Accolta favorevolmente dalla Giunta Regionale la proposta del MoVimento 5 Stelle di investire parte dei 55 milioni di euro destinati alla valorizzazione del complesso monumentale della Villa Reale e del Parco di Monza per il recupero dell’edificio ex Borsa per l’Istituto d’Arte e liceo artistico Nanni Valentini. Ancora »

A giudicare dalla reazione precipitosa e scomposta da parte di Brianzacque, il mio post di venerdì scorso deve aver toccato qualche nervo scoperto: infatti la società ha immediatamente diramato un comunicato stampa nel quale il Presidente Boerci mi accusa dell'”ennesimo e sistematico attacco persecutorio e provocatorio”. Nel goffo tentativo di avvalorare la sua tesi il dott. Boerci si domanda come mai un consigliere regionale se la prenda solo con Brianzacque e non con le altre aziende idriche lombarde che adottano lo stesso modus operandi in materia di trasparenza.

Vorrei tranquillizzare il Presidente Boerci: non è in atto alcun attacco persecutorio nei confronti di Brianzacque. Il MoVimento 5 stelle è impegnato da anni per la legalità e la trasparenza in tutte le realtà pubbliche.

Riguardo il presunto disinteresse che mi rimprovera nei confronti del servizio idrico in Lombardia, se Boerci si fosse informato circa la mia attività di consigliere regionale prima di esprimere giudizi avventati saprebbe che il tema dei controlli idrici e della pubblicazione dei dati è già stato oggetto di una mia specifica interrogazione regionale nel febbraio 2015!

Anche in questa occasione si ripete uno schema già visto: a fronte di rilievi precisi e circostanziati avanzati dal M5S, Brianzacque non solo si guarda bene dall’accogliere gli spunti di miglioramento ma cerca di uscire dall’imbarazzo buttandola in caciara con la solita accusa della persecuzione politica! Ne prendiamo atto e andiamo avanti!

Ieri sul Corriere della Sera il direttore del quotidiano cattolico Avvenire ha dichiarato che c’è grande sintonia tra cattolici e il MoVimento 5 Stelle sui grandi temi come il reddito di cittadinanza, il problema degli esclusi e la battaglia contro le liberalizzazioni degli orari di lavoro: “Sono tanti i cattolici che partecipano alle iniziative del Movimento. Se guardiamo ai grandi temi, nei tre quarti dei casi abbiamo la stessa sensibilità”.
A stretto giro è arrivata la replica di Famiglia Cristiana che ha tirato in ballo, tra gli altri, noi portavoce lombardi: “in Regione Lombardia il gruppo dei 5 Stelle ha osteggiato i finanziamenti regionali in favore della libertà di scelta in materia d’istruzione; e si è opposto, con determinazione, alla visita del cardinale arcivescovo di Milano Angelo Scola nell’aula consiliare del Palazzo della Regione”, denunciando le nostre “pulsioni anticlericali e laiciste”.
Direi che nell’incrocio delle due dichiarazioni, al netto dei toni un po’ sopra le righe di Famiglia Cristina, viene fuori bene quello che è il MoVimento 5 Stelle: grande attenzione a molti temi etici e alla difesa dei più deboli in piena sintonia con il pensiero di Papa Francesco, e – allo stesso tempo – rispetto del dettato costituzionale (“La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.”) e della laicità delle istituzioni. Le “pulsioni anticlericali” le lascio volentieri agli editoriali di Famiglia Cristiana.

Sabato scorso a Mantova si è tenuta la prima tappa del tour #OraToccaANoi per la stesura del programma del MoVimento 5 Stelle Lombardia in vista delle elezioni regionali del 2018.

E’ stata una bellissima esperienza e una preziosa occasione di confronto. Nella prima parte dedicata all’esposizione dei temi ho presentato il piano energetico e il piano per l’economia circolare; nel pomeriggio, nel corso dei tavoli di lavoro, sono emerse numerose idee che contribuiranno ad arricchire e ad articolare meglio la stesura del programma.

Grazie a tutti i partecipanti con i quali abbiamo condiviso una bella giornata all’insegna della condivisione e del confronto!

In attesa di rivederci il 6 maggio a Bergamo per la seconda tappa del tour, vi segnalo che i video degli interventi, le presentazioni e le proposte emerse sono online a questo indirizzo.

Avanti tutta verso una Lombardia a 5 Stelle!

 

 


Oggi il Consiglio regionale ha discusso la question time che ho presentato sul caso dei pazienti nefropatici in trattamento dialisi nei centri C.A.L. (Centro Assistenza Limitata) di Carate Brianza e Seregno che non saranno più seguiti dal Presidio ospedaliero di Desio ma saranno presi in carico dal Presidio ospedaliero di Vimercate. L’interrogazione chiedeva di trovare rapidamente una soluzione per evitare di sottoporre i pazienti (e le loro famiglie) a gravi disagi legati alla necessità di sottoporsi a visite, trattamenti e controlli frequenti presso il lontano ospedale di Vimercate. Ancora »

Molti cittadini, ricordando la risoluzione del consiglio regionale della Lombardia che nel 2013 approvò la nostra proposta di progressivo spegnimento degli inceneritori più vecchi, ci chiedono informazioni circa il piano di dismissione: è proprio il caso di fare il punto su questa importante questione! Ancora »

Nei prossimi giorni circa 100 pazienti nefropatici in trattamento dialisi nei centri C.A.L. (Centro Assistenza Limitata) di Carate Brianza e Seregno non saranno più seguiti dal Presidio ospedaliero di Desio ma saranno presi in carico dal Presidio ospedaliero di Vimercate, in virtù dei nuovi assetti organizzativi voluti dalla riforma sanitaria approvata nei mesi scorsi in Regione Lombardia.

Il passaggio di consegne tra Desio e Vimercate comporterà enormi disagi per i dializzati e le loro famiglie. Ancora »

21. marzo 2017 · 5 commenti · Categorie:Antifascismo, M5S · Tag: ,

 

AVVISO IMPORTANTE: La storia che state per leggere riguarda una persona accecata dall’odio che ha completamente perso il senso della misura. Noi del M5S non abbiamo niente da spartire con una persona che si pone in questo modo: non mettiamoci al suo livello, voliamo alto ed evitiamo qualsiasi commento nei confronti di questa persona. Noi siamo oltre queste miserie!

 

Tra i post su Facebook di Iuri Caturelli, ex Assessore all’urbanistica di Limbiate del PD e oggi tra i membri del Consiglio di Amministrazione di BEA, la società pubblica che gestisce l’inceneritore di Desio, sono reperibili minacce di morte e offese gravissime nei confronti del M5S.

Le minacce sono ripetute nel corso del tempo e assumono varie forme verbali, tra cui “li schiacciamo come le merde”, “questi vanno estirpati come la gramigna” o “li lascerò perdere quando saranno annientati”, “se dovessi accorgermi che sto morendo chiederei la tessera del m5s così almeno una volta finita morirà un grillino”, “un giorno da bimbo seduto sulle ginocchia di mio nonno, comunista partigiano combattente, gli domandai nonno ma tu hai mai conosciuto fascisti buoni? Lui mi rispose sì ma mai vivi. Così come oggi i grillini”.

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Esiste un modo relativamente semplice per ridurre il consumo di energia (e l’inquinamento) negli edifici dotati di riscaldamento centralizzato: installando valvole termostatiche e sistemi di contabilizzazione del calore nei condomini è possibile regolare con precisione la temperatura nei vari locali e pagare di conseguenza solo quello che si consuma. In questo modo si incentiva una corretta regolazione delle temperature e si ottengono sensibili risparmi energetici ed economici che ripagano in fretta i costi di adeguamento dell’impianto (costi che peraltro sono facilmente finanziabili tramite società speciliazzate – ESCO, Energy Service Company – o appositi strumenti bancari).

Sulla carta, l’obbligo di installazione di questi sistemi è stato istituito in Lombardia con una legge regionale del 2011 e sarebbe dovuto andare a regime entro il 2014.

Nei fatti la legge non ha trovato applicazione concreta perché negli anni si sono susseguiti vari rinvii pasticciati che hanno creato notevole incertezza tra i proprietari e gli addetti ai lavori. L’estenuante “tira e molla” sembrava finalmente superato a partire dal 1° gennaio 2017 quando l’obbligo è diventato pienamente operativo con tanto di controlli e sanzioni. Sembrava… invece la politica ci ha messo di nuovo lo zampino e ha combinato l’ennesimo pasticcio!

Premessa: a fine dicembre, con il cosiddetto “decreto milleproroghe”, è stata rinviata dal 31.12.2016 al 30.06.2017 la scadenza di una norma nazionale analoga a quella regionale. Il partito democratico, preso da cieca smania statalista e centralizzatrice, ha colto la palla al balzo e a gennaio ha proposto una mozione per adeguare la norma regionale alla nuova scadenza nazionale.

Il gruppo consiliare della Lega Nord, contro il parere della propria giunta, ha pensato bene di esaudire la richiesta del PD presentando un progetto di legge che si inchina allo Stato centrale svilendo il potere normativo della Regione: infatti non esiste alcun obbligo di rispettare la normativa nazionale in questo campo!

A quel punto il Partito Democratico, pur in evidente imbarazzo di fronte a un provvedimento davvero poco illuminato, per “coerenza” non ha potuto far altro che approvare la proposta centralista della Lega!

In questo scenario surreale il M5S è stata l’unica forza politica che ha votato contro perché non esiste un solo motivo per giudicare positivamente questo ennesimo rinvio: dopo aver (faticosamente!) anticipato lo Stato centrale è un totale controsenso che ora Regione Lombardia si fermi volontariamente ad aspettare!

La scusa della crisi economica non regge perché, come dicevo, tramite ESCO o appositi strumenti finanziari è ormai possibile eseguire interventi di riqualificazione energetica senza dover investire di tasca propria. Inoltre, decidere a metà marzo di rinviare un termine scaduto da due mesi e mezzo non è assolutamente corretto nei confronti dei cittadini che si sono adeguati per tempo e premia ingiustamente chi non ha rispettato la scadenza!

Insomma, dopo anni di incertezza normativa, anziché fare chiarezza la Regione continua ad apparire in grave stato confusionale!

Nei giorni scorsi ho ricevuto una segnalazione da alcuni genitori i cui figli sono stati male lo scorso 16 novembre dopo aver pranzato in mensa scolastica ad Arcore. Secondo i dati raccolti dai genitori sarebbero circa 500 gli alunni coinvolti; invece secondo il Comune sarebbero “solo” 50.

In relazione all’accaduto le Ats competenti hanno eseguito verifiche sia a scuola che presso il centro di preparazione dei cibi della Cir Food senza rilevare alcuna anomalia. L’Ats ha trasmesso al comune solo un documento riassuntivo e molto generico che poi è stato girato ai genitori. Secondo l’Ats e il Comune il caso è sostanzialmente chiuso, mentre alcuni genitori vorrebbero andare a fondo della questione e per cominciare vorrebbero vedere le analisi complete effettuate dalle Ats.

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Quattro anni di lavoro intenso in Regione Lombardia hanno portato il Movimento 5 Stelle a ottenere importanti risultati: dalla risoluzione per lo stop agli inceneritori alla nuova legge antimafia, dal taglio dei vitalizi al finanziamento dei contratti di solidarietà per dare ossigeno alle piccole e medie imprese.

E ancora importanti interventi sull’ambiente, l’edilizia pubblica, i trasporti, la trasparenza, il consumo di suolo. Senza dimenticare le manifestazioni e le denunce per portare alla luce scandali e sprechi di denaro pubblico: Expo, assunzioni illecite, appalti truccati, spese pazze. Eventi che hanno portato anche ad arresti di figure chiave della politica lombarda.

Tutto questo però non basta. Se siamo riusciti a fare molto stando all’opposizione, ora è tempo di dimostrare come può cambiare la nostra Regione con un governo a 5 Stelle. Tutti siamo chiamati a dare un contributo perché questo accada: ora tocca a noi!

Tocca a noi governare la Regione, ma prima ancora tocca a noi, a tutti gli attivisti e cittadini lombardi, decidere quali sono le priorità e gli obiettivi da perseguire. Tocca a noi incontrarci e sviluppare la nostra idea di Lombardia a 5 Stelle!

I lombardi spendono quasi 4 milioni di euro (3.815.159 per l’esattezza) per le spese di comunicazione di Regione Lombardia. Metà della somma, finisce nell’acquisto di spazi pubblicitari.

In realtà ci sarebbe poco o nulla da eccepire: è corretto che un’istituzione che amministra la sanità, i trasporti, il welfare, l’energia e l’ambiente investa per comunicare, informare e sensibilizzare i cittadini. Peccato che la longa manus dei partiti rischia di trasformare le spese di comunicazione istituzionale in spese di propaganda elettorale permanente. E Maroni & C. sulla cartellonistica e nelle trasmissioni tv a pagamento se le cantano e se le suonano per convincere, a centinaia di migliaia di euro a campagna, i cittadini che la “loro” Lombardia è “eccellente”, “innovativa”, “dinamica”…

Il Piano di Comunicazione regionale 2017 è tanto sbilanciato quanto sconsolante. Il documento insiste sul “rush finale” della legislatura. Ma perché? La comunicazione istituzionale non dovrebbe interessarsi dell’imminente fine della legislatura e dell’appuntamento elettorale. Questi sono questioni che riguardano le forze politiche, non l’ente regionale! I partiti che amministrano la regione e le legislature vanno e vengono, l’Istituzione Regione Lombardia resta e il flusso della comunicazione dovrebbe riguardare esclusivamente la programmazione istituzionale.

La vena propagandistica del piano di comunicazione fa capolino anche tra i temi prioritari per le future campagne dove compare l’immigrazione che è il la madre di tutte le battaglie della Lega Nord sulla quale però l’Ente Regione Lombardia, al di là delle chiacchiere della maggioranza, ha ben pochi margini di intervento.

Che dire poi della campagna “La Lombardia dal 2013 ad oggi”, quando il 2013 è esattamente l’anno di insediamento della Giunta Maroni?

I temi prioritari scelti per informare i lombardi sono poi del tutto scollegati con la realtà. Regione Lombardia sensibilizza ben poco i cittadini sulle buone pratiche per ridurre le emissioni inquinanti (come prendere i mezzi pubblici) o sulla prevenzione in ambito sanitario, preferendo gli asini da battaglia della Lega come la Macroregione Alpina, il post Expo, l’eccellenza lombarda e così via.

Anche i costi del piano lasciano molti dubbi. Il restyling del nuovo sito è costato 1 milione di euro, la presenza di Maroni su di una TV privata ci costa 1500 euro a puntata, le campagne cartellonistiche due milioni. Sull’andamento di queste ultime non esiste nessuna analisi costi-risultati. I lombardi hanno poi speso oltre 100 mila euro per il Meeting CL di Rimini, tra allestimento, piano media e acquisto plateatico.

I partiti in Lombardia, eccetto il M5S, hanno già preso i rimborsi elettorali, ma non perdono occasione per fare propaganda! Voltiamo pagina!

Il fondo da 450 milioni di euro che Regione Lombardia pone a garanzia degli investimenti privati per la realizzazione delle tratte mancanti della Pedemontana è l’oggetto di una interrogazione alla Commissione Europea, a firma della nostra europarlamentare Eleonora Evi.

Avevo sollevato Il caso nei mesi scorsi chiedendo verifiche a tutti i livelli Istituzionali. Non sono bastati i 1200 milioni di finanziamento statale a fondo perduto, non sono bastati i 350 milioni di defiscalizzazione (la cui legittimità è ancora in fase di verifica da parte dell’UE), ora la Regione ha messo sul piatto altri 450 milioni sottratti alle reali esigenze dei cittadini lombardi (trasporto pubblico, sanità, sostegno alle imprese e al lavoro). Ancora »

E’ notizia dei giorni scorsi che la Metrotranvia Milano-Limbiate sarà messa in sicurezza dalla Regione Lombardia grazie ad un investimento di 13 milioni di euro, a cui seguirà un ulteriore stanziamento di 20 milioni di euro per nuovi tram.

Il M5S lo aveva chiesto a settembre, portando, nell’ambito della discussione del Consiglio regionale sul Piano Regionale dei Trasporti, all’approvazione un ordine del giorno che impegnava la Regione Lombardia ad aprire un tavolo di confronto tra tutti gli enti coinvolti per evitare la chiusura dall’oggi al domani della linea. Ancora »

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato alla graticola degli aspiranti candidato sindaco di venerdì sera.
E’ stato un bell’esercizio di democrazia, che verrà coronato nei prossimi giorni con la scelta on line, direttamente sul sito del MoVimento 5 Stelle, del candidato sindaco!
Tutti gli iscritti al MoVimento residenti a Monza potranno votare!
A questo link si trovano i curriculum e i video di presentazione dei sette aspiranti candidato sindaco.
Buona democrazia a tutti!

 

Qualche giorno fa abbiamo ricevuto un messaggio e-mail da un cittadino che ha a cuore lo sviluppo della mobilità elettrica al fine di migliorare la qualità dell’aria in Lombardia e in generale nella pianura padana.

Rammaricandosi per la scarsa applicazione delle leggi esistenti a favore della mobilità “a basse emissioni complessive”, nel suo messaggio il sig. Aldo ci ha ricordato che una legge dello Stato obbligava i comuni ad adeguare i regolamenti edilizi entro la data del 1° giugno 2014 inserendo l’obbligo di realizzare colonnine di ricarica dei veicoli elettrici in caso di ristrutturazioni e nuove costruzioni di edifici non residenziali.

Non abbiamo dati certi in merito, ma da quanto ci risulta sembra che siano molti i comuni che non hanno provveduto ad adeguare i regolamenti edilizi.

Inoltre, di recente è entrato in vigore il decreto legislativo 16 dicembre 2016 n. 257 DAFI contenente ulteriori misure per l’incremento dei punti di ricarica presso gli edifici, il quale pone al 31 dicembre 2017 la nuova scadenza per l’aggiornamento dei regolamenti edilizi. Sarà la volta buona? Riusciranno i comuni ad adeguarsi entro fine anno?

Abbiamo informato tutti i consiglieri comunali M5S eletti in Lombardia invitandoli a verificare le situazioni nei rispettivi comuni e a fare eventuali azioni per ottenere i necessari adeguamenti.

La mobilità elettrica non è certo una rivoluzione che si può attuare dalla sera alla mattina: proprio per questo occorre fare subito tutto ciò che è possibile, a maggior ragione se è un obbligo di legge!

La nomina del nuovo direttore del Consorzio della Villa Reale di Monza, Pietro Addis, è a mio giudizio irregolare in quanto ritengo che non siano state rispettate le norme di legge che disciplinano il pubblico impiego. Per questo motivo a breve sottoporrò il caso all’attenzione della Corte dei Conti.

La politica si è arrogata il diritto di scegliere il nuovo direttore tra una rosa di candidati selezionata da una commissione tecnica, ma nel settore pubblico la scelta imparziale del candidato spetta alla stessa commissione tecnica! A Maroni spettava solo la “ratifica” formale di tale scelta, in qualità di Presidente dell’autorità che ha fatto il bando.

Tutto questo è assolutamente scontato, se si pensa che il Direttore Generale in un ente pubblico è un pubblico dipendente con responsabilità gestionali e non una figura politica. La scelta deve quindi passare da una selezione che individui il migliore candidato in modo trasparente e oggettivo.

Nei giorni scorsi ho avuto accesso a tutte le carte del processo di selezione. La commissione tecnica di valutazione ha analizzato tutti i curriculum dei sessanta candidati che hanno risposto al bando, attribuendo a ciascuno una valutazione in lettere (A Alta, B Adeguata, C Media, D Medio Bassa e E Non Adeguata) su cinque parametri (quali ad esempio l’esperienza dirigenziale nel settore dei beni culturali e l’esperienza nella gestione delle risorse umane). Di questi sessanta, otto candidati sono stati ritenuti meritevoli di un approfondimento tramite colloquio individuale.

A ciascuno di questi otto candidati, sono stati attribuiti, a fronte del colloquio individuale, ulteriori valutazioni (sempre in lettere: A Alta, B Adeguata e C Media) su altri quattro parametri (quali le competenze relazionali e la motivazione al ruolo).

In sostanza, per gli appartenenti alla rosa dei candidati finalisti, la commissione tecnica ha redatto una griglia dove vengono riportati i valori in lettere per nove parametri.

Non sono quindi stati attribuiti dei punteggi e non è stata fatta un classifica tra gli otto finalisti, lasciando a Maroni la facoltà di scegliere tra gli otto. Così facendo si è adottata una procedura che non ritengo conferme alle norme sul pubblico impiego. La commissione avrebbe dovuto stilare una graduatoria e il primo classificato avrebbe dovuto essere designato dal governatore.

E’ del tutto evidente, anche da un’analisi superficiale della griglia redatta dalla commissione tecnica, che il dottor Addis non risulta essere il migliore tra i candidati.

Ma c’è di più. Ho ricostruito la classifica degli otto candidati, trasformando le lettere in punteggi (A -> 4 punti, B -> 3 punti, C -> 2 punti, D -> 1 punto e E -> 0 punti). Ben quattro candidati hanno un punteggio superiore a quello di Addis, uno ha lo stesso punteggio e solo due hanno un punteggio inferiore!

Io non ho nulla contro il dottor Addis (che peraltro non conosco di persona) ma qui è in gioco il rispetto della legge, la trasparenza e l’oggettività delle scelte che riguardano la cosa pubblica!

E il Movimento 5 Stelle non può stare a guardare.

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato, con il voto favorevole del M5S, la legge per la promozione della Rete escursionistica della Lombardia e approvato due ordini del giorno presentati dal movimento.

E’ una legge positiva che va nella direzione della valorizzazione del nostro patrimonio paesaggistico e ambientale. Certo poteva essere più coraggiosa: non c’è stata chiarezza sulle reali necessità di manutenzione della rete e sulla quantità di risorse da investire.

Grazie all’approvazione di un nostro ordine del giorno si andrà nella direzione di assicurare risorse adeguate alle reali necessità dei nostri sentieri.

Si doveva poi rimarcare in modo più netto il divieto ai mezzi motorizzati di circolare sulla rete, come proposto peraltro dall’Associazione dei Comuni, prevedendone il sequestro e aumentando le sanzioni che, al momento, non costituiscono un deterrente.

Resta irrisolto anche il nodo dell’inserimento nella rete di tratti di sentiero di proprietà privata. Era necessario fare di più per garantire che percorsi liberamente utilizzati da decenni continuino ad essere fruibili da tutti. Ora il rischio è che i privati chiudano i tratti di loro proprietà bloccando interi sentieri.

Proprio per migliorare alcuni degli aspetti ambigui della legge siamo intervenuti con due ordini del giorno, approvati dal Consiglio, che impegnano la giunta a un monitoraggio costante dello stato dei sentieri, a valutare un impegno di adeguate risorse e a rendere il catasto regionale della rete dei sentieri informatizzato e quanto più esaustivo possibile nella disponibilità di informazioni per gli escursionisti e i turisti.