Qualche settimana fa, sulla base di alcune segnalazioni, avevo denunciato la modalità impropria con la quale sembrava fossero impiegati i volontari presso il complesso monumentale del Parco e della Villa Reale di Monza.

A seguito di una mia interrogazione sul tema ho ricevuto la risposta dell’Assessore Regionale Cristina Cappellini, risposta che francamente non trovo convincente: al contrario le argomentazioni addotte sembrano confermare le criticità che avevo già espresso.

Innanzitutto colpisce la sproporzione numerica tra i 70 volontari selezionati e i soli 19 lavoratori dipendenti assunti, tra i quali risulta “un solo dipendente qualificato responsabile delle attività di valorizzazione dell’intero complesso monumentale”! E’ incredibile come si sottovalutino gli investimenti per valorizzare, presentare e rendere fruibile nel modo migliore il patrimonio storico, artistico e naturalistico che il Parco e la Villa rappresentano!

Riguardo il ruolo del volontariato, l’Assessore Cappellini sostiene che i volontari avrebbero l’unico compito di “controllo del comportamento tenuto dai visitatori per evitare pericoli di danneggiamento”. Se davvero questa è l’unica attività affidata ai volontari, perché nel bando è riportato un articolato elenco di mansioni? Ne cito alcune: “accoglienza e informazione all’utenza della Villa e del Parco presso postazione fissa o mobile, assistenza a persone disabili durante la visita negli spazi museali, collaborazione ad attività di indagine rivolta ai visitatori o di customer satisfaction, supporto all’attività di archiviazione documentale e di inserimento dati, presidio social network.”

Non solo sorprende la quantità di lavoro che si prevedeva di affidare ai volontari, ma anche la qualità delle mansioni che paiono più adatte a un rapporto di lavoro retribuito che a un semplice servizio volontario. L’impressione è che il clamore creatosi sulla vicenda abbia suggerito di aggiustare il tiro in corsa, limitando ex post i campi d’azione dei volontari.

Infine rilevo un tema fondamentale che ricorre in tutto il documento: la mancanza di soldi. Se da una parte l’Assessore tiene a sottolineare che tutte le esigenze sarebbero state soddisfatte, dall’altra ripete più volte – quasi a volersi giustificare – che i limiti del bilancio non consentirebbero maggiori spese per l’assunzione di personale retribuito.

Ritengo questo genere di scuse totalmente inaccettabile, perché le iniziative che la Giunta ritiene prioritarie in un modo o nell’altro vengono sempre finanziate! Il problema vero è la volontà politica: è evidente che la piena valorizzazione di un bene culturale di primaria importanza a livello nazionale come il Parco e la Villa Reale non rientra tra le priorità della Giunta regionale!

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