136.488,20 euro: questa è la somma che ho restituito alle casse pubbliche dall’inizio della legislatura grazie al taglio del mio stipendio da consigliere regionale!

Piena trasparenza sulle spese sostenute dagli eletti nell’esercizio del mandato e riduzione dei costi della politica: è per questo che, dall’inizio della legislatura, rendiconto le mie spese e restituisco parte del mio stipendio dedicandolo al sostegno alle piccole e medie imprese.

Avevamo fatto un patto con i cittadini che ci hanno eletto e abbiamo mantenuto la promessa. E’ un segnale di correttezza, onestà e trasparenza verso i cittadini ed un esempio reale di come sia possibile ridurre i costi della politica.

Gli eletti di tutti i partiti, nessuno escluso, continuano a percepire l’intero stipendio e i rimborsi elettorali che noi non abbiamo nemmeno richiesto. Sono somme indegne in un momento di forte crisi come quello che stiamo vivendo. L’attività politica non può assolutamente essere un lavoro per arricchirsi ma deve tornare a essere un servizio ai cittadini.

Ci hanno preso in giro per mesi con la storia degli scontrini. Ma intanto, grazie agli scontrini, abbiamo restituito alla collettività decine di milioni di euro dei nostri stipendi!
Anche a Monza diamo una speranza a chi vuole aprire una piccola impresa e creare lavoro (in bocca a lupo a Valentina e Dario!).
Pensate a quante persone in più si potrebbero aiutare se anche i consiglieri regionali e parlamentari dei vari partiti restituissero una parte dei loro stipendi da nababbi!
Si vabbé, lo so, è fantascienza…

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E anche per questo secondo anno di mandato come Consigliere Regionale della Lombardia è giunto il momento di restituire le eccedenze del mio stipendio!
Questa mattina mi sono recato presso la filiale di Banca Etica a Milano e ho bonificato sul conto del Consiglio Regionale 33.264,02 euro.
Sommati ai soldi restituiti al primo anno, ad oggi ho dato indietro 86.551,62 euro, che servono ad alimentare i fondi regionali a favore del credito per le piccole e medie imprese.
Sono fiero di aiutare, con un gesto concreto, gli artigiani, i commercianti e i piccoli imprenditori che vivono un momento di difficoltà!
Le chiacchiere stanno a zero! Questi sono i FATTI che SOLO gli eletti del MoVimento 5 Stelle fanno!

(PS: la somma restituita lo scorso anno era più elevata di quella di quest’anno perché per i primi mesi di mandato elettorale abbiamo preso uno stipendio molto più alto, che poi, grazie al M5S, è stato tagliato a tutti i consiglieri regionali).

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Stamattina sono stato in Banca Etica, ho bonificato 53.287,60 euro sul conto del Consiglio Regionale della Lombardia. È “l’extra stipendio” del mio primo anno di mandato, da destinare al credito alle piccole e medie imprese.

Ragazzi, è stato un momento difficile, statemi vicino, ho bisogno di supporto morale… son cose che solo i fascisti/qualunquisti/demagoghi/populisti/potenziali stupratori come noi fanno.

 

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Dopo la richiesta di chiarimenti circa l’acquisto di due biglietti aerei e dei boccioni d’acqua per i nostri uffici, la Corte dei Conti ha decretato la totale e piena correttezza della gestione dei soldi del gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle in Lombardia!

Noi siamo “quelli degli scontrini”. E meno male! Anche in Lombardia l’onestà deve tornare di moda! Ancora »

ROBERTO MARONI

Il 24 maggio sul nostro sito ho dichiarato: “”Debuttiamo con un progetto di legge che assicura una giusta remunerazione ai consiglieri regionali, ma elimina l’arricchimento personale. Chi vuole arricchirsi si dedichi ad altro e non alla gestione della cosa pubblica“.

L’altro giorno Maroni ha detto: “Chiunque vuole fare politica lo deve fare con spirito di sacrificio, sapendo che se vuole diventare ricco, onestamente, deve fare un’altra attività“.

Quasi quasi gli chiedo il copyright…

“Il consiglio regionale, nel giro di un anno e mezzo, si ritrova per la seconda volta a parlare di tagli dei costi della politica.

Ora come nel 2011, la spinta verso una razionalizzazione dei costi della politica, non nasce da dentro il consiglio, ma arriva da fuori. Nei fatti, ora come allora, il consiglio regionale della Lombardia è COSTRETTO a ridurre i costi e lo fa tentando di farsi il meno male possibile.

All’epoca, nel 2011, la spinta venne direttamente dai cittadini lombardi. Undicimila cittadini firmarono una proposta di legge regionale di iniziativa popolare, chiamata Zeroprivilegi, che proponeva un taglio drastico al trattamento economico dei consiglieri.

Mi piace ricordare oggi le prime parole espresse dal Comitato promotore di quella legge popolare, di cui io facevo parte, quando venne audito in Commissione I e II :
“Siamo qui perché rappresentiamo la volontà popolare di oltre 11.000 cittadini lombardi che hanno firmato per ZeroPrivilegi. Cittadini che si sono indignati nello scoprire gli elevatissimi, ingiustificati e ingiustificabili emolumenti che i consiglieri regionali lombardi percepiscono. Cittadini che si sono scandalizzati venendo a conoscenza di questi vergognosi costi della politica lombarda che gravano sulle loro spalle. Cittadini che ritengono inaccettabili tutti i privilegi che i consiglieri regionali si sono concessi e che vengono pagati con le nostre tasse.”

Anche allora i partiti corsero ai ripari, e dopo appena due settimane dall’annuncio di questa iniziativa popolare, presentarono tre progetti di legge sul tema costi della politica, naturalmente molto più blandi nei tagli: riduzione del 10% dell’indennità di funzione per PD, PDL e LEGA (a fronte del 50% della legge popolare); nessuna modifica della diaria per PD, PDL e LEGA (a fronte del 50% di riduzione della legge popolare); nessuna modifica del rimborso spese per PD e LEGA (a fronte della richiesta del piè di lista della legge popolare); nessuna abolizione del vitalizio e dell’indennità di fine mandato per la LEGA.

E c’è chi ebbe il coraggio di parlare di un “forte segnale di austerità” e, naturalmente, non mancarono le accuse di populismo e qualunquismo per il comitato promotore della legge popolare.

Alla fine un piccolo risultato l’iniziativa popolare l’ottenne: l’indennità di fine mandato venne cancellata nonostante la Lega la volesse mantenere e il PD e PDL la volessero solo ritoccare. Anche il vitalizio venne abolito, a partire da questa legislatura, come richiesto da Zeroprivilegi e, ad onor del vero, dai progetti di PDL e PD.

Da allora ad oggi ne abbiamo viste di tutti i colori, a partire dalle mirabolanti avventure di Batman Fiorito nel consiglio regionale del Lazio, per non parlare di quanto è successo qui dentro, dalle spese per il matrimonio della figlia del capogruppo della Lega in avanti… tanto da ritrovarci con una nutritissima pattuglia di consiglieri indagati dalla magistratura.

E anche questa volta i partiti hanno “SPINTANEAMENTE” preso provvedimenti, costretti a effettuare tagli – in alcuni casi importanti – da parte del governo Monti, cercando comunque di farsi il meno male possibile. Ed è grazie alla pressione del Movimento 5 Stelle, che ha acceso i riflettori dei media su questa vicenda, che il testo che andiamo a discutere oggi si discosta leggermente dai tetti massimi di spesa previsti dal Governo Monti.

E così, i tagli agli stipendi dei consiglieri, proposti nel 2011 dai cittadini e considerati inaccettabili all’epoca, ora – imposti dal Governo Monti – vengono spacciati come uno spontaneo segnale di discontinuità col passato e come segno di responsabilità.

In realtà in questo testo restano comunque delle forti criticità, che noi del M5S non possiamo accettare: il rimborso delle spese forfettario, un vero secondo stipendio aggiuntivo; il mantenimento dei vitalizi maturati fino alla scorsa legislatura; i 4 milioni di residuo dei fondi dei gruppi che i partiti vogliono tenere per sé al posto di restituirli al consiglio regione; e, last but not least, la restituzione del maltolto – dai fondi di funzionamento dei gruppi – in comode rate e senza interessi!

Approfondiremo queste ed altri questioni in sede di discussione dei vari articoli. Di sicuro, se non verranno recepiti i nostri emendamenti, il nostro voto non potrà che essere contrario.”

Domani in Consiglio Regionale arriva il Progetto di Legge sui tagli ai costi della politica! Il nostro progetto è stato cassato in Commissione… si discuterà del progetto a firma di tutti gli altri gruppi… M5S da una parte, tutti gli altri dall’altra, nulla di nuovo. Ma qualche simpatica novità dell’ultimo minuto c’è! Guardate l’emendamento presentato dal Partito Unico Siamo alle comiche!!

COMUNICATO STAMPA

basta-castaDecapitare gli abnormi costi della politica. E’ questo il principio che ha ispirato il primo progetto di legge regionale presentato del Movimento 5 Stelle Lombardia dal titolo
“Progetto di legge in materia di trattamento economico dei consiglieri regionali, dei componenti della giunta regionale, dei sottosegretari e delle risorse gruppi consiliari” e depositato oggi dal gruppo.

M5S, dopo aver abbandonato il tavolo regionale di riduzione dei costi della politica perché sterile, sottopone così alla valutazione delle forze politiche presenti in Consiglio regionale un articolato progetto che consentirà alla Lombardia di adeguarsi al “Decreto taglia spese degli enti locali” del Governo Monti.

La Lombardia dovrà infatti dotarsi entro il 27 giugno prossimo di una legge sui costi della politica, pena una riduzione sostanziale delle risorse finanziarie erogate dallo Stato alla regione.

L’articolato progetto, che ha come primo firmatario il consigliere e portavoce M5S Gianmarco Corbetta, se approvato, rivoluzionerà la gestione delle risorse pubbliche regionali e decapiterà i costi della politica.

In estrema sintesi i consiglieri regionali di Movimento 5 Stelle propongono al Consiglio il taglio dell’indennità di carica per i consiglieri regionali a 5 mila euro lordi per 12 mensilità, l’abolizione totale dei vitalizi, anche se già maturati, e un tetto massimo di 3 mila euro di rimborsi per le spese effettivamente sostenute nell’attività istituzionale.

Gianmarco Corbetta spiega: “Debuttiamo con un progetto di legge che assicura una giusta remunerazione ai consiglieri regionali, ma elimina l’arricchimento personale. Chi vuole arricchirsi si dedichi ad altro e non alla gestione della cosa pubblica”.

La trasparenza economica è tra gli snodi principali della proposta di M5S. “In questo senso – argomenta Corbetta – diciamo un chiaro no al rimborso spese a forfait, vero e proprio “stipendio aggiuntivo” ingiustificato”.

Il progetto di legge determina anche una stretta drastica del 50% alle indennità di funzione, un aggiunta al trattamento standard, per il presidente della Regione, presidente del Consiglio e presidenti di Commissioni.

I Consiglieri M5S hanno già dato il buon esempio adeguandosi spontaneamente al trattamento economico che ora propongono per legge a tutti i colleghi, senza contare la rinuncia, unica nel suo genere, ai rimborsi elettorali, ben prima che le forze politiche presenti in Regione Lombardia incominciassero discuterne tiepidamente.

“Sollecitiamo il tavolo di riduzione dei costi della politica a esprimersi rapidamente su quello che la maggioranza e le altre opposizioni vogliono fare per adeguarsi alla spending review.
Speriamo che non si lavori ricamando all’uncinetto tra le pieghe di codici per mantenere gli insostenibili privilegi che la casta gode. Siamo stati eletti per fare l’interesse pubblico e non privato: ognuno si assuma le sue responsabilità di fronte ai cittadini”, conclude Corbetta.

Comunicato stampa: Il Movimento 5 Stelle abbandona il tavolo di lavoro per la riduzione dei costi della politica in Regione Lombardia

Il Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle in Regione Lombardia ha deciso di abbandonare il tavolo di lavoro sulla riforma dei costi della politica, istituito per espressa volontà del Presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo. Il consigliere 5 stelle delegato dal gruppo, Gianmarco Corbetta, non presenzierà più al tavolo di lavoro informalmente istituito.

Dopo quattro incontri è palese l’assenza di volontà di tutte le forze politiche di ridurre adeguatamente i costi della politica e in particolare di operare un netto taglio ai sontuosi “stipendi” dei consiglieri. Resta un miraggio l’obiettivo di piena trasparenza che meritano i cittadini lombardi nella gestione dei rimborsi delle spese per l’esercizio di mandato.

Ancora lunedì la proposta che circolava al tavolo era quella elaborata dalla Giunta: 6.600 euro lordi di indennità di carica, più 4.500 euro netti di rimborso delle spese a forfait, più eventuale indennità di funzione fino a 2.700 euro lordi.

Si tratta di un allineamento al tetto massimo previsto dai provvedimenti del Governo Monti, con un “ritocchino” al rialzo, rispetto alle condizioni attuali, ai rimborsi spese in regime forfettario, al quale maggioranza e parte dell’opposizione sembrano tenere particolarmente. In regime forfettario significa che i consiglieri non dovranno preoccuparsi di esibire gli scontrini e le fatture delle spese sostenute nello svolgimento dell’attività politica per ottenere il rimborso.
Insomma, i consiglieri regionali seduti a quel tavolo vorrebbero intitolarsi un bonus travestito da rimborso spese per discostarsi il meno possibile dai trattamenti percepiti fino ad oggi, sfruttando i “margini di manovra” concessi dai provvedimenti del Governo Monti, al pari di quanto è già successo in molte altre Regioni.

Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle della Lombardia, che nei giorni scorsi ha pubblicato le impressionanti buste paga, relative ad un mese e mezzo di attività, dei consiglieri, ha indicato la strada: cinquemila euro lordi, rimborso delle spese effettivamente sostenute nell’attività politica dietro presentazione di un rendiconto pubblico, scontrino per scontrino per un tetto massimo di 3.000 euro.

Queste sono parte delle proposte che verranno contenute nel Progetto di Legge che il Movimento 5 Stelle porterà nella commissione consiliare competente.
Abbiamo già accantonato 100 mila euro dei cittadini dai nostri stipendi che attendono di rientrare nelle casse della Regione per essere assegnati ad un fondo per il microcredito da destinare alle piccole imprese.

Ma c’è di più: i fondi per il funzionamento e per la comunicazione dei gruppi consiliari avanzati dalla scorsa legislatura ammontano a più di 5 milioni e mezzo di euro… Che fine farà questo tesoretto? Noi proponiamo di restituirlo ai cittadini tramite il microcredito alle piccole imprese… i partiti accetteranno la nostra proposta?

Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle Lombardia

Qualcuno mi ha chiesto se mi è costato rinunciare a 10.000 euro dallo stipendio del primo mese e mezzo di attività in Consiglio Regionale della Lombardia.
In realtà questa rinuncia mi ha reso molto ricco! Ora sono ricco di stima, di riconoscenza, di credibilità e di affetto di tante persone che hanno apprezzato il nostro gesto. E’ un tipo di ricchezza che nessuno denaro può comprare e che i tanti politicanti che affollano i palazzi della politica si sognano la notte!
A loro dedico questo bellissimo servizio del TG L7.

Con la fine di aprile sono arrivati i primi “stipendi” per i consiglieri regionali della Lombardia. Per il primo mese e mezzo di attività (dal 17 marzo al 30 aprile) la somma percepita è pari a 16.384, 76 euro, senza contare le indennità di funzione (per i membri dell’ufficio di presidenza del consiglio regionale, i presidenti delle commissioni, ecc). Ecco il cedolino di uno di noi:

busta paga reale aprile 2013

Durante le campagna elettorale i candidati del MoVimento 5 Stelle hanno preso un impegno preciso con i cittadini: tratterremo per noi 5.000 euro lordi mensili e i rimborsi per le spese effettivamente sostenute, tutto il resto lo destineremo ad un fondo di sostegno per le piccole imprese della Lombardia. Per questo motivo ci siamo fatti calcolare una “busta paga virtuale” da 5.000 euro lordi:

Ebbene, solo da questo primo stipendio ricevuto, i 9 consiglieri 5 stelle restituiranno una somma pari a 100 mila euro!

Ancor prima dell’insediamento abbiamo chiesto ai funzionari della Regione di indicarci il modo concreto per effettuare questa “restituzione”, ma evidentemente questa nostra volontà li ha colti di sorpresa…. Nei giorni scorsi abbiamo quindi formalizzato la nostra richiesta, nella speranza di ricevere finalmente una risposta chiara e definitiva:

Finché non ci sarà data la possibilità concreta di restituirli, i soldi promessi rimarranno depositati nei nostri conti correnti di Banca Etica, appositamente aperti allo scopo.

Ora aspettiamo di vedere se e quali consiglieri dei vari partiti ci seguiranno: terranno tutti i soldi per sé o si dimostreranno – non solo a parole – solidali con le piccole aziende lombarde che vivono un momento particolarmente difficile? Da questa strada passa la differenza tra chi “fa politica” per soldi e carriera e chi “si occupa di politica” per senso civico.

Staremo a vedere!