A poche settimane dalle elezioni il Comune di Cesano Maderno, guidato dal sindaco Gigi Ponti, ha approvato un contratto ventennale per l’estensione del teleriscaldamento sul territorio comunale: siamo di fronte a una decisione scorretta nel metodo e retrograda nel merito! Ancora »

Sabato scorso a Mantova si è tenuta la prima tappa del tour #OraToccaANoi per la stesura del programma del MoVimento 5 Stelle Lombardia in vista delle elezioni regionali del 2018.

E’ stata una bellissima esperienza e una preziosa occasione di confronto. Nella prima parte dedicata all’esposizione dei temi ho presentato il piano energetico e il piano per l’economia circolare; nel pomeriggio, nel corso dei tavoli di lavoro, sono emerse numerose idee che contribuiranno ad arricchire e ad articolare meglio la stesura del programma.

Grazie a tutti i partecipanti con i quali abbiamo condiviso una bella giornata all’insegna della condivisione e del confronto!

In attesa di rivederci il 6 maggio a Bergamo per la seconda tappa del tour, vi segnalo che i video degli interventi, le presentazioni e le proposte emerse sono online a questo indirizzo.

Avanti tutta verso una Lombardia a 5 Stelle!

 

 


Esiste un modo relativamente semplice per ridurre il consumo di energia (e l’inquinamento) negli edifici dotati di riscaldamento centralizzato: installando valvole termostatiche e sistemi di contabilizzazione del calore nei condomini è possibile regolare con precisione la temperatura nei vari locali e pagare di conseguenza solo quello che si consuma. In questo modo si incentiva una corretta regolazione delle temperature e si ottengono sensibili risparmi energetici ed economici che ripagano in fretta i costi di adeguamento dell’impianto (costi che peraltro sono facilmente finanziabili tramite società speciliazzate – ESCO, Energy Service Company – o appositi strumenti bancari).

Sulla carta, l’obbligo di installazione di questi sistemi è stato istituito in Lombardia con una legge regionale del 2011 e sarebbe dovuto andare a regime entro il 2014.

Nei fatti la legge non ha trovato applicazione concreta perché negli anni si sono susseguiti vari rinvii pasticciati che hanno creato notevole incertezza tra i proprietari e gli addetti ai lavori. L’estenuante “tira e molla” sembrava finalmente superato a partire dal 1° gennaio 2017 quando l’obbligo è diventato pienamente operativo con tanto di controlli e sanzioni. Sembrava… invece la politica ci ha messo di nuovo lo zampino e ha combinato l’ennesimo pasticcio!

Premessa: a fine dicembre, con il cosiddetto “decreto milleproroghe”, è stata rinviata dal 31.12.2016 al 30.06.2017 la scadenza di una norma nazionale analoga a quella regionale. Il partito democratico, preso da cieca smania statalista e centralizzatrice, ha colto la palla al balzo e a gennaio ha proposto una mozione per adeguare la norma regionale alla nuova scadenza nazionale.

Il gruppo consiliare della Lega Nord, contro il parere della propria giunta, ha pensato bene di esaudire la richiesta del PD presentando un progetto di legge che si inchina allo Stato centrale svilendo il potere normativo della Regione: infatti non esiste alcun obbligo di rispettare la normativa nazionale in questo campo!

A quel punto il Partito Democratico, pur in evidente imbarazzo di fronte a un provvedimento davvero poco illuminato, per “coerenza” non ha potuto far altro che approvare la proposta centralista della Lega!

In questo scenario surreale il M5S è stata l’unica forza politica che ha votato contro perché non esiste un solo motivo per giudicare positivamente questo ennesimo rinvio: dopo aver (faticosamente!) anticipato lo Stato centrale è un totale controsenso che ora Regione Lombardia si fermi volontariamente ad aspettare!

La scusa della crisi economica non regge perché, come dicevo, tramite ESCO o appositi strumenti finanziari è ormai possibile eseguire interventi di riqualificazione energetica senza dover investire di tasca propria. Inoltre, decidere a metà marzo di rinviare un termine scaduto da due mesi e mezzo non è assolutamente corretto nei confronti dei cittadini che si sono adeguati per tempo e premia ingiustamente chi non ha rispettato la scadenza!

Insomma, dopo anni di incertezza normativa, anziché fare chiarezza la Regione continua ad apparire in grave stato confusionale!

Qualche giorno fa abbiamo ricevuto un messaggio e-mail da un cittadino che ha a cuore lo sviluppo della mobilità elettrica al fine di migliorare la qualità dell’aria in Lombardia e in generale nella pianura padana.

Rammaricandosi per la scarsa applicazione delle leggi esistenti a favore della mobilità “a basse emissioni complessive”, nel suo messaggio il sig. Aldo ci ha ricordato che una legge dello Stato obbligava i comuni ad adeguare i regolamenti edilizi entro la data del 1° giugno 2014 inserendo l’obbligo di realizzare colonnine di ricarica dei veicoli elettrici in caso di ristrutturazioni e nuove costruzioni di edifici non residenziali.

Non abbiamo dati certi in merito, ma da quanto ci risulta sembra che siano molti i comuni che non hanno provveduto ad adeguare i regolamenti edilizi.

Inoltre, di recente è entrato in vigore il decreto legislativo 16 dicembre 2016 n. 257 DAFI contenente ulteriori misure per l’incremento dei punti di ricarica presso gli edifici, il quale pone al 31 dicembre 2017 la nuova scadenza per l’aggiornamento dei regolamenti edilizi. Sarà la volta buona? Riusciranno i comuni ad adeguarsi entro fine anno?

Abbiamo informato tutti i consiglieri comunali M5S eletti in Lombardia invitandoli a verificare le situazioni nei rispettivi comuni e a fare eventuali azioni per ottenere i necessari adeguamenti.

La mobilità elettrica non è certo una rivoluzione che si può attuare dalla sera alla mattina: proprio per questo occorre fare subito tutto ciò che è possibile, a maggior ragione se è un obbligo di legge!

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Il 9 giugno scorso, nell’ambito di un’audizione presso la commissione Ambiente del Consiglio Regionale, il Coordinamento Lecchese Rifiuti Zero ha riportato le preoccupazioni dei cittadini relative al potenziamento dell’inceneritore e al progetto del teleriscaldamento, denunciando l’insufficiente livello di raccolta differenziata nella provincia di Lecco (da anni al di sotto di un insoddisfacente 58%) nonché diverse irregolarità segnalate da Arpa relativamente alla gestione ambientale del forno da parte del gestore, la società pubblica SILEA S.p.A.

Nessuna sorpresa per chi, come me, segue da anni il tema della gestione rifiuti. Ancora »

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Fino alla fine del mese, presso i Giardini Indro Montanelli in corso Venezia a Milano è possibile visitare il modulo abitativo realizzato nell’ambito del progetto Biosphera 2.0. Biosphera è un’abitazione itinerante realizzata con materiali e tecnologie di ultima generazione in grado di garantire un ambiente salubre ed estremamente confortevole sia in estate sia in inverno, nella completa autosufficienza energetica!

Ancora »

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Sala strapiena ieri sera per l’incontro sulla Terza Rivoluzione industriale!

In Francia l’intera comunità regionale del Nord Pas de Calais si è messa in marcia verso il futuro con un Masterplan che ad oggi prevede 200 progetti (dalle Smart Grid all’apprendimento collaborativo, dall’idrogeno all’economia della condivisione, dalla solarizzazione dell’industria pesante al bike sharing elettrico, dai distretti delle stampanti 3D alle banche del riuso). Obiettivo dichiarata: decarbonizzare l’intera economica entro il 2050, risparmiando 120 miliardi di euro con un saldo attivo di 267 mila posti di lavoro!

Il racconto dell’esperienza che stanno facendo in Francia mi ha fatto provare un profondo senso di rabbia e frustrazione per l’arretratezza culturale (ancora prima che politica) di chi governa Milano, la Lombardia e l’Italia.

Ma noi non ci arrendiamo! La Terza Rivoluzione Industriale è l’unica possibilità che abbiamo per uscire dalla crisi profonda che ci attanaglia!

E non stiamo parlando affatto di ecologia o di ambiente. Qui si tratta di economia, di piani industriali, di posti di lavoro, di conti pubblici, di salute! 

Cosa ci manca per uscire dalla crisi ed entrare nella nuova era industriale? Una cosa sola, l’hanno detto chiaramente tutti i tecnici intervenuti: manca la volontà politica!

Manca cioè una classe politica al governo che sia moderna, aperta all’innovazione, che sappia capire il  nuovo tempo che stiamo vivendo, che sappia guardare al futuro, senza essere prigioniera delle lobby dell’industria fossile.

Insomma, manca il MoVimento 5 Stelle al governo. Ma ci stiamo lavorando… stay tuned!

La Terza Rivoluzione Industriale in Lombardia è alle porte!

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Con due interrogazioni ho chiesto alla giunta regionale di fare chiarezza sulle nuove regole e sulla tassazione riguardanti gli impianti termici delle nostre abitazioni.

Con la prima interrogazione abbiamo sollevato il problema della tassa regionale sulle caldaie, che oggi tiene in considerazione solo la potenza dell’impianto. In pratica una nuova ed efficiente caldaia a metano viene tassata di più rispetto ad vecchia e inquinante caldaia a gasolio, se quest’ultima ha una potenza inferiore alla prima. A nostro parere invece la tassazione dovrebbe considerare anche il rendimento della macchina e il combustibile utilizzato: anche in questo modo si incentiva la sostituzione delle vecchie caldaie a gasolio, tra le principali fonti di inquinamento nelle nostre città, con caldaie di nuova generazione, ben più efficienti e rispettose dell’ambiente.

Con la seconda interrogazione abbiamo affrontato il tema della termoregolazione e contabilizzazione del calore nel condominio. Come noto la legge prevede che a partire dall’inizio del prossimo anno i condomini dovranno installare dispositivi specifici per la termoregolazione e la contabilizzazione del calore, ovvero ciò che serve a misurare e pagare in bolletta l’effettivo consumo per ogni singolo utente. Si tratta di un provvedimento utile per favorire un utilizzo corretto del riscaldamento nei nostri edifici, disincentivando sprechi di calore, razionalizzando i costi e diminuendo l’inquinamento prodotto dalle caldaie.

Su questo tema la Regione è intervenuta con l’intento di semplificare il procedimento burocratico ma in realtà rischia di creare una falla notevole. Difatti con una delibera ha stabilito che l’installazione di questi sistemi può   avvenire   senza   la   preventiva   predisposizione   di   un progetto da parte di un professionista.

Ma l’installazione dei dispositivi per ripartire il costo del riscaldamento degli impianti centralizzati in funzione dell’effettivo consumo è normata in modo molto puntuale da leggi, decreti e norme tecniche che impongono l’obbligo di progettazione di tali sistemi di termoregolazione e contabilizzazione. Il motivo è semplice: solo un professionista può valutare in modo affidabile una serie di caratteristiche tecniche dello stabile, come l’orientamento e le diverse esposizioni delle unità abitative alle condizioni climatiche, la coibentazione, le dispersioni di calore nelle parti comuni e altro ancora, che vanno tenute in considerazione per equilibrare al meglio l’impianto e stabilire la corretta ripartizione dei consumi.

Insomma, per fare le cose per bene occorre necessariamente fare una serie di calcoli termotecnici, definire le tabelle millesimali e la percentuale di quota fissa e quota variabile dei consumi. E questo lavoro se non lo fa un professionista chi lo può fare? Certamente questa attività ha un costo, ma è necessario per una affidabile e imparziale ripartizione delle spese tra i condomini!

Se l’intento di Maroni è quello di semplificare le procedure e diminuire i costi per i cittadini siamo naturalmente dalla sua parte, ma in questo caso specifico il rischio concreto è che l’installazione di questi sistemi comporti ripartizioni di costi non correte, generando una serie infinita di costosi contenziosi tra condomini!

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Regione Lombardia, dopo un bando da un 1 milione di euro, ha adottato e messo a disposizione dei professionisti del settore lombardi che si occupano di realizzare le certificazioni energetiche (APE) degli immobili un nuovo sistema informatico gratuito.

Il software Cened 2.0 doveva essere pronto il 1° ottobre, data in cui è diventato obbligatorio, invece da quel momento sono emersi tutti i gravissimi problemi del nuovo sistema: ritardi nel rilascio della versione definitiva del software, bug, disservizi, mal funzionamenti, errori che si stanno ripentendo fino ad oggi e che per un mese intero non hanno permesso ai professionisti del settore di lavorare, creando un danno economico per loro e per gli utenti finali. Perché quando il professionista riesce ad arrivare in fondo al percorso di certificazione costellato da infiniti ostacoli tecnici, i tempi per la redazione dell’APE si sono decuplicati, con conseguente aggravio dei costi a carico dei cittadini! 

C’è un’intera categoria professionale sul piede di guerra con la Regione. Basta visitare il gruppo Facebook: Cened+ 2.0 per rendersene conto. Le certificazioni energetiche Ape, che sono obbligatorie per le locazioni e le compravendite immobiliari, hanno una funzione di orientamento del mercato: è anche sulla base della classe energetica che viene valutato un immobile. Anche per questo la situazione oltre che gravissima è anche paradossale:  i professionisti hanno l’obbligo di usare un software che non solo non funziona, ma che non ha ottenuto alcuna validazione da ente terzo! Quindi ad oggi non c’è garanzia che il software sia perfettamente in linea con la procedura di calcolo prevista dal decreto nazionale.

In sostanza c’è la concreta possibilità che si stiano redigendo certificati energetici sbagliati, creando un grave danno ai cittadini in primis e ai professionisti in secondo luogo. Chi risponderà delle prestazioni erronee, o comunque diverse, a seconda delle varie versioni del software rilasciate in queste settimane? Chi risarcirà i danni economici che ha generato l’operato della Regione?

Ma c’è un secondo aspetto estremamente grave in questa vicenda!

I professionisti nelle altre Regione hanno l’obbligo di utilizzare software commerciali certificati dal Comitato Termotecnico Italiano. La Lombardia invece ha deciso di farsi il suo software a spese proprie, da dare gratuitamente ai professionisti. Per lo sviluppo di questo software nel 2012 è stato indetto un bando da quasi un milione di euro e tra i requisiti del bando c’era lo sviluppo di un motore da rendere liberamente disponibile a tutte le software house, che avrebbero potuto integrarlo per proporre sul mercato dei propri software commerciali “agganciati” a questo motore di calcolo.

Ma, come abbiamo visto, il software gratuito (oggetto del bando) è stato realizzato in modo di fatto inutilizzabile. E guarda caso l’unica alternativa ad oggi accreditata dalla Regione e quindi presente sul mercato è il software commerciale della società che si è aggiudicata il bando! Le altre software house non sono state messe in condizione di poter lavorare all’integrazione per essere pronte il 1° ottobre in quanto non hanno avuto le informazioni corrette e non sono state coinvolte nella fase di implementazione.

Quindi, il software gratuito pagato dalla Regione con soldi pubblici funziona malissimo mentre quello commerciale sviluppato dalla stessa software house che ha vinto il bando per lo sviluppo di quello gratuito è l’unico accreditato e funziona bene, essendo intuitivo e facile da usare. Alla faccia della libera concorrenza!

E infatti ora ci troviamo con 5 software house del settore (che insieme rappresentano il 70% del mercato) che hanno deciso di fare azioni legali nei confronti della società in questione e di mandare due diffide nei confronti di Regione Lombardia per turbativa di mercato e conflitto di interessi!

E di fronte a tutto questo pasticcio, l’Assessore all’Ambiente Claudia Terzi non ha trovato di meglio da fare che portare avanti una difesa d’ufficio dell’operato della Regione…

E’ mai possibile che un professionista che deve rispondere personalmente in sede civile e penale delle certificazioni che fa sia obbligato ad usare uno strumento che non funziona e non ha nemmeno un manuale d’istruzioni completo? Il tutto senza avere un congruo anticipo per operare correttamente nel rispetto dei clienti e delle pubbliche amministrazioni, con il rischio concreto di redigere atti pubblici sbagliati?

E’ possibile gestire tutta la partita in maniera così maldestra da arrivare a ledere le regole base del mercato, favorendo di fatto il software commerciale della società che ha sviluppato in modo così approssimativo l’applicativo gratuito?

Sarebbe questa la tanto sbandierata “eccellenza lombarda”?

 

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Ho ricevuto molte segnalazioni da molti ingegneri professionisti arrabbiati per il fatto che le certificazioni energetiche degli edifici in Lombardia sono sottoposte a procedure informatiche lente e macchinose che  comportano sovrapprezzi al costo delle certificazioni per via del maggior tempo impiegato nella redazione dei documenti, con conseguente aggravio di oneri a carico dei cittadini,  cosa che non avviene con i sistemi adottati in altre regioni.

Ho scritto all’Assessore all’Ambiente Claudia Terzi affinché prenda provvedimenti!

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Gentile Assessore,

la presente per porre alla Sua attenzione alcune questioni relative alla DGR 3868/2015 “Disposizioni in merito alla disciplina per l’efficienza energetica degli edifici ed al relativo attestato di prestazione energetica a seguito dell’approvazione dei decreti ministeriali per l’attuazione del d.lgs. 192/2005, come modificato con l. 90/2013” che stabilisce l’entrata in vigore del sistema relativo alla nuova procedura di calcolo della prestazione energetica e del relativo Attestato degli edifici esistenti, nello stato di fatto in cui si trovano, dal primo ottobre 2015 e che tutti gli edifici e le unità immobiliari soggette all’obbligo di certificazione energetica devono essere certificate utilizzando la metodologia approvata con Decreto del Dirigente competente e l’utilizzo del software Cened+2.0.

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Questa mattina sono intervenuto al Convegno Habitami, campagna pubblica di riqualificazione energetica dei condomini a Milano, alla Triennale.

Ho parlato di come Regione Lombardia abbia redatto un ottimo piano energetico regionale, davvero molto dettagliato e approfondito nell’analisi della situazione energetica della nostra Regione. Dal piano si evince tra l’altro che ben il 45% del fabbisogno energetico nella nostra regione è assorbito dagli edifici (residenziale e terziario), mentre il trasporto ne assorbe il 25%, l’industria il 28% e l’agricoltura il 2%. E di tutta l’energia consuma negli edifici, ben il 68% serve per il riscaldamento/raffrescamento degli ambienti.

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Ho chiesto che la Regione dia un segnale concreto verso la sostenibilità ambientale! Dobbiamo dare l’esempio se vogliamo essere credibili nei confronti dei cittadini e delle imprese lombarde!

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OGGETTO: Carbon management di Palazzo Pirelli.

Egregio Presidente del Consiglio Regionale,

i cambiamenti climatici in atto rendono necessari interventi di riduzione delle emissioni dei gas clima-alteranti.  Gli impegni volti alla riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra, stanno assumendo un ruolo sempre più significativo; difatti, attraverso il programma Horizon 2020, l’Unione Europea, entro il 2020, intende ridurre le emissioni di gas ad effetto serra del 20% rispetto ai livelli del 1990, con un’ulteriore riduzione di emissioni dell’80-95% entro il 2050.

La stessa Regione Lombardia, attraverso il Programma Energetico Ambientale Regionale in via di approvazione, riconosce come obiettivo dell’intera programmazione strategica energetica il minor consumo di fonti fossili e la minimizzazione della CO2 emessa. Tra le misure previste spiccano infatti il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici e l’efficientamento degli impianti termici civili.

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Con grande piacere ho accettato l’invito di CasaClima a partecipare al loro evento di questa mattina in Piazza Cairoli a Milano. La sfida del cubo di ghiaccio, organizzata da Casaclima a Milano, è stata vinta! L’isolamento termico in sughero ha permesso al cubo di ghiaccio di resistere dal 24 settembre ad oggi perdendo solo il 4% del peso. È l’ennesima riprova di quanti soldi buttiamo via nel riscaldamento e raffrescamento dei nostri edifici, spesso dei veri colabrodo dal punto di vista energetico! Investire in efficienza energetica significa risparmiare!

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Il Consiglio regionale ha approvato un mio emendamento che impegna Infrastrutture Lombarde a redigere annualmente un piano dei controlli sugli attestati energetici degli edifici entro sei mesi dall’approvazione della legge e a pubblicarne periodicamente i risultati on line.

Con oggi i controlli, che prima spettavano ad Arpa ma che non erano effettuati per mancanza di risorse come ha rilevato una nostra interrogazione, passano a Infrastrutture Lombarde. Il controllo è importante per la garanzia di un mercato immobiliare non falsato e per andare verso la direzione di un efficientamento energetico degli edifici privati nell’ottica del risparmio.

 

Si parla spesso di Repubblica delle Banane ma anche la nostra Regione non scherza… Prendiamo il caso dell’efficienza energetica degli edifici. In Regione Lombardia vige una legge che pone l’obbligo di installare nei condomini le valvole termostatiche per non sprecare calore (quindi energia e denaro) entro il primo agosto 2014. Ma un provvedimento approvato l’anno scorso, a cui noi abbiamo votato contro, ha previsto che le sanzioni non potranno scattare prima del 31 dicembre 2016 e solo per inadempimenti riscontrati a decorrere dalla stessa data. Cioè per due anni e mezzo vige un obbligo di legge, ma chissenefrega tanto non ci possono essere sanzioni se non lo rispetti. Benvenuti nella Regione delle Banane…

 

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Come noto nella nostra regione vige l’obbligo di allegare l’attestato di certificazione energetica alla compravendita e alla locazione di immobili. L’attestato serve da garanzia di corretta informazione nei contratti ed è quindi un vero e proprio regolatore del mercato immobiliare.

E’ dunque fondamentale che i controlli in merito alla correttezza delle informazioni riportate nell’attestato siano puntuali e rigorosi.

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Dal Blog del nostro amico Angelo Consoli grandissimo esperto di energia, che abbiamo recentemente ospitato in Lombardia per vari incontri. Il paragone tra la Francia e l’Italia (e le rispettive classi politiche) fa spavento! Per quanto tempo ancora dovremo sopportare dei politici inetti e incapaci di guardare oltre la punta del proprio naso?

L’esperienza del Master Plan di Lilla è stata esaltante e irritante al tempo stesso.
Esaltante perchè non ci era mai successo in tutti i Master Plan precedenti, di trovare tanta rispondenza nella società civile ma anche nelle autorità locali al vertice (con una piccola sponda anche dal governo nazionale, per la verità). Centinaia di persone coinvolte nell’organizzazione, nello studio, nella raccolta dati, nell’elaborazione creativa e nel coordinamento.

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