Nei giorni scorsi ho ricevuto una segnalazione da alcuni genitori i cui figli sono stati male lo scorso 16 novembre dopo aver pranzato in mensa scolastica ad Arcore. Secondo i dati raccolti dai genitori sarebbero circa 500 gli alunni coinvolti; invece secondo il Comune sarebbero “solo” 50.

In relazione all’accaduto le Ats competenti hanno eseguito verifiche sia a scuola che presso il centro di preparazione dei cibi della Cir Food senza rilevare alcuna anomalia. L’Ats ha trasmesso al comune solo un documento riassuntivo e molto generico che poi è stato girato ai genitori. Secondo l’Ats e il Comune il caso è sostanzialmente chiuso, mentre alcuni genitori vorrebbero andare a fondo della questione e per cominciare vorrebbero vedere le analisi complete effettuate dalle Ats.

In effetti la situazione pare tutt’altro che chiarita. Innanzitutto non si capisce come mai, a fronte dei 500 casi rilevati dai genitori, il comune ne abbia registrati solo 50: tra i due numeri c’è un abisso, varrebbe la pena verificare il motivo di questa enorme differenza! In secondo luogo: se le verifiche effettuate non hanno rilevato anomalie che potessero giustificare il malessere di decine e decine di bambini, allora come spieghiamo il fatto che siano stati male contemporaneamente?

Ritengo che la presunta intossicazione alimentare verificatasi ad Arcore rappresenti un fatto grave a cui bisogna prestare massima attenzione: occorre individuare le reali cause dell’evento non solo per dare adeguate e doverose spiegazioni ai genitori ma anche e soprattutto per evitare che il problema possa ripetersi.

Per questi motivi ho chiesto formalmente ad Ats Monza e Brianza, ad Ats Città metropolitana di Milano, all’assessore regionale al Welfare Gallera e al Direttore Generale Assessorato Welfare dr. Daverio i risultati completi delle analisi effettuate, il programma dei controlli periodici che vengono eseguiti nelle mense e nel centro cottura in questione e le ulteriori azioni che saranno messe in atto per chiarire l’origine del malessere subito dagli alunni.

1 commento

  1. ANDREA PERNARCIC

    Sono molto contento che si possa mantenere alta la soglia di attenzione su questa vicenda a dir poco strana. Le domande alle quali si sta cercando di avere risposta sono sostanzialmente due: cosa non ha funzionato nel piano HACCP relativo all’autocontrollo e alla sicurezza alimentare tra CIR FOOD e gli ambienti scolastici? Cosa ha causato l’intossicazione alimentare?
    Basterebbe dare risposta a queste due domande, ma non c’è verso, le risposte ricevute sono state: abbiamo attivato subito le procedure di emergenza, si è attivato il Comune, abbiamo seguito tutte le procedure di emergenza e abbiamo intensificato i controlli per migliorare la qualità.
    Alla domanda – Cosa ha causato l’intossicazione alimentare? si cambia discorso e non si riesce più a riprenderlo; questa non è la sede per fare queste domande. Credo da genitore attivo che i bambini e le famiglie abbaiano il diritto di ricevere una risposta, non solo, se vi è stata contaminazione alimentare E’ UN DOVERE sapere cosa l’ha generata, perchè altrimenti potrebbe ripetersi. Anche in questo caso la risposta è stata ambigua: le garantisco che non si potrà più ripetere. Ma sulla base di che cosa? O sapete qualcosa che non volete divulgare oppure vi è stato imposto di rispondere così. Comunque sia l’emergenza iniziata il 16 novembre 2016 NON E’ ANCORA FINITA. Saremo parte attiva di questa nuova verifica e pretendiamo risposte, chiare, vere ed esaustive.
    Grazie Giammarco Corbetta per essere un cittadino vicino a noi, e non un politico che risponde a pappagallo VA TUTTO BENE.

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