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Il Piano Juncker per gli investimenti prende a modello la Terza Rivoluzione Industriale del Nord Pas de Calais, che noi del MoVimento 5 Stelle Lombardia abbiamo portato a Milano in un bellissimo incontro il 15 aprile scorso.
L’ha detto il vicepresidente della Commissione Ue per la crescita Jyrki Katainen e l’ha detto in casa del Pd, suggerendo il modello da seguire alle regione del sud guidate dei piddini….
“Combinare l’Efsi con i fondi strutturali, ma anche la creazione di piattaforme regionali sul modello di quanto ha fatto il Nord-Pas de Calais in Francia, sino al coinvolgimento dell’industria e delle imprese locali, con l’aiuto dei rappresentanti della Bei e della Commissione Ue in Italia.”
Fra un po’ finisce che il Pd si propone come paladino della Terza Rivoluzione Industriale, tanto a chiacchiere son bravi tutti.
Invece per Maroni il Piano Juncker serve solo per asfaltare mezza regione con la Pedemontana!
Siamo messi bene…

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Sono in arrivo nuove misure nei confronti dell’Italia per i superamenti dei limiti giornalieri e annuali di PM10 e NO2 previsti dalla normativa europea (Direttiva 2008/50/CE). L’ha annunciato Karmenu Vella (Commissario europeo per l’Ambiente) rispondendo a un’interrogazione di Eleonora Evi.

Condivido in pieno il giudizio espresso dalla nostra portavoce: “Al netto delle peculiarità morfologiche e meteoclimatiche della Pianura Padana, che rendono molto difficoltoso affrontare il problema dell’inquinamento atmosferico da polveri sottili, è del tutto evidente che le misure adottate dalle Regioni si sono rivelate totalmente fallimentari”

Forte condanna nei confronti del Governatore Maroni, della politica “fantasma” del Ministro Galletti e del continuo rimpallo di responsabilità tra le Regioni e il Governo centrale: «il Piano per la qualità dell’aria in Lombardia, ad esempio, è uno scherzo. Estremamente costoso, non ha funzionato. E che dire dell’Accordo di programma per le Regioni del Bacino Padano? Sembra sia rimasto solamente sulla carta. Nel frattempo sono usciti i dati dell’Agenzia europea per l’ambiente sulle morti premature causate dall’inquinamento dell’aria, che segnano un record in negativo per l’Italia (84.800 decessi solo nel 2012). Ma i nostri amministratori si sono limitati a convocare vertici straordinari e sull’onda dell’emergenza di fine 2015 hanno solamente preso misure eccezionali in alcune grandi città. Di soluzioni strutturali, tuttavia, nemmeno l’ombra.»

Quando a rischio è la vita stessa dei cittadini, le istituzioni dovrebbero fare ogni sforzo per risolvere i problemi. A oggi invece il Piano Regionale per la Qualità dell’Aria in Lombardia e gli accordi con le altre regioni del Nord non hanno prodotto nessun risultato apprezzabile. La qualità dell’aria che respiriamo deve diventare un tema prioritario nell’agenda politica della Regione, con ingenti investimenti economici per provvedimenti strutturali (sostituzione caldaie, trasporto pubblico, mobilità elettrica).

In risposta all’interrogazione del Movimento Cinque Stelle, la Commissione europea fa sapere innanzitutto che l’Italia ha trasmesso con grande in ritardo (il 30 novembre 2015 e il 4 febbraio 2016) i dati per l’anno 2014, che erano invece attesi per il 30 settembre 2015. Inoltre, secondo la Commissione, che comunque osserva una tendenza alla diminuzione delle concentrazioni degli inquinanti, i superamenti dei valori limite sono continuati in numerose “zone di qualità dell’aria” – tra cui quelle della Pianura Padanarendendo così necessario il proseguimento delle infrazioni in corso, affinché sia garantito il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE in tutte le Regioni italiane.

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Impazza il dibattito sulla possibilità di stringere accordi con il partito di Nigel Farage al Parlamento Europeo. Riporto un intervento di Sergio Di Cori Modigliani sulla vicenda. Invito tutti caldamente a leggerlo. La considero un’analisi molto lucida e in gran parte condivisibile, fatta da una persona indubbiamente amica del MoVimento (è l’autore del libro Vinciamo Noi, con prefazione di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio).

Ora, il nodo cruciale di tutta la questione è: ammesso (ma è da verificare) che non vi sia possibilità di entrare in altri gruppi parlamentari, è accettabile turarsi il naso per raggiungere un obiettivo? Sergio Di Cori Modigliani ha dato la sua risposta, ciascuno dia la sua.

Ma poi, non è che turarsi il naso per raggiungere un obiettivo alla fine non si trasformi in un boomerang per il MoVimento? Non si corre il rischio di una perdita di immagine (e quindi di consenso al prossimo giro elettorale) secca? Non è che turandosi il naso per vincere una battaglia si finisce per perdere la guerra?

Invito tutti a fare una riflessione seria e a darsi le proprie risposte, perché presto verremo chiamati a votare ed è bene arrivare all’appuntamento con le idee chiare.

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di Sergio Di Cori Modigliani 

Quella che, nella mia mente ingenua, avrebbe dovuto essere una complessa operazione politica del movimento cinque stelle, di cui ne avevo individuato i tratti vincenti, si è invece immediatamente trasformata  nella consueta kermesse italiana, da tutti usata per scannarsi, azzuffarsi, annebbiare la mente dei cittadini e farci ricordare ancora una volta che la strada verso una “società normale” è davvero lunga, ma molto lunga e tutta da percorrere.

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Stavo per iniziare a scrivere il mio personale pistolotto sull’esito delle elezioni quando mi sono fermato a pensare: ma interesserà mai a qualcuno leggere la settantamilionesima analisi del voto?? Se ne sono già sentite di tutti i colori, tra chi impreca contro gli italiani, chi se la piglia con gli 80 euro, chi vuole espatriare, chi non molla, chi critica Grillo, chi maledice il cappellino di Casaleggio, chi la tv, chi i giornali, chi la posizione su Expo, chi quello chi quell’altro….
Allora io dico solo una cosa: “si vive di lenta costruzione”.
In un panorama politico fatto solo di ruderi cadenti e castelli di cartone, il MoVimento altro non è che un edificio ancora in fase di costruzione ed è in momenti come questi che si può imparare dagli errori per rendere l’edificio ancora più bello e solido.
A questo giro abbiamo consolidato le fondamenta e scusate se è poco.
Io c’ero quando prendevamo il 3% e facevamo i salti di gioia alti cosi (e son passati solo 4 anni, non 40)… come posso pensare ad una sconfitta col 21%?
Io l’ho sempre saputo che sto lavorando per i miei figli e per i figli dei miei figli.

 
PS1: Se ci fosse qualcuno interessato al resto del pistolotto mi faccia uno squillo che glielo recito a voce!

 

PS2: Le fragole non sono ancora mature, ripeto, le fragole non sono ancora mature!

 

 

“Da più parti si è sottolineata l’eccessiva rigidità del Patto e la necessità di applicarlo considerando l’intero ciclo economico e non un singolo bilancio di esercizio, anche in considerazione dei rischi involutivi derivanti dalla politica degli investimenti troppo limitata che esso comporta.

In passato anche l’allora Presidente della Commissione, Romano Prodi, definì il Patto “inattuabile” per la sua rigidità, sebbene ritenesse comunque necessario, sulla base del Trattato, cercare di continuare ad applicarlo.

Molti critici affermano, poi, che il PSC non promuoverebbe né la crescita né la stabilità, dal momento che finora esso è stato applicato in modo incoerente, come dimostrato, ad esempio, dal fatto che il Consiglio non è riuscito ad applicare le sanzioni in esso previste contro la Francia e la Germania, malgrado ne sussistessero i presupposti.” (Fonte)

Rifkin e Moska

 

Ricevo e pubblico (previa sua autorizzazione), il messaggio che ho ricevuto dal mio amico Angelo Consoli, direttore europeo dell’Ufficio di Jeremy Rifkin. Penso che questa incredibile vicenda sia indice di quanto in basso siano caduti i renziani e quanto sia arrivato alla frutta il PD! Non dimentichiamoci che la Mosca non è una qualunque candidata ma una delle cinque amazzoni di Renzi alle Europee, che ci hanno messo la faccia e in questo caso ce la rimettono!

Angelo sta valutando di rivolgersi ad un avvocato.

Passateparola!

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Caro Gianmarco,
ho ricevuto da un amico la segnalazione che qualcuno sta usando il mio profilo Facebook per inviare inviti ad aderire alla pagina Facebook di Alessia Mosca, capolista per la circoscrizione Nord Ovest alle Europee per il Partito Democratico. Allora mi sono precipitato sulla pagina incriminata ed effettivamente constato che c’è il mio “mi piace” che io mai mi sono sognato di mettere, e ad una ulteriore verifica mi accorgo che ci sono numerosi altri “mi piace” abusivi, fra cui addirittura quello di Jeremy Rifkin, la qual cosa è assolutamente impossibile. 

Siccome gli autori di questa truffa quando si renderanno conto che l’hanno fatta davvero grossa si affretteranno a togliere il “mi piace” di Jeremy – anche perché quando io glielo segnalerò, la sua reazione sarà furibonda! – ho voluto prendere uno screenshot perché la cosa ha dell’incredibile e infatti se non lo si vede non ci si crede!

Angelo Consoli

European Director – The Office of Jeremy Rifkin

T.I.R.E.S. – Third Industrial Revolution European Society

C.E.T.R.I. – Cercle Européen pour la Troisième Révolution Industrielle

Qualche tempo fa ho avuto il piacere di conoscere il Professor Sandro Serenari dell’Università di Bologna, Presidente di E-qo, organizzazione non governativa accreditata al Parlamento Europeo.

Il professore simpatizza per noi e mi ha spiegato quale dovrebbe essere, secondo il suo parere, l’approccio strategico del MoVimento al Parlamento Europeo. Un Parlamento che ha modalità operative e di funzionamento completamente diverse da quelle dei Consigli Regionali e dei Parlamenti Nazionali.

Sarebbe bene, a mio giudizio, al di là dei “7 punti per l’Europa“, cominciare a ragionare su come approcciarci all’Europarlamento, per non perdere troppi mesi a capire come “funzionano le cose” a Bruxelles. A partire dal contributo prezioso che possono portare le ONG.

In quest’ottica, lo scritto del Professor Serenari sulla spinta al cambiamento che il Movimento può portare in Europa mi sembra particolarmente interessante e spero che possa stimolare un dibattito proficuo!

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