Si è tenuta giovedì 11 maggio in Commissione regionale Cultura l’audizione, da me richiesta, di Pietro Addis, neo direttore del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza per fare il punto sulla gestione del bene monumentale monzese.

Molti gli spunti di riflessione offerti da Addis ai membri della Commissione, tra cui la segnalazione della totale mancanza di risorse a disposizione del Consorzio per la valorizzazione del Parco e della Villa. Tra le maggiori difficoltà che si trova ad affrontare il Consorzio, oltre ad un rapporto spesso difficile con il privato che ha in concessione un’ampia fetta della Villa, vi è la carenza di risorse umane. Ancora »

La ristrutturazione dell’edificio ex Borsa del Liceo Artistico nella Villa Reale di Monza è ormai una vicenda che si trascina da diversi anni, con gli studenti, i genitori e i docenti esasperati dalla lunga attesa di risposte concrete che, nonostante gli annunci e le promesse della politica, non sono ancora arrivate.
Purtroppo non ci risultano fondate le ultime notizie circolate poche settimane fa, secondo le quali sarebbero già stati stanziati 4,5 milioni di euro da parte di Regione Lombardia. Dopo una serie di approfondimenti, posso dire che questi soldi ancora non ci sono.
Per questo motivo ho depositato una question time alla giunta regionale che verrà discussa in aula mercoledì 3 maggio.

Ad oggi non sono bastate le interrogazioni, le mozioni, gli ordini del giorno, le audizioni in commissione cultura e gli incontri con l’assessore di competenza da parte dei diretti interessati: quei soldi Maroni non li ha ancora messi. In Regione c’è solo una richiesta da parte del Comune di Monza per un finanziamento di 4,5 milioni. Questa richiesta la Regione l’ha semplicemente girata al Ministero dell’Istruzione, che però, a fronte di fabbisogni per l’edilizia scolastica lombarda di 330 milioni di euro, metterà a disposizione meno di 36 milioni.

Mercoledì in aula indicherò alla giunta regionale una strada concreta per reperire i fondi necessari. Ci sono 55 milioni di euro da investire tramite un Accordo di Programma per la valorizzazione del complesso della Villa Reale e del Parco di Monza. Ben 27 milioni non si è ancora deciso come spenderli. Con la mia question time chiedo a Maroni di usare questo “tesoretto” per il recupero dell’ex Borsa.
Insomma, adesso è finito il tempo di scherzare, qui c’è in ballo la vita scolastica degli studenti monzesi che frequentano il liceo artistico e che non possono più essere considerati cittadini di serie b.

Maroni questa volta deve dare una risposta precisa alle attese di tanti studenti di Monza e della Brianza!

Qualche settimana fa, sulla base di alcune segnalazioni, avevo denunciato la modalità impropria con la quale sembrava fossero impiegati i volontari presso il complesso monumentale del Parco e della Villa Reale di Monza.

A seguito di una mia interrogazione sul tema ho ricevuto la risposta dell’Assessore Regionale Cristina Cappellini, risposta che francamente non trovo convincente: al contrario le argomentazioni addotte sembrano confermare le criticità che avevo già espresso.

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Grazie a tutti coloro che hanno partecipato alla graticola degli aspiranti candidato sindaco di venerdì sera.
E’ stato un bell’esercizio di democrazia, che verrà coronato nei prossimi giorni con la scelta on line, direttamente sul sito del MoVimento 5 Stelle, del candidato sindaco!
Tutti gli iscritti al MoVimento residenti a Monza potranno votare!
A questo link si trovano i curriculum e i video di presentazione dei sette aspiranti candidato sindaco.
Buona democrazia a tutti!

 

La nomina del nuovo direttore del Consorzio della Villa Reale di Monza, Pietro Addis, è a mio giudizio irregolare in quanto ritengo che non siano state rispettate le norme di legge che disciplinano il pubblico impiego. Per questo motivo a breve sottoporrò il caso all’attenzione della Corte dei Conti.

La politica si è arrogata il diritto di scegliere il nuovo direttore tra una rosa di candidati selezionata da una commissione tecnica, ma nel settore pubblico la scelta imparziale del candidato spetta alla stessa commissione tecnica! A Maroni spettava solo la “ratifica” formale di tale scelta, in qualità di Presidente dell’autorità che ha fatto il bando.

Tutto questo è assolutamente scontato, se si pensa che il Direttore Generale in un ente pubblico è un pubblico dipendente con responsabilità gestionali e non una figura politica. La scelta deve quindi passare da una selezione che individui il migliore candidato in modo trasparente e oggettivo.

Nei giorni scorsi ho avuto accesso a tutte le carte del processo di selezione. La commissione tecnica di valutazione ha analizzato tutti i curriculum dei sessanta candidati che hanno risposto al bando, attribuendo a ciascuno una valutazione in lettere (A Alta, B Adeguata, C Media, D Medio Bassa e E Non Adeguata) su cinque parametri (quali ad esempio l’esperienza dirigenziale nel settore dei beni culturali e l’esperienza nella gestione delle risorse umane). Di questi sessanta, otto candidati sono stati ritenuti meritevoli di un approfondimento tramite colloquio individuale.

A ciascuno di questi otto candidati, sono stati attribuiti, a fronte del colloquio individuale, ulteriori valutazioni (sempre in lettere: A Alta, B Adeguata e C Media) su altri quattro parametri (quali le competenze relazionali e la motivazione al ruolo).

In sostanza, per gli appartenenti alla rosa dei candidati finalisti, la commissione tecnica ha redatto una griglia dove vengono riportati i valori in lettere per nove parametri.

Non sono quindi stati attribuiti dei punteggi e non è stata fatta un classifica tra gli otto finalisti, lasciando a Maroni la facoltà di scegliere tra gli otto. Così facendo si è adottata una procedura che non ritengo conferme alle norme sul pubblico impiego. La commissione avrebbe dovuto stilare una graduatoria e il primo classificato avrebbe dovuto essere designato dal governatore.

E’ del tutto evidente, anche da un’analisi superficiale della griglia redatta dalla commissione tecnica, che il dottor Addis non risulta essere il migliore tra i candidati.

Ma c’è di più. Ho ricostruito la classifica degli otto candidati, trasformando le lettere in punteggi (A -> 4 punti, B -> 3 punti, C -> 2 punti, D -> 1 punto e E -> 0 punti). Ben quattro candidati hanno un punteggio superiore a quello di Addis, uno ha lo stesso punteggio e solo due hanno un punteggio inferiore!

Io non ho nulla contro il dottor Addis (che peraltro non conosco di persona) ma qui è in gioco il rispetto della legge, la trasparenza e l’oggettività delle scelte che riguardano la cosa pubblica!

E il Movimento 5 Stelle non può stare a guardare.

Il mio intervento circa i servizi affidati ai volontari presso la Villa Reale ha suscitato un certo scalpore: dopo aver pubblicato il post ho ricevuto molte segnalazioni sul tema.

Al fine di aprire un dibattito sul tema, molto volentieri pubblico di seguito la nota che ho ricevuto da una volontaria che svolge il suo servizio presso la Villa.

Nel ringraziare lei e tutti i suoi colleghi volontari per il tempo che mettono gratuitamente a disposizione della comunità e dei beni comuni, prendo atto che il servizio è stato attivato da pochi giorni e pertanto è lecito aspettarsi una fase di rodaggio; d’altra parte nel bando sono chiaramente indicate le mansioni che sono state al centro del mio intervento. Nelle prossime settimane, quando il servizio sarà a regime, potremo verificare meglio quali siano le mansioni realmente affidate ai volontari.

 

Egregio Consigliere Corbetta

 
appartengo al gruppo dei volontari della Reggia di Monza
sono venuta a conoscenza di dichiarazioni che attribuirebbero ai volontari della Villa Reale l’accompagnamento da parte di un volontario che non sapeva utilizzare le audio guide e neppure conosceva le stanze….
 
Queste dichiarazioni non appartengono al vero in quanto noi volontari NON abbiamo assolutamente l’onere di accompagnare i visitatori, nè tanto meno quello di utilizzare le audio guide; dovere di esclusiva competenza del personale già presente e retribuito proprio a questo scopo.
 
Il nostro unico compito è quello di controllare che i visitatori non arrechino danno alle cose preziose presenti in Villa. Di fatto dobbiamo essere semplicemente osservatori silenti. 
 
Specifico per ulteriore conoscenza che il lavoro dei volontari è iniziato martedì 7 Febbraio, di fatto è stata la prima settimana di “lavoro”.
 
La motivazione personale che mi ha spinto ad impegnarmi in questo servizio è semplicemente la passione per la cultura ed il patrimonio artistico della mia città. Inoltre essendo al momento priva di occupazione, ho pensato di impiegare il mio tempo in modo diverso da quello di lamentarmi per la mia condizione di disoccupata; sperando di trovare in questa esperienza un arricchimento culturale che possa darmi  una gratificazione emotiva. Posso aggiungere di altri volontari che ho avuto modo di conoscere che hanno espresso le mie stesse motivazioni.
 
Resto a disposizione per qualsivoglia ulteriore chiarimento
 
Cordialità

Nell’ottobre scorso il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza ha dato vita ad un progetto sperimentale – della durata di un anno – di “volontariato civico”.

In sostanza sono stati individuati dei cittadini che, a titolo puramente volontaristico (leggi gratuito), hanno preso l’impegno a svolgere tantissime attività di fondamentale importante per la fruizione turistica della Villa, quali la sorveglianza e il controllo degli spazi museali (Appartamenti Reali, Cappella, Teatrino e Serrone), l’accoglienza e l’informazione all’utenza della Villa e del Parco, il monitoraggio e segnalazione tempestiva di eventuali criticità, l’assistenza a persone disabili durante la visita negli spazi museali, la distribuzione di materiale informativo, la collaborazione ad attività di indagine rivolta ai visitatori o di customer satisfaction, il supporto all’attività di archiviazione documentale e di inserimento dati e perfino il presidio dei social network!

In pratica una parte importante del complesso monumentale della Villa Reale di Monza, tra i beni di primaria importanza del patrimonio storico e culturale del nostro Paese, viene gestita da volontari.

Questi volenterosi cittadini che – sia chiaro – vanno ringraziati per il tempo e l’impegno ci mettono, non possono certo sostituire delle figure professionali con competenze specifiche in ambito turistico e culturale.

Difatti ho ricevuto alcune segnalazioni sui disagi provocati da questa scelta. Eccone una che rende bene l’idea:

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Partecipazione, trasparenza e coinvolgimento di tutti. Nel Movimento 5 Stelle funziona così la selezione per i candidati sindaco e consiglieri comunali.

Con l’arrivo del 2017 è giunto il momento di lavorare concretamente per le prossime elezioni amministrative. Sono trascorsi cinque anni dall’ultima tornata elettorale che vide per la prima volta l’ingresso del MoVimento 5 Stelle nel Consiglio Comunale di Monza. Se l’obiettivo del 2012 era portare la voce dei cittadini dentro le istituzioni ora il nostro compito è più importante: insieme a tutti i monzesi intendiamo mettere a frutto l’esperienza maturata in questi anni per realizzare un cambiamento netto nel modo di amministrare la nostra città. Il lavoro partecipato per definire il nostro programma prosegue e sarà presto presentato.

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La giunta regionale ha pubblicato ai primi di ottobre una “manifestazione di interesse” per la selezione del nuovo Direttore Generale del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza.

In questa manifestazione di interesse si definisce la procedura di selezione: si costituisce una commissione tecnica di valutazione delle candidature che ha il compito di sottoporre al Governatore Maroni una rosa di candidati e lui sceglierà a chi affidare l’incarico.

Tutto regolare? No, mica tanto…

Nella stessa manifestazione di interesse si cita espressamente lo Statuto del Consorzio, che all’articolo 14 recita:

Il Direttore Generale è nominato dal Presidente del Consorzio, su designazione del Presidente di Regione Lombardia, d’intesa con gli altri Consorziati Promotori, nel rispetto di tutte le norme di legge e contrattuali che disciplinano il pubblico impiego, fra persone di riconosciuta professionalità nei vari settori della gestione dei beni culturali ed ambientali

Ora, dato che lo Statuto dice che il Direttore Generale è nominato nel rispetto di tutte le norme di legge che disciplinano il pubblico impiego è fuori discussione che si debba applicare il Testo Unico sul Pubblico Impiego (cioè il decreto legislativo 165 del 2001) che all’art. 35 prevede che spetti alla commissione tecnica di valutazione la scelta imparziale del candidato! A Maroni spetta solo la “ratifica” formale di tale scelta, in qualità di Presidente dell’autorità che fa il bando. Stop.

Il Consorzio nel suo Statuto ha dichiarato di assoggettarsi alla normativa sul pubblico impiego e quindi si deve rispettare l’iter pubblicistico!

Tutto questo è assolutamente scontato, se si pensa che il Direttore Generale in un ente pubblico è un pubblico dipendente (oltre che una figura di carattere gestionale) e non una figura politica. La scelta deve quindi passare da una selezione pubblica che garantisca trasparenza e oggettività. La commissione deve stilare una graduatoria con i punteggi e il più bravo viene nominato. Non esiste spazio discrezionale da parte di Maroni!

Ho depositato un’interrogazione regionale per sollevare il problema… aspetto Maroni al varco! Basta con le nomine di amici e amici degli amici al posto di chi merita davvero!

ospedale-bambini-monzaUn buco in bilancio da quattordici milioni: è per questo motivo, in estrema sintesi, che la Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma è da alcuni mesi al centro dell’attenzione delle cronache.

La Fondazione MBBM è stata fondata nel 2005 per mettere a frutto e sviluppare l’esperienza di 25 anni di risultati positivi del Comitato Maria Letizia Verga nella cura e nella ricerca sulle Leucemie Infantili in collaborazione con il centro di Ematologia Pediatrica dell’Ospedale San Gerardo di Monza. In 30 anni sono oltre 1800 i bambini salvati dalla leucemia, con un tasso di guarigione salito dal 30 all’80% grazie alla continua ricerca e alle nuove cure.

Dal 2009 la Fondazione gestisce direttamente i reparti di Pediatria, Ostetricia e Neonatologia all’interno dell’Ospedale e nella sua veste di organizzazione privata no profit assicura un servizio di alto livello nel contesto della struttura pubblica. Ancora »

27. ottobre 2016 · 4 commenti · Categorie:Monza, Trasporti · Tag: ,

stazionemonzaNelle scorse settimane sono stato sollecitato da alcuni cittadini di Monza preoccupati per le voci di possibili ritardi o ripensamenti sulla realizzazione della nuova stazione ferroviaria Monza Est, progetto di cui si parla da anni e che tutti gli enti coinvolti avevano deciso di realizzare.

Mi sono subito attivato chiedendo informazioni sullo stato dell’arte alla Direzione Generale Infrastrutture della Regione. Nel frattempo queste voci sono apparse sulla stampa, trovando la secca (e anche un po’ infastidita) smentita dell’assessore monzese Confalonieri, il quale si è premurato di assicurare che è tutto a posto (“chi diffonde informazioni di questo tipo è un irresponsabile, quando si parla bisogna avere le carte in mano e noi le abbiamo”).

Sembrava che la cosa finisse lì, invece nei giorni scorsi mi è arrivata la risposta dal Direttore Infrastrutture e Mobilità di Regione Lombardia… e proprio tutto a posto, come dice il buon Confalonieri, non è.

Cosa dice la Regione?

“L’Accordo per la realizzazione della fermata è stato sottoscritto tra Regione Lombardia, Comune di Monza e Rete Ferroviaria Italiana il 21 luglio 2015. A seguito di approfondimenti tecnici ed economici effettuati da RFI successivamente alla firma dell’Accordo è emerso che l’importo previsto per la realizzazione della fermata, interamente a carico del Comune di Monza, non risulta sufficiente a coprire i costi dell’intervento. Per tale ragione Comune e RFI non hanno potuto sottoscrivere la convenzione attuativa entro il termine previsto. Per superare tale criticità e portare comunque a realizzare l’intervento la Regione ha coordinato alcuni incontri con Comune e RFI, finalizzati sia all’elaborazione progettuale della nuova fermata, tenendo anche conto dei futuri scenari evolutivi del Servizio Ferroviario Regionale, sia alla definizione dei contenuti della convenzione attuativa tra le due parti. Gli esiti di tali approfondimenti ed il cronoprogramma richiesto sono attesi entro la fine del corrente anno.”

Veniamo quindi a scoprire che l’importo preventivato per l’opera non è sufficiente e che per tale motivo la convenzione attuativa (necessaria per la realizzazione dell’opera e che dagli accordi intercorsi doveva essere firmata entro gennaio 2016) non è ancora stata sottoscritta.

Sarà forse per questo motivo che l’assessore Confalonieri ha reagito in modo così stizzito alle voci riportate dai cittadini? Sarebbe stato meglio, in totale trasparenza, spiegare a tutti come stavano le cose, invece di venirle a scoprire grazie all’interessamento di un consigliere regionale. L’assessore le carte in mano le aveva, ma avrebbe fatto meglio a renderle pubbliche.

I nostri portavoce di Monza, Nicola Fuggetta e Gianmarco Novi, hanno depositato una interrogazione per sapere precisamente a che punto siamo e di chi siano le responsabilità di questa errata preventivazione dei costi… un errore che ci sta costando ben un anno di ritardo rispetto al programma iniziale.

La giunta comunale, tramite un comunicato stampa, ha informato di un recente incontro in Regione per la definizione della convenzione attuativa, confermando quindi che non è ancora stata siglata (“convenzione che gli Enti si sono impegnati a siglare entro gennaio 2017”). La nota stampa inoltre informa che sono ancora in corso verifiche per stabilire il quadro economico dell’opera. Di fatto confermano quanto mi hanno scritto i tecnici regionali.
Senza un quadro economico certo e senza la convenzione stipulata, la partita non può considerarsi chiusa.

Per questo motivo vigileremo affinché il tutto proceda nella maniera più rapida possibile per assicurare ai cittadini monzesi un nuovo, fondamentale accesso alla rete di trasporto pubblico.

emendamentimobilitaIeri durante la discussione del Piano Regionale Trasporti sono state approvate tre mie proposte che servono a migliorare la viabilità sul territorio della Brianza e riguardano progetti promessi ai cittadini ma da troppo tempo ostaggio di politica e burocrazia.

Mi riferisco ai prolungamenti delle linee metropolitane M5 e M2 rispettivamente verso Monza e Vimercate, per cui abbiamo chiesto e ottenuto di promuovere e finanziare, di concerto con il Governo e gli Enti Locali interessati, la stesura del progetto esecutivo del prolungamento della M5 fino a Monza città e una revisione del progetto di prolungamento della M2 da Cologno Nord a Vimercate, con l’obiettivo di abbatterne i costi rispetto al progetto storico e di aumentarne le performance dal punto di vista dell’analisi costi-benefici (il voto favorevole del Consiglio Regionale impegna inoltre la Giunta a reperire, congiuntamente allo Stato, alla Città Metropolitana e ai Comuni interessati, le risorse necessarie per finanziare l’opera).

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Siamo arrivati al terzo o quarto annuncio trionfale di Maroni, nel giro di un anno, in merito alla permanenza del Gran Premio di F1 a Monza. Quand’anche arrivasse la firma del contratto con Ecclestone, i giochi non sarebbero comunque chiusi.

Ci rivolgeremo all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e alla Direzione Generale della Concorrenza della Commissione Europea per verificare se la novantina di milioni di euro di soldi pubblici che la Regione intende spendere per il GP non rappresentino un aiuto di Stato illegittimo. Il rispetto delle leggi sugli aiuti di stato e la concorrenza non è un optional; non è che uno coi soldi dei cittadini può fare quello che gli pare.

Non siamo pregiudizialmente contro la permanenza dell’autodromo nel Parco di Monza (per noi dovrebbero essere i cittadini monzesi a pronunciarsi con un referendum), ma un investimento di denaro pubblico così ingente non è giustificato in mancanza di dati certi sull’indotto per l’economia monzese e brianzola e senza la certezza che si stia rispettando la legge.

 

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Ricevo dal nostro portavoce di Monza Gianmarco Novi e molto volentieri pubblico!

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L’incessante attività dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle nei comuni brianzoli, con la collaborazione degli esponenti del MoVimento a livello regionale e nazionale, ha permesso che la gestione del servizio idrico in Brianza rimanesse realmente pubblica, consentendo ai cittadini di risparmiare ben cinquanta milioni di euro che sarebbero stati sperperati per la riqualificazione del depuratore monzese di San Rocco.

Il solco verso l’adozione del servizio pubblico, che sia veramente pubblico e virtuoso, è stato tracciato: gli interventi sul depuratore, a parità di risultato, saranno realizzati con un investimento pari a un quinto del previsto!

Non lo ammetteranno mai, eppure il merito è del M5S e dell’azione costante di consiglieri comunali, regionali e parlamentari pentastellati.

Forti dei risultati ottenuti e del mandato dei cittadini, la nostra attività di controllo e indirizzo è proseguita con operazioni di accesso agli atti e con un incontro istituzionale il 19 gennaio scorso tra me (con il fattivo supporto di Marco Fumagalli del Comitato Beni Comuni) e il Presidente di Brianzacque Enrico Boerci.

In quella sede ho ricevuto il verbale dell’Assemblea dei Soci del 22 dicembre, nella quale i soci avevano nominato il nuovo Consiglio d’Amministrazione.

Oltre a constatare la mancanza di un vero cambio di guardia mi sono accorto che il voto del nuovo Consiglio era avvenuto con la partecipazione dei soci di società di capitali non pubbliche (AEB, Gelsia, ecc..), pertanto ho fatto notare che la votazione di questi soci appariva in contrasto con lo Statuto della società che recita testualmente: “possono comunque essere soci della società le società interamente controllate, anche in via indiretta, dagli Enti locali, fino al 31 (trentuno) dicembre 2013 (duemilatredici)…”.

Durante l’incontro ho chiesto delucidazioni a riguardo senza ottenere risposta. Ho poi verificato che anche in assemblee precedenti (quelle, ad esempio, sul famigerato Master Plan) i soci “privati” avevano costantemente votato. A questo punto ho richiesto formalmente alla società se fosse intenzionata per le occasioni future ad escludere i soci privati come da norme statutarie.

D’altra parte, il Comune di Monza, coerentemente con questa posizione, nella proposta di delibera 198 presentata in Commissione bilancio del 25/05/2016, ha scritto: “in ogni caso le società che partecipano al capitale societario non esplicano i diritti societari in seno all’assemblea, e non possono esercitare il diritto di voto, al fine di preservare la natura pubblica di società affidataria “in house” di un servizio pubblico locale, e in attesa che si concluda il processo sopra delineato”.

Siamo quindi al paradosso per cui Brianzacque, in contrasto con il proprio socio di maggioranza, in data 17 giugno ha risposto alle nostre istanze sostenendo che il percorso di retrocessione delle quote dei soci privati si concluderà nel corso dell’anno (è dal 2012 che lo sostengono) e con un parere legale in data 17 giugno 2016, ha affermato che “AEB … fanno ancora parte della compagine sociale della Società … potendo esprimere il proprio voto in misura proporzionale alle rispettive partecipazioni”. Tra l’altro, l’avvocato non ha citato giurisprudenza o dottrina e ci lascia pertanto nell’assoluta incertezza circa la posizione dei soci privati.

La conclusione del parere legale è ancora più tragica giacchè si afferma che “i predetti soci non risultano privi dei requisiti previsti per la partecipazione alla società per come determinati dalla vigente normativa di settore”.

Da notare che, al di là di sottili cavilli giuridici, la presenza o meno di società di diritto privato, rende meno forte il controllo analogo da parte dei Comuni soci (da qui il divieto della previgente normativa come affermato dal legale) ed eventualmente della giurisdizione della Corte dei Conti secondo la riforma Madia.

Rinnoviamo pertanto l’invito a porre all’ordine del giorno della prossima assemblea l’esclusione dei soci privati prima che il danno possa diventare irreparabile!

Gianmarco Novi

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Il quotidiano “La Repubblica” di ieri 16 giugno 2016 riporta un’intervista a Uberto Selvatico Estense, il presidente di Formula Imola, la società che gestisce il circuito romagnolo, che dichiara di aver “firmato un contratto per avere il Gp d’Italia già dal 2017”. Secondo Estense “Monza ha avuto 4 anni di tempo. E non ha concluso niente”.

Per il Presidente di Formula Imola tutto il denaro pubblico promesso per salvare il GP di Monza (dal Governo 12 milioni prelevati da Pubblico Registro Automobilistico e dalla Regione 70 milioni di euro in 10 anni) rappresenta un aiuto di Stato illegale. Se ci aggiungiamo gli ulteriori 5 milioni di euro che Maroni vuole versare direttamente nelle tasche di Ecclestone, il quadro che ne esce è davvero sconfortante.

Abbiamo chiesto più volte dati certi sull’indotto che il Gran Premio genera per l’economia del territorio di Monza e Brianza, senza mai ottenerli. In questo quadro, un esborso di tutto questo denaro dei cittadini è ingiustificato. Monza e la Brianza sono alla canna del gas: non si riescono a trovare i soldi per garantire il servizio autobus fino alla fine dell’anno e la ristrutturazione degli edifici ex-Borsa per il Liceo Artistico di Monza è ancora un miraggio, tanto per fare due esempi.

E’ necessario rivedere le priorità della spesa pubblica: Maroni e Renzi non possono permettersi di preferire le supercar e lasciare a piedi gli studenti. Al circenses preferiamo il panem.

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Ieri ho depositato un’interrogazione sui gravi problemi di gestione della Villa Reale di Monza. Il complesso è affidato a diverse società (tra concessioni e subconcessioni) e, dalle recenti notizie apparse sui media locali, emerge la percezione di un governo del bene storico-culturale molto frammentario, conflittuale ed eccessivamente orientato a logiche di profitto.

Il complesso è stato affidato in gestione per 20 anni a un privato, Nuova Villa Reale di Monza S.p.A., che ha dato vita alla società Cultura Domani S.r.l. per la gestione del secondo piano nobile, dedicato alle mostre. Il primo piano nobile (con il monumentale Salone delle Feste e le sale di rappresentanza) fino a qualche giorno fa era occupato dal sub-concessionario Vision Plus, mentre il sottotetto ospita in affitto, la Triennale di Milano con il Museo del Design. Infine, il piano terra è occupato  dal ristorante della società sub concessionaria Le cucine di Villa Reale.

E’ notizia recente che la Vision Plus ha ricevuto lo sfratto per problemi legati al pagamento del canone di concessione a Nuova Villa Reale di Monza S.p.A., la quale, a sua volta, per contenziosi legati ad alcune sponsorizzazioni, ha portato in tribunale  il Consorzio della Villa Reale e Parco di Monza, l’ente che rappresenta i proprietari pubblici del bene storico (Ministero della Cultura, Regione Lombardia, Comune di Monza e Comune di Milano).

Siamo di fronte a un assetto organizzativo che non è certo adeguato a valorizzare al meglio il preziosissimo complesso monumentale e ambientale della Villa Reale di Monza; sembra più la gestione di un condominio, dove per altro gli inquilini litigano tra loro e fanno causa al proprietario del bene!

Con l’interrogazione chiediamo che la Regione, maggior finanziatrice del recupero e restauro della Villa, intervenga presso il Consorzio perché sia garantita una programmazione coordinata che valorizzi il patrimonio pubblico. Devono essere messe in campo attività di controllo nei confronti delle attività svolte dal concessionario e dai sub concessionari e definite direttive d’indirizzo per evitare il caos gestionale di questi ultimi tempi. Abbiamo ipotizzato l’istituzione di un curatore di comprovate capacità tecnico-scientifico per la salvaguardia e la fruizione pubblica dell’intero patrimonio culturale.

La Regione, tramite il Consorzio, deve prendere in mano la situazione ed essere più incisiva: Villa Reale è un bene pubblico, una gestione caotica e eccessivamente orientata al mero profitto non depone per il futuro di una risorsa strategica, dal punto di vista culturale e turistico, per Monza!

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Sono stato invitato a presenziare all’inaugurazione della nuova pista ciclabile Parco di Monza-Arcore questa mattina. Come consigliere regionale ricevo decine di inviti del genere, ma quasi mai accetto, se non per fare il guastafeste.

In questo caso si tratta di una infrastruttura veramente utile, di quelle che mi piacciono davvero, in linea con la filosofia 5 stelle per una mobilità sostenibile. Ma resta la mia allergia alle cerimonie pompose… tanto più che per oggi si annunciava la presenza di personaggi di cui godo ben poca stima (per usare un eufemismo).

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Così ho pensato di inaugurare questa bella opera a modo mio… più che una inaugurazione è stato un collaudo!

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Bel pezzo del Fatto Quotidiano che svela i retroscena del salvataggio del Gran Premio di Formula 1 di Monza da parte di Renzi.

Si evita di chiudere un carrozzone come il PRA (pubblico registro automobilistico), come era annunciato da tempo, con conseguente mancato risparmio per le casse pubbliche…. e poi… indovinate un po’ chi pagherà il conto salatissimo a Bernie Ecclestone?

La risposta è sempre la stessa… e la conoscete già!

 

***

Il Gran premio di Formula 1 di Monza è salvo. Gli automobilisti un po’ meno. Nessuno li ha interpellati, ma dovranno pagare lo stesso, coinvolti forzosamente nel dovere patrio di tenere alto il buon nome della tradizione motoristica italiana. Dovranno sborsare 19 milioni di dollari per ammansire sir Bernie Ecclestone, il padrone del grande circo mondiale dei bolidi. Il quale era stato perentorio: “O mi date quel che chiedo, o potete scordarvi il Gran Premio”. Messa di fronte allo stesso aut aut la Germania ha detto di no. In Italia siamo evidentemente più nazionalisti e comprensivi. Tanto qualcuno che paga si trova sempre.

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Ci hanno preso in giro per mesi con la storia degli scontrini. Ma intanto, grazie agli scontrini, abbiamo restituito alla collettività decine di milioni di euro dei nostri stipendi!
Anche a Monza diamo una speranza a chi vuole aprire una piccola impresa e creare lavoro (in bocca a lupo a Valentina e Dario!).
Pensate a quante persone in più si potrebbero aiutare se anche i consiglieri regionali e parlamentari dei vari partiti restituissero una parte dei loro stipendi da nababbi!
Si vabbé, lo so, è fantascienza…

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Anche quest’anno la Camera di Commercio di Monza ha diffuso delle stime previsionali sull’indotto del prossimo GP di Monza.

Seppur ridimensionate rispetto all’anno scorso, restano cifre molto elevate ma senza un riscontro reale, a consuntivo. Non capisco perché, almeno per una volta, la Camera di Commercio, invece di fare stime sul prossimo GP, non faccia una verifica a consuntivo sulle stime pubblicate l’anno precedente, giusto per dirci finalmente se il Gran Premio porti o meno davvero benessere a Monza e alla Brianza.

Maroni nella sua costante azione di marketing pro autodromo, tira in ballo una vecchia storia, quella della candidatura della Villa Reale e del Parco di Monza a sito UNESCO. Maroni mente sapendo di mentire e illude i monzesi: nel 2009 Françoise Rivière, vice presidente dell’Unesco, aveva già detto no alla candidatura con queste parole: “l’autodromo nazionale di Monza abbruttisce e deturpa la Villa Reale e l’annesso Parco. Finché ci sarà l’autodromo non ci sarà un sito UNESCO a Monza“. Maroni vuole la botte piena e la moglie ubriaca e, come si sa, questo non è possibile!

Ma ancora di più contano i cifre, che non tornano. Ecclestone chiede 100 milioni di dollari per un Gran Premio a Monza nel quadriennio 2017-2020. Ma l’ente che gestisce l’autodromo, la SIAS, non ha i soldi per il contratto anzi, secondo una recente analisi, deve pagare entro fine anno 13 milioni di euro di debiti; deve versare al Comune di Monza circa un milione di euro di arretrati di Imu e Ici e per i ritardi nei lavori della parabolica; deve versare altri 2,5 milioni di euro all’Agenzia delle Entrate per lo scandalo del giro di biglietti stampati a go-go oltre il limite consentito degli omaggi dal 2007 al 2009.

Il quadro peggiora se pensiamo che la vendita dei biglietti dell’autodromo è in calo e i costi fissi stanno aumentando: l’utile della SIAS è passato da 6,9 milioni del 2013 a 4,3 del 2014. E il nuovo management, in carica da 7 mesi, chiamato a rilanciare le sorti della società, ha ottenuto ben pochi risultati.

In questo quadro, piaccia o no, non è credibile un futuro per il GP a Monza. Maroni e i suoi la smettano di illudere gli appassionati.