Oltre un anno per ottenere un posto di lavoro da giornalista in Regione Lombardia; vogliamo vederci chiaro! E’ infatti il più bizzarro dei concorsi lumaca quello al quale hanno presentato domanda decine di giornalisti nel 2016, per ottenere un contratto di lavoro a tempo determinato all’agenzia stampa della Giunta regionale della Lombardia. In “palio” ci sono 11 posti di lavoro.

La selezione pubblica è stata indetta il 21 novembre 2016 e il 12 dicembre si sono chiuse le procedure per la richiesta di ammissione con ben 422 candidati ritenuti idonei a sottoporsi alle fasi successive del concorso. L’8 marzo di quest’anno è incominciata la valutazione dei canditati con l’analisi dei curricula da parte di una Commissione. Il 12 aprile è stato sostituito un membro della Commissione e a settembre è stato prorogato il termine per la conclusione della procedura di selezione al 20 dicembre. Forse sotto l’albero di Natale troveremo finalmente i nomi degli 11 giornalisti di cui ha bisogno l’agenzia stampa della regione!

Maroni deve dare conto della lentezza di questa selezione. Le motivazioni del rinvio della conclusione del concorso al 20 dicembre, per esempio, sono oltremodo fumose. La commissione chiede del tempo per fare analisi e approfondimenti sulle domande di assunzione e sui requisiti richiesti dal bando. Possibile?

Per fare chiarezza su questo concorso infinito ho depositato un’interrogazione che chiede alla Regione “quante volte si è riunita la Commissione valutatrice”, “in che cosa consiste, nel dettaglio, il lavoro di “puntuale analisi e di approfondimento relativo alla documentazione” e “entro quale data verranno assunti gli 11 giornalisti”.

Questa lentezza, tra rimandi e proroghe, sembrerebbe del tutto inspiegabile tanto da rendere evidente che, al momento non c’è la volontà politica di arrivare alle assunzioni prima della fine della legislatura.  In Lombardia sono già stati assunti a chiamata diretta e non con un bando alcuni giornalisti nell’agenzia istituzionale di comunicazione (Lombardia Notizie) con un passato professionale negli organi di propaganda della Lega, come la Padania, Radio Padania Libera e Telepadania.

Il sospetto a questo punto è che i ritardi dell’iter della selezione pubblica nascondano la volontà politica di tirare avanti il più possibile con gli attuali giornalisti assunti tramite incarico fiduciario, a discapito di chi invece un concorso pubblico lo ha fatto ed è in attesa di un esito da ormai un anno! Proprio per il rispetto di chi si sottopone ad una procedura di selezione pubblica, pretendiamo delle risposte chiare dalla Giunta regionale. Attendiamo impazienti una graduatoria di giornalisti che premi il merito e non la vicinanza a questo o quel partito.

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