretto.

Questo principio dovrebbe valere per qualsiasi gestore d’impianti ma vale a maggior ragione per BEA che negli ultimi 10 anni, stando alle relazioni di Arpa e alle numerose segnalazioni in Procura, ha condotto l’impianto in modo spesso inadeguato e commettendo numerose irregolarità!

Insomma, sulla base della risposta fornita dall’Assessore Terzi, prendiamo atto che la Regione del leghista Maroni riserva a BEA un trattamento diverso e più permissivo rispetto a quello usato per Accam, pur non essendoci alcuna valida motivazione per non abbassare il limite di emissione degli ossidi di azoto anche per l’inceneritore di Desio! Ricordatevelo la prossima volta che sentirete quelli della Lega di Desio parlare dell’inceneritore!

inquinamento

L’inquinamento atmosferico in Lombardia è un problema che si trascina da decenni. L’inerzia e la miopia dei governi nazionali e regionali che si sono succeduti hanno generato un incredibile ritardo che ogni anno provoca enormi danni sanitari e sociali: a livello nazionale si stimano costi per circa 100 miliardi di euro nel 2010 (dati OCSE).

A questi costi “nascosti”  bisognerà aggiungere, probabilmente, i costi “vivi” della maxi multa (oltre 1 miliardo di euro!) che l’Unione Europea potrebbe infliggere all’Italia in relazione alle due procedure d’infrazione aperte nel 2014 e 2015 per il superamento dei livelli di ossidi di azoto e polveri sottili. Oltre al danno la beffa, perché come al solito saranno i cittadini a dover pagare per l’incapacità dei governi nazionali e regionali!

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