Una settimana, un giorno, solamente un’ora a volte vale una vita intera” cantava Edoardo Bennato.

Per me l’ora di prendere una decisione importante è arrivata: non riproporrò la mia candidatura in Regione Lombardia per la prossima legislatura.

Ho ancora qualche mese per portare avanti le ultime battaglie e concludere i progetti aperti, poi questa esperienza intensissima e affascinante sarà finita. In questi 5 anni ho dato il massimo di me, privilegiando il lavoro concreto sui temi di mia competenza, aiutando tutti quelli che si sono rivolti a me e facendo squadra con i gruppi del territorio.

Ringrazio di cuore tutte le persone che ho conosciuto in questi anni e con cui ho lavorato per la nostra causa comune e che mi hanno dato fiducia. Così come ringrazio la nostra candidata governatrice uscente Silvana Carcano per tutta la passione che ci ha messo!

Sono poche le cose su cui non ho avuto dubbi nella mia vita e una di queste è il progetto del MoVimento 5 Stelle. Un progetto che deve continuare a puntare a un profondo cambiamento culturale ancora prima che politico, basato sull’intelligenza e la partecipazione di un’intera collettività più che sulle abilità dei singoli.

Quando nel 2013, con un po’ di incoscienza, ho lasciato il mio lavoro per candidarmi in Regione, al mio capo dissi che non andavo a “fare il politico”, ma che l’opportunità che mi era stata data la intendevo come un servizio civile a tempo. Ora il primo tempo di questo servizio civile sta per scadere; darò la mia disponibilità per svolgere a Roma un secondo e ultimo tempo.

Nonostante i tentativi del vecchio sistema dei partiti di sopravvivere, le prossime elezioni politiche rappresentano un’occasione formidabile per cambiare questo benedetto Paese.

Per me sarebbe davvero un onore rappresentare il MoVimento al Parlamento della Repubblica Italiana e dare il mio contributo per realizzare un’Italia a 5 Stelle; se gli iscritti al MoVimento lo vorranno, farò la mia parte con tutto me stesso come ho sempre fatto fino ad oggi.

La cosa più importante come sempre, indipendentemente dai nomi, è che a vincere sia il MoVimento e ora più che mai questo sogno può diventare realtà! Avanti tutta!

Settembre 2007 – Settembre 2017
Dieci anni dal primo VDay, ma anche – più umilmente – dieci anni dal mio ingresso nei Meetup Amici di Beppe Grillo!
Dieci anni tosti, pieni di battaglie e meravigliosamente intensi. Tante esperienze fatte, tante persone conosciute, alcune diventate veri amici.
Dieci anni dopo, siamo ancora qui. Molto meno ingenui, con la scorza più dura, ma sempre a inseguire lo stesso sogno.
Siamo ancora qui perché il meglio deve ancora venire!
No retreat, no surrender!

Dalla bella intervista di Euronews a Beppe Grillo, ho ricavato la conferma di quanto Beppe sia, fondamentalmente, un incompreso.

Parla di cose molto profonde, sicuramente frutto di una invidiabile lucidità intellettuale e di un grande lavoro di studio e approfondimento personale, che regolarmente o non vengono capite o vengono travisate oppure non vengono minimamente prese in considerazione da parte dei media.

Per fare un esempio, mi ha colpito molto quando, per esprimere concetti e idee a me care, ha affermato che il Movimento è per “un’economia dell’abbastanza”.

Un’espressione che non avevo mai sentito prima d’ora e che mi ha incuriosito. Conoscendolo, ero certo che avesse usato quell’espressione per fare un riferimento preciso, così ho fatto una ricerca sul web ed ho scoperto il bel saggio “L’economia dell’abbastanza – Gestire l’economia come se del futuro ci importasse qualcosa” dell’economista inglese Diane Coyle.

Dalla presentazione del saggio: “Il cambiamento più urgente e importante, sostiene l’autrice, è iniziare a pensare al futuro. Se per le crisi in atto (economica, finanziaria, ambientale) si volesse cercare un tratto d’origine in comune, lo si potrebbe con certezza identificare nell’incredibile disprezzo per il domani, che emerge in modo clamoroso soprattutto se si guarda a come viene gestita l’economia. Crearne una sostenibile, in cui tutti abbiano il necessario senza compromettere il futuro, non sarà facile. In “Economia dell’abbastanza”, Diane Coyle avvia una profonda riflessione su come si possa dare inizio a questo cambiamento e su quali siano i primi passi da fare.”

Grande Beppe, come sempre!

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Beppe non si tocca.
Non è una questione di riconoscenza per tutto quello che ha fatto (che ovviamente c’è) e non è solo perché senza Beppe il MoVimento non reggerebbe al dopo voto delle Europee (come dice Aldo Giannuli).

Il Movimento va visto per quello che è: una organizzazione giovane e in divenire, che ha ancora bisogno di crescere e consolidarsi nei suoi meccanismi di funzionamento. In termini organizzativi, abbiamo fatto degli enormi passi in avanti rispetto agli inizi, ma il Movimento non ha ancora le gambe sufficientemente forti per reggersi senza Grillo e Casaleggio. Lo sarà sicuramente in un futuro, come ha dichiarato lo stesso Casaleggio, ma non ora.

E’ un processo che richiede i suoi tempi, come sempre succede quando si vuole costruire qualcosa di nuovo, con forme organizzative originali, battendo sentieri quasi del tutto inesplorati (democrazia diretta, partecipazione spinta, usa massiccio della rete, ecc). E comunque già oggi è una forma organizzativa di gran lunga migliore rispetto a quella dei vecchi partiti, nonostante non sia esente da errori.

Stimo molto sia Casaleggio che Grillo. Il primo perché è una persona estremanete lucida, razionale, molto coerente e lineare anche nei ragionamenti più complessi. Il secondo perchè non è affatto quell’urlatore senza testa che vogliono far credere; è una persona molto preparata, intellettualmente curiosa, che ha studiato molto.

Ed è in grado di trasformare concetti articolati e complessi in messaggi semplici e comprensibili da tutti: come fai a parlare all’uomo della strada di efficienza energetica, grandi opere, fonti rinnovabili, produzione diffusa se non hai un Beppe Grillo che dice: “non abbiamo bisogno di una centrale nucleare che produce un milione di watt, abbiamo bisogno di un milione di cittadini che producono un watt a testa!”?

E tutte queste cose le sanno bene i vecchi partiti e i media di regime, che non vedono l’ora che Grillo e Casaleggio gettino la spugna per assistere alla dissoluzione del Movimento.

Non succederà. Non facciamoci fregare.