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Abbiamo chiesto a Repubblica di poter replicare alle parole false e lesive della dignità del nostro Movimento del segretario regionale del PD Alessandro Alfieri che ieri, in un’intervista pubblicata dal quotidiano, ha dichiarato che i portavoce del Movimento 5 Stelle “amministrano poche decine di comuni e quasi tutti i loro sindaci sono finiti sotto indagine”.
Al momento non risulta nessuna indagine a carico di sindaci del Movimento 5 Stelle a differenza del PD che può vantare, tra le sue file tra sindaci, assessori e nominati, decine di indagati, rinviati a giudizio e spesso condannati. Capiamo il momento difficile di Alfieri, a cui negli ultimi tempi, per restare in Lombardia, hanno indagato una dozzina di eletti e arrestato ben tre sindaci (Pioltello, Valmadrera e Lodi), ma non consentiamo a nessuno di sparare balle in libertà sul buon nome del Movimento 5 Stelle.

Gianmarco Corbetta, capogruppo M5S Lombardia

 

Qui di seguito la mia intervista su Repubblica di oggi.

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Intervista a Gianmarco Corbetta (M5s): Niente parentopoli e fuori la politica dalla sanità
http://www.monzatoday.it/politica/intervista-corbetta-m5s-parentopoli-.html

MONZA – “Dobbiamo fare un salto di qualità. Ormai non siamo più un movimento di nicchia e per questo motivo deve cambiare anche la comunicazione”. L’intervista comincia così. A parlare è Gianmarco Corbetta, responsabile del MeetUp M5s di Monza e Brianza, ma soprattutto consigliere regionale fresco di vittoria elettorale. Corbetta ha parlato in esclusiva a Monza Today, mantenendo l’impegno preso in campagna elettorale e toccando tutti i temi caldi del momento. All’incontro ha partecipato anche Nicola Fuggetta, consigliere comunale monzese.

Corbetta, avete già “preso possesso” della Regione?

In realtà ad oggi (venerdì 15 marzo, ndr) non siamo ancora stati nominati dalla Corte d’Appello. Ci hanno però concesso eccezionalmente di usare i locali un paio di volte.

Quindi l’aria del Pirellone l’avete respirata ancora poco.

Si, ma non dovrebbe volerci molto.

Nei giorni immediatamente precedenti le elezioni si era parlato della violenza della retorica grillina e del rapporto coi mezzi di informazione. Che succede adesso che siete state eletti in massa?

I giornalisti si interessano di noi quasi solamente per il “gossip”. L’esperienza di Mattia Calise a Milano non è stata positiva in questo senso: quando ha detto qualcosa di veramente importante, non è mai finito sui giornali. Ma credo che dobbiamo farci scivolare addosso le critiche e le falsità che scrivono su di noi e fare un salto di qualità nella comunicazione: non siamo più un movimento di nicchia. Alla fine, giornalisti ed esponenti delle altre forze politiche fanno il loro mestiere attaccandoci: sta a noi rispondere.

Aria nuova al Pirellone. Quali sono le novità?

Innanzitutto, ci siamo dati delle regole. Il capogruppo presenterà le dimissioni ogni sei mesi secondo la formula consolidata anche per i consiglieri comunali. L’eccezione sarà Silvana Carcano, che essendo la prima resterà in carica un anno, in modo da cominciare il lavoro. Anche la figura del portavoce sarà dimissionaria dopo 6 mesi e il ruolo sarà ricoperto a turno.

Cominciamo dai primi centro giorni. Cos’ha in mente?

Dalla commissione ambiente e territorio, proporremo una revisione della legge regionale 12 nei termini necessari per arrivare a un consumo di suolo zero. Non c’è più spazio per costruire in Lombardia. Su Pedemontana e grandi opere, verificheremo se ci sono i margini per fermare i progetti.

Significa buttare giù anche ciò che è già stato costruito?

Riguardo alla Pedemontana, i cantieri sono in stato avanzato solo a Bergamo e Varese, le estremità. I pezzi già completati restano e possono vivere “di per sè”, con beneficio per le città: per tutto il resto, bisognerà valutare le penali da pagare, e se possibile annullare tutto. Bisogna disincentivare la mobilità su gomma, e questo non si fa costruendo strade.

In che modo, allora?

Potenziando la ferrovia, ad esempio le linee in disuso come la Como-Lecco. E anche il Besanino, che è la vera metropolitana brianzola.

Uno dei vostri cavalli di battaglia è il no agli inceneritori.

La raccolta differenziata deve essere potenziata con il ricorso alla gestione a freddo, che consente di recuperare il 90% dei rifiuti senza inceneritori. Consulenti e tecnici della Regione hanno dato ragione a noi, ma la politica ha detto no.

Per quali motivi, secondo lei?

C’è un retaggio culturale arretrato che dice “il termovalorizzatore è necessario”. Non è così. Solo l’Italia a partire dagli anni ’90 ha puntato sugli inceneritori.

Ma ci sarà qualcuno che ci guadagna, un interesse alle spalle. Quale?

(Interviene Fuggetta): I grandi gruppi bancari, che concedono i mutui e vanno a braccetto con la politica. Tra l’altro, volevo ricordarre che nei giorni scorsi anche a Monza è nato un Movimento rifiuti Zero.

Torniamo ai primi cento giorni.

Verificheremo la legalità delle assunzioni, a cominciare dai famosi 31 dirigenti di Formigoni contro cui ci sono 3 sentenze. Poi passeremo alla sanità. Lo slogan è: fuori la politica dalla sanità, che assorbe l’80% del bilancio regionale.

Facile a dirsi: ma come si fa?

Con le nomine trasparenti, mettendo i curricula online e prescrivendo audizioni pubbliche. La decisione finale spetta ovviamente a politica, ma si devono controllare Giunta e presidente tramite un processo trasparente. Ma il discorso Sanità è molto più complesso di questo.

Cioè?

In Lombardia la sanità funziona, è un dato di fatto. Il problema è che è stata sviluppata solo la parte curativa, il settore dove si fanno i soldi. La cosa più importante, invece, è prevenire. Serve inoltre un riequilibrio tra pubblico e privato: il privato si deve occupare anche degli aspetti meno remunerativi, come i pazienti lungodegenti e cronici, e non solo delle attività che rendono come accade adesso.

A proposito di privati: come la pensa sul buono scuola?

Noi siamo assolutamente contrari, anche perché esistono studi che mostrano come la scuola privata non sia complessivamente migliore di quella pubblica.

C’è altro tra le priorità che si è dato?

La lotta alle mafie. Camorra e ‘ndrangheta sono un gravissimo problema, lo hanno dimostrato ancora una volta indagini molto recenti che hanno toccato la politica monzese.

Cambiamo argomento: la domanda è d’obbligo, vista la polemica di questi giorni fomentata da Libero sulle sue presunte simpatie di estrema destra. Lei è fascista, o lo è stato in passato?

Al di là della considerazione che sono categorie del ‘900, nego qualunque simpatia di destra. Smentisco i legami presenti e passati, e ci tengo a precisare che per quanto mi riguarda non giustifico chi dieci anni fa andava in giro a picchiare la gente e oggi dice di essere cambiato.

Concludiamo con l’attualità. Il Movimento Cinque Stelle è stato oggetto di critiche pesanti perchè ha mandato in Parlamento cittadini che hanno preso 231 preferenze personali nelle primarie interne: una cifra con cui in una città di piccole di medie dimensioni come Monza si rischia di non entrare neppure in consiglio comunale. Nei giorni scorsi si è dimessa Giovanna Mangili, capolista al Senato in Lombardia: il marito parlava di forti pressioni e ha smentito qualunque parentopoli legata al fatto che lui fosse stato candidato sindaco.La domanda è questa: è possibile che ci sia stata una convergenza dei voti all’interno del Movimento? In fondo è quello che fanno più o meno tutti i partiti.

Smentisco l’intenzione di far convergere i voti: sono il coordinatore del Meetup di Monza e Brianza e non avrei potuto non accorgermene. Il fatto è che dopo il boom nelle comunali di maggio 2012, nei mesi successivi c’è stato anche un boom di iscrizioni al Movimento. Abbiamo dovuto mettere un limite (i requisiti per votare prevedevano, ad esempio, la militanza dal 2010, ndr) correndo i rischi connessi all’avere una base molto ristretta. Il rischio che abbiamo evitato però è anche peggiore, cioè quello di far votare anche gente che si iscriveva per interesse. Per evitare voti multipli abbiamo reso obbligatoria la scansione della carta di identità, una scelta che da molti non è stata capita, ma tant’è: chiaramente è necessario migliorare e allargare la base. Su Giovanna Mangili, le rispondo così: è una persona trasparente, pulita, con una sua sensibilità. Quello che mi sento di dire è che è rimasta molto ferita dagli attacchi ricevuti e adesso vuole ritrovare la sua serenità.

RESTITUIREMO I RIMBORSI. PRONTI A COLLABORARE SU TUTTI I TEMI

(di Andrea Gianni)
(ANSA) – MILANO, 27 FEB – Si preparano a fare il loro debutto
al Pirellone, per dare battaglia su temi come i costi della
politica, la legalita’ e la trasparenza e ”portare un
rinnovamento culturale e politico”. E tra le prime mosse
annunciano la restituzione dei rimborsi elettorali e il taglio
dei propri stipendi da consiglieri, come e’ stato fatto
nell’Assemblea regionale siciliana.
Sono nove gli esponenti del Movimento 5 Stelle eletti nel
Consiglio regionale della Lombardia, che grazie al 13,62% delle
preferenze ottenute dalla candidata Silvana Carcano siederanno
sui banchi dell’opposizione insieme alle forze forze politiche
della coalizione di centrosinistra che ha sostenuto Umberto
Ambrosoli. Nuovi consiglieri che si definiscono ”neofiti della
pubblica amministrazione”: quasi tutti sono entrati nel
Movimento 5 Stelle tra il 2008 e il 2011 e, alcuni, si erano
gia’ candidati nelle liste del M5S alle scorse elezioni
regionali. ”Stiamo studiando i meccanismi del Consiglio
regionale per arrivare preparati all’appuntamento”, spiega
Gianmarco Corbetta, dipendente di un’agenzia di selezione del
personale eletto in provincia di Monza-Brianza. ”La prima cosa
che faremo sara’ la restituzione dei rimborsi elettorali e la
riduzione degli emolumenti a circa 5mila euro – prosegue –
vedremo se le altre forze politiche vorranno seguire il nostro
esempio e metterci la faccia”. Poi probabilmente verra’ creata
una sorta di ‘giunta ombra’ pescando dai curricula degli oltre
300 aspiranti assessori raccolti dal Movimento 5 Stelle durante
la campagna elettorale, per metterla a confronto con quella
presieduta dal nuovo governatore Roberto Maroni. Oltre a Silvana
Carcano e Gianmarco Corbetta siederanno in consiglio Eugenio
Casalino, dipendente del Comune di Milano, Stefano Buffagni,
Andrea Fiasconaro, Giampietro Maccabiani, Paola Macchi, Iolanda
Nanni e Dario Violi.
”Eleggendo Maroni i lombardi hanno scelto di riconfermare un
sistema di potere che e’ stato al centro di gravi scandali –
sottolinea Buffagni, commercialista di 29 anni – mentre noi, e
in parte anche Ambrosoli, ci siamo posti come un elemento di
novita’. Come a livello nazionale anche in regione collaboreremo
con chiunque vorra’ appoggiare le nostre proposte su temi come
quelli della legalita’, della trasparenza e dei costi della
politica – prosegue – ma non ci prestiamo a giochi e alleanze
che fanno parte della vecchia politica”. Il lavoro in Consiglio
regionale partira’ quindi da temi cardine del programma a 5
Stelle, come l’ambiente, il consumo di suolo, la sanita’ e la
scuola. ”Saremo un collegamento tra i cittadini e l’istituzione
e vigileremo su quello che fara’ la Giunta – conclude Corbetta –
siamo disponibili a collaborare all’opposizione con Ambrosoli su
alcuni temi anche se durante la campagna elettorale la
differenza tra lui e Maroni ci sembra solo di facciata”.
(ANSA).
19:53 27-feb-2013