AUDIZIONE LAVORATORI DITTA "CANALI": LICENZIAMENTI INACCETTABILI!Questa mattina si è tenuta l'audizione richiesta dal portavoce Gianmarco Corbetta Portavoce MoVimento 5 Stelle Lombardia con i rappresentanti delle lavoratrici, le istituzioni locali e i rappresentanti della ditta Canali. L'azienda ha avviato un iter di licenziamento collettivo per 134 lavoratrici."La situazione è grave e inaccettabile; l'azienda è solida e fa ancora utili per più di 8 milioni di euro all'anno, e nonostante i sacrifici chiesti ai lavoratori negli ultimi anni, la Canali ha deciso di chiudere lo stabilimento di Carate Brianza e lasciare a casa 134 lavoratrici. Non è tollerabile che a fare le spese di una scelta aziendale siano oltre 130 famiglie!"Il #M5S continuerà a seguire da vicino la situazione e a sollecitare le Istituzioni a tutti i livelli perché si trovi una soluzione che non sacrifichi, ancora una volta i lavoratori e l'occupazione.

Posted by MoVimento 5 Stelle Lombardia on Thursday, November 9, 2017

 

 

Questa mattina, in Commissione regionale Attività Produttive e occupazione, si è tenuta l’audizione richiesta dal M5S con i rappresentanti delle lavoratrici, le istituzioni locali e i rappresentanti della ditta Canali. L’azienda ha avviato un iter di licenziamento collettivo per 134 lavoratrici.

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Licenziamento immediato per i 134 dipendenti, quasi tutte donne, dello stabilimento di Carate Brianza della Canali. Questa mattina sono stato in visita al presidio insieme al nostro portavoce alla Camera Davide Tripiedi per portare la solidarietà del M5S e ascoltare direttamente dalle lavoratrici la situazione drammatica che stanno vivendo. Ancora »

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Il M5S si sta muovendo ad ogni livello per sollecitare le istituzioni a non abbandonare gli ex lavoratori della Bames di Vimercate, società, ormai fallita, che occupava lo storico stabilimento di Celestica ed Ibm, e rilanciare un polo tecnologico importante e strategico per il nostro territorio.

La nostra interrogazione fa seguito a quella del deputato 5 stelle Davide Tripiedi del marzo scorso, in cui ha richiesto al Governo di assumere iniziative per favorire un piano di ricollocamento urgente per tutti gli ex dipendenti delle fallite aziende Bames e della controllata Sem e di promuovere un piano di reindustrializzazione dell’imponente sito aziendale, anche alla luce di un impegno formale di Regione Lombardia che avrebbe dovuto prevedere l’avvio di un percorso volto a rilanciare il settore ICT sul territorio.

Obiettivo del progetto era quello valorizzare il capitale umano e tecnologico in collaborazione con i diversi livelli di governo nazionale e locale. Parole che sono rimaste solo belle intenzioni, dato che, a distanza di quasi due anni, la situazione degli ex lavoratori non è cambiata.

Sulla vicenda si è attivato anche il sindaco M5S di Vimercate Francesco Sartini che, dopo un confronto diretto con le parti in causa, sta predisponendo un sollecito formale nei confronti del Governatore Maroni. Come gruppo regionale abbiamo appena depositato un’interrogazione per spronare Maroni affinché, come aveva promesso un paio d’anni fa, si dia da fare per favorire la reindustrializzazione del sito.

Insomma, il M5S si sta muovendo a tutti i livelli istituzionali per tentare di sbloccare una situazione impantanata da troppo tempo. Da un lato i lavoratori hanno il diritto a ricevere risposte concrete e certe sul loro futuro, dall’altro il territorio ha bisogno di tornare ad essere un faro nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Attendiamo fiduciosi la risposta e un segnale forte dalla Regione.

Economia, lavoro, infrastrutture, corruzione, sanità, referendum costituzionale: questi e molti altri i temi su cui abbiamo dibattuto venerdì scorso nel corso dell’incontro organizzato dai giornalisti del gruppo editoriale Dmedia Group presso la loro sede di Merate. La delegazione del M5S ha visto la partecipazione tra gli altri dei colleghi brianzoli Bruno Marton (Senato), Davide Tripiedi (Camera dei deputati) e Francesco Sartini (sindaco di Vimercate).

Al termine dell’incontro un pranzo di lavoro con alcuni rappresentanti del mondo imprenditoriale con i quali abbiamo proseguito il confronto sui temi economici legati al mondo del lavoro e delle imprese.

A differenza di quanto scrive certa propaganda, il M5S, con i suoi cittadini prestati alla politica, rivolge grande attenzione al tessuto imprenditoriale che costituisce la grande forza dell’economia nazionale: come abbiamo potuto spiegare, lottiamo ogni giorno contro sprechi, affarismo e corruzione della vecchia politica per riportare l’attenzione e le risorse a chi ne ha diritto: i cittadini e le imprese sane.

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Il Piano Juncker per gli investimenti prende a modello la Terza Rivoluzione Industriale del Nord Pas de Calais, che noi del MoVimento 5 Stelle Lombardia abbiamo portato a Milano in un bellissimo incontro il 15 aprile scorso.
L’ha detto il vicepresidente della Commissione Ue per la crescita Jyrki Katainen e l’ha detto in casa del Pd, suggerendo il modello da seguire alle regione del sud guidate dei piddini….
“Combinare l’Efsi con i fondi strutturali, ma anche la creazione di piattaforme regionali sul modello di quanto ha fatto il Nord-Pas de Calais in Francia, sino al coinvolgimento dell’industria e delle imprese locali, con l’aiuto dei rappresentanti della Bei e della Commissione Ue in Italia.”
Fra un po’ finisce che il Pd si propone come paladino della Terza Rivoluzione Industriale, tanto a chiacchiere son bravi tutti.
Invece per Maroni il Piano Juncker serve solo per asfaltare mezza regione con la Pedemontana!
Siamo messi bene…

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Abbiamo deciso di portare il caso dell’Hotel Imperial di Muggiò all’attenzione della Commissione Antimafia della Regione perché la vicenda è davvero paradossale.
Non ci interessa individuare i colpevoli di questa incresciosa vicenda, che pure sembra essere stata affrontata con troppa leggerezza, quanto cercare di dare risposte concrete a questi lavoratori che si trovano a vivere un momento di grande difficoltà, senza avere nessuna colpa.
La struttura girava bene e aveva clienti: la si affidi in gestione ai lavoratori senza perdere tempo prezioso!


Muggiò, continua il presidio degli ex dipendenti dell’Hotel Imperial 

Confiscato alla criminalità organizzata l’Hotel Imperial di Muggiò era stato assegnato a un nuovo proprietario che però ha subito una condanna. È chiuso da febbraio. Gli ex dipendenti chiedono all’Agenzia nazionale per i beni confiscati di poter gestire il bene garantendosi così il lavoro. Per ora non hanno ottenuto risposta

 

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Sala strapiena ieri sera per l’incontro sulla Terza Rivoluzione industriale!

In Francia l’intera comunità regionale del Nord Pas de Calais si è messa in marcia verso il futuro con un Masterplan che ad oggi prevede 200 progetti (dalle Smart Grid all’apprendimento collaborativo, dall’idrogeno all’economia della condivisione, dalla solarizzazione dell’industria pesante al bike sharing elettrico, dai distretti delle stampanti 3D alle banche del riuso). Obiettivo dichiarata: decarbonizzare l’intera economica entro il 2050, risparmiando 120 miliardi di euro con un saldo attivo di 267 mila posti di lavoro!

Il racconto dell’esperienza che stanno facendo in Francia mi ha fatto provare un profondo senso di rabbia e frustrazione per l’arretratezza culturale (ancora prima che politica) di chi governa Milano, la Lombardia e l’Italia.

Ma noi non ci arrendiamo! La Terza Rivoluzione Industriale è l’unica possibilità che abbiamo per uscire dalla crisi profonda che ci attanaglia!

E non stiamo parlando affatto di ecologia o di ambiente. Qui si tratta di economia, di piani industriali, di posti di lavoro, di conti pubblici, di salute! 

Cosa ci manca per uscire dalla crisi ed entrare nella nuova era industriale? Una cosa sola, l’hanno detto chiaramente tutti i tecnici intervenuti: manca la volontà politica!

Manca cioè una classe politica al governo che sia moderna, aperta all’innovazione, che sappia capire il  nuovo tempo che stiamo vivendo, che sappia guardare al futuro, senza essere prigioniera delle lobby dell’industria fossile.

Insomma, manca il MoVimento 5 Stelle al governo. Ma ci stiamo lavorando… stay tuned!

La Terza Rivoluzione Industriale in Lombardia è alle porte!

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Ci hanno preso in giro per mesi con la storia degli scontrini. Ma intanto, grazie agli scontrini, abbiamo restituito alla collettività decine di milioni di euro dei nostri stipendi!
Anche a Monza diamo una speranza a chi vuole aprire una piccola impresa e creare lavoro (in bocca a lupo a Valentina e Dario!).
Pensate a quante persone in più si potrebbero aiutare se anche i consiglieri regionali e parlamentari dei vari partiti restituissero una parte dei loro stipendi da nababbi!
Si vabbé, lo so, è fantascienza…

Formazione-Lavoro

In questo periodo sto studiando le leggi regionali che regolano il servizi per l’impiego e il sistema di istruzione e formazione professionale in Lombardia. Come è noto la nostra regione già da qualche anno ha scelto di abbandonare l’idea che i servizi per l’impiego e per la formazione professionale debbano essere gestiti da enti pubblici a favore di un modello in cui i destinatari di tali servizi possano disporre di una “dote” da spendere a loro scelta in strutture pubbliche (centri per l’impiego, enti di formazione) piuttosto che aziende private (agenzie per il lavoro, ecc).

Il presupposto di tale modello consiste nel fatto che i cittadini possano scegliere in base alla qualità dei servizi offerti e ai riscontri positivi ottenuti sul mercato del lavoro.

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Ad Agrate Brianza per discutere della difficile condizione dei lavoratori della Star.

Lavorare nel campo alimentare in Italia ai tempi di Expo può significare vedere un’azienda storica comprata da un gruppo straniero più interessato ad acquisire i marchi, le quote di mercato e il know-how industriale che al mantenimento del sito produttivo nel nostro Paese.

Ho risposto all’invito dei sindacati a partecipare al consiglio comunale aperto di Agrate per testimoniare l’attenzione al problema da parte del M5S, che ha già portato in Parlamento, attraverso Davide Tripiedi, la richiesta di attivare un tavolo con l’azienda e le parti sociali per arrivare alla definizione di un piano industriale serio che dia garanzie di mantenere i posti di lavoro in Italia!

Carrier

 Dal 2014 Carrier, la multinazionale americana del condizionamento, ha chiuso la sede di Villasanta e cancellato più di 200 posti di lavoro. E’ urgente trovare compratori per l’area.

 Gli accordi con i sindacati prevedevano che l’azienda affidasse a una società specializzata la ricerca di imprese industriali interessate a subentrare nell’area dello stabilimento dismesso. Al momento Carrier non vuole però rinnovare il mandato alla società e i sindacati rivendicano il rispetto dell’accordo.

Proprio per questo ho invitato le rappresentanze sindacali a richiedere al presidente della Commissione Attività Produttive, Angelo Ciocca, un’audizione. Non avendo ancora ricevuto risposta ho sollecitato l’audizione: è quanto mai urgente trovare investitori a Villasanta.

Lo scouting della società di consulenza non ha dato alcun esito dopo un anno di lavoro, ma non possiamo lasciare nulla di intentato, la ricerca deve proseguire e gli accordi vanno rispettati. Anche la Regione faccia la sua parte!

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Parliamo della crisi occupazionale della St Micron.
Prima di affrontare l’argomento è bene riassumere la storia recente di quella che è stata una grande azienda, uno dei fiori all’occhiello del patrimonio industriale nazionale. Nel 2007 la ST scorpora la Divisione Memorie, creando l’azienda ST M6; nel 2008 nasce la Numonyx costituita dalla Divisione Memorie di ST, appena scorporata, e la divisione memorie dell’americana Intel. Le quote azionarie della Numonyx sono quindi possedute quasi alla pari da Intel e ST oltre a un 6% detenuto da una Equity americana, Francisco Partners, nota per investimenti speculativi.
La Numonyx è presente in Italia ad Agrate (MB), Catania e Arzano (NA) con circa 1100 dipendenti fra ingegneri, fisici e tecnologi, ma nel 2010 la Numonyx viene acquisita dall’americana Micron, già presente in Italia ad Avezzano (AQ) con 1800 dipendenti. Con questa operazione la Micron si impossessa di un enorme patrimonio di brevetti e di tecnologie a lei nuove, tra le quali le memorie flash NOR e le memorie a cambiamento di fase (PCM). In poco tempo trasferisce queste tecnologie oltreoceano, i gruppi di design vengono smembrati o ridotti a ruoli marginali.
Nel 2013 lo stabilimento di Avezzano, che produce sensori di immagine, viene venduto alla tedesca LFoundry che riceve un finanziamento dal Governo italiano di circa 40 Milioni di Euro facenti parte di un accordo di programma destinati alla Numonyx e a gennaio di quest’anno la Micron annuncia 419 esuberi, circa il 40% della forza lavoro italiana, nonostante aver ottenuto dei ricavi record nel 2013 e una quotazione azionaria triplicata rispetto a due anni prima.
E questo succede mentre in Francia la ST riassorbe circa 1600 dipendenti di un’altra scorporata, la ST-Ericson, grazie all’intervento e ai contributi del Governo francese, degli enti locali e dell’Unione Europea per un ammontare di circa 1 miliardo di euro! Il tutto grazie a Horizon 2020, il piano di finanziamento europeo per la microelettronica che potrebbe consentire alla ST di riassorbire gli esuberi Micron.
Nella sola sede di Agrate Brianza si parla di 223 lavoratori dipendenti che rischiano di andare in mobilità già da aprile, ma la minaccia che il processo coinvolga altri lavoratori è fin troppo evidente!
Recentemente i sindacati attraverso le Rsu si sono incontrati con l’assessore regionale Melazzini. A livello istituzionale devono essere messi in moto tutti gli strumenti necessari affinché il personale altamente qualificato e d’esperienza (tra gli altri figurano ingegneri e fisici) possa essere tutelato, tramite un forte coinvolgimento di Regione Lombardia e della dirigenza ST. Occorre fare leva sulle reali opportunità di utilizzo dei fondi europei per dare vita ad un nuovo piano industriale con l’obiettivo di garantire i livelli occupazionali.
Il 12 febbraio i sindacati e tutti i lavoratori coinvolti hanno organizzato un presidio davanti alla Confindustria di Monza dove si stava svolgendo un confronto tra le parti conclusosi con la disponibilità della Micron ad erogare solo 12 mensilità di liquidazione oltre alla mobilità, ma i lavoratori non ci stanno!
I sindacati e i lavoratori si stanno preparando a manifestare davanti al Ministero del Lavoro a Roma il 21 febbraio, per dare rilevanza e visibilità ad una questione che a noi pare essere non ancora conclusa. Noi siamo dalla loro parte!

Sostegno al lavoro, ai lavoratori ed alle piccole e medie imprese in crisi: il Consiglio regionale lombardo ha approvato un progetto di legge proposto dal Movimento 5 Stelle nel giugno scorso che va a sostenere l’adozione nelle aziende dei contratti e degli accordi di solidarietà.
Lo strumento, consente in un momento di forte crisi di mantenere i livelli di occupazione in caso di crisi aziendale mantenendo i lavoratori “in azienda” aiutando finanziariamente le piccole e medie imprese, comprese quelle mai considerate con un numero di dipendenti inferiore ai 15.
Il provvedimento incentiva la stipulazione di accordi tra l’azienda e i lavoratori che riducono l’orario di lavoro mantenendo congruo il livello degli stipendi, evitano così la riduzione del personale. Lo strumento interviene anche favorendo nuove assunzioni anche con una riduzione dell’orario lavorativo.
Complimenti ai colleghi Stefano Buffagni e Dario Violi che hanno seguito il progetto!