Come negli anni precedenti, il ritornello che ci siamo sentiti ripetere dalla giunta è sempre lo stesso.

Ci sono i tagli ai trasferimenti da parte dello stato centrale; abbiamo un residuo fiscale superiore ai 50 miliardi di euro all’anno, che se rimanessero in regione potrebbero risolvere tutti i problemi; abbiamo il vincolo del pareggio di bilancio che non ci permette di fare investimenti come in passato e via discorrendo…

Sono tutte argomentazioni che non intendo certo mettere in discussione: si tratta di dati di fatto con cui noi dobbiamo giocoforza fare i conti, che ci piaccia o no. Il problema per noi è il modo in cui le risorse disponibili vengono spese.

Abbiamo ottenuto dei piccoli ma importanti aggiustamenti in queste ore (i controlli sullo spandimento dei fanghi in agricoltura, il monitoraggio della qualità delle acque del lago d’Iseo, più fondi per il Comitato Regionale per la legalità e la trasparenza, il potenziamento dei programmi per la prevenzione dell’HIV).

E abbiamo finalmente ottenuto la restituzione ai lombardi del milione di euro del taglio dei nostri stipendi! E’ paradossale che per restituire ai cittadini i nostri soldi abbiamo dovuto minacciare l’ostruzionisimo in Consiglio Regionale. Ora siamo fiduciosi che gli impegni presi vengano rispettati a settembre con l’apertura del nuovo bando. In caso contrario torneremo a battagliare in aula! Ovviamente il fondo è aperto alla restituzione di tutti i consiglieri della Regione: rimaniamo in trepidante attesa che il nostro buon esempio venga seguito!

Ma, tornando all’assestamento, questi risultati ottenuti non cambiano la sostanza del problema: si continua a investire risorse pubbliche preziose in progetti che i cittadini considerano inutili rispetto alle loro reali esigenze. Progetti che sembrano studiati e perseguiti più per questioni di immagine della Regione e dei partiti che la governano che per effettive necessità dei lombardi

In questo vediamo una preoccupante continuità nel tempo!

E così mentre nella nostra regione rimangono ancora 800 edifici scolastici con la presenza di amianto e non abbiamo i soldi per intervenire, nei mesi scorsi abbiamo speso 50 milioni di euro nel Fast Post Expo. 50 milioni di denaro pubblico per tenere aperto per qualche mese un anfiteatro, una mostra, un’area giochi per bambini (che nemmeno funziona tutta), due bancarelle che vendono hot dog e calamari fritti e poco altro!

E mentre si taglia il Fondo Sociale Regionale mettendo in pericolo i diritti delle persone con disabilità, anche quest’anno i nostri bei 20 milioni di euro di soldi pubblici li regaliamo a quel buco nero chiamato BreBeMi.

L’opera, in quanto inutile, non la usa quasi nessuno e l’ultimo esercizio finanziario è stato chiuso con 68 milioni di perdite. Di tutta questa vicenda se ne occuperà la Corte dei Conti, dato che proprio settimana scorsa il Movimento 5 Stelle ha presentato un dettagliato esposto.

Abbiamo il trasporto pubblico locale su gomma in condizioni disastrose. Mancano le risorse per garantire la continuità del servizio pubblico. Nella provincia di Monza e Brianza, a titolo di esempio, manca un milione e 800 mila euro senza i quali gli autobus, già da ottobre, si fermeranno lasciando a piedi studenti e pendolari.

Però una novantina di milioni di euro per il Gran Premio di Formula Uno li abbiamo trovati!

La vicenda merita di essere raccontata. Siamo partiti con il Governatore Maroni che fino a qualche mese fa diceva: “La Regione naturalmente non può finanziare in modo diretto il rinnovo del contratto con Ecclestone, ma può sollevare la società che gestisce l’autodromo, la Sias, dal compito di reperire le risorse per ammodernare l’impianto.”

Così si sono messi sul piatto niente meno che 70 milioni di euro, ufficialmente per il complesso Parco di Monza/Villa Reale/Autodromo, ma è chiaro che al Parco e alla Villa arriveranno le briciole, ad andar bene.

Poi però si è scoperto che questi soldi non bastavano e allora ci si è messo il Governo a sborsare, tramite l’ACI, qualche altra milionata.

Ma si è scoperto che i soldi non bastavano ancora. Allora Maroni ha contraddetto se stesso. Non è vero che la Regione non può finanziare in modo diretto il rinnovo del contratto con Ecclestone. Si era sbagliato. Adesso la Regione lo può fare. E così, con questo assestamento di bilancio, arrivano altri 10 milioni – per quattro anni – di denaro pubblico da dare, verrebbe da dire “brevi manu”, al signorotto inglese proprietario della Formula 1.

Ben 90 milioni di euro che invece di essere utilizzati per i fabbisogni reali dei cittadini vengono spesi per tenere in Lombardia una gara automobilistica.

Ricordo che quando abbiamo chiesto dati certi relativi all’indotto della gara, che potessero giustificare un investimento pubblico del genere, il Vice Presidente Sala, proprio in quest’aula, non è stato in grado di tirare fuori uno straccio di documento; invece è un dato di fatto certo che il complesso del Parco e della Villa Reale di Monza non può sfruttare l’indotto turistico che deriverebbe tutto l’anno dal riconoscimento di Patrimonio dell’Unesco proprio a causa della presenza invasiva dell’Autodromo!

Anche su questa vicenda, come per la BreBeMi, il Movimento 5 Stelle non ha intenzione di fermarsi all’opposizione politica. Ci rivolgeremo all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e alla Direzione Generale della Concorrenza della Commissione Europea per verificare se tutta questa vicenda non si configuri come un aiuto di Stato illegittimo.

Questi esempi dimostrano l‘incapacità di offrire ai lombardi risposte concrete alle loro reali necessità. Ho citato il trasporto pubblico locale, il welfare e in particolare i diritti dei disabili, la rimozione dell’amianto nelle scuole ma potrei andare avanti a lungo con il potenziamento della sanità pubblica, le bonifiche dei siti contaminati, la tutela delle aree protette, il potenziamento dei controlli di Arpa, il sostegno alla scuola pubblica, la mobilità su ferro, la realizzazione di un vero reddito di cittadinanza.

Questo assestamento di bilancio non porta nessuna discontinuità col passato.

Basti pensare ai 900 mila euro l’anno che la Regione sborsa per permettere ai possessori di Cartaplus di usare i Frecciarossa sulla Milano Brescia, mentre si tagliano le corse dei regionali e si lasciano in condizioni precarie gli utenti del trasporto pubblico che non si possono permettere i sovrapprezzi della Cartaplus.

Creare una rete strutturata di supporto a chi vive momenti di difficoltà e offrire servizi pubblici efficienti: tutto questo è fondamentale ma non basta.

Bisogna anche dare risposte innovative per lo sviluppo e la crescita della nostra economia.

Mentre noi ci trastulliamo con la Formula 1 e la Brebemi, ci sono delle regioni in Europa che stanno dando vita ad una vera e propria rivoluzione industriale e fanno piani per il futuro che arrivano al 2050… altro che Fast Post Expo!

Facciamo l’esempio della regione francese del Nord Pas De Calais: un’intera comunità regionale, guidata dal suo governatore, che si è messa in marcia verso il futuro, progettando un Master Plan da Terza Rivoluzione Industriale, sulla base delle idee innovative dell’economista americano Jeremy Rifkin.

Sono già stati presentati i primi 200 progetti che spaziano dalle energie rinnovabili, alla sharing economy, dalle smart grid all’idrogeno, dalla solarizzazione dell’industria pesante all’economia circolare, dall’efficienza energetica degli edifici alla produzione con stampa in 3D. Tutti temi che qui da noi, quando vengono trattati, ricevono ben pochi fondi e rivestono ancor meno rilevanza politica nell’agenda della Giunta Regionale.

L’obiettivo dichiarato, nel Nord Pas de Calais, è quello di liberarsi dalle fonti fossili di energia entro il 2050. La Regione prevede di impiegare 200 miliardi di euro al 2050, con risparmi energetici di 320 miliardi e dunque un saldo attivo di 120 miliardi, mentre lo scenario basato sui fossili invece prevede una spesa minima al 2050 di 400 miliardi senza alcun ritorno.

Anche il saldo occupazionale è positivo: nello scenario della Terza Rivoluzione Industriale del Nord Pas de Calais (4 milioni di abitanti) c’è la creazione di 165.000 posti di lavoro mentre lo scenario fossile prevede una perdita di 102.000 posti di lavoro.

Tutto questo da noi rimane un sogno per l’incapacità di guardare al futuro da parte della nostra classe politica.

Mancano idee forti, manca una visione a lungo termine, manca una progettualità che vada oltre le scadenze elettorali e gli effimeri ritorni di immagine.

E questo assestamento di bilancio non fa eccezione.

 

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