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Il prolungamento linea metropolitana M2 da Cologno Nord a Vimercate, la Metrotranvia Milano-Limbiate, una nuova stazione ferroviaria a Monza San Rocco e il Prolungamento della linea metropolitana M5 fino a Monza. Sono queste le sollecitazioni contenute in 4 atti che ho depositato e che saranno discussi domani dal consiglio regionale riunito per l’approvazione del Piano regionale della mobilità e dei trasporti.

Abbiamo scelto di chiedere alla Giunta Regionale di fare tutto il possibile per delle opere strategiche attese da anni.
La ristrutturazione della linea tramviaria esistente e l’investimento sul prolungamento delle metropolitane sono sinonimi di più mobilità sostenibile e meno inquinamento per la Brianza.

Purtroppo il Piano regionale della mobilità e dei trasporti che si appresta ad approvare il Consiglio regionale è una farsa: fallisce completamente i suoi obiettivi di sostenibilità, rispetto ambientale e innovazione del sistema dei trasporti e della mobilità. E’ un documento che ripropone scelte vecchie, orientate sostanzialmente verso fallimentari politiche di incremento della domanda di trasporto su gomma con grandi infrastrutture stradali, come il proseguimento di Pedemontana.

La Milano-Limbiate, al di là di tante promesse di rilancio, versa in condizioni drammatiche e rischia lo smantellamento, mentre la metropolitana a Vimercate sembra un’ipotesi ormai remota, nonostante se ne parli da decenni: è giunto il momento di rilanciarla attraverso una nuova progettazione più economica che preveda il tracciato in superficie.

Per quanto riguarda Monza, bisogna accelerare sulla progettazione esecutiva del prolungamento della M5 senza perdere altro tempo così come è necessario prendere in considerazione una nuova stazione ferroviaria al servizio del quartiere San Rocco.

Vedremo se il Consiglio sarà responsabile sul bisogno di mobilità integrata in Brianza, ma non ci facciamo illusioni: Maroni ha in testa una Lombardia di asfalto e trasporto su gomma!.

3 commenti

  1. Buongiorno sig. Corbetta,

    Oggetto: una sua spinta politica alla stazione Monza Est, per piacere.

    ho letto con, sincero, piacere della sua proposta riguardo la mobilità sostenibile Monza e Brianza.

    Condivido tutte le proposte che ha fatto e soprattutto il richiamo alla progettazione di una nuova stazione nel quartiere di San Rocco a Monza.

    Perché nell’ottica della fattibilità in termini di tempo e denaro dovrebbe essere più semplice:
    l’infrastruttura c’è già. L’investimento è minimo.

    Lei sa che è facile fare annunci è difficile arrivare al punto. E’ giusto avere delle strategie ma, prima o poi ci serve anche qualche cosa di operativo, non si può più aspettare.
    L’eventuale stazione di Monza San Rocco avrebbe già l’infrastruttura ferroviaria.

    Le scrivo per chiedere il suo aiuto.

    A Monza è dal 1990, anno del PGT Benevolo, che sono previste tre stazioni ferroviarie sulle linee esistenti, una chiamata Monza Est, posizionata nel quartiere Libertà, una nel quartiere San Rocco, quella che lei ha sponsorizzato e una, non ancora ben identificata nel quartiere Cazzaniga.

    E’ una singolarità della storia, che è giusto ricordare: nel 1990 a Monza si formò una delle prime giunte della Lega, non stava in piedi da sola, i Verdi diedero l’appoggio diretto e con un esperimento politico la sinistra, dei tempi, diede il suo appoggio esterno. Il PGT del 1990 era stato fatto da questa gente che non centrava nulla con il potere storico monzese ma in quel momento voleva finalmente qualche cosa di buono per la città.
    Per cui, l’idea era: per fare il metro ci vogliono miliardi e decenni, visto che a Monza già c’era la struttura ferroviaria (due linee per Lecco e una linea per Como) usiamo quello che c’è e facciamo tre fermate: una a sud (quartiere San Rocco), una a est (quartiere Libertà) ed una a ovest (quartiere Cazzaniga), e senza aspettare secoli e soldi che non c’erano avremmo avuto la “metropolitana”.

    Sembrava l’uovo di Colombo.

    Bene arriviamo a noi e ad oggi. Delle tre fermate, l’unica che in qualche modo è andata avanti è Monza Est. Però siamo sostanzialmente fermi. Dal 1990 ad oggi di giunte comunali ne sono passate tante, di vario colore, qualcuna ne ha parlato, ma poco o nulla è stato fatto.

    L’ultima giunta, quella attuale, ha messo nel suo programma la stazione Monza Est e qualche cosa ha fatto:
    dice di aver messo a bilancio il costo (4 milioni), ha intavolato discussioni con l’assessore della Regione e con RFI. Insieme hanno firmato nel 2013 una intesa di massima.

    Per fare una stazione ci vogliono i soldi dal comune, la benedizione dalla regione ma chi fa il lavoro e sistema gli orari deve essere RFI.

    E qui sta il punto, questo lavoro preparatorio non è ancora terminato, l’assessore Confalonieri, che ha in mano il pallino da 4 anni e mezzo (siamo agli sgoccioli) credo ci abbia provato, ma mettere insieme tre poteri, che si farebbero volentieri i fatti propri, credo sia un lavoro difficile ed ingrato. Occorre ci sia una grossa volontà.
    Non abbiamo ancora la firma della Convenzione fra i tre, dopo quattro anni e mezzo.
    Quali sono i problemi, è giusto saperli:
    il problema principale, e creda, è più complesso di quanto sembri, sono gli orari.
    Fare una stazione significa che il treno si deve fermare e poi ripartire e questo porta via un paio di minuti, significa che i tempi di percorrenza si allungano, le coincidenze si devono modificare, per due minuti per una stazione periferica rischio di dover ricalibrare gli orari di tutta Italia.
    Questo è un problema matematico di una complessità enorme: si tratta di risolvere e trovare le soluzioni di un sistema di equazioni differenziali dove ogni equazione rappresenta una linea ferroviaria (pensi a tutta l’Italia).
    Se è un pendolare si ricorderà sicuramente cosa è accaduto il 9/12/2012 quando è stato fatto un cambio sostanziale all’orario dei treni.

    Piuttosto che cambiare gli orari i dipendenti di RFI propongono di rendere più veloce la linea, la soluzione proposta da RFI è: rendiamo il tratto di linea prima e dopo la nuova fermata più efficiente e più veloce in modo tale che il treno in quel tratto risparmi i due minuti necessari alla fermata e non ci sia alcun impatto negli altri orari.
    E su questo è tutto fermo da due anni.
    Devono fare, stanno studiando, stanno facendo. Boh! Io non so quale è la soluzione.
    Io vorrei unicamente una convenzione firmata dai tre con dei tempi certi di realizzazione e degli impegni scritti.

    Perché le ho scritto? A marzo ci sono le elezioni, cambierà la giunta? Può essere. Si ripartirà da capo? Tutti i nuovi politici buttano a mare quello che è stato fatto prima. Aspetteremo ancora? Certo.
    Quale è il vero problema? Manca la volontà politica.

    Facciamo un annuncio raccontiamo che vogliamo il cielo, poi tanto non si ricorda nessuno o comunque la colpa è di qualcun altro, in questo caso RFI che dei nostri voti non ne ha bisogno.

    Ora se per una fermata su una linea esistente siamo sostanzialmente fermi lei crede che tutto quello che ha chiesto verrà mai fatto? Chiunque sia al timone, le difficoltà sono enormi.

    E siamo al motivo della mia mail:

    Perché non fa subito una interpellanza e chiede:
    come siamo messi con la stazione Monza Est? Che cosa manca affinché si arrivi ad una convenzione firmata e a dei tempi certi di progettazione e costruzione? Cosa possiamo fare ora come regione per passare dalle parole ai fatti?

    Non faccia il politico inutile, non aspetti la propaganda elettorale per usare strumentalmente questa storia contro il politico attuale, si renda utile ora.

    Non ne possiamo più di chiacchiere.

    Alcuni elementi per aiutarla, se crede, a supportare il progetto.

    1) maggior disponibilità di mezzi pubblici non inquinanti per chi nel quartiere fa il pendolare.
    2) vicinanza della nuova stazione al Parco di Monza, si troverebbe a circa 200 metri dal Parco e potrebbe avere un uso turistico.
    3) Il quartiere Libertà è separato dalla trincea della ferrovia dal centro di Monza, contestualmente alla stazione verrebbe fatto un sottopasso ciclo pedonale che consentirebbe, finalmente, di avere un collegamento, umano e non solo automobilistico fra il quartiere Libertà, periferico, verso il Parco e il centro di Monza.
    4) Oggi nel quartiere Libertà non c’è una scuola media e i ragazzi vengono accompagnati alla scuola media Ardigò, dall’altra parte della ferrovia, in macchina dai genitori.
    5) Nel quartiere Libertà c’è viceversa una scuola media superiore, geometri e ragionieri, frequentato da ragazzi di tutta Monza, che oggi, vista l’esuberanza dell’età, raggiungono talvolta attraversando i binari con evidente pericolo.

    A Monza, per anni, direi decenni, abbiamo atteso un sottopasso in via Bergamo, casualmente, nel 2011, tre persone, in momenti diversi, sono morte attraversando i binari nella via suddetta.
    In tre anni le due giunte, di diverso colore, che si sono seguite hanno fatto il sottopasso. Ora c’è.

    Dobbiamo aspettarci lo stesso tipo di infausto evento?

    Grazie

    Pino Lollo

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