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Sono in arrivo nuove misure nei confronti dell’Italia per i superamenti dei limiti giornalieri e annuali di PM10 e NO2 previsti dalla normativa europea (Direttiva 2008/50/CE). L’ha annunciato Karmenu Vella (Commissario europeo per l’Ambiente) rispondendo a un’interrogazione di Eleonora Evi.

Condivido in pieno il giudizio espresso dalla nostra portavoce: “Al netto delle peculiarità morfologiche e meteoclimatiche della Pianura Padana, che rendono molto difficoltoso affrontare il problema dell’inquinamento atmosferico da polveri sottili, è del tutto evidente che le misure adottate dalle Regioni si sono rivelate totalmente fallimentari”

Forte condanna nei confronti del Governatore Maroni, della politica “fantasma” del Ministro Galletti e del continuo rimpallo di responsabilità tra le Regioni e il Governo centrale: «il Piano per la qualità dell’aria in Lombardia, ad esempio, è uno scherzo. Estremamente costoso, non ha funzionato. E che dire dell’Accordo di programma per le Regioni del Bacino Padano? Sembra sia rimasto solamente sulla carta. Nel frattempo sono usciti i dati dell’Agenzia europea per l’ambiente sulle morti premature causate dall’inquinamento dell’aria, che segnano un record in negativo per l’Italia (84.800 decessi solo nel 2012). Ma i nostri amministratori si sono limitati a convocare vertici straordinari e sull’onda dell’emergenza di fine 2015 hanno solamente preso misure eccezionali in alcune grandi città. Di soluzioni strutturali, tuttavia, nemmeno l’ombra.»

Quando a rischio è la vita stessa dei cittadini, le istituzioni dovrebbero fare ogni sforzo per risolvere i problemi. A oggi invece il Piano Regionale per la Qualità dell’Aria in Lombardia e gli accordi con le altre regioni del Nord non hanno prodotto nessun risultato apprezzabile. La qualità dell’aria che respiriamo deve diventare un tema prioritario nell’agenda politica della Regione, con ingenti investimenti economici per provvedimenti strutturali (sostituzione caldaie, trasporto pubblico, mobilità elettrica).

In risposta all’interrogazione del Movimento Cinque Stelle, la Commissione europea fa sapere innanzitutto che l’Italia ha trasmesso con grande in ritardo (il 30 novembre 2015 e il 4 febbraio 2016) i dati per l’anno 2014, che erano invece attesi per il 30 settembre 2015. Inoltre, secondo la Commissione, che comunque osserva una tendenza alla diminuzione delle concentrazioni degli inquinanti, i superamenti dei valori limite sono continuati in numerose “zone di qualità dell’aria” – tra cui quelle della Pianura Padanarendendo così necessario il proseguimento delle infrazioni in corso, affinché sia garantito il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE in tutte le Regioni italiane.

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