Ieri ho partecipato all’incontro tenutosi in Giunta Regionale per la presentazione del progetto “Pedemontagne” alla presenza dei sindaci interessati, Autostrada Pedemontana, Cal e la Provincia di Monza e Brianza.

Si va verso un ridimensionamento del progetto Pedemontagne, definito dagli stessi tecnici della Regione “una provacazione” del Presidente di Pedemontana Antonio Di Pietro. Le Pedemontagne difatti presentano numerose problematiche di carattere autorizzativo (per alcune di esse bisognerebbe addirittura ritornare al Cipe per una revisione delle autorizzazioni concesse) ed un impatto visivo e paesaggistico davvero enorme, in un contesto di pianura come quello brianzolo. Bene ha fatto il sindaco di Vimercate Francesco Sartini a dire no a questa stravagante proposta.

Ha decisamente più senso l’idea avanzata dai tecnici della Regione: l’utilizzo della terra di scavo per riempire alcune cave ormai esaurite. Si ipotizza di utilizzare circa 9 milioni di metri cubi di terra – sui 14 milioni complessivamente previsti – per il ritombamento cave. Da valutare caso per caso, ma l’idea di andare a recuperare il “livello campagna” di alcune cave (che – la storia ci insegna – spesso vengono trasformate in discariche per rifiuti) è sicuramente più intelligente che piazzare delle montagne di terra lungo il percorso dell’autostrada!

Detto questo, è comunque bene ricordare che stiamo parlando di un progetto da concretizzare durante i lavori di realizzazione delle tratte mancanti dell’autostrada, tratte che non hanno ancora visto l’approvazione dei progetti esecutivi e che mancano completamente dei necessari finanziamenti. Insomma, stiamo parlando di un progetto al momento ancora ben di al di là dall’essere realizzato.

La soluzione più intelligente a tutti i problemi di Pedemontana resta quella di fermare l’opera là dove è arrivata e lavorare sul miglioramento del trasposto pubblico e della rete viaria esistente.

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