Che il progetto di Pedemontana sia non solo un enorme e inutile scempio ambientale ma anche un disastro economico noi del M5S lo abbiamo denunciato da sempre mentre la vecchia politica continuava imperterrita a spingere la folle corsa verso il baratro.

Per anni i politici di turno ci hanno fatto credere che, a sistemare tutto, sarebbero arrivati gli attesi investimenti privati, ma nella realtà la situazione continuava a peggiorare fino a quando è arrivata nelle scorse settimane la richiesta di fallimento che i pm di Milano, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi hanno ribadito ieri davanti al giudice del Tribunale fallimentare Guido Macripò.

Secondo il legale di Pedemontana “l’insolvenza della società non esiste” al punto che la richiesta di fallimento della Procura sarebbe “totalmente infondata”. Previste per il 21 agosto le repliche dei Pm e per il 5 settembre le controrepliche di Pedemontana in vista del procedimento rinviato all’11 settembre.

E’ chiaro come non mai che il destino di Pedemontana è segnato e il suo stop è inevitabile, sia che il tribunale dichiari il fallimento nei prossimi mesi, sia che il mercato ne decreti la fine a gennaio del 2018: a bilancio infatti non ci sono risorse per garantire la continuità aziendale oltre questa data. Sono pochi mesi che non cambiano le carte in tavola e che dovrebbero essere usati per pensare al dopo Pedemontana.

Tra i principali nodi da sciogliere, oltre alle responsabilità del fallimento e alla quantificazione di eventuali danni all’erario, è necessario tutelare i posti di lavoro dei dipendenti. L’autostrada, poi, si immette nella Milano-Meda che è in condizioni pessime e va riqualificata per migliorare la viabilità in tutta la zona. Vanno poi completate le compensazioni ambientali dei tratti già realizzati.

Chiediamo che l’abbandono dell’inutile progetto avvenga nel modo meno doloroso possibile per le case pubbliche, i cittadini hanno già pagato abbastanza un ecomostro che passerà alla storia come esempio dell’incapacità dei partiti di dare ai lombardi una viabilità sostenibile.

La nostra regione deve abbandonare i fallimentari progetti autostradali voluti da Maroni e cambiare decisamente rotta! Il futuro è nello sviluppo del trasporto pubblico locale, nella mobilità dolce e nell’efficientamento della rete stradale esistente: obiettivi che il M5S persegue da anni e che realizzerà quando governerà la regione!

1 commento

  1. giancarlo grion

    La realizzazione della pedemontana ha distrutto un’intera area che era il polmone verde della lombardia. Mi chiedo da tempo perche’ non si sia fatta un’indagine conoscitiva dei voleri dei cittadini questo denota un disprezzo per tutta la popolazione lombarda e brianzola. FARE UN REFERENDUM POPOLARE non si sarebbe risparmiato e guadagnato oppure si e’ pensato solo a foraggiare i soliti con i soliti metodi.

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