Attraverso una recente direttiva l’Unione Europea si è data l’obiettivo di snellire i procedimenti relativi alla Valutazione di Impatto Ambientale ma anche di migliorare la trasparenza, la partecipazione dei cittadini e la protezione dell’ambiente.

Che cos’è la Valutazione di Impatto Ambientale? La VIA è un procedimento amministrativo di grande importanza che esiste in Italia da circa 30 anni e permette di valutare l’impatto sull’ambiente provocato da progetti (come impianti industriali e grandi opere) che possono avere effetti negativi sull’ambiente e sul patrimonio culturale.

Come Stato membro dell’Unione, l’Italia è tenuta a recepire la direttiva europea attraverso una legge nazionale: a tal fine il Governo ha approvato uno schema di decreto legislativo che ha sottoposto alle commissioni parlamentari e alla Conferenza Stato-Regioni per l’acquisizione dei rispettivi pareri.

Purtroppo lo schema di decreto proposto dal Governo presenta gravi criticità e sembra perseguire obiettivi diversi e in alcuni casi diametralmente opposti rispetto a quelli della Direttiva Europea: accentramento del potere, riduzione delle possibilità di partecipazione dei cittadini e delle associazioni e in definitiva una serie di regali alle lobby! Insomma il testo proposto non rappresenta un passo avanti ma una vergognosa marcia indietro!

Come MoVimento 5 Stelle Lombardia nel mese di aprile abbiamo presentato un’interrogazione al Presidente Maroni e alla Giunta Regionale per evidenziare le gravi criticità del decreto e sollecitare Regione Lombardia a esprimere un parere negativo nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni. In particolare abbiamo segnalato come il testo preveda:

– in taluni casi, la possibilità di una VIA a posteriori, consentendo addirittura la prosecuzione dei lavori o delle attività in corso;

l’eliminazione della fase della consultazione del pubblico nella procedura di assoggettabilità a VIA;

– la possibilità per i proponenti (ossia i soggetti che intendono realizzare i progetti) di presentare elaborati progettuali con un basso livello di dettaglio, equivalente a quello del progetto di fattibilità, rendendo molto più difficile la valutazione rispetto alla norma attuale che impone la presentazione di un progetto molto dettagliato (progetto definitivo);

– il fatto che la VIA si applicherà solo ai progetti che possono avere impatti ambientali negativi, mentre la legislazione vigente prevede che la VIA riguarda i progetti che possono avere impatti “significativi” e negativi sull’ambiente e sul patrimonio culturale;

il passaggio dalla competenza regionale a quella statale per talune categorie di progetti, accentrando così le competenze in contrasto con l’esito del referendum dello scorso dicembre;

una revisione delle competenze legislative delle Regioni in materia di VIA.

A oggi nessuna risposta è arrivata dalla Giunta regionale, ma nel frattempo la Conferenza Stato-Regioni ha espresso un parere favorevole condizionato all’accoglimento di una serie di importanti modifiche, dimostrando nei fatti di aver recepito le nostre osservazioni.

Ora la “palla” è tornata al Governo: da parte nostra verificheremo che il Ministero dell’Ambiente riveda lo schema di decreto inserendo tutte le modifiche richieste!

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