Dalla bella intervista di Euronews a Beppe Grillo, ho ricavato la conferma di quanto Beppe sia, fondamentalmente, un incompreso.

Parla di cose molto profonde, sicuramente frutto di una invidiabile lucidità intellettuale e di un grande lavoro di studio e approfondimento personale, che regolarmente o non vengono capite o vengono travisate oppure non vengono minimamente prese in considerazione da parte dei media.

Per fare un esempio, mi ha colpito molto quando, per esprimere concetti e idee a me care, ha affermato che il Movimento è per “un’economia dell’abbastanza”.

Un’espressione che non avevo mai sentito prima d’ora e che mi ha incuriosito. Conoscendolo, ero certo che avesse usato quell’espressione per fare un riferimento preciso, così ho fatto una ricerca sul web ed ho scoperto il bel saggio “L’economia dell’abbastanza – Gestire l’economia come se del futuro ci importasse qualcosa” dell’economista inglese Diane Coyle.

Dalla presentazione del saggio: “Il cambiamento più urgente e importante, sostiene l’autrice, è iniziare a pensare al futuro. Se per le crisi in atto (economica, finanziaria, ambientale) si volesse cercare un tratto d’origine in comune, lo si potrebbe con certezza identificare nell’incredibile disprezzo per il domani, che emerge in modo clamoroso soprattutto se si guarda a come viene gestita l’economia. Crearne una sostenibile, in cui tutti abbiano il necessario senza compromettere il futuro, non sarà facile. In “Economia dell’abbastanza”, Diane Coyle avvia una profonda riflessione su come si possa dare inizio a questo cambiamento e su quali siano i primi passi da fare.”

Grande Beppe, come sempre!

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Beppe non si tocca.
Non è una questione di riconoscenza per tutto quello che ha fatto (che ovviamente c’è) e non è solo perché senza Beppe il MoVimento non reggerebbe al dopo voto delle Europee (come dice Aldo Giannuli).

Il Movimento va visto per quello che è: una organizzazione giovane e in divenire, che ha ancora bisogno di crescere e consolidarsi nei suoi meccanismi di funzionamento. In termini organizzativi, abbiamo fatto degli enormi passi in avanti rispetto agli inizi, ma il Movimento non ha ancora le gambe sufficientemente forti per reggersi senza Grillo e Casaleggio. Lo sarà sicuramente in un futuro, come ha dichiarato lo stesso Casaleggio, ma non ora.

E’ un processo che richiede i suoi tempi, come sempre succede quando si vuole costruire qualcosa di nuovo, con forme organizzative originali, battendo sentieri quasi del tutto inesplorati (democrazia diretta, partecipazione spinta, usa massiccio della rete, ecc). E comunque già oggi è una forma organizzativa di gran lunga migliore rispetto a quella dei vecchi partiti, nonostante non sia esente da errori.

Stimo molto sia Casaleggio che Grillo. Il primo perché è una persona estremanete lucida, razionale, molto coerente e lineare anche nei ragionamenti più complessi. Il secondo perchè non è affatto quell’urlatore senza testa che vogliono far credere; è una persona molto preparata, intellettualmente curiosa, che ha studiato molto.

Ed è in grado di trasformare concetti articolati e complessi in messaggi semplici e comprensibili da tutti: come fai a parlare all’uomo della strada di efficienza energetica, grandi opere, fonti rinnovabili, produzione diffusa se non hai un Beppe Grillo che dice: “non abbiamo bisogno di una centrale nucleare che produce un milione di watt, abbiamo bisogno di un milione di cittadini che producono un watt a testa!”?

E tutte queste cose le sanno bene i vecchi partiti e i media di regime, che non vedono l’ora che Grillo e Casaleggio gettino la spugna per assistere alla dissoluzione del Movimento.

Non succederà. Non facciamoci fregare.