Dalla bella intervista di Euronews a Beppe Grillo, ho ricavato la conferma di quanto Beppe sia, fondamentalmente, un incompreso.

Parla di cose molto profonde, sicuramente frutto di una invidiabile lucidità intellettuale e di un grande lavoro di studio e approfondimento personale, che regolarmente o non vengono capite o vengono travisate oppure non vengono minimamente prese in considerazione da parte dei media.

Per fare un esempio, mi ha colpito molto quando, per esprimere concetti e idee a me care, ha affermato che il Movimento è per “un’economia dell’abbastanza”.

Un’espressione che non avevo mai sentito prima d’ora e che mi ha incuriosito. Conoscendolo, ero certo che avesse usato quell’espressione per fare un riferimento preciso, così ho fatto una ricerca sul web ed ho scoperto il bel saggio “L’economia dell’abbastanza – Gestire l’economia come se del futuro ci importasse qualcosa” dell’economista inglese Diane Coyle.

Dalla presentazione del saggio: “Il cambiamento più urgente e importante, sostiene l’autrice, è iniziare a pensare al futuro. Se per le crisi in atto (economica, finanziaria, ambientale) si volesse cercare un tratto d’origine in comune, lo si potrebbe con certezza identificare nell’incredibile disprezzo per il domani, che emerge in modo clamoroso soprattutto se si guarda a come viene gestita l’economia. Crearne una sostenibile, in cui tutti abbiano il necessario senza compromettere il futuro, non sarà facile. In “Economia dell’abbastanza”, Diane Coyle avvia una profonda riflessione su come si possa dare inizio a questo cambiamento e su quali siano i primi passi da fare.”

Grande Beppe, come sempre!

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