I comuni italiani sono tenuti per legge a redigere il Piano di Zonizzazione acustica (PZA) che stabilisce i massimi livelli sonori per le varie zone del territorio. E’ uno strumento che consente di proteggere le aree meno rumorose e promuovere il risanamento di quelle più rumorose, a vantaggio dell’ambiente e della qualità della vita. La classificazione prevede sei livelli: dalla classe I, che viene attribuita alle aree più protette, fino alla classe VI, la più rumorosa.

Osservando la tavola grafica del PZA del Comune di Monza si nota che il Parco comprende non solo la più vasta zona protetta (classe I, rappresentata in colore grigio) di tutto il territorio monzese, ma anche la più grande zona in classe V (in colore rosso) che corrisponde all’Autodromo. Ancora »

Sarebbe bello vedere lo stesso impegno che Maroni mette da anni per salvare Pedemontana per combattere lo smog che uccide migliaia di lombardi ogni anno; oppure per eliminare le liste d’attesa presso gli ospedali pubblici. Invece questa determinazione, al limite dell’accanimento terapeutico, la mette solo per salvare una grande opera davastante per il territorio. Ancora »

Nel 2014 con il decreto “Sblocca Italia” il Governo Renzi autorizzò gli inceneritori a smaltire i rifiuti urbani indifferenziati provenienti da tutta Italia. Il M5S si oppose duramente a questa scelta perché ritenevamo che non avrebbe risolto alcun problema ma al contrario avrebbe causato danni in tutta Italia.

Oggi possiamo dire che le conseguenze negative dello sciagurato articolo 35 sono anche peggiori del previsto. Ancora »

Capire il funzionamento delle Regionarie del M5S non è difficile, eppure Andrea Senesi del Corriere e Andrea Montanari di Repubblica non ce l’hanno fatta.
Il primo parla di “omissis e opacità” perché non è stato comunicato il numero dei votanti e la graduatoria provvisoria degli aspiranti candidati governatori, mentre il secondo sostiene che gli aspiranti candidati governatori dovevano essere venti, ma si sono ridotti a dodici avendo alcuni rinunciato “perché dovevano optare tra la Regione e il Parlamento”.

Allora, vediamo di rimettere in ordine il tutto. La scelta tra candidarsi in Regione o in Parlamento ciascuno l’ha fatta prima della prima tornata di votazioni, quella che individuava i candidati consiglieri per i vari listini provinciali e nulla ha a che fare che questo secondo giro di votazione per il candidato presidente.
La regola è chiara: i primi venti classificati (i primi dodici di ciascuna provincia più gli altri 8 più votati) avevano la facoltà (non l’obbligo) di proporsi come candidato governatore. Semplicemente dodici hanno accettato e otto no.

Il motivo per cui non è stata pubblicata la graduatoria dei venti potenziali aspiranti candidati governatori è molto semplice: garantire che quelli che tra loro davano la disponibilità alla seconda votazione partissero da una posizione di parità. Zero a zero palla al centro, per usare una metafora calcistica.
I voti espressi per ciascun candidato e il numero di votanti si sapranno domani, a bocce ferme, come è successo poche settimane fa per il Lazio.

Mi sembra tutto molto semplice e lineare, no?

E’ un dato di fatto e noi del M5S ce ne siamo occupati tantissimo: in Lombardia abbiamo troppi siti contaminati e spesso i livelli di inquinamento dell’aria superano le soglie di allerta. La pressione ambientale è prodotta non solo dalle attività economiche ma anche dalla alta densità della popolazione e provoca impatti sulla salute che non possono essere trascurati. Sono sempre più frequenti le segnalazioni di possibili aumenti di incidenza di malattie in aree dove ci sono sorgenti inquinanti come insediamenti industriali, discariche o inceneritori. Ancora »

Dopo una proposta di legge, un’interrogazione e un ordine del giorno andati a vuoto, martedì il Consiglio Regionale della Lombardia ha finalmente detto sì a una mobilità sostenibile, alla tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini e dei loro portafogli. Ancora »

La fine di Pedemontana è segnata: o il tribunale decreterà il fallimento il 4 dicembre oppure bisognerà aspettare gennaio 2018, data dopo la quale la società stessa ha ammesso che non sarà in grado di garantire la continuità aziendale. Ormai il destino dell’autostrada è segnato.

Sarebbe utile che Maroni la finisse con l’addolcire la pillola. Dichiarare che Pedemontana ha ‘qualche criticità’ come una richiesta di fallimento è semplicemente assurdo.

Mancano i due miliardi e mezzo di finanziamento delle banche, sono falliti i tentativi di aumento del capitale sociale per 500 milioni di euro, la modifica del piano economico finanziario è ferma da mesi a Roma, il contenzioso da 3,2 miliardi euro con Strabag non è stato risolto, i progetti esecutivi delle tratte mancanti sono stati bocciati, i costi per la bonifica dei terreni inquinati dalla diossina di Seveso sono scoperti e le garanzie richieste dalla banche per il rischio legato agli scarsi flussi di traffico sono passate da quattrocentocinquanta milioni ad un miliardo e duecento. Regione Lombardia deve immediatamente prendere in considerazione una exit strategy.

Oltre un anno per ottenere un posto di lavoro da giornalista in Regione Lombardia; vogliamo vederci chiaro! E’ infatti il più bizzarro dei concorsi lumaca quello al quale hanno presentato domanda decine di giornalisti nel 2016, per ottenere un contratto di lavoro a tempo determinato all’agenzia stampa della Giunta regionale della Lombardia. In “palio” ci sono 11 posti di lavoro.

Ancora »

Nei giorni scorsi è arrivato dall’assessore regionale Sorte il terzo aggiornamento sullo stato di avanzamento delle opere di compensazione di Pedemontana. Anche questa volta non si notano particolari accelerazioni.

E’ vero, come ha sottolineato Pedemontana in una nota, che le convenzioni sottoscritte sono arrivate a quota 18 su un totale di 23 progetti, ma la lettura di questo dato è molto parziale e fuorviante se non si considerano i forti ritardi che riguardano la progettazione esecutiva.

Al momento solo 6 progetti esecutivi hanno ricevuto l’approvazione e di questi solo 1 è già nella fase di gara. Quanti anni si dovranno aspettare ancora per vedere il completamento di opere che avrebbero dovuto procedere di pari passo con la realizzazione dell’autostrada? Dopo quasi due anni dall’inaugurazione delle tratte A e B1 di Pedemontana (novembre 2015) non si è ancora vista l’apertura di un solo cantiere!

VILLA REALE E PARCO DI MONZA: DA MARONI TANTE CHIACCHIERE E POCHI FATTI!

Posted by Gianmarco Corbetta Portavoce MoVimento 5 Stelle Lombardia on Monday, October 9, 2017

 

 

Avevo chiesto che qualcuno della giunta regionale venisse in commissione cultura a riferire sui problemi segnalati qualche tempo fa dal direttore del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, Pietro Addis. Si è presentato il vice presidente Fabrizio Sala ed è stata l’occasione per fare il punto su tutte le questioni di attualità per il complesso Villa/Parco/Autodromo. Ancora »

"La Lombardia è una camera a gas, mancano risorse e idee."L'intervista a Gianmarco Corbetta Portavoce MoVimento 5 Stelle Lombardia di questa mattina a Radio Popolare dopo l'approvazione di Regione Lombardia delle nuove "regole" anti inquinamento. Così non basta.

Posted by MoVimento 5 Stelle Lombardia on Tuesday, September 19, 2017

 

In Lombardia per il solo PM 2,5 sono stimate almeno 10 mila morti ogni anno. Basta questo dato per comprendere quanto il problema sia sottostimato in Regione. Le misure adottate dalla Giunta oggi sono totalmente insufficienti. E’ ora di dire basta ai rinvii del blocco dei diesel euro 3. Rendere i divieti di circolazione vincolanti solo per i comuni al di sopra dei 30 mila abitanti è davvero ben poca cosa. I tavoli di confronto e i piani aria se non sono supportati da ingenti risorse servono a poco o nulla e in questo caso le risorse messe a disposizione per migliorare la qualità dell’aria sono risibili.

Per il M5S quello che manca è una visione a lungo termine e un cambio di paradigma con controlli veri sui divieti e ingenti investimenti sul trasporto pubblico, su un grande piano di mobilità elettrica e, ancora, sull’efficientamento energetico degli edifici.

Nel video l’intervista che ho rilasciato ieri a Radio Popolare dopo l’approvazione di Regione Lombardia delle nuove “regole” anti inquinamento.

Oggi Roberto Maroni su Libero ha dato il peggio di sé sparando una menzogna dietro l’altra sugli effetti del SI al referendum sull’autonomia del 22 ottobre.
Dalla riduzione del residuo fiscale (“se anche solo trattengo 30 miliardi di residuo fiscale…”) alla Lombardia a statuto speciale (“esattamente come la Sicilia”), dalla sicurezza (“potrò gestire l’ordine pubblico e le forze dell’ordine”) alla partecipazione alle sedute del consiglio dei ministri (“con diritto di voto”, “la Lombardia avrà un ministro fisso”) fino al delirio sugli investimenti per lo sviluppo delle altre regioni (“che controllo e stabilisco io”)!
Non facciamoci ingannare dalle balle spaziali della Lega, che tratta i cittadini lombardi come dei bimbetti a cui si può raccontare qualsiasi fesseria.
Il quesito del referendum, voluto dal MoVimento 5 Stelle, parla di tutt’altro, individua un percorso concreto e fattibile per ottenere maggiore autonomia da parte della nostra regione, è perfettamente rispettoso della nostra Costituzione e non toglie nulla alle altre regioni.
Non farti prendere in giro e informati!

La Villa è sotto organico, mancano le risorse per una vera valorizzazione culturale del sito e latitano persino i dispositivi per garantire la sicurezza. Solo una piena valorizzazione culturale della Villa e del Parco può assicurare al nostro territorio un flusso continuativo di turisti e il relativo indotto per tutto l’anno. Ma Maroni vuole i grandi eventi – sportivi e musicali – che si esauriscono in una manciata di giorni, così come l’indotto che portano.

La nostra richiesta di intervento a favore della Villa così come tutte le altre richieste del M5S sono state BOCCIATE senza discussione dalla maggioranza per “far pagare” al Movimento la protesta contro i 500mila euro “regalati” a un torneo di golf.
Ricordatevi anche di questo, quando vi chiederanno di votarli ancora!


Ancora non si sono viste le risorse per riqualificare il Corberi, l’ex manicomio di Limbiate, in una moderna “Cittadella delle Fragilità”. Eppure il Consiglio Regionale, proprio un anno fa, aveva approvato all’unanimità una mozione sull’argomento. Con un emendamento all’assestamento al bilancio regionale abbiamo chiesto un investimento di 5 milioni e 370 mila euro, utili per le prime necessità, cioè la messa in sicurezza e l’adeguamento strutturale degli immobili. Sono le prime operazioni utili per ottenere un regolare accreditamento della struttura nel quadro della Sanità lombarda e poter cominciare a ragionare seriamente sulla futura Cittadella delle Fragilità.

Questa e tutte le altre richieste del M5S sono state BOCCIATE senza discussione dalla maggioranza per “far pagare” al Movimento la protesta contro i 500mila euro “regalati” a un torneo di golf.
Ricordatevi anche di questo, quando vi chiederanno di votarli ancora!

Nel 2007 era partito ufficialmente il progetto volto alla riqualificazione di un quartiere di Lissone, finanziato da Regione Lombardia e ALER. L’obiettivo era quello di riqualificare il quartiere, dandogli un volto nuovo, migliorando la qualità della vita e rafforzando il senso di appartenenza al territorio.

Il progetto è partito e, sebbene lentamente, sta proseguendo ma finché l’Aler non inizia i lavori di ristrutturazione delle palazzine abbattute a metà, resta la sensazione di una zona abbandonata a se stessa, quasi in uno scenario da bombardamento bellico. Un degrado inaccettabile per una città come Lissone.

Per questo motivo abbiamo chiesto 500 mila euro per sbloccare la situazione, ma questa e tutte le altre richieste del M5S sono state BOCCIATE senza discussione dalla maggioranza per “far pagare” al Movimento la protesta contro i 500mila euro “regalati” a un torneo di golf.
Ricordatevi anche di questo, quando vi chiederanno di votarli ancora!

Vi ricordate l’impegno del M5S Lombardia a portare le richieste dei cittadini in consiglio regionale all’interno dell’assestamento di bilancio?
Una di queste richieste era trovare una soluzione per l’annoso problema dell’accessibilità alla sede ex Asl di Desio.
Questa e tutte le altre richieste del M5S sono state BOCCIATE senza discussione dalla maggioranza per “far pagare” al Movimento la protesta contro i 500mila euro “regalati” a un torneo di golf.
Ricordatevi anche di questo, quando vi chiederanno di votarli ancora!

Più finanziamenti per il Consorzio Villa Reale di Monza e risorse per la ristrutturazione del Distretto ASL di Desio, per la Cittadella della Fragilità al Corberi di Limbiate, per opere urgenti contro il dissesto idrogeologico a Vimercate, per l’edilizia popolare a Lissone e per dare nuova vita al fiume Seveso.
Sono queste le richieste che ho presentato oggi per l’assestamento di bilancio della Regione.
Sono questioni aperte da anni in Brianza, che portiamo all’attenzione di una maggioranza distratta quando si tratta di investire sui territori.

Ancora »

Come ho scritto in un recente post, è ormai da un anno che attendo la risposta alla mia interrogazione circa la gestione dei rifiuti ospedalieri nella sanità lombarda.

Il tutto era nato dalla segnalazione di un cittadino che lamentava l’uso irregolare dei contenitori per i rifiuti sanitari a rischio infettivo in una importante struttura ospedaliera milanese. Di fatto normali rifiuti urbani venivano raccolti come rifiuti pericolosi, creando un aggravio di costi perché il rifiuto sanitario viene incenerito con costi elevatissimi a carico dell’ospedale, costi che alla fine pagano i cittadini. Ancora »

Oggi vi racconto una storia assurda!

E’ una storia che comincia poco prima di Natale di due anni fa, quando un cittadino ci segnala una situazione anomala in uno dei principali ospedali di Milano. Ebbene dopo più di un anno e mezzo non ne siamo ancora venuti a capo!

Vi è mai capitato di entrare nei bagni di un ospedale e trovare un contenitore per i rifiuti sanitari pericolosi, i cosidetti halipack, al posto dei normali contenitori per i rifiuti? Magari vi siete asciugati le mani con una salvietta di carta e poi, non avendo alternative, l’avete gettata proprio lì.

Sembra una cosa di poco conto, ma se pensate che i rifiuti sanitari pericolosi (cioè, quelli a rischio infettivo) per legge devono essere trattati in modo diverso dai rifiuti normali e con costi molto più elevati, si capisce che il problema non è banale. Ancora »