L’ATS della Brianza non vuole lo studio epidemiologico che serve a verificare se i cittadini di Desio, Bovisio Masciago, Varedo e Cesano Maderno abbiano subito danni alla salute a causa delle emissioni dell’inceneritore. Ancora »

Nel 2014 con il decreto “Sblocca Italia” il Governo Renzi autorizzò gli inceneritori a smaltire i rifiuti urbani indifferenziati provenienti da tutta Italia. Il M5S si oppose duramente a questa scelta perché ritenevamo che non avrebbe risolto alcun problema ma al contrario avrebbe causato danni in tutta Italia.

Oggi possiamo dire che le conseguenze negative dello sciagurato articolo 35 sono anche peggiori del previsto. Ancora »

In un mondo che corre sempre più veloce verso la riduzione dei rifiuti e dei costi ambientali ed economici che essi comportano, in Brianza c’è ancora qualche dinosauro che, con motivazioni risibili, decide volontariamente di andare a marcia indietro.

E’ caso della nuova giunta di Lentate sul Seveso che – incredibilmente – ha annullato la sperimentazione del sacco rifiuti con microchip già programmata dall’amministrazione uscente.

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Alla luce dell’autorizzazione rilasciata dall’ente Città Metropolitana di Milano all’ampliamento della ditta di smaltimento rifiuti SEMP Srl di Pero (Milano), ho presentato un’interrogazione per chiedere a Regione Lombardia l’applicazione della mozione sui monitoraggi dell’aria e del suolo per le aziende inquinanti, mozione proposta dal M5S e approvata dal Consiglio Regionale a giugno 2017.

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A Seveso arriva il sacco arancione per la raccolta dei pannolini e pannoloni. È una cosa molto positiva perché l’introduzione della tariffa puntuale (sacco blu) senza il sacco arancione avrebbe penalizzato ingiustamente alcune categorie di utenti (famiglie con bambini piccoli e anziani).
È però un po’ ambiguo dire che col sacco arancione migliora la raccolta differenziata, nel senso che questi sacchi vengono comunque smaltiti tramite incenerimento.
In realtà pannolini e pannoloni possono essere recuperati tramite appositi impianti, ma serve un bacino di utenza più ampio rispetto a quello servito da Gelsia Ambiente per poterne acquistare uno.
Cem Ambiente, ad esempio, potrebbe iniziare lo stesso percorso del sacco arancione di Gelsia in modo da unire le forze con Gelsia e comprare in comune questo macchinario, abbandonando definitivamente l’assurda idea di fondersi con la società che gestisce l’inceneritore di Desio.
Ma al momento questo è fantascienza, percui insieme al sacco arancione sarebbe utile incentivare l’uso dei pannolini lavabili, che oltre ad essere davvero ecologici e salutari per i bambini, fanno risparmiare un mucchio di soldi alle famiglie.

 

Come ho scritto in un recente post, è ormai da un anno che attendo la risposta alla mia interrogazione circa la gestione dei rifiuti ospedalieri nella sanità lombarda.

Il tutto era nato dalla segnalazione di un cittadino che lamentava l’uso irregolare dei contenitori per i rifiuti sanitari a rischio infettivo in una importante struttura ospedaliera milanese. Di fatto normali rifiuti urbani venivano raccolti come rifiuti pericolosi, creando un aggravio di costi perché il rifiuto sanitario viene incenerito con costi elevatissimi a carico dell’ospedale, costi che alla fine pagano i cittadini. Ancora »

Oggi vi racconto una storia assurda!

E’ una storia che comincia poco prima di Natale di due anni fa, quando un cittadino ci segnala una situazione anomala in uno dei principali ospedali di Milano. Ebbene dopo più di un anno e mezzo non ne siamo ancora venuti a capo!

Vi è mai capitato di entrare nei bagni di un ospedale e trovare un contenitore per i rifiuti sanitari pericolosi, i cosidetti halipack, al posto dei normali contenitori per i rifiuti? Magari vi siete asciugati le mani con una salvietta di carta e poi, non avendo alternative, l’avete gettata proprio lì.

Sembra una cosa di poco conto, ma se pensate che i rifiuti sanitari pericolosi (cioè, quelli a rischio infettivo) per legge devono essere trattati in modo diverso dai rifiuti normali e con costi molto più elevati, si capisce che il problema non è banale. Ancora »

Nel 2001, 2005 e 2009 sono stati sottoscritti tre Protocolli d’Intesa tra Regione Lombardia, Provincia di Milano, i comuni limitrofi e AMSA SpA riguardanti il funzionamento e il monitoraggio dell’inceneritore Silla 2, le emissioni e le misure di mitigazione e compensazione.

L’ultimo protocollo è scaduto nel 2015 e sarà sostituito da un nuovo testo che, stando alle linee guida approvate dalla Giunta comunale di Milano, rischia di essere una lista di propositi inutili se non addirittura dannosi. Ancora »

Come portavoce M5S continueremo a sostenere la battaglia del Comitato Intercomunale Silla 2 a tutti i livelli per ottenere lo studio epidemiologico e la massima trasparenza sull’inquinamento prodotto dall’inceneritore!
In questo video i nostri interventi al presidio dello scorso 17 giugno.

Nello scorso mese di gennaio il Consiglio regionale ha approvato una mia risoluzione che impegnava la Giunta regionale a costituire un tavolo tecnico di lavoro riguardo l’inceneritore di Valmadrera.

Volete sapere cosa ha fatto la Giunta finora? Ecco cosa si legge nel resoconto trimestrale sugli atti di indirizzo:

“Sono in corso attività propedeutiche alla costituzione del tavolo”.

Ma quanto lunghe e complesse saranno queste azioni propedeutiche? Possibile che non si è ancora potuto costituire uno straccio di tavolo tecnico? A sei mesi dall’approvazione siamo ancora a zero!

Mi sembra evidente che la Giunta regionale non ha nessuna voglia di portare avanti gli approfondimenti richiesti dal Consiglio, con buona pace dei cittadini che attendono risposte sugli impatti ambientali e sanitari dell’impianto! Noi non ci stiamo! Abbiamo già protocollato una nota formale per sollecitare la Giunta ad attuare gli indirizzi della risoluzione costituendo al più presto questo benedetto tavolo tecnico!

A Telereporter ho parlato della nostra azione congiunta (Comuni, Regione, Parlamento, Europarlamento) sull’inceneritore Silla 2 di Milano. Vogliamo uno studio epidemiologico per verificare gli effetti delle emissioni sulla salute dei cittadini e monitoraggi precisi della qualità dell’aria e del suolo!

 

Come scrivevo qualche settimana fa il fervente inceneritorista Gigi Ponti, sindaco uscente di Cesano Maderno, ha lasciato in eredità ai cesanesi la convenzione ventennale con Bea Gestioni per il teleriscaldamento.
Così il Pd cesanese ha potuto affrontare più serenamente le urne: qualunque cosa fosse accaduto si sarebbe assicurato l’arrivo del teleriscaldamento a monnezza!

Oggi, lunedì 12 giugno, un’analoga delibera arriverà in fretta e furia in consiglio comunale a Muggiò: nessun passaggio in commissione e naturalmente i documenti sono stati consegnati ai consiglieri comunali solo giovedì 8: non sia mai che abbiano troppo tempo per studiare a fondo la questione e fare domande scomode!

Del resto se c’è una cosa che fa perdere la testa ai sindaci del Pd è proprio il teleriscaldamento a monnezza: sembra scatenare un desiderio viscerale che devono soddisfare a tutti i costi. Ma perché tutta questa smania? Ancora »

Era il 25 ottobre del 2010 quando il M5S chiedeva per la prima volta di fare uno studio epidemiologico sulla salute dei cittadini che vivono nei pressi dell’inceneritore.
Ci sono voluti 7 anni di battaglie ma alla fine ci stiamo arrivando!
La prima cosa da fare era commissionare uno studio per capire dove ricadono i fumi del forno. Questo studio è stato finalmente fatto e il Giorno di oggi anticipa in anteprima i risultati!
Come si vede dalla mappa sono 9 i comuni dove ricadono gli inquinanti emessi dall’inceneritore:
DESIO
BOVISIO MASCIAGO
VAREDO
CESANO MADERNO
NOVA MILANESE
LISSONE
LIMBIATE
SEREGNO
PADERNO DUGANO
 
Desio, Bovisio e Varedo vengono toccati praticamente su tutto il territorio, Cesano Maderno su circa la metà mentre gli altri solo su una parte. Ora ci vorrà un altro anno per avere i risultati dello studio epidemiologico e capire se questi fumi hanno portato un aumento di malattie (maggiori dettagli in edicola).
 
La zona più scura è quella coinvolta più pesantemente. Io ho vissuto per 32 anni nella zona arancio, la più colpita; ora sto sul confine tra il giallo più chiaro e quello più scuro… 

Prendendo spunto da una comunicazione della Commissione Europea sul tema dell’incenerimento dei rifiuti, un paio di mesi fa avevo presentato un’interrogazione (citata in questo post) con la quale sollecitavo il Presidente Maroni e la Giunta regionale a rilanciare il tema del decomissioning degli inceneritori più vecchi, emanando le linee guida previste dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) del 2014 e attese ormai da ben 3 anni! Ancora »