Una delle più grandi rivoluzioni operate dal Movimento 5 Stelle è sicuramente quella di aver fatto ritrovare a molti cittadini l’amore per la politica e l’interesse per la “cosa pubblica” che è di tutti e va difesa. In un’Italia in cui da decenni tutto sembrava bloccato in mano ai soliti partiti, il M5S ha trascinato con sé moltissimi cittadini fino all’interno delle istituzioni. Un’ondata di partecipazione che non ha precedenti nel nostro paese. E grazie al fatto che coloro che sono stati eletti come portavoce siano “alcuni di noi”, le istituzioni sono diventate qualcosa di vicino e accessibile a tutti. Per questo, fin dall’ingresso dei portavoce M5S nel consiglio regionale lombardo, è stato avviato un percorso di conoscenza dell’istituzione invitando cittadini, simpatizzanti, attivisti a partecipare a una giornata di lavori delle commissioni consiliari.

Oggi sono venuti a trovarci Sergio e Laura.

E’ stato firmato il protocollo d’intesa tra le Asst di Monza e Vimercate per il mantenimento in cura dei dializzati di Carate e Seregno presso l’ospedale di Desio.

Ancor prima che del M5S, è una vittoria dei pazienti e delle loro famiglie! Sono molto soddisfatto perché siamo stati i primi ad occuparci dei dializzati di Carate e Seregno e gli unici a portare il problema in Consiglio regionale creando quel confronto diretto tra pazienti e Assessore che ha dato il via alla soluzione del problema.

Abbiamo seguito passo passo le trattative e mantenuto quotidianamente il contatto con i pazienti e questo risultato, raggiunto grazie a un dialogo costruttivo con l’Assessorato alla Sanità, dimostra come il Movimento 5 Stelle sa dialogare con le altre forze politiche quando il tema è l’interesse dei cittadini.

Non possiamo però concedere sconti a questa Giunta regionale che ha riformato la sanità senza porsi il problema delle gravi conseguenze che avrebbe avuto sui malati.

Ad ogni modo oggi ci godiamo questo successo. Sono felice per i malati e le loro famiglie!

Prendendo spunto da una comunicazione della Commissione Europea sul tema dell’incenerimento dei rifiuti, un paio di mesi fa avevo presentato un’interrogazione (citata in questo post) con la quale sollecitavo il Presidente Maroni e la Giunta regionale a rilanciare il tema del decomissioning degli inceneritori più vecchi, emanando le linee guida previste dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) del 2014 e attese ormai da ben 3 anni! Ancora »

Accolta favorevolmente dalla Giunta Regionale la proposta del MoVimento 5 Stelle di investire parte dei 55 milioni di euro destinati alla valorizzazione del complesso monumentale della Villa Reale e del Parco di Monza per il recupero dell’edificio ex Borsa per l’Istituto d’Arte e liceo artistico Nanni Valentini. Ancora »

Nel 2014 la Regione Lombardia aveva approvato una legge per la riduzione del consumo di suolo (legge 31 del 2014). Era una legge molto debole, che noi avevamo contrastato duramente in aula perché per un periodo di ben 30 mesi non solo non limitava, ma addirittura favoriva gli operatori nel realizzare le spropositate previsioni edificatorie contenute nei PGT dei Comuni. Si trattava insomma di un liberi tutti per il consumo di suolo!

Una cosa buona però quella legga ce l’aveva: le previsioni edificatorie che non venivano concretizzate entro i 30 mesi sarebbero state congelate in attesa che la Regione, la Città Metropolitana, le Province e i Comuni non recepissero dei nuovi criteri per limitare il consumo di suolo.

Questi famosi 30 mesi stanno per scadere (1 giugno 2017) e con essi stava per svanire anche l’incubo di vedere cementificate aree verdi in Lombardia pari a due volte e mezza l’estensione del Comune di Milano (a tanto ammontano le previsioni edificatorie non ancora realizzate nei comuni lombardi).

Tutto è bene quel che finisce bene dunque? Ancora »


Oggi il Consiglio regionale ha discusso la question time che ho presentato sul caso dei pazienti nefropatici in trattamento dialisi nei centri C.A.L. (Centro Assistenza Limitata) di Carate Brianza e Seregno che non saranno più seguiti dal Presidio ospedaliero di Desio ma saranno presi in carico dal Presidio ospedaliero di Vimercate. L’interrogazione chiedeva di trovare rapidamente una soluzione per evitare di sottoporre i pazienti (e le loro famiglie) a gravi disagi legati alla necessità di sottoporsi a visite, trattamenti e controlli frequenti presso il lontano ospedale di Vimercate. Ancora »

Molti cittadini, ricordando la risoluzione del consiglio regionale della Lombardia che nel 2013 approvò la nostra proposta di progressivo spegnimento degli inceneritori più vecchi, ci chiedono informazioni circa il piano di dismissione: è proprio il caso di fare il punto su questa importante questione! Ancora »


Esiste un modo relativamente semplice per ridurre il consumo di energia (e l’inquinamento) negli edifici dotati di riscaldamento centralizzato: installando valvole termostatiche e sistemi di contabilizzazione del calore nei condomini è possibile regolare con precisione la temperatura nei vari locali e pagare di conseguenza solo quello che si consuma. In questo modo si incentiva una corretta regolazione delle temperature e si ottengono sensibili risparmi energetici ed economici che ripagano in fretta i costi di adeguamento dell’impianto (costi che peraltro sono facilmente finanziabili tramite società speciliazzate – ESCO, Energy Service Company – o appositi strumenti bancari).

Sulla carta, l’obbligo di installazione di questi sistemi è stato istituito in Lombardia con una legge regionale del 2011 e sarebbe dovuto andare a regime entro il 2014.

Nei fatti la legge non ha trovato applicazione concreta perché negli anni si sono susseguiti vari rinvii pasticciati che hanno creato notevole incertezza tra i proprietari e gli addetti ai lavori. L’estenuante “tira e molla” sembrava finalmente superato a partire dal 1° gennaio 2017 quando l’obbligo è diventato pienamente operativo con tanto di controlli e sanzioni. Sembrava… invece la politica ci ha messo di nuovo lo zampino e ha combinato l’ennesimo pasticcio!

Premessa: a fine dicembre, con il cosiddetto “decreto milleproroghe”, è stata rinviata dal 31.12.2016 al 30.06.2017 la scadenza di una norma nazionale analoga a quella regionale. Il partito democratico, preso da cieca smania statalista e centralizzatrice, ha colto la palla al balzo e a gennaio ha proposto una mozione per adeguare la norma regionale alla nuova scadenza nazionale.

Il gruppo consiliare della Lega Nord, contro il parere della propria giunta, ha pensato bene di esaudire la richiesta del PD presentando un progetto di legge che si inchina allo Stato centrale svilendo il potere normativo della Regione: infatti non esiste alcun obbligo di rispettare la normativa nazionale in questo campo!

A quel punto il Partito Democratico, pur in evidente imbarazzo di fronte a un provvedimento davvero poco illuminato, per “coerenza” non ha potuto far altro che approvare la proposta centralista della Lega!

In questo scenario surreale il M5S è stata l’unica forza politica che ha votato contro perché non esiste un solo motivo per giudicare positivamente questo ennesimo rinvio: dopo aver (faticosamente!) anticipato lo Stato centrale è un totale controsenso che ora Regione Lombardia si fermi volontariamente ad aspettare!

La scusa della crisi economica non regge perché, come dicevo, tramite ESCO o appositi strumenti finanziari è ormai possibile eseguire interventi di riqualificazione energetica senza dover investire di tasca propria. Inoltre, decidere a metà marzo di rinviare un termine scaduto da due mesi e mezzo non è assolutamente corretto nei confronti dei cittadini che si sono adeguati per tempo e premia ingiustamente chi non ha rispettato la scadenza!

Insomma, dopo anni di incertezza normativa, anziché fare chiarezza la Regione continua ad apparire in grave stato confusionale!

I lombardi spendono quasi 4 milioni di euro (3.815.159 per l’esattezza) per le spese di comunicazione di Regione Lombardia. Metà della somma, finisce nell’acquisto di spazi pubblicitari.

In realtà ci sarebbe poco o nulla da eccepire: è corretto che un’istituzione che amministra la sanità, i trasporti, il welfare, l’energia e l’ambiente investa per comunicare, informare e sensibilizzare i cittadini. Peccato che la longa manus dei partiti rischia di trasformare le spese di comunicazione istituzionale in spese di propaganda elettorale permanente. E Maroni & C. sulla cartellonistica e nelle trasmissioni tv a pagamento se le cantano e se le suonano per convincere, a centinaia di migliaia di euro a campagna, i cittadini che la “loro” Lombardia è “eccellente”, “innovativa”, “dinamica”…

Il Piano di Comunicazione regionale 2017 è tanto sbilanciato quanto sconsolante. Il documento insiste sul “rush finale” della legislatura. Ma perché? La comunicazione istituzionale non dovrebbe interessarsi dell’imminente fine della legislatura e dell’appuntamento elettorale. Questi sono questioni che riguardano le forze politiche, non l’ente regionale! I partiti che amministrano la regione e le legislature vanno e vengono, l’Istituzione Regione Lombardia resta e il flusso della comunicazione dovrebbe riguardare esclusivamente la programmazione istituzionale.

La vena propagandistica del piano di comunicazione fa capolino anche tra i temi prioritari per le future campagne dove compare l’immigrazione che è il la madre di tutte le battaglie della Lega Nord sulla quale però l’Ente Regione Lombardia, al di là delle chiacchiere della maggioranza, ha ben pochi margini di intervento.

Che dire poi della campagna “La Lombardia dal 2013 ad oggi”, quando il 2013 è esattamente l’anno di insediamento della Giunta Maroni?

I temi prioritari scelti per informare i lombardi sono poi del tutto scollegati con la realtà. Regione Lombardia sensibilizza ben poco i cittadini sulle buone pratiche per ridurre le emissioni inquinanti (come prendere i mezzi pubblici) o sulla prevenzione in ambito sanitario, preferendo gli asini da battaglia della Lega come la Macroregione Alpina, il post Expo, l’eccellenza lombarda e così via.

Anche i costi del piano lasciano molti dubbi. Il restyling del nuovo sito è costato 1 milione di euro, la presenza di Maroni su di una TV privata ci costa 1500 euro a puntata, le campagne cartellonistiche due milioni. Sull’andamento di queste ultime non esiste nessuna analisi costi-risultati. I lombardi hanno poi speso oltre 100 mila euro per il Meeting CL di Rimini, tra allestimento, piano media e acquisto plateatico.

I partiti in Lombardia, eccetto il M5S, hanno già preso i rimborsi elettorali, ma non perdono occasione per fare propaganda! Voltiamo pagina!

E’ notizia dei giorni scorsi che la Metrotranvia Milano-Limbiate sarà messa in sicurezza dalla Regione Lombardia grazie ad un investimento di 13 milioni di euro, a cui seguirà un ulteriore stanziamento di 20 milioni di euro per nuovi tram.

Il M5S lo aveva chiesto a settembre, portando, nell’ambito della discussione del Consiglio regionale sul Piano Regionale dei Trasporti, all’approvazione un ordine del giorno che impegnava la Regione Lombardia ad aprire un tavolo di confronto tra tutti gli enti coinvolti per evitare la chiusura dall’oggi al domani della linea. Ancora »

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato, con il voto favorevole del M5S, la legge per la promozione della Rete escursionistica della Lombardia e approvato due ordini del giorno presentati dal movimento.

E’ una legge positiva che va nella direzione della valorizzazione del nostro patrimonio paesaggistico e ambientale. Certo poteva essere più coraggiosa: non c’è stata chiarezza sulle reali necessità di manutenzione della rete e sulla quantità di risorse da investire.

Grazie all’approvazione di un nostro ordine del giorno si andrà nella direzione di assicurare risorse adeguate alle reali necessità dei nostri sentieri.

Si doveva poi rimarcare in modo più netto il divieto ai mezzi motorizzati di circolare sulla rete, come proposto peraltro dall’Associazione dei Comuni, prevedendone il sequestro e aumentando le sanzioni che, al momento, non costituiscono un deterrente.

Resta irrisolto anche il nodo dell’inserimento nella rete di tratti di sentiero di proprietà privata. Era necessario fare di più per garantire che percorsi liberamente utilizzati da decenni continuino ad essere fruibili da tutti. Ora il rischio è che i privati chiudano i tratti di loro proprietà bloccando interi sentieri.

Proprio per migliorare alcuni degli aspetti ambigui della legge siamo intervenuti con due ordini del giorno, approvati dal Consiglio, che impegnano la giunta a un monitoraggio costante dello stato dei sentieri, a valutare un impegno di adeguate risorse e a rendere il catasto regionale della rete dei sentieri informatizzato e quanto più esaustivo possibile nella disponibilità di informazioni per gli escursionisti e i turisti.


L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente è un ente di diritto pubblico con una funzione ben precisa, quella di proteggere l’ambiente, e non si capisce perché debba invece occuparsi di fare politica di bassa lega, retweettando e mettendo like a commenti su traduzioni errate di interviste al garante del MoVimento 5 Stelle!
Anche perché di lavoro di comunicazione, ad esempio sulla qualità dell’aria in Lombardia, Arpa ne avrebbe da fare, come abbiamo recentemente denunciato.
Viene voglia di sapere chi sia il simpaticone che cura il profilo social di Arpa Lombardia e tramite quali procedure è stato assunto, visti anche i precedenti non proprio edificanti!

A seguito della mia interrogazione riguardante i differenti limiti di emissione degli ossidi di azoto imposti agli inceneritori di BEA (Desio) e Accam (Busto Arsizio), è arrivata la risposta dell’Assessore Terzi.

L’Assessore in sostanza dice: ad Accam abbiamo imposto il limite di 80 mg/Nm3 al 2018 perché in questo modo, se l’impianto sarà ancora attivo, saranno costretti a migliorare i sistemi di trattamento fumi; a BEA invece non lo abbiamo imposto perché avevano già deciso di ammodernare il sistema di trattamento dei fumi e quindi siamo sicuri che riusciranno a raggiungere i valori obiettivo anche senza l’imposizione di un limite.

Mah… questo ragionamento non regge! Una cosa è l’imposizione di un limite, altra cosa è l’ammodernamento dell’impianto. L’ammodernamento è un mezzo per ridurre le emissioni e rispettare i limiti, non può diventare uno scudo per evitare limiti più restrittivi: se così fosse sarebbe un controsenso!

Quindi: se la Regione decide che il limite di emissione va ridotto a 80 mg/Nm3, lo imponga non solo ad Accam ma anche a BEA, a prescindere dai programmi di ammodernamento.

Se BEA aveva già deciso di installare un nuovo sistema di abbattimento fumi, ben venga! ma questa non è una valida motivazione per rinunciare ad abbassare il limite. Al contrario: proprio perché BEA si è dotata della piena capacità tecnica di rispettare il limite di 80 mg/Nm3, questo limite deve essere imposto dalla Regione affinché il Gestore sia tenuto a condurre l’impianto nel modo più corretto.

Questo principio dovrebbe valere per qualsiasi gestore d’impianti ma vale a maggior ragione per BEA che negli ultimi 10 anni, stando alle relazioni di Arpa e alle numerose segnalazioni in Procura, ha condotto l’impianto in modo spesso inadeguato e commettendo numerose irregolarità!

Insomma, sulla base della risposta fornita dall’Assessore Terzi, prendiamo atto che la Regione del leghista Maroni riserva a BEA un trattamento diverso e più permissivo rispetto a quello usato per Accam, pur non essendoci alcuna valida motivazione per non abbassare il limite di emissione degli ossidi di azoto anche per l’inceneritore di Desio! Ricordatevelo la prossima volta che sentirete quelli della Lega di Desio parlare dell’inceneritore!

inquinamento

L’inquinamento atmosferico in Lombardia è un problema che si trascina da decenni. L’inerzia e la miopia dei governi nazionali e regionali che si sono succeduti hanno generato un incredibile ritardo che ogni anno provoca enormi danni sanitari e sociali: a livello nazionale si stimano costi per circa 100 miliardi di euro nel 2010 (dati OCSE).

A questi costi “nascosti”  bisognerà aggiungere, probabilmente, i costi “vivi” della maxi multa (oltre 1 miliardo di euro!) che l’Unione Europea potrebbe infliggere all’Italia in relazione alle due procedure d’infrazione aperte nel 2014 e 2015 per il superamento dei livelli di ossidi di azoto e polveri sottili. Oltre al danno la beffa, perché come al solito saranno i cittadini a dover pagare per l’incapacità dei governi nazionali e regionali!

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La Commissione regionale Ambiente ha approvato all’unanimità una risoluzione del M5S Lombardia sulla rete di teleriscaldamento dell’inceneritore di Silea a Valmadrera (Lecco).

La risoluzione, che dovrà essere sottoposta al voto del Consiglio nelle prossime settimane, prevede l’attivazione di un tavolo tecnico di lavoro con la Direzione Generale Competente di Regione Lombardia e la ditta Silea S.p.A, al fine di tenere costantemente monitorato l’iter della prescrizione della realizzazione della rete di teleriscaldamento legata all’inceneritore di Valmadrera con particolare riferimento all’esito dell’effettuazione:

a) dell’indagine epidemiologica attualmente in corso sugli impatti sulla salute generati dall’impianto,

b) della ricognizione degli impianti di riscaldamento domestico che verrebbero sostituiti dalla rete di teleriscaldamento,

c) del confronto di carattere quantitativo e qualitativo – a parità di calore generato – tra la stima delle emissioni delle caldaie esistenti che verrebbero sostituite e quelle dell’impianto di incenerimento

d) dell’analisi delle aree territoriali di ricaduta degli inquinanti presenti nelle emissioni dell’inceneritore al fine di verificare se queste coincidano con le aree che godrebbero del miglioramento ambientale dovuto alla sostituzione degli impianti di riscaldamento domestico con il teleriscaldamento.

Eravamo partiti, mesi fa, con un testo molto più duro che chiedeva di togliere la prescrizione di Regione Lombardia relativa alla realizzazione della rete di teleriscaldamento, in modo da lasciare la piena libertà ai comuni soci dell’impianto di decidere se procedere o meno con la realizzazione della rete. Le grosse reti di teleriscaldamento non ci piacciano, in quanto le consideriamo ormai obsolete dato che è molto meglio investire le risorse pubbliche nell’efficientamento energetico degli edifici, piuttosto che bruciare rifiuti – che arrivano da chissà dove – per riscaldare le case.

Inoltre questi impianti rappresentano oggettivamente un freno alla possibilità di dismettere quantomeno una parte degli inceneritori lombardi, che ormai da anni sono in sovrannumero rispetto alle esigenze della nostra regione.

Abbiamo dovuto fronteggiare alcuni aspetti di carattere giudirico/amministrativo e soprattutto i diversi orientamenti delle altre forze politiche, per cui alla fine il testo approvato si orienta sull’idea affiancare l’iter della prescrizione regionale della realizzazione del teleriscaldamento alla effettuazione di ulteriori approfondimenti tecnici legati agli impatti sulla salute dei cittadini e alle ricadute degli inquinanti emessi dal forno.

Come primo firmatario della risoluzione sono soddisfatto perché si tratta di un segnale di attenzione da parte della Regione nei confronti del dibattito che si è sviluppato negli ultimi mesi sul territorio, che spero possa proseguire nella maniera più libera possibile e porti i soci di Silea ad abbandonare questo assurdo progetto.

Al momento l’unica cosa certa è che il forno di Valmadrera contribuisce a quella sovracapacità impiantistica di incenerimento della nostra regione che tutte le forze politiche – a parole – dicono di voler contrastare. Piuttosto che investire milioni di euro in obsoleti progetti di teleriscaldamento, bisognerebbe concentrarsi su un serio piano di riconversione del forno lecchese in un impianto pulito di recupero di materiali post consumo. Ne deriverebbero evidenti benefici ambientali, sanitari e occupazionali per i cittadini lecchesi.

In arrivo la riduzione dei servizi su 7 linee bus e la soppressione totale, dal 1° febbraio 2017, delle linee Z225 (Nova Milanese-Sesto San Giovanni) e Z227 (Monza-Lissone-Muggiò) che trasportano ogni giorno circa 4000 passeggeri ciascuna.
Come si legge nel comunicato della Provincia, la riduzione “pari al 9,4% delle percorrenze 2016” si sarebbe resa necessaria per garantire il pareggio del bilancio dell’Ente.

Come si è potuto arrivare a una scelta così drastica? Le motivazioni sono diverse e sono note da tempo: il M5S ha avuto modo di occuparsene più volte anche con atti in consiglio regionale per sopperire ai ripetuti tagli governativi ai servizi di trasporto locale.

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mercurio-inceneritori

Il mercurio è un metallo dannosissimo per l’ambiente e la salute umana. Per questo motivo l’Unione Europea ha vietato da anni la vendita di termometri a mercurio, tuttavia sono ancora molti i prodotti di uso comune che lo contengono: batterie, pile per orologi, vernici, lampadine e tubi fluorescenti, solo per citare alcuni esempi.

Proprio per evitare la contaminazione dell’ambiente è importante che a fine vita tali prodotti siano correttamente differenziati; purtroppo solo una piccola parte viene differenziata: basti pensare che in Italia solo 1 lampada fluorescente su 5 viene recuperata in modo ecologico. Tutte le altre, per vari motivi che spaziano dalla rottura accidentale alla scarsa informazione, si perdono nei rifiuti indifferenziati e così, senza alcuna possibilità di controllo, vanno a finire in discarica o in un forno inceneritore: durante la combustione il mercurio evapora ed esce dal camino con i fumi.

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Due dei miei ordini del giorno al bilancio regionale sono stati approvati dall’aula.

Il primo chiede di investire nelle competenze digitali dei giovani lombardi.

Il mondo dell’Ict e dei servizi digitali è uno dei più frizzanti dal punto di vista occupazionale. Le stime del Cedefop (Agenzia di ricerca sull’istruzione e la formazione tecnica e professionale nell’Unione Europea) prevedono per l’Italia, tra 2015 e 2025, la creazione di nuove opportunità occupazionali (dipendenti e autonomi) per oltre 2 milioni di profili tecnici intermedi. I numeri lasciano quindi pensare che il digitale – in tutte le sue sfumature – sia un ambiente fertile per chi si deve formare e lanciare sul mercato del lavoro.

L’offerta formativa di Regione Lombardia è però carente di percorsi in competenze digitali, difatti gli indirizzi maggiormente frequentati sono benessere/cura della persona e ristorazione (rispettivamente 13.000 e 10.500 allievi), seguiti dall’indirizzo elettrico e meccanico.

Per offrire ai ragazzi le competenze necessarie per andare incontro alle nuove opportunità occupazionali del mercato del lavoro ho chiesto e ottenuto uno stanziamento di risorse per l’anno scolastico 2017/2018 per incrementare l’offerta formativa con dei percorsi mirati all’acquisizione di competenze digitali.

Con l’altro ordine del giorno ho affrontato uno dei temi più caldi riguardo l’energia rinnovabile: la diffusione dei sistemi di accumulo. In primavera la Regione aveva messo a disposizione due milioni di euro in contributi per l’acquisto di sistemi di accumulo di energia elettrica da impianti fotovoltaici. Il bando aveva avuto un enorme successo tanto che i contributi erano andati esauriti in pochissimo tempo.

I sistemi di accumulo aumentano l’autoconsumo di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e diminuiscono le emissioni di gas serra derivanti dalla produzione di energia da combustibili fossili. Per questo motivo ho chiesto il rifinanziamento del bando!

Ora, come sempre in questi casi, aspettiamo che alle votazioni in consiglio regionale seguano i fatti concreti!

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Oltre 90 mila euro per una missione a Johannesburg. E’ questa la somma monstre sborsata dalla Lombardia per presentare le imprese lombarde al summit organizzato a in Sud Africa dal Forum Ambrosetti il 18 e 19 ottobre scorso. Diciamolo chiaramente: i progetti d’internazionalizzazione delle imprese sono utili; un’occasione da non perdere per le aziende che vogliono aprirsi a nuovi mercati.

Peccato che, come vedremo dai dati che abbiamo ottenuto grazie a un accesso agli atti, se organizzati dal Vice Presidente della regione Fabrizio Sala, risultino ben lontani dal raggiungere i risultati sperati e il rapporto costi-benefici lasci molto a desiderare.

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