Questa mattina Mario Nava, portavoce del M5S in Comune a Serergno ha rassegnato le sue dimissioni a seguito dello scandalo che ha coinvolto il Sindaco di Forza Italia Edoardo Mazza.

Nava ha spiegato che non c’era più nessun motivo per portare avanti il nostro lavoro in Consiglio comunale. Continueremo ad operare sul territorio. Seregno da anni è coinvolta in scandali. La prossima amministrazione dovrà lavorare per i cittadini e non servire il malaffare.

La scelta del M5S di Seregno di ritirare il proprio portavoce è un segnale forte e vuole rimarcare che non abbiamo nulla da spartire con questa amministrazione. Ci auguriamo che altri consiglieri facciano un passo indietro in modo che il sindaco decada immediatamente. Nei prossimi mesi continueremo la nostra attività sul territorio e informeremo i cittadini su quanto accaduto. Dalle carte processuali stanno emergendo fatti di gravità inaudita che non coinvolgono solo il Comune di Seregno. Ovviamente non emettiamo sentenze ma i politici devono essere onesti e agire in piena moralità. Chi ha guidato Seregno deve andare a casa in tempi rapidissimi e i cittadini devono tornare alle urne!

ARRESTATO IL SINDACO DI SEREGNO: MAFIA E POLITICI CONNUBIO CONSOLIDATO!Svegliarsi la mattina con gli elicotteri dei Carabinieri che ti girano sopra la testa per una retata che porta in galera 21 persone, tra cui il forzista Edoardo Mazza, sindaco di Seregno, la più grande e importante città della provincia di Monza e Brianza, nell'ambito di una maxi inchiesta sulle infiltrazioni della 'Ndrangheta. Non è la prima volta che succede; gli elicotteri si erano già alzati nel 2010, quella volta nella vicina Desio, per un'altra grande operazione contro la 'Ndrangheta.Le accuse sono pesantissime: associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi, lesioni, danneggiamento (tutti aggravati dal metodo mafioso), associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, corruzione per un atto d’ufficio, abuso d’ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio e favoreggiamento personale.Nel comunicato stampa dei Carabinieri si evince che nel corso delle investigazioni è emersa la figura di un affermato imprenditore edile di Seregno che intratteneva rapporti con importanti esponenti del mondo politico e coltivava frequentazioni, rapporti e scambi reciproci di favori con esponenti della criminalità organizzata, a cui chiedeva interventi per raggiungere i suoi scopi. E' stato accertato il ruolo determinante avuto dall’uomo d’affari nell’elezione del Sindaco, facendo emergere come il sostegno alla sua candidatura fosse legato al proprio interesse di ottenere la convenzione per realizzare un supermercato nel territorio comunale.Cemento, mafia e politici a braccetto. Questa è la fotografia della Brianza, non a caso la provincia più cementificata d'Italia. Gli arresti di oggi sono l'ennesimo colpo durissimo alla credibilità della classe politica di centro-destra, in Brianza e in tutta la Lombardia, come dimostra la perquisizione degli uffici dell'ex Vicepresidente della Regione Mario Mantovani che secondo il Gip di Monza era il politico di riferimento dell'imprenditore al centro dell'indagine. Cemento e criminalità organizzata sono un connubio ormai consolidato, così come consolidati da tempo sono gli intrecci con la politica. Ormai non si può più parlare di “infiltrazioni” mafiose nel nostro territorio. La criminalità organizzata, in particolare quella di origine calabrese, è una presenza costante e ha piantato le proprie radici in profondità.Le responsabilità dei politici sono enormi e l'arresto odierno del sindaco forzista di Seregno ne è solo l'ultima dimostrazione. Politici, imprenditori e uomini d'onore arrestati a Desio nel 2011, a Monza nel 2013, a Seveso nel 2014, a Nova, Desio e Seregno nel 2015, a Carate Brianza e ancora a Desio all'inizio del 2017. Chissà se Salvini si presenterà col megafono a gridare “vergogna!” contro la giunta comunale sostenuta dai suoi uomini.Nonostante l'enorme lavoro della magistratura e delle forze dell'ordine, che non finiremo mai di ringraziare, l'Ndrangheta in Brianza continua a portare avanti i suoi sporchi affari grazie ad una classe politica sempre "disponibile". Mettiamo in atto la legittima difesa dei cittadini: non votiamoli più!di Gianmarco Corbetta Portavoce MoVimento 5 Stelle Lombardia

Posted by MoVimento 5 Stelle Lombardia on Tuesday, September 26, 2017

 

 

Svegliarsi la mattina con gli elicotteri dei Carabinieri che ti girano sopra la testa per una retata che porta in galera 21 persone, tra cui il forzista Edoardo Mazza, sindaco di Seregno, la più grande e importante città della provincia di Monza e Brianza, nell’ambito di una maxi inchiesta sulle infiltrazioni della ‘Ndrangheta. Non è la prima volta che succede; gli elicotteri si erano già alzati nel 2010, quella volta nella vicina Desio, per un’altra grande operazione contro la ‘Ndrangheta. Ancora »

"La Lombardia è una camera a gas, mancano risorse e idee."L'intervista a Gianmarco Corbetta Portavoce MoVimento 5 Stelle Lombardia di questa mattina a Radio Popolare dopo l'approvazione di Regione Lombardia delle nuove "regole" anti inquinamento. Così non basta.

Posted by MoVimento 5 Stelle Lombardia on Tuesday, September 19, 2017

 

In Lombardia per il solo PM 2,5 sono stimate almeno 10 mila morti ogni anno. Basta questo dato per comprendere quanto il problema sia sottostimato in Regione. Le misure adottate dalla Giunta oggi sono totalmente insufficienti. E’ ora di dire basta ai rinvii del blocco dei diesel euro 3. Rendere i divieti di circolazione vincolanti solo per i comuni al di sopra dei 30 mila abitanti è davvero ben poca cosa. I tavoli di confronto e i piani aria se non sono supportati da ingenti risorse servono a poco o nulla e in questo caso le risorse messe a disposizione per migliorare la qualità dell’aria sono risibili.

Per il M5S quello che manca è una visione a lungo termine e un cambio di paradigma con controlli veri sui divieti e ingenti investimenti sul trasporto pubblico, su un grande piano di mobilità elettrica e, ancora, sull’efficientamento energetico degli edifici.

Nel video l’intervista che ho rilasciato ieri a Radio Popolare dopo l’approvazione di Regione Lombardia delle nuove “regole” anti inquinamento.

Il Comitato Nazionale dell’ANPI nei giorni scorsi ha bocciato il referendum per l’autonomia di Lombardia e Veneto, sostenendo da un lato che è costoso e inutile (in quanto una regione può chiedere maggiore autonomia al governo senza consultare i cittadini) e dall’altro richiamando i principi costituzionali di solidarietà e ammonendo di evitare di “ispirarsi a criteri particolaristici ed egoistici”.

Da iscritto ANPI mi dispiace molto far notare che questa presa di posizione è basata su un’analisi davvero molto superficiale.

Grazie al MoVimento 5 Stelle, che ha chiesto e ottenuto la modifica del quesito, il referendum lombardo rispetta perfettamente il dettato della nostra Costituzione e afferma esplicitamente l’intenzione di muoversi nel quadro dell’unità nazionale.

Mi permetto di fare notare inoltre che il richiamo ANPI alla solidarietà e ai criteri egoistici è del tutto fuori luogo, dato che col referendum si chiede maggiore autonomia nella gestione delle risorse che il governo centrale già spende per la Lombardia. Nemmeno un euro verrà tolto alle altre regioni. Si vuole semplicemente avvicinare il centro decisionale ai territori e ai cittadini, di modo che questi possano controllare e partecipare più direttamente alla gestione di alcuni aspetti della cosa pubblica.

Infine, la consultazione dei cittadini si è resa necessaria perché le “normali” richieste di maggiore autonomia da parte delle regioni al governo sono sempre state ignorate e l’unico modo che ha una regione per farsi ascoltare dal Governo è quello di presentarsi forte di un vasto mandato popolare, come quello che deriva da una consultazione referendaria.

L’ANPI ha naturalmente tutto il diritto di esprimere le proprie posizioni su qualsiasi tema, ma sarebbe opportuno evitare di dare giudizi sommari e frutto di un’analisi che sembra basarsi più sulla becera propaganda leghista che sulla realtà dei fatti.

Oggi un quotidiano online (non metto il link per evitare pubblicità gratuita e decisamente poco meritata), fa l’elenco di chi, all’interno del Movimento 5 Stelle della Lombardia, starebbe con Luigi Di Maio e con Roberto Fico, tirando di mezzo anche me.

Il giochetto delle fazioni interne alle forze politiche, del chi sta con chi, non mi ha mai appassionato. Non mi riconosco in nessuna categoria: ortodossi, pragmatici, talebani e chi più ne ha più ne metta. Io sto con il MoVimento 5 Stelle, punto e basta. A differenza di chi sussurra all’orecchio dei giornalisti, non ho tempo da perdere per trastullarmi con queste idiozie.

Così come non esiste nessun “Vietnam nel gruppo consiliare regionale”. E’ del tutto falso che “già nel passato si dovette procedere a più interventi da parte di Beppe Grillo per riportare la pace tra gli eletti, continuamente in lite”. Per quanto mi riguarda, mi trovo in piena sintonia con la quasi totalità dei miei colleghi, altro che Vietnam.

Chi racconta ai giornalisti queste storie persegue solo il suo tornaconto personale, non certo il bene del MoVimento.

Settembre 2007 – Settembre 2017
Dieci anni dal primo VDay, ma anche – più umilmente – dieci anni dal mio ingresso nei Meetup Amici di Beppe Grillo!
Dieci anni tosti, pieni di battaglie e meravigliosamente intensi. Tante esperienze fatte, tante persone conosciute, alcune diventate veri amici.
Dieci anni dopo, siamo ancora qui. Molto meno ingenui, con la scorza più dura, ma sempre a inseguire lo stesso sogno.
Siamo ancora qui perché il meglio deve ancora venire!
No retreat, no surrender!