Capire il funzionamento delle Regionarie del M5S non è difficile, eppure Andrea Senesi del Corriere e Andrea Montanari di Repubblica non ce l’hanno fatta.
Il primo parla di “omissis e opacità” perché non è stato comunicato il numero dei votanti e la graduatoria provvisoria degli aspiranti candidati governatori, mentre il secondo sostiene che gli aspiranti candidati governatori dovevano essere venti, ma si sono ridotti a dodici avendo alcuni rinunciato “perché dovevano optare tra la Regione e il Parlamento”.

Allora, vediamo di rimettere in ordine il tutto. La scelta tra candidarsi in Regione o in Parlamento ciascuno l’ha fatta prima della prima tornata di votazioni, quella che individuava i candidati consiglieri per i vari listini provinciali e nulla ha a che fare che questo secondo giro di votazione per il candidato presidente.
La regola è chiara: i primi venti classificati (i primi dodici di ciascuna provincia più gli altri 8 più votati) avevano la facoltà (non l’obbligo) di proporsi come candidato governatore. Semplicemente dodici hanno accettato e otto no.

Il motivo per cui non è stata pubblicata la graduatoria dei venti potenziali aspiranti candidati governatori è molto semplice: garantire che quelli che tra loro davano la disponibilità alla seconda votazione partissero da una posizione di parità. Zero a zero palla al centro, per usare una metafora calcistica.
I voti espressi per ciascun candidato e il numero di votanti si sapranno domani, a bocce ferme, come è successo poche settimane fa per il Lazio.

Mi sembra tutto molto semplice e lineare, no?

Oltre un anno per ottenere un posto di lavoro da giornalista in Regione Lombardia; vogliamo vederci chiaro! E’ infatti il più bizzarro dei concorsi lumaca quello al quale hanno presentato domanda decine di giornalisti nel 2016, per ottenere un contratto di lavoro a tempo determinato all’agenzia stampa della Giunta regionale della Lombardia. In “palio” ci sono 11 posti di lavoro.

Ancora »


L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente è un ente di diritto pubblico con una funzione ben precisa, quella di proteggere l’ambiente, e non si capisce perché debba invece occuparsi di fare politica di bassa lega, retweettando e mettendo like a commenti su traduzioni errate di interviste al garante del MoVimento 5 Stelle!
Anche perché di lavoro di comunicazione, ad esempio sulla qualità dell’aria in Lombardia, Arpa ne avrebbe da fare, come abbiamo recentemente denunciato.
Viene voglia di sapere chi sia il simpaticone che cura il profilo social di Arpa Lombardia e tramite quali procedure è stato assunto, visti anche i precedenti non proprio edificanti!

Economia, lavoro, infrastrutture, corruzione, sanità, referendum costituzionale: questi e molti altri i temi su cui abbiamo dibattuto venerdì scorso nel corso dell’incontro organizzato dai giornalisti del gruppo editoriale Dmedia Group presso la loro sede di Merate. La delegazione del M5S ha visto la partecipazione tra gli altri dei colleghi brianzoli Bruno Marton (Senato), Davide Tripiedi (Camera dei deputati) e Francesco Sartini (sindaco di Vimercate).

Al termine dell’incontro un pranzo di lavoro con alcuni rappresentanti del mondo imprenditoriale con i quali abbiamo proseguito il confronto sui temi economici legati al mondo del lavoro e delle imprese.

A differenza di quanto scrive certa propaganda, il M5S, con i suoi cittadini prestati alla politica, rivolge grande attenzione al tessuto imprenditoriale che costituisce la grande forza dell’economia nazionale: come abbiamo potuto spiegare, lottiamo ogni giorno contro sprechi, affarismo e corruzione della vecchia politica per riportare l’attenzione e le risorse a chi ne ha diritto: i cittadini e le imprese sane.

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Super spot del Cittadino di Monza e Brianza di oggi all’inceneritore di Desio.

All’interno dello speciale sui 40 anni dall’incidente dell’Icmesa di Seveso, arriva l’intervistona alla Presidente di Bea, che non perde l’occasione di dire fesserie, come quella che il forno ha un “impatto positivo sull’ambiente” grazie al teleriscaldamento (per la serie, ringraziate che c’avete l’inceneritore che vi pulisce l’aria).

A seguire l’articolo qui allegato in cui si esalta la società anche per “l’impegno ecologico”! Naturalmente nessun cenno al fatto che negli ultimi dieci anni l’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) ha inviato alla Procura della Repubblica di Monza ben sei segnalazioni di ipotesi di reato della società per violazioni di norme ambientali!

Nota a margine: l’articolo (al pari dell’intervista) non riporta la firma del giornalista… forse per pudore o perché non si usa firmare un mero copia&incolla di una velina aziendale.

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Fenomenali quelli del Cittadino di Monza e Brianza! Riescono nell’impresa eccezionale di pubblicare la replica del direttore generale dell’Asl, Matteo Stocco, ad una mia denuncia, senza dare la notizia della denuncia stessa e senza nemmeno citare il mio nome o quello del MoVimento 5 Stelle!

Mi domando cosa possa capire della vicenda una persona che si informa comprando il Cittadino cartaceo, visto che può trovare solo la replica a non si sa bene cosa…

Un grande esempio di giornalismo imparziale e indipendente!

A me non piace polemizzare con i giornalisti, ma a tutto c’è un limite…

Stocco sul Cittadino

(Va un pochino meglio sull’edizione on line, dove qui almeno un accenno alla questione lo danno).

Entrando nel merito della replica, l’autocertificazione riguardo i requisiti di ordine generale previsti dall’art. 38 del Dlgs 163/2006 è obbligatoria sulla piattaforma Sintel ma l’autocertificazione non basta. Una volta aggiudicato il servizio, il direttore generale avrebbe dovuto procedere ad effettuare i controlli di cui all’art. 38. Lo ha fatto?

E se è vero che per legge si deve escludere un’azienda dalla gara solo in presenza di un condanna definitiva, è altrettanto vero che, a fronte di un soggetto con un procedimento penale in corso per reati contro la pubblica amministrazione, il direttore generale aveva la facoltà di revocare l’affidamento del servizio, tramite una “valutazione di rilevanza”, cioè un giudizio di opportunità preventivo con il quale valutare la gravità dei reati al fine di ritenerlo soggetto idoneo a contrarre con la pubblica amministrazione .

Insomma, se Stocco avesse fatto gli opportuni controlli, si sarebbe accorto che Bianchi aveva problemi con la giustizia e avrebbe potuto revocargli l’affidamento del lavoro, ma non lo ha fatto.

E la facoltà di revocare il servizio è confermata dallo stesso Stocco, quando comunica di aver tolto il lavoro a Bianchi quando è stato arrestato settimana scorsa… un po’ troppo facile farlo quando il caso è già scoppiato!

02i

Mi sono sentito in obbligo di rispondere a questa intervista del signor Domenico Damiano, rilasciata al Giornale di Carate Brianza il 6 agosto… perché quando ce vo’ ce vo’!

Qui trovate l’articolo.

E questa è la mia risposta:

Gentile Direttore, chiedo ospitalità al suo giornale per commentare l’intervista apparsa nell’edizione del 6 agosto al signor Domenico Damiano, sedicente esponente del MoVimento 5 Stelle di Triuggio.
Mi limito ad esprimere alcuni concetti basilari del Movimento, facilmente reperibili sul sito del Movimento e sul blog di Beppe Grillo; concetti che però – evidentemente – sfuggono al signor Damiano.
Innanzitutto per poter utilizzare il nome e il simbolo del Movimento 5 Stelle occorre ottenere esplicita autorizzazione da parte dello staff di Grillo, che generalmente viene concessa solo pochi mesi o settimane prima delle varie tornate elettorali e solo dopo aver dimostrato che gli aspiranti candidati a) sono residenti nel comune in cui intendono candidarsi, b) non hanno pendenze con la giustizia, c) non hanno tessere di partito e d) non hanno ricoperto in passato più di un incarico elettivo, a qualsiasi livello. Il MoVimento è quindi uno strumento a disposizione di tutti i cittadini, non compromessi con la vecchia politica, che intendono attivarsi per contribuire ad un vero cambiamento.
Il gruppo di Triuggio, quantomeno per il momento, non ha questa certificazione dello staff e conseguentemente non può rilasciare interviste in rappresentanza del MoVimento, tanto più se tali interviste sono palesemente in contrasto con lo spirito e le idee del MoVimento. Oltretutto – lo dico per inciso – il signor Damiano, avendo alle spalle due mandati elettivi, non è candidabile nelle liste del MoVimento, percui a maggior ragione non si capisce a quale titolo parli per conto della nostra forza politica.
E qui veniamo ai contenuti dell’intervista. Il MoVimento è nato per offrire ai cittadini un’alternativa concreta a quel sistema di partiti che hanno portato il nostro Paese allo sfascio (Partito Democratico incluso). Quindi niente “strizzate d’occhio”, niente “tavoli intorno a cui sedersi”, niente “percorsi comuni”, niente “confronti in vista delle elezioni”, niente “trattative” con qualunque partito. Chi usa questo linguaggio da vecchia politica, come il signor Damiano, dimostra di non aver capito nulla del MoVimento 5 Stelle e anzi di essere affine proprio a quella classe politica che il MoVimento intende spazzare via.
Cordialmente
Gianmarco Corbetta

13 marzo

Non siamo ancora entrati in Consiglio Regionale e già hanno cominciato a bastonarci. L’altro giorno è toccato a Eugenio Casalino, definito il portaborse in carriera del nostro consigliere comunale di Milano, Mattia Calise.
Oggi hanno alzato il tiro ed è toccato a me, sulle pagine del quotidiano “Libero”: http://www.infonodo.org/node/36209

Naturalmente è tutta merda ma non posso lasciare correre, lo devo alla mia storia personale e alla mia famiglia, in particolare alla mia compagna che proviene da una famiglia che ha fatto la storia della Resistenza nel nord di Milano (http://www.comune.cusano-milanino.mi.it/spipnew/spip.php?article725).

Per chi non mi conoscesse, questa è la foto delle mie tessere di iscrizione all’Anpi, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia:
http://photos4.meetupstatic.com/photos/event/5/7/a/highres_213541402.jpeg

Ecco una mia foto durante il corteo della Festa della Liberazione il 25 aprile 2011:
http://photos2.meetupstatic.com/photos/event/6/9/2/highres_213541682.jpeg

Da me è partita la proposta di appoggiare, come Movimento 5 Stelle, l’Anpi di Bovisio Masciago nel suo presidio contro l’intitolazione di un edificio pubblico a Gianfranco Ratti, ex sindaco bovisiano e fervente fascista:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/lombardia/2012/10/solidarieta-allanpi-di-bovisio-masciago.html

E questa è la mia dichiarazione durante la presentazione dei candidati del MoVimento alle Regionali, 15 febbraio 2013:
“Io sono iscritto all’Anpi del mio comune, mi sento profondamente antifascista, sono in questo movimento da 5 anni, conosco praticamente tutti in Lombardia e sono tutte persone profondamente antifasciste. Io non mi sarei mai impegnato in un movimento che non lo fosse in maniera estremamente chiara.”
http://youtu.be/2EqXnWLRd4g (dal minuto 39 e 38 secondi)

Ci tengo infine a precisare in maniera molto chiara che nessuno dei nove consiglieri regionali lombardi del Movimento 5 Stelle ha mai avuto a che fare con il signor Roberto Jonghi Lavarini, né in generale con movimenti o partiti di destra, più o meno estrema.

Stiamo valutando se ci sono gli estremi per una denuncia.

RESTITUIREMO I RIMBORSI. PRONTI A COLLABORARE SU TUTTI I TEMI

(di Andrea Gianni)
(ANSA) – MILANO, 27 FEB – Si preparano a fare il loro debutto
al Pirellone, per dare battaglia su temi come i costi della
politica, la legalita’ e la trasparenza e ”portare un
rinnovamento culturale e politico”. E tra le prime mosse
annunciano la restituzione dei rimborsi elettorali e il taglio
dei propri stipendi da consiglieri, come e’ stato fatto
nell’Assemblea regionale siciliana.
Sono nove gli esponenti del Movimento 5 Stelle eletti nel
Consiglio regionale della Lombardia, che grazie al 13,62% delle
preferenze ottenute dalla candidata Silvana Carcano siederanno
sui banchi dell’opposizione insieme alle forze forze politiche
della coalizione di centrosinistra che ha sostenuto Umberto
Ambrosoli. Nuovi consiglieri che si definiscono ”neofiti della
pubblica amministrazione”: quasi tutti sono entrati nel
Movimento 5 Stelle tra il 2008 e il 2011 e, alcuni, si erano
gia’ candidati nelle liste del M5S alle scorse elezioni
regionali. ”Stiamo studiando i meccanismi del Consiglio
regionale per arrivare preparati all’appuntamento”, spiega
Gianmarco Corbetta, dipendente di un’agenzia di selezione del
personale eletto in provincia di Monza-Brianza. ”La prima cosa
che faremo sara’ la restituzione dei rimborsi elettorali e la
riduzione degli emolumenti a circa 5mila euro – prosegue –
vedremo se le altre forze politiche vorranno seguire il nostro
esempio e metterci la faccia”. Poi probabilmente verra’ creata
una sorta di ‘giunta ombra’ pescando dai curricula degli oltre
300 aspiranti assessori raccolti dal Movimento 5 Stelle durante
la campagna elettorale, per metterla a confronto con quella
presieduta dal nuovo governatore Roberto Maroni. Oltre a Silvana
Carcano e Gianmarco Corbetta siederanno in consiglio Eugenio
Casalino, dipendente del Comune di Milano, Stefano Buffagni,
Andrea Fiasconaro, Giampietro Maccabiani, Paola Macchi, Iolanda
Nanni e Dario Violi.
”Eleggendo Maroni i lombardi hanno scelto di riconfermare un
sistema di potere che e’ stato al centro di gravi scandali –
sottolinea Buffagni, commercialista di 29 anni – mentre noi, e
in parte anche Ambrosoli, ci siamo posti come un elemento di
novita’. Come a livello nazionale anche in regione collaboreremo
con chiunque vorra’ appoggiare le nostre proposte su temi come
quelli della legalita’, della trasparenza e dei costi della
politica – prosegue – ma non ci prestiamo a giochi e alleanze
che fanno parte della vecchia politica”. Il lavoro in Consiglio
regionale partira’ quindi da temi cardine del programma a 5
Stelle, come l’ambiente, il consumo di suolo, la sanita’ e la
scuola. ”Saremo un collegamento tra i cittadini e l’istituzione
e vigileremo su quello che fara’ la Giunta – conclude Corbetta –
siamo disponibili a collaborare all’opposizione con Ambrosoli su
alcuni temi anche se durante la campagna elettorale la
differenza tra lui e Maroni ci sembra solo di facciata”.
(ANSA).
19:53 27-feb-2013

Il giorno dopo le elezioni, squilla il cellulare:

– Pronto, buonasera, è Corbetta?
– Si
– Salve, sono XXXX del Giornale YYYY
– Salve
– La informo che domani la chiamerà il mio collega ZZZZ per farle un’intervista…
– Va bene
– … le volevo anche chiedere se è interessato ad uno spazio a pagamento sul nostro giornale, per ringraziare i suoi elettori…
– uhm… sa, noi non riceviamo soldi da un partito, ci siamo autofinanziati la campagna elettorale e non è che sia rimasto molto da spendere…
– ah… (silenzio imbarazzato) beh… ma adesso che è diventato Consigliere Regionale magari qualcosa viene fuori dal suo incarico…
– guardi, noi rifiutiamo qualsiasi forma di finanziamento pubblico o di rimborso elettorale, inoltre ci riduciamo di due terzi lo stipendio…
– ah… (secondo silenzio imbarazzato)… capisco… vabbé, la ringrazio del tempo che mi ha dedicato, sto contattando tutti i neo eletti al consiglio regionale, ora chiamerò quelli del Pd e del Pdl…
– sono sicuro che con loro avrà maggiore fortuna!
– grazie, arrivederci.
– arrivederci.