Lunedì si è tenuta l’Assemblea dei Soci di Pedemontana che ha visto l’approvazione del bilancio e la nomina di Federico Maruzio D’Andrea a nuovo presidente della società. Pedemontana è un morto che cammina solo per la volontà di Maroni e dei suoi compagni di maggioranza. Ma nessun cambio al vertice potrà cambiare il destino di un’opera, conti alla mano, già fallita. Non ci sono né i presupposti economici per andare avanti né quelli di continuità aziendale.

Di Pietro è stato l’uomo che Maroni ha voluto al comando di Pedemontana per le sue entrature nel mondo politico romano. Nei sogni di Maroni, Di Pietro doveva essere colui che sbloccava la drammatica situazione della società grazie all’ennesimo contributo finanziario dello Stato.

Tonino ha effettivamente bussato alle porte dei vari ministeri, ma per fortuna non è riuscito a portare a casa un euro rispetto a quelli già stanziati per quest’opera inutile e devastante per il nostro territorio.

Anzi, il trattamento piuttosto ruvido che la Commissione Lavori Pubblici del Senato ha riservato a lui e agli altri invitati in una recente audizione la dice lunga sul clima ostile che tira a Roma rispetto al project financing completamente sballato di Pedemontana.

Oggi è stato approvato il bilancio 2016, quando sarà reso pubblico capiremo in quale drammatica situazione finanziaria versa Apl. Ho l’impressione che il nuovo presidente non potrà fare altro che gestire alle meno peggio una situazione che ormai si è fatta del tutto insostenibile.

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