E’ passato un mese e mezzo dagli annunci trionfali e le strette di mano (che “valgono più di qualsiasi firma, come si usava una volta”) tra Roberto Maroni, Bernie Ecclestone e Angelo Sticchi Damiani (ACI Italia). Tutti a dare per fatto, per l’ennesiva volta, il rinnovo del contratto per il Gran Premio a Monza. Come al solito, siamo stati gli unici a dire che i giochi non erano affatto chiusi, e di fatti…

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Siamo arrivati al terzo o quarto annuncio trionfale di Maroni, nel giro di un anno, in merito alla permanenza del Gran Premio di F1 a Monza. Quand’anche arrivasse la firma del contratto con Ecclestone, i giochi non sarebbero comunque chiusi.

Ci rivolgeremo all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e alla Direzione Generale della Concorrenza della Commissione Europea per verificare se la novantina di milioni di euro di soldi pubblici che la Regione intende spendere per il GP non rappresentino un aiuto di Stato illegittimo. Il rispetto delle leggi sugli aiuti di stato e la concorrenza non è un optional; non è che uno coi soldi dei cittadini può fare quello che gli pare.

Non siamo pregiudizialmente contro la permanenza dell’autodromo nel Parco di Monza (per noi dovrebbero essere i cittadini monzesi a pronunciarsi con un referendum), ma un investimento di denaro pubblico così ingente non è giustificato in mancanza di dati certi sull’indotto per l’economia monzese e brianzola e senza la certezza che si stia rispettando la legge.

 

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Bel pezzo del Fatto Quotidiano che svela i retroscena del salvataggio del Gran Premio di Formula 1 di Monza da parte di Renzi.

Si evita di chiudere un carrozzone come il PRA (pubblico registro automobilistico), come era annunciato da tempo, con conseguente mancato risparmio per le casse pubbliche…. e poi… indovinate un po’ chi pagherà il conto salatissimo a Bernie Ecclestone?

La risposta è sempre la stessa… e la conoscete già!

 

***

Il Gran premio di Formula 1 di Monza è salvo. Gli automobilisti un po’ meno. Nessuno li ha interpellati, ma dovranno pagare lo stesso, coinvolti forzosamente nel dovere patrio di tenere alto il buon nome della tradizione motoristica italiana. Dovranno sborsare 19 milioni di dollari per ammansire sir Bernie Ecclestone, il padrone del grande circo mondiale dei bolidi. Il quale era stato perentorio: “O mi date quel che chiedo, o potete scordarvi il Gran Premio”. Messa di fronte allo stesso aut aut la Germania ha detto di no. In Italia siamo evidentemente più nazionalisti e comprensivi. Tanto qualcuno che paga si trova sempre.

Ancora »

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Anche quest’anno la Camera di Commercio di Monza ha diffuso delle stime previsionali sull’indotto del prossimo GP di Monza.

Seppur ridimensionate rispetto all’anno scorso, restano cifre molto elevate ma senza un riscontro reale, a consuntivo. Non capisco perché, almeno per una volta, la Camera di Commercio, invece di fare stime sul prossimo GP, non faccia una verifica a consuntivo sulle stime pubblicate l’anno precedente, giusto per dirci finalmente se il Gran Premio porti o meno davvero benessere a Monza e alla Brianza.

Maroni nella sua costante azione di marketing pro autodromo, tira in ballo una vecchia storia, quella della candidatura della Villa Reale e del Parco di Monza a sito UNESCO. Maroni mente sapendo di mentire e illude i monzesi: nel 2009 Françoise Rivière, vice presidente dell’Unesco, aveva già detto no alla candidatura con queste parole: “l’autodromo nazionale di Monza abbruttisce e deturpa la Villa Reale e l’annesso Parco. Finché ci sarà l’autodromo non ci sarà un sito UNESCO a Monza“. Maroni vuole la botte piena e la moglie ubriaca e, come si sa, questo non è possibile!

Ma ancora di più contano i cifre, che non tornano. Ecclestone chiede 100 milioni di dollari per un Gran Premio a Monza nel quadriennio 2017-2020. Ma l’ente che gestisce l’autodromo, la SIAS, non ha i soldi per il contratto anzi, secondo una recente analisi, deve pagare entro fine anno 13 milioni di euro di debiti; deve versare al Comune di Monza circa un milione di euro di arretrati di Imu e Ici e per i ritardi nei lavori della parabolica; deve versare altri 2,5 milioni di euro all’Agenzia delle Entrate per lo scandalo del giro di biglietti stampati a go-go oltre il limite consentito degli omaggi dal 2007 al 2009.

Il quadro peggiora se pensiamo che la vendita dei biglietti dell’autodromo è in calo e i costi fissi stanno aumentando: l’utile della SIAS è passato da 6,9 milioni del 2013 a 4,3 del 2014. E il nuovo management, in carica da 7 mesi, chiamato a rilanciare le sorti della società, ha ottenuto ben pochi risultati.

In questo quadro, piaccia o no, non è credibile un futuro per il GP a Monza. Maroni e i suoi la smettano di illudere gli appassionati.

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Accolgo con grande soddisfazione la notizia del passaggio in Senato dell’emendamento sulla neutralizzazione fiscale per il parco di Monza, in questo modo la Regione Lombardia puo’ finalmente entrare nel comparto parco/autodromo, mettendo gli annunciati 20 milioni di euro, e salvare cosi’ il futuro del gran premio di Formula 1“. Lo ha dichiarato l’assessore alla Casa, all’Housing Sociale e a Expo, Fabrizio Sala.

Sala però l’ha messa giù un po’ troppo facile

Il MoVimento 5 Stelle rimane contrario all’investimento pubblico di 20 milioni di euro da parte della Regione perché, come abbiamo sottolineato più volte, non esistono dati certi sull’indotto del Gran Premio che possano giustificare quell’esborso. I numeri di cui si parla sempre arrivano dagli studi della Camera di Commercio di Monza, ma sono solo stime, approssimative per loro stessa natura; nessuno cita mai dati reali a consuntivo.

Oltretutto, i 20 milioni della Regione servono, secondo Maroni, per riqualificare il complesso autodromo, villa e parco, ma la sola riqualificazione dell’autodromo, secondo gli studi noti, richiede 70 milioni di euro di cui 34 per le sole opere urgenti. E’ quindi evidente che questi 20 milioni di soldi pubblici non sono sufficienti.

E non contiamo naturalmente l’esborso dei 20 milioni di dollari che la SIAS deve fare a Bernie Ecclestone per ottenere il rinnovo del contratto della Formula 1 dopo il 2016.

Siamo quindi ben lontani dal considerare risolto il tema della riqualificazione dell’autodromo e del rinnovo del Gran Premio di Monza; questo esborso di denaro pubblico della Regione rischia di essere del tutto inutile. Li si destini piuttosto alla manutenzione straordinaria del Parco e al recupero dell’edificio ex Borsa e dell’ala nord della Villa, che versano in condizioni disastrose!

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I 20 milioni che la Regione Lombardia mette sul piatto nella partita per trattenere il GP a Monza (condizionati alla possibilità di entrare esentasse nella proprietà del Parco)  non sarebbero affatto risolutivi del problema. Contrariamente a quanto si pensa, quei soldi servirebbero solo per riqualificare l’autodromo (qualche briciola dovrebbe auspicabilmente servire anche per il Parco) ma non certo per accontentare le esose richieste di Bernie Ecclestone.

I soldi per il rinnovo del contratto con il patron della F1 non ci sono né ora, né con l’eventuale intervento di Regione Lombardia. Piaccia o no, questo è lo stato delle cose.

Per questo l’iniziativa ‘Scendi in pista con la Lombardia. Firma anche tu per il Gp di Monza’ è solo l’ultima trovata propagandistica di Maroni.

Prima si rendano noti, se esistono,  dati certi sull’indotto economico del GP a Monza e nella nostra regione (al di là delle solite stime approssimative della Camera di Commercio di Monza), poi si dica chiaramente come la Sias intende reperire i 20 milioni che servono per il rinnovo del contratto e solo dopo si valuti se investire denaro pubblico nella riqualificazione dell’autodromo.

Altrimenti si tratta dell’ennesimo sperpero di denaro pubblico, di cui faremmo volentieri a meno!

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L’iniziativa ‘Scendi in pista con la Lombardia. Firma anche tu per il Gp di Monza‘ è la prova provata che Maroni non sa più che pesci pigliare per salvare il Gran Premio di Monza.

Bernie Ecclestone ha raddoppiato le sue pretese, ora siamo a 20 milioni di euro per avere la gara in Italia, ma i soldi non ci sono.

Sul GP aspettiamo da tempo non una raccolta firme ma dati certi sull’indotto economico per il territorio brianzolo e lombardo che non sono mai arrivati. L’impressione è che chi giuda la Regione, solo per fini elettorali, stia facendo una battaglia antistorica perché è ormai chiaro a tutti che il circo della Formula Uno sta lasciando i circuiti europei e si sta spostando verso i paesi emergenti dove l’industria automobilistica ha ancora grandi margini di crescita.

Senza dati qualitativi certi sull’indotto qualsiasi finanziamento pubblico al Gran premio è inopportuno. Si incominci a pensare di valorizzare e sfruttare il patrimonio storico-culturale brianzolo costituito dalla Villa Reale e dal Parco di Monza che sono oggettivamente penalizzati dalla presenza dell’autodromo; Parco e Villa sono le vere miniere d’oro, di proprietà di tutti i cittadini, da valorizzare; per farlo non occorre pagare gabelle milionarie a nessun signorotto inglese.

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La battaglia dell’Assessore Sala e della Regione Lombardia per mantenere il Gran Premio a Monza assomiglia sempre di più ad una lotta contro i mulini a vento. E non tanto per l’inerzia del Governo, ma per il semplice fatto, ormai chiaro a tutti, che il circo della F1 è orientato verso Paesi dove l’economia è in forte crescita tanto da garantire ingenti guadagni a Ecclestone e dove le case automobilistiche hanno interessi ad acquisire nuove quote di mercato. E la dimostrazione sta nel fatto che l’ultimo GP del Belgio ha fatto registrare un deficit di 7 milioni di euro, mentre perfino la Germania e la Corea hanno rinunciato ai loro GP a causa delle eccessive pretese di Ecclestone.

Piaccia o no, questa è la realtà dei fatti. Prima ci si rassegna a questa tendenza storica e meglio sarà per tutti. Oggi invece il Gran Premio e l’autodromo sono un totem che non può essere messo in discussione. Per sostenerlo qualsiasi costo è ammissibile, ovviamente a carico della collettività.

Si cominci ad entrare nell’ottica che la vera risorsa per Monza e la Brianza è il complesso della Villa Reale e il Parco, di enorme valore dal punto di vista culturale e ambientale. Si apra finalmente un dibattito pubblico, il più ampio possibile, sul futuro dell’autodromo e si valuti tutti i possibili scenari, senza tabù, totem e preconcetti e soprattutto senza combattere i mulini a vento di Ecclestone.

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In merito alla sentenza del Tar relativa al ricorso di vari comitati e associazioni ambientaliste contro la concessione a Sias per l’autodromo di Monza, ricevo e pubblico volentieri il comunicato stampa del Comitato Cederna.

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Il Tar della Lombardia ha respinto il ricorso presentato nel 2008 da Comitato per il Parco “A. Cederna”, Italia Nostra Lombardia, Legambiente Lombardia e WWF Lombardia contro la concessione alla Sias che, dando in concessione 140 ettari di un Parco storico per 19 anni, tra l’altro, prevede:

 . l’affidamento della concessione a trattativa privata senza il necessario svolgimento di una gara internazionale; Ancora »

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Oggi in Consiglio Regionale è arrivata una mozione della Lista Civica Maroni Presidente per la costituzione di un museo dell’automobile sotto le fatiscenti sopraelevate dell’autodromo di Monza. Noi abbiamo votato contro e questo è il mio intervento, nel quale spiego le motivazioni:

Noi consideriamo un’idea condivisibile quella di realizzare un museo dell’automobile a Monza, ma è pessima l’idea di farlo presso le vecchie sopraelevate dell’autodromo.
Prima del dicembre 2007 l’orientamento sulle sorti del rudere del catino di alta velocità che ingombra 60 ettari del Parco di Monza, era ampiamente condiviso e coincideva con l’orientamento di uomini di cultura, urbanisti, pianificatori e amministratori: demolire l’impianto, inutile per l’Autodromo, conservandone un breve tratto per memoria. Ancora »

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Gli amici del Comitato Cederna e di Legambiente di Monza prendono le distanze dai consiglieri regionali della provincia di Monza e Brianza che hanno spinto e votato il famigerato provvedimento… cioè tutti tranne il sottoscritto, di cui approvano l’operato.
Così, giusto per puntualizzare.

COMUNICATO STAMPA: PARTECIPAZIONE DELLA REGIONE ALLA PROPRIETA’ DELL’AREA IN CONCESSIONE ALL’AUTODROMO.

il Comitato per il Parco A. Cederna e Legambiente sezione di Monza precisano che si dissociano dalle affermazioni dei consiglieri regionali firmatari dell’odg 204 secondo i quali il predetto documento sia inteso a “soddisfare le richieste delle associazioni ambientaliste del territorio”.. (il Giorno 17.12.13). Il Comitato Parco e Legambiente non rientrano infatti nel novero dell’ipotetico gruppo di associazioni ambientaliste di cui all’articolo. Pur avendo chiesto ad alcuni consiglieri di valutare la possibilita’ di un rifinanziamento della L.R.40/95, il Comitato Parco e Legambiente non sono stati messi al corrente preventivamente del contenuto dell’odg 204, contenuto che non avrebbe potuto essere condiviso in quanto il possibile finanziamento della Legge e’ in realta’ una mera copertura per il rilancio delle attività dell’autodromo. Avendo completamente travisato la richiesta del Comitato Parco, che aveva chiesto la riqualifica del Parco e non gia’ il rilancio dell’autodromo, le predette associazioni approvano l’operato di quei consiglieri regionali che invece non hanno ritenuto opportuno votarlo. Si invitano quindi i consiglieri regionali a rivedere il documento sopra citato concordandolo anche con i quei consiglieri che ne sono stati tenuti all’oscuro.

Il Comitato Parco precisa che la L.R. 40/95 era e rimane una legge per risanare il Parco di Monza nelle sue valenze storiche, ambientali, architettoniche e paesaggistiche e quindi un ulteriore frazionamento del territorio è dannoso (abbiamo accettato il Consorzio proprio per evitare questo). Inoltre, legare i contributi, inutili, all’autodromo al cambio di proprietà è un ricatto bello e buono.

Comitato per il Parco A. Cederna
Legambiente sezione di Monza

trota pontida

Delirante, cretinate, imbarazzato nel giustificare il suo stipendio, intelligentone, cretinate (2), baggianate, perla degna del nobel alla sciocchezza, deliri, stupidaggini, personaggio estemporaneo, montagna di cazzate, sciocchezze, cretinata (3), cretinate (4).

Ignoranti bastardi, deficiente, branco di coglioni, metterli a pulire il Lambro con uno stivale di cemento, manica di handicappati, scemi, poveri dementi, stronzi, dementi, sfigati.

Ho dovuto insistere affinché i giornali locali evidenziassero che sull’ordine del giorno a favore dell’autodromo di Monza non tutti i consiglieri brianzoli avevano votato a favore. Sabato il Giorno ha riportato la notizia ed ecco che puntuali arrivano le argomentate e pacate controdeduzioni di tal Monti, assessore pronviciale leghista (primo elenco sopra). A seguire l’elenco delle altrettanto argomentate considerazioni dei suoi seguaci su Facebook.

E tutto per cosa? per aver osato esprimere una opinione diversa da quella del Partito Unico e per aver chiesto che sul tema si pronuncino i cittadini (evidentemente una bestemmia per i legaioli). Mi sa che aver perso una valangata di voti (causa innumerevoli episodi di ladrocinio degni dei peggior partiti romani) a favore del MoVimento 5 Stelle causa dei brutti effetti ai nervi dei “padani”…

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Comunciato stampa. Corbetta (M5S Lombardia). Monza, sì ai finanziamenti al Parco ma del futuro dell’autodromo decidano i cittadini.

Un ordine del giorno del Partito Unico (Lega-PD-FI-NCD) sul finanziamento triennale per la riqualificazione del Parco di Monza e per l’ingresso di Regione Lombardia nella proprietà dell’autodromo è stato approvato oggi dal Consiglio. Il Movimento 5 Stelle ha votato contro.
“E’ un atto scivoloso che se da una parte ci vede assolutamente d’accordo perché finanzia e sostiene, come chiedono anche i comitati locali, opere di valorizzazione e riqualificazione del Parco di Monza, dall’altra ci lascia altrettanti dubbi”, spiega Gianmarco Corbetta, consigliere del M5S Lombardia.
“Non è coerente chiedere la valorizzazione del Parco e della Villa Reale e insieme il finanziamento del rilancio dell’attività della pista, il cui indotto sulla città va verificato puntualmente e con serietà. Se l’autodromo porta un indotto alla città, è altrettanto vero che impedisce alla città stessa di averne un altro, di tipo diverso, fondato sulla valorizzazione piena del patrimonio storico, artistico, culturale e paesaggistico dei veri gioielli monzesi, il Parco e la Villa. Ricordiamo difatti che questi non sono entrati tra i beni mondiali di interesse culturale dell’Unesco a causa della presenza invasiva e impattante dell’autodromo.
L’ordine del giorno chiede che la Regione entri nell’assetto proprietario dell’autodromo per rilanciarlo. Sulla permanenza dell’autodromo nel polmone verde di Monza, il Movimento 5 Stelle chiede che si pronuncino direttamente i cittadini con un referendum. I partiti infatti, con questo atto, hanno assunto una decisione su un tema sul quale l’opinione pubblica non si è mai pronunciata direttamente”.