La Terza Rivoluzione Industriale nel nord della Francia è già partita!

Sono stati presentati i primi 200 (duecento!!!) progetti del Master Plan per la Terza Rivoluzione Industriale del Nord Pas de Calais!

Di che si tratta? Di tutto: dalle Smart Grid, all’apprendimento collaborativo, dall’idrogeno all’economia della condivisione, dalla solarizzazione dell’industria pesante al bike sharing elettrico, dai distretti delle stampanti 3D alle banche del riuso.

L’obiettivo è liberarsi completamente dalla fonti fossili di energia entro il 2050!

Per raggiungere questo obiettivo l’Assessorato alla Terza Rivoluzione Industriale (si, avete capito bene… hanno un assessorato alla Terza Rivoluzione Industriale!!!) prevede di impiegare 200 miliardi di euro al 2050, con risparmi energetici di 320 miliardi e dunque un saldo attivo di 120 miliardi, mentre lo scenario basato sui fossili invece prevede una spesa minima al 2050 di 400 miliardi senza alcun ritorno.

Da dove arrivano i soldi? nella Terza Rivoluzione Industriale non c’è più bisogno di grandi finanziatori e banche d’affari. I progetti li possono finanziare direttamente anche i cittadini tramite i loro risparmi con il crowd funding (azionariato diffuso).

E i posti di lavoro? Anche il saldo occupazionale al 2050 è positivo: nello scenario della Terza Rivoluzione Industriale abbiamo la creazione di 165.000 posti di lavoro mentre nello scenario fossile una perdita di 102.000 posti di lavoro.

Tutto questo nel nord della Francia. E da noi cosa stiamo aspettando?? semplice, che il MoVimento 5 Stelle vada a governare Milano, la Lombardia e l’Italia! Finché Milano, la nostra Regione e il nostro Paese saranno in mano a trivellatori, asfaltatori, inceneritoristi e expofanatici non c’è speranza!

In attesa del M5S al governo, l’appuntamento per tutti è per il 15 aprile! Porteremo a Milano l’esperienza della Terza Rivoluzione Industriale in Francia! Non mancate, sarà una bellissima serata!

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Cem Ambiente mi stava simpatica fino a qualche tempo fa. La sua attività di raccolta differenziata dei rifiuti nella Brianza est e nel milanese tutto sommato non è malvagia. Non ha raggiunto gli standard di eccellenza che pretende il M5S, ma, nel panorama del settore, il suo lavoro lo fa in modo sufficientemente positivo.

Ma da quando Cem si è prestata al gioco sporco del Pd brianzolo di fondersi con una società che gestisce un inceneritore a fine vita, con l’unico obiettivo di tenerlo in piedi per altri 15 anni, per me la musica è cambiata. Non mi stanno più molto simpatici, mettiamola così…

Prima o poi qualche sindaco dei comuni soci Cem una risposta seria a questa semplicissima domanda la dovrà pur dare:

Che cosa ci guadagna un Comune socio Cem a fondersi con una società che ha in pancia un vecchio ed inutile forno inceneritore con gravi problemi di gestione ambientale (anche nel recente passato), che presto o tardi andrà chiuso con tutto ciò che ne consegue in termini di costi di dismissione e bonifica dei terreni e con in essere delle gare milionarie sotto la lente di ingrandimento dell’Anticorruzione di Cantone?

Vorremmo una risposta seria, di grazia, se non è chiedere troppo; quindi non valgono le solite supercazzole sul sacro ciclo integrato dei rifiuti o le operazioni di puro marketing come il nome Differentia (operazione, per altro, davvero geniale… quel “tutto cambia” rimanda d’istinto al motto gattopardesco che si adatta perfettamente alla reale finalità dell’operazione).

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Fatte queste premesse, abbiamo deciso di effettuare un controllo rigoroso della correttezza di tutti gli atti più importanti adottati nell’ultimo periodo, passando ai raggi X tutta la documentazione relativa alle operazioni precedenti la fusione. E come nel caso di Bea, ne sono venute fuori delle belle! Mettetevi comodi che la storia è lunga…

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Bellissima festa oggi pomeriggio a Desio per Brianza 5 Stelle. Grazie a tutti gli attivisti che hanno lavorato sodo per la riuscita dell’evento!
Nel mio intervento ho sottolineato tre cose.
La prima che quella dei gruppi 5 stelle della Brianza è una vera COMUNITA’, fatta di persone che collaborando insieme sono diventate col passare del tempo amiche tra loro. Una vera comunità senza capi né padroni, in costante crescita e unità dalla voglia di cambiare questo benedetto Paese. E io sono felice di fare parte di questa comunità!

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La seconda cosa è che i nostri portavoce comunali sono i migliori. E lo dico senza timore di smentita. Sono i più preparati e i più credibili che si possano trovare nei consigli comunali della Brianza. Vincere le elezioni, andare a governare i Comuni non ce lo ha certo ordinato il medico, ma qui in Brianza ci sono tutti i presupposti e i tempi sono maturi per avere dei COMUNI A 5 STELLE!

La terza cosa è che il Movimento 5 Stelle, oltre al prezioso lavoro certosino di “ordinaria amministrazione” (atti, interrogazioni, controlli, proposte, denunce nei comuni, in regione e in parlamento), DEVE VOLARE ALTO, deve saper dare una VISIONE DEL FUTURO, deve trasmettere l‘IDEA DI UNA NUOVA SOCIETA’. Volare alto, lasciarsi alle spalle le miserie della politica italiana (dall’asfaltatore Maroni al trivellatore Renzi fino all’inceneritorista Ponti)… noi dobbiamo andare OLTRE e volare più IN ALTO!

Siamo nati per questo, non dimentichiamocelo mai!

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I nuovi elementi sull’interramento della ferrovia di Seveso, emersi nelle settimane scorse nel dibattito locale, sono stati portati dal M5S Lombardia all’attenzione dell’Assessore regionale ai Trasporti, Alessandro Sorte, che si è dichiarato disponibile a valutare un possibile cambio di strategia. La giunta regionale nel novembre scorso aveva stanziato 62 milioni di euro per una soluzione parziale delle interferenze nel tratto ferroviario Seveso-Meda/Cambiago con la realizzazione di due sottopassi (rimarrebbero gli altri 5 passaggi a livello a tagliare in due la città).

Ho depositato un’interrogazione sostenendo le ragioni dell’interramento della linea ferroviaria con l’obiettivo di dare efficienza all’infrastruttura di trasporto pubblico e risolvere definitivamente le criticità. Oggi, in occasione della discussione dell’interrogazione in Commissione Trasporti, ho portato a conoscenza dell’Assessore Sorte dell’esistenza di nuove tecniche costruttive in grado di abbattere i tempi e i costi di realizzazione dell’opera, riducendo al minimo il disagio per gli utenti della ferrovia.

Siamo giunti ad un passaggio fondamentale dell’annosa vicenda dell’interramento della linea ferroviaria. La Regione, con l’avvallo del Comune, aveva stanziato 62 milioni di euro che non risolvono il problema in modo ottimale e definitivo. Grazie al contributo del gruppo M5S locale e della Lista Sevesoviva, che ha sollevato il caso in consiglio comunale, abbiamo convinto l’assessore regionale a valutare una nuova tecnica costruttiva per l’interramento che richiede 70 milioni di euro, 2 anni e mezzo di lavori e solo tre settimane di interruzione del servizio ferroviario.

Sembrava una partita ormai chiusa, ma siamo riusciti a riaprire uno spiraglio. Ora però è fondamentale che l’amministrazione comunale si dia una mossa e si faccia viva presso la Regione, come aveva promesso di fare, chiedendo anch’essa di valutare con attenzione questa nuova tecnologia, prima che vengano spesi decine di milioni di euro di denaro pubblico in modo davvero poco lungimirante.

Ogni soluzione temporanea o parziale non va nella direzione di dare ai cittadini di Seveso una vivibilità della città veramente degna di questo nome!

 

I francesi, si sa, sono buoni e cari ma quando gli girano, fanno le rivoluzioni e non ce n’è per nessuno!
Così è stato nel 1789, poi nel 1848. Adesso è venuto il momento della Terza. La Terza Rivoluzione Industriale!
Sharing economy, smart grid, energie rinnovabili, rifiuti zero, edifici a energia positiva, economia digitale, trasporti a emissione zero, idrogeno, internet delle cose: nel Nord-Pas De Calais un’intera comunità regionale si è messa in marcia verso il futuro!
Ne parliamo, con ospiti d’eccezione, venerdì 15 aprile a Milano! NON MANCATE!

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Il Movimento in Brianza è nato a Desio sei anni fa. Per questo motivo oggi, proprio da Desio, lanciamo la nostra nuova sfida: una Brianza a 5 Stelle.

Siamo cresciuti, abbiamo acquisito esperienza e conosciamo la macchina amministrativa dei Comuni. La Brianza è uno dei luoghi in cui siamo più radicati in Lombardia e i nostri portavoce comunali sono considerati dai cittadini i più credibili e competenti.

Sabato racconteremo ai cittadini le nostre idee e sopratutto ascolteremo le loro!

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NUOVO ESPOSTO ANAC SU BANDO GARA REVAMPING DA 8,5 MILIONI DI EURO
Prosegue la nostra azione di verifica della correttezza e imparzialità dell’azione amministrativa di Bea, dopo lo studio della gara per la turbina, che ci ha portato ad produrre un primo esposto all’Anac, con gli esiti ormai noti a tutti.
La nostra consigliere comunale di Desio, Sara Montrasio, ha terminato l’analisi del bando di gara per i lavori del revamping (manutenzione straordinaria del forno) da oltre 8 milioni e 600 mila euro. Questi lavori erano originariamente compresi nella ormai famigerata gara a doppio oggetto del Piano Industriale del 2012, precisamente il lotto 3. Essendo il lotto andato deserto, nel luglio del 2014 Bea decise di indire una nuova gara a se stante.
Peccato che anche in questo caso, le cose non sono state fatte come si doveva. Da qui la decisione della nostra portavoce Sara Montrasio di mandare un nuovo esposto all’Anticorruzione di Cantone, che verrà formalmente protocollato nei prossimi giorni.
Le irregolarità, anche questa volta, riguardano la composizione della Commissione di Gara. Come nel bando per la turbina, anche in questo caso il dottor Alberto Cambiaghi (Direttore Generale e Responsabile Anticorruzione di Bea Brianza Energia Ambiente SpA e Amministratore Delegato di Bea Gestioni S.p.A.) ha ricoperto la duplice carica di Responsabile Unico del Procedimento e di membro della Commissione di gara così espressamente contravvenendo quanto prevede la legge a presidio dell’imparzialità dell’azione amministrativa nello specifico settore degli affidamenti.
Stesso problema per un altro membro della commissione, il professor Michele Giugliano, che all’epoca ricopriva anche l’incarico di membro effettivo dell’Organismo di Vigilanza di Bea, determinando quindi una situazione di incompatibilità.
Ce ne è abbastanza per interpellare nuovamente il dottor Cantone affinché valuti la legittimità della gara ed eventualmente prenda provvedimenti.
Altro elemento degno di nota: ad uno dei due lotti in cui è stata divisa la nuova gara ha partecipato Comef, la società che si è aggiudicata il famigerato bando della turbina. Ebbene anche qui, come nel caso della turbina, ci troviamo di fronte all’ennesimo cosiddetto “refuso”. Comef riporta nella sua offerta un valore di riferimento per la pressione (26 bar) diverso dal valore previsto nel disciplinare di gara (25 bar). L’azienda si è giustificata parlando di un errore di battitura… è mai possibile che un’azienda che partecipa ad una gara milionaria riesca a fare errori di battitura proprio nei numeri essenziali per la valutazione dell’offerta? Avrebbero potuto dimenticare una virgola, un punto, una maiuscola, sbagliare un congiuntivo o una concordanza di genere o numero… invece no, sbagliano proprio uno dei quattro numeri fondamentali…. davvero sfortunati i signori di Comef! (per la cronaca alla fine poi Comef non ha vinto perché un’altra azienda ha presentato un’offerta più economica).

 

GARA TURBINA: INIZIATIVE IN TUTTI I COMUNI SOCI E IN PROVINCIA e ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI PER DANNO ERARIALE
La prime dichiarazioni a caldo della Presidente Bea Mazucconi sono gravissime e allucinanti: ha difatti dichiarato che non intende seguire le indicazioni dell’Autorità Nazionale Anticorruzione e portare avanti la gara perché annullarla “costa troppo”.
In realtà quello che dichiara la Mazucconi ci importa un fico secco. A noi interessa sapere cosa vogliono fare i soci. Davvero i sindaci e il presidente della provincia Ponti intendono calpestare una deliberazione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione? Davvero se ne infischiano del principio di legalità e di tutela dell’interesse pubblico? Davvero intendono disonorare la società facendola finire nella black list di Anac, condannandola, per altro, a pagare una sanzione pecuniaria pur di andare avanti con i lavori?
In una parola, davvero intendono sottoscrivere il loro suicidio politico?
Pretendiamo da loro una risposta ufficiale. Per questo motivo tutti i Sindaci soci saranno chiamati a rispondere formalmente, tramite ordini del giorno nei consigli dove il M5S ha dei portavoce, e tramite richieste formali da parte di semplici cittadini dove il M5S non ha ancora una rappresentanza formale (Meda, Limbiate, Seveso e Lentate sul Seveso). E nel caso del socio principale, il Presidente della Provincia Gigi Ponti, l’istanza formale l’ho fatta io in qualità di cittadino. Ora, da Statuto della Provincia, mi deve una risposta.
Intanto annunciamo che stiamo valutando il danno economico di tutta questa vicenda. E’ in fase di preparazione un esposto alla Corte di Conti per verificare la sussistenza di responsabilità amministrativa e conseguente danno erariale in capo agli organi apicali di Bea. I responsabili di questo disastro devono pagare.

 

GESTIONE AMBIENTALE DEL FORNO: GRAZIE AL M5S E’ ARRIVATA LA DIFFIDA DA PARTE DELLA REGIONE
Nel dicembre scorso avevo sollevato il caso dei controlli sulla gestione ambientale del forno da pare di Arpa, che negli ultimi dieci anni ha inviato ben sei segnalazioni di ipotesi di reato alla Procura della Repubblica di Monza. Nella sua relazione del 2014, Arpa, in aggiunta alla segnalazione in Procura, chiedeva alla Regione di emettere diffida nei confronti di Bea, ma la Regione fino a dicembre 2015 non aveva mosso un dito. Avevo quindi depositato un’interrogazione regionale per chiedere conto del comportamento della giunta regionale.
Ora è arrivata la risposta all’interrogazione. La Regione ha emesso la diffida! Quasi 5 mila euro di sanzione pecuniaria, una puntuale verifica sulla rete delle acque meteoriche e un richiamo per l’adeguamento alla normativa sul meccanismo di certificazione dei dati sulle emissioni giornaliere. E’ questo il contenuto, in sintesi, della diffida emessa da Regione Lombardia nei confronti di Bea.
Ma l’aspetto curioso, mettiamola così, è la tempistica: dopo solo 4 giorni esatti dalla mia interrogazione, è stata emessa la diffida, nonostante i problemi all’inceneritore sollevati da Arpa fossero gravi, circostanziati e la loro scoperta risalisse all’anno precedente. Insomma, per un anno intero la Regione ha dormito sonni placidi e probabilmente avrebbe continuato a farlo se non fosse arrivato un nostro atto formale.

Il quadro è davvero sconfortante… ma noi non molliamo!

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BREAKING NEWS! ARRIVATA LA RISPOSTA DI ANAC SU NOSTRO ESPOSTO BANDO TURBINA. AVEVAMO RAGIONE NOI, LA GARA E’ ILLEGITTIMA. TUTTO DA RIFARE.

 In questo disastro la responsabilità politica del PD brianzolo è devastante: hanno portato sul baratro una società pubblica e i suoi lavoratori, piazzando politici mal riciclati nei Consigli di Amministrazione, difendendo ad oltranza manager incapaci anche quando bastava leggere le carte per rendersi conto di quanto succedeva, perseguendo una politica industriale fallimentare, senza capire che il mondo in cui i rifiuti si dovevano bruciate è finito. Il Presidente della Provincia Gigi Ponti deve andare a casa.

 

Nella giornata di mercoledì 2 marzo ci sono pervenute le risultanze istruttorie dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, presieduta da Raffaele Cantone, in merito al nostro esposto di dicembre riguardo alle innumerevoli irregolarità che avevamo riscontrato e reso pubbliche circa la gara a doppio oggetto, dal valore di 7,5 milioni di euro, indetta da Bea per la sostituzione della turbina dell’inceneritore di Desio.

Il documento (di ben 21 pagine) include una lunga e articolata trattazione delle criticità da noi sollevate. Solo a titolo esemplificativo, cito un passaggio particolarmente significativo:

[…] emerge dagli atti che la gara è stata aggiudicata per un importo superiore rispetto a quello indicato nel bando e nel disciplinare e ciò nonostante il fatto che il criterio di aggiudicazione prescelto, ossia quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, prevedesse per l’offerta economica l’assegnazione di un punteggio per il ribasso percentuale rispetto al valore posto a base d’asta. Tale rilievo peraltro, non tiene conto dell’ulteriore elemento – che ove considerato sarebbe da ritenersi aggravante – della discordanza circa i valori di potenza termica ed elettrica della turbina chiesti e offerti e del fatto che, in presenza di discordanze accertate in atti di gara e mai formalmente chiarite dalla stazione appaltante, l’offerta dell’aggiudicatario è stata costruita su valori più bassi (8,25 MW in luogo di 8,50 MW e per 21 MW in luogo di 24 MW). In altri termini sembrerebbe delinearsi un quadro complessivo per cui la stazione appaltante ha aggiudicato per un importo superiore a quello messo a gara per ottenere una prestazione tecnicamente inferiore a quella potenzialmente richiesta.

Quanto sopra appare minare in radice la legittimità dell’aggiudicazione effettuata, senza ulteriore necessità di entrare nel merito della valutazione in ordine alle modifiche apportate al piano degli investimenti e al disciplinare […]

 Nella parte finale del documento, Anac riassume tutte le gravi criticità che ha riscontrato, ben dieci, e le raggruppa in tre tipologie di violazioni commesse: violazioni della concorrenza, violazioni del principio di economicità e violazioni del procedimento di gara. Citiamo testualmente alcuni passaggi:

VIOLAZIONE DELLA CONCORRENZA

  • la documentazione di gara difetta, altresì, della definizione dei necessari requisiti in ordine all’affidamento del servizio di progettazione […]”
  • l’accertata presenza di clausole discordanti nella documentazione di gara […] riscontrata dall’Autorità ed ammessa anche dalla stazione appaltante, è tale da alterare la concorrenza sia sotto il profilo dell’incertezza e dell’asimmetria informativa generata tra i possibili offerenti […] sia sotto il profilo dell’illegittimità dell’aggiudicazione disposta nei confronti dell’unico concorrente, alle condizioni da quest’ultimo proposte e a lui più favorevoli
  • l’attuata disapplicazione dei criteri di valutazione dell’offerta previsti dal bando e irrituale negoziazione con l’unico concorrente, a seguito della quale si è addivenuti all’aggiudicazione per importo superiore a quello previsto nei documenti di gara e senza evidenza del necessario riscontro dei requisiti minimi dell’offerta tecnica previsti dal bando

VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DI ECONOMICITA’

  • la gara è stata aggiudicata per un importo superiore rispetto a quello indicato nel bando e nel disciplinare e ciò nonostante il criterio di aggiudicazione prescelto, ossia quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, prevedesse per l’offerta economica l’assegnazione di un punteggio per il ribasso percentuale rispetto al valore posto a base d’asta;
  • la gara è stata aggiudicata a fronte di una prestazione tecnicamente inferiore a quella potenzialmente richiesta
  • la diversa gara per l’affidamento di servizi di ingegneria relativi alla sostituzione del turbogeneratore del termovalorizzatore di Desio (MB) indetta dalla BEA Gestioni SpA risulta sprovvista di adeguata motivazione essendo i servizi in oggetto già inclusi tra le prestazioni aggiudicate alla Comef s.r.l.

VIOLAZIONI DEL PROCEDIMENTO DI GARA

  • la nomina di due commissioni (una amministrativa ed una tecnica) si pone in contrasto con le previsioni della lex specialis ed in particolare con quanto prescritto nel disciplinare di gara
  • si riscontra infine la duplice violazione dell’art. 84 del codice dei contratti pubblici per quanto concerne le disposte nomine dei Commissari tecnici e ciò sia in relazione alla nomina del RUP in qualità di componente sia in relazione all’ulteriore nomina sempre in qualità di componente di un altro soggetto, già redattore dello studio di fattibilità posto a base di gara. Sul punto, si ribadisce, che la norma è posta a presidio dell’imparzialità dell’azione amministrativa, in quanto volta a impedire che nel procedimento formativo della volontà del soggetto pubblico rientrino figure che hanno svolto precedenti funzioni endoprocedimentali idonee a condizionarne il giudizio.”

 

La conclusione di Anac è chiarissima:

Sarebbe stato dunque necessario in ipotesi di gara deserta o di assenza di offerte appropriate, rivolgersi nuovamente al mercato, aprendo un nuovo confronto competitivo. Circostanza, peraltro, che nel caso di specie sarebbe stata quantomai opportuna, in considerazione del fatto che le numerose criticità rilevate nella gara in oggetto inducono a concludere che l’offerta di Comef s.r.l. non potesse ritenersi ‘appropriata”.

Il documento si conclude con la comunicazione che Bea ha 20 giorni di tempo per “manifestare la volontà di conformarsi alle indicazioni dell’Autorità. In alternativa può presentare controdeduzioni (in aggiunta a quelle già presentate quando le era stata notificata la ricezione del nostro esposto da parte di Anac).

 

Se la situazione non fosse gravissima, verrebbe da dire che la commedia è finita. Anac ha letteralmente demolito le tesi difensive di Bea, confermando le gravi inadempienze e criticità segnalate dal Movimento 5 Stelle e ravvisando la necessità che a tutela dell’interesse pubblico la gara sia annullata! Abbiamo fatto un enorme lavoro di studio e analisi, durato mesi, su tutta la documentazione del bando:  troppe le anomalie, troppe le stranezze… e ora l’Anac non solo conferma i nostri dubbi ma va oltre nell’indagine.

Ci hanno minacciato di querela per aver leso l’immagine e il buon nome della società. Ci hanno accusato di fare polemiche strumentali, di buttarla in politica. Ora mi aspetto le scuse del Presidente di Bea. Se vogliono cercare qualcuno che ha infangato la società si guardino allo specchio.

Vista l’incompetenza e l’incapacità dimostrate (le definisco così, in attesa che la Procura della Repubblica si pronunci sulle responsabilità penali), do per scontate le dimissioni dei Consigli di Amministrazione di Bea e Bea Gestioni e del Direttore Generale di Bea. Per mesi hanno continuato a difendere l’indifendibile stravolgendo la realtà dei fatti.

Anche l’attuale Presidente di Bea, Mazzuconi, ha enormi responsabilità. C’è stata perfetta continuità tra l’operato dell’ex presidente Boselli e quello di Mazzuconi: non solo perché la gara per i servizi di ingegneria è stata indetta sotto la sua presidenza, ma anche perché nel rispondere alla prima sollecitazione di Anac del dicembre scorso, Mazzuconi ha sposato e sottoscritto le discutibili argomentazioni già utilizzate da Boselli e Cambiaghi per giustificare le irregolarità di una gara da sette milioni e mezzo di denaro pubblico.

Ma le risultanze istruttorie dell’Anac hanno un peso devastante anche e soprattutto sul piano politico. Con l’intervento di Cantone svaniscono i sogni del PD di potenziamento del forno e di fusione con Cem.

Di fronte alle macerie della gara a doppio oggetto e del piano industriale che la prevede, Gigi Ponti abbia la decenza e il pudore di dimettersi da presidente della Provincia, l’ente azionista di maggioranza relativa in Bea.

L’auspicio è che si colga l’occasione di questa disfatta per cambiare definitivamente rotta. L’incenerimento è una strada senza futuro, il mondo va da un’altra parte. Il Movimento 5 Stelle è disponibile a collaborare per salvare Bea e i suoi lavoratori dal futuro incerto che si profila, delineando una nuova politica industriale fondata sul riciclo, il recupero di materia, lo sviluppo occupazionale e la convenienza economica per i cittadini.

La capiranno questa volta?

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Dopo la manifestazione di domenica sotto il Pirellone, oggi in Consiglio Regionale abbiamo indossando felpe bianche con la scritta “Fuori dai Maroni” per protestare contro l’indecente fiducia che la maggioranza ha votato al Presidente della Regione delle tangenti nella sanità.

Una protesta che ha portato alla nostra espulsione dall’aula, ma di questo siamo orgogliosi, perché non si può restare in silenzio di fronte a chi ha promesso discontinuità col passato, legalità e trasparenza e poi ha fallito miseramente.

Maroni si è presentato con le scope, ora è attaccato alla poltrona con le dentiere. Se alle parole non fanno seguito i fatti la credibilità è pari a zero, e dato che i cittadini lombardi lo hanno ampiamente capito, Maroni ha paura di tornare al voto. I consiglieri regionali di Lega, Ncd e Forza Italia sono corresponsabili del Presidente e del  fango che annega la Lombardia.

L’assicurazione sulla vita di Maroni si chiama NCD che ha più eletti che elettori: se si andasse a elezioni sparirebbero nel nulla. Noi siamo oggettivamente diversi e siamo pronti a cambiare la Lombardia: la sanità deve tornare a mettere al centro il servizio al cittadino e non il business!

Per noi chi prende tangenti sui malati deve vergognarsi ed andare a casa!

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